LA RUBRICA DEL DOTTOR BONFIGLI

27. set, 2017

E' un Tripide di colore nero, con gli ultimi due segmenti addominali bruno rossicci; è dotato di ali strette e frangiate. Le neanidi sono di colore giallognolo. E' una specie polifaga che si è adattata ai climi caldi; vive prevalentemente nella pagina inferiore delle foglie. Il danno si manifesta sulle foglie, sui frutti, mentre su alcune piante da fiore colpisce anche i fiori. Il danno è determinato dalle punture trofiche e dagli escrementi puntiformi e nerastri; sulle foglie si manifesta con argentatura del lembo, necrosi e successiva filloptosi. Sui frutti, soprattutto nel limone, provoca una rugginosità; questa assume colore biancastro sui frutti maturi, mentre di colore marroncino sui frutti verdi.

LOTTA

La lotta è di tipo chimico e agronomico; queste seguono i criteri della lotta guidata. La lotta agronomica consiste in pratiche di potatura che evitano il ristagno di umidità che favoriscono la pullulazione del Tripide. In caso di forti infestazioni si ricorre alla lotta chimica. I trattamenti vengono effettuati in primavera e in autunno. Gli interventi sono stabiliti qualora ci sia il 5 - 10% di foglie infestate (4 germogli per pianta) ed il 2 - 3% sui frutticini infestati (20 frutti per pianta). I prodotti da utilizzare sono: - Acrinatrina; - Imidacloprid; - Dimetoato; - Azinfos-metile; - Fenitrotion; - Piretroidi.

CICLO BIOLOGICO

Il Tripide degli Agrumi negli ambienti meridionali e nelle serre, rimane attivo anche durante il periodo invernale. Negli ambienti più freddi sverna come adulto. In primavera le femmine originano una serie di generazioni che rimangono sulla vegetazione fino all'autunno. Le uova vengono infisse nella pagina inferiore della foglia; le punture di ovideposizione vengono ricoperte da goccioline di escrementi nerastri che imbrattano la vegetazione. Le temperature di circa 25° C, elevata umidità, favoriscono l'infestazione. A seconda degli ambienti il Tripide può generare 6-7 generazioni all'anno.

26. set, 2017

Microsphaera polonica o Oidium hortensiae è un mal bianco che colpisce prevalentemente le foglie dell’ortensia, ma in alcuni casi si possono riscontrare delle sintomatologie anche  a carico dei fiori e dei rami.

Sintomi e danni

La presenza della malattia si manifesta con macchie  clorotiche e sfumate sulla lamina delle foglie, che ben presto si rivestono di una debole patina di aspetto polverulento di colore bianco-grigiastro. Le macchie, con l’avanzare della infezione sfumano in tonalità rossastre o bronzee e l’intera foglia necrotizza e inscurisce, lacerandosi.

In presenza di infezioni particolarmente gravi, dette macchie, che poi necrotizzano, confluiscono sul lembo sino a provocare la completa perdita dell’attività clorofilliana delle foglie, causando conseguentemente intense ed anticipate defogliazioni.

In caso di attacchi precoci ed intensi  la pianta può soccombere. E’ in questi casi che sono più evidenti i sintomi a carico dei rami, che evidenziano bronzature e reticolature nerastre.

Sui fiori il mal bianco si evidenzia con delle pigmentazioni rossastre intense e il feltro miceliare, che si sviluppa sui petali provoca un imbrunimento degli stessi che successivamente  cadono.

Le infezioni sono favorite da un clima caldo-umido (non piovoso), per cui sono massicciamente manifeste durante la piena estate.

Il fungo sopravvive in inverno  allo stato di micelio e di conidio soprattutto a livello delle gemme o sulle varie ramificazioni del cespuglio.

In primavera, quando le condizioni cominciano ad essere favorevoli, dalle ife si originano i conidi che  saranno gli agenti di propagazione dell’infezione. Il fungo svolge il suo ciclo prevalentemente come fase asessuata di Oidium, la fase sessuata costituita da Microsphaera polonica  è molto rara ed è rappresentata da periteci globosi.

Tecniche di controllo

Per controllare questo Oidio sono utili tutti quegli accorgimenti agronomici che diminuiscono le condizioni favorevoli allo sviluppo della malattia. In particolare non impiantare i cespugli troppo vicini, per favorire l’arieggiamento ed evitare concimazioni azotate troppo intense che favoriscono il rigoglio vegetativo, ma anche il fungo.

Nel caso si rendano necessari interventi di tipo chimico, sono impiegabili  diversi fungicidi antioidici, dai prodotti classici di copertura come gli Zolfi, a prodotti  ad azione specifica e curativa come i Triazoli (Penconazolo, Tetraconazolo, Bitertanolo, Esaconazolo, ecc).

Per aumentare l’efficacia dell’intervento può risultare opportuno miscelare lo Zolfo ad uno dei prodotti specifici endoterapici.

I trattamenti vanno poi ripetuti in funzione del prodotto, dell’infezione e delle condizioni operative contingenti. Attenzione agli interventi  in piena fioritura per evitare fenomeni di fitotossicità.

È  in ogni caso sempre importante sottolineare che quando si fanno trattamenti chimici a delle piante ornamentali, soprattutto in un contesto urbano con un approccio di tipo hobbistico, è necessario fare attenzione al tipo di registrazione del prodotto impiegato e che lo stesso sia ammesso nelle condizioni operative del caso.

8. set, 2017

Siamo lieti di invitarvi a questo incontro a carattere tecnico scientifico in collaborazione con la SCUOLA SANT'ANNA di PISA. Affronteremo le problematiche degli olivi della valle del Lucido con il professor Ruggero Petacchi dell'ISTITUTO SCIENZE DELLA VITA DELLA SCUOLA SANT'ANNA DI PISA. In particolare l'incontro è incentrato sul problema della cecidomia delle foglie di olivo. Questo moscerino sta compromettendo seriamente la vitalità delle foglie di questa sclerofilla sempreverde della macchia mediterranea le cui caratteristiche anatomiche fisiologiche e morfologiche sono alquanto diverse da qualsiasi altra pianta da frutto.L'incontro è aperto a tutti gli olivicoltori nonche' gli amatarori non professionali di questa meravigliosa sempreverde. Il dibattito sara' anche incentrato sulla mosca delle olive in quanto la BACTROCERA OLEA sta diventando un problema anche per gli olivi della valle del Lucido.

6. lug, 2017

Distribuzione

Presente in tutti i paesi olivicoli mediterranei 

Descrizione

L’adulto di questo dittero cecidomide, di colore nero, raggiunge i 3 mm. di lunghezza; la femmina presenta i segmenti dell’addome aranciati, mentre nel maschio sono grigiastri. 
L’uovo è ellittico, di colore ialino; la larva neonata è trasparente e successivamente si colora di arancio. Dall’inizio di maggio fino alla fine di settembre si accavallano 3-4 generazioni, così che per tutta la buona stagione si ha la presenza continua e contemporanea di tutti gli stadi dell’insetto. 

Biologia


Sverna sotto forma di larva, in stato di quiescenza, mentre i primi adulti compaiono in primavera ed hanno vita molto breve (2-3 giorni). Le femmine depongono le uova, in gruppi di 10-30, in corrispondenza della zona cambiale, utilizzando spaccature della corteccia preesistenti, in quanto l’ovodepositore non ha capacità di perforazione; le larve, sviluppate nella zona subcorticale, fuoriescono dopo 21-35 giorni, attraverso la stessa fessura utilizzata per l’ovodeposizione o attraverso altre ferite e si lasciano cadere al suolo, dove rimangono fino al raggiumgimento dello stadio adulto. 

Antagonisti naturali


Si segnalano nemici naturali del moscerino suggiscorza: un eupelmide (Eupelmus spp.), due platigastridi ed un acaro del genere Piemotes, che preda le larve in accrescimento. 

Danni


I danni maggiori si manifestano soprattutto su fusto e rami di olivo con meno di cinque anni di età, che presentano ferite da varie cause. Intorno al punto della deposizione si sviluppa una necrosi localizzata della corteccia, delle dimensioni di 6-8 cmq. In primavera ed estate si possono riconoscere esternamente i danni sotto forma di depressioni, screpolature e modificazioni di colore della corteccia, che ingiallisce o arrossisce. Le parti soprastanti le zone attaccate possono disseccarsi del tutto o in parte, a seconda che la necrosi provocata dalla larva abbracci per intero o parzialmente la circonferenza del fusto o dei rami; in questo modo è compromesso l’accrescimento della pianta. I tessuti così alterati vengono spesso attaccati da organismi secondari. 

Strategie di difesa


La difesa da questo cecidomide si basa fondamentalmente su criteri preventivi tesi a ridurre la cause predisponenti le ferite. Non essendo razionale la lotta chimica a causa della profondità delle larve nel tessuto dell’ospite, si consiglia l’asportazione e la distruzione delle parti attaccate.

Gli attachi sono frecuentemente localizzati alla base dei rami, provocano necrosi della corteccia intorno al luogo in cui vengono deposte el uova. Gli attacchi successivi finiscono col provocare la morte del ramo, le cui foglie si anneriscono ed i giovani frutti presenti seccano. Questa Cecidomia è raramente un roditore inquietante.

DESCRIZIONE FISICA

  • Adulto: molto piccolo (appena 3 mm di lunghezza), con le antenne moniliformi e le ali trasparenti. Il corpo e le appendici sono di colore nero; i segmenti addominali sono di colore arancione nella femmina e grigi nel maschio.
  • Uova: elipsoidali, allungate trasparenti. Minuscole ( 0,25 - 0,3 x 0,05mm). Le uova sono deposte in piccoli gruppi (da 10 a 30 unità), allineate le une al fianco delle altre, non attaccate tra loro.
  • Larva: lunga 3 mm, biancastra e trasparente fino alla nascita; dopo diventa arancione quando si avvicina al momento della ninfosi.
  • Ninfa: la pupa è giallo ambra arancione, lunga da 1,5 a 2,1mm.

CICLO BIOLOGICO

Esistono da 2 a 3 generazioni l'anno, della durata di un mese circa. La specie inverna allo stadio di larva.

DESCRIZIONE BIOLOGICA

La specie è infeudata al Olivo. Potrebbe svilupparsi su altre piante Oleacee come la Filaria (Phillyrea spp.) ed i Frassini (Fraxinus spp.). Gli adulti nati dalle larve invernate, appaiono in primavera. La loro vita è breve: dai 2 ai 3 giorni. Le femmine fecondate depongono le uova nelle fenditure della corteccia. Le uova si schiudono nel giro di 3 o 4 giorni. Le larve, agli inizi, si tengono vicine le une alle altre. Vivono come xilofagi, (animali che si nutrono di legno vivo o morto), praticando una sorta di loggia nel tessuto sotto la corteccia. Passano tre stadi e dopo di che passano allo stadio di ninfosi nel giro di 17 o 20 giorni. Dopo il processo di ninfosi esse scivolano dalla loro galleria lasciandosi cadere al suolo. Ninfosi. Durata dai 7 a 10 giorni. Ha luogo nel suolo.

3. lug, 2017

E' una specie molto polifaga e cosmopolita. Gli adulti sono farfalle con ali anteriori di colore bruno-ocraceo con sfumature verdastre (più scure nel maschio e più chiare nella femmina). Le larve hanno colori variabili dal giallo al rosa, dal verde al grigio. Presentano delle bande laterali color giallo-biancastro. Il danno si manifesta sulle foglie, sui fiori e sui frutti ed è provocato dalle larve e consiste in erosioni (sulle foglie e sui fiori) e gallerie (nei frutti).

DESCRIZIONE DEI DANNI ARRECATI

I danni più gravi sono provocati dall'attacco agli organi riproduttivi come i bottoni ed i capitoli floreali, le capsule, le bacche, le infiorescenze del Mais. Ancora molto giovane e piccoli, i bruchi si insinuano molto nei Pomodori e passano inosservati nei pomodori pelati, destinati alla conservazione. Ciò comporta perdite commerciali molto elevate. Molto spesso, le bacche sono scavate dall' esterno, per tre quarti. Nelle Leguminose, i fiori sono attaccati e i baccelli forati.

LOTTA

E' di tipo chimico e segue i criteri di lotta guidata ed integrata. Fra questi annoveriamo l'utilizzo di trappole sessuali per monitorare i voli degli adulti. I prodotti da utilizzare sono: - Acefate; - Azinfos-metile; - Metomil; - Clorpirifos-metile; - Piretroidi (Alfametrina, Deltametrina, Permetrina, ecc.)

DESCRIZIONE FISICA

  • Adulto: le ali anteriori sono di colore giallastro tendenti all'arancione nella femmina ed al grigio verdastro nel maschio, con una leggera banda trasversale più scura nel terzo distale. La parte reniforme è poco marcata, grigio fumo. Le ali posteriori sono grigio chiare con una banda marginale scura ed una piccola macchia bruna vicino alla base.
  • Uova: taglia vicina ai 0,5 mm, bianco giallastra, brunastra alla schiusura.
  • Larva: al suo completo sviluppo, misura da 3 a 4 cm di lunghezza. La capsula cefalica è bruna, allo stesso modo di quella toracica e della placca anale. Il corpo è ornato da piccole bande dorsali scure, fiancheggiate da bande più chiare. Le due bande laterali chiare e sinuose, sulle quali distaccano le stigmate scure, sono molto caratteristiche. Il colore di fondo è sia verdastro o giallastro sia marrone - nerastro.
  • Ninfa: la crisalide misura 2 cm di lunghezza, è di colore bruno. Il cremaster è costituito da due lunghe spine parallele.

CICLO BIOLOGICO

Sverna allo stadio di crisalide nel terreno. Lo sfarfallamento degli adulti avviene in primavera e subito dopo avviene l'ovideposizione (le uova vengono deposte sui fiori o frutti). E' un insetto migratorio ma nonostante ciò compie da 2 a 3-4 generazioni.

Il cilco da uovo a uovo dura un po’ più di un mese. In Italia, possiamo contare dalle 2 alle 4 generazioni annuali.

DESCRIZIONE BIOLOGICA

Questa Nottua, polifaga, è il principale nemico del Cotone e del Mais. Nelle zone mediterranee, si attacca frequentemente alle piante da orto: Pomodoro, Carciofo, Leguminose, Cucurbitacee, ma anche al Tabacco, al Garofano (Dianthus) e a delle conifere. Il bruco mostra una tendenza all'aggressività, è carnivoro e soggetto a cannibalismo. Nelle regioni temperate, inverna allo stadio di crisalide infossata nel suolo, a molti cm di profondità. Gli adulti appaiono in marzo aprile e possiamo osservarli fino al mese di ottobre a causa di lunghe migrazioni. Le femmine depongono centinaia di uova, su tutti gli organi del vegetale, fiori e frutti compresi: le uova possono schiudersi in meno di 3 giorni con una temperatura ottimale che oscilla tra i 27/28°C.