28. apr, 2017

CIMICE MARMORATA ASIATICA O HALYMORPHA HALYS

Halyomorpha halys è una cimice originaria dell'Asia orientale, estremamente polifaga che si nutre di un'ampia varietà di specie coltivate e spontanee. In Italia le prime segnalazioni risalgono al 2012 e in Friuli Venezia Giulia i primi esemplari sono stati rinvenuti nel 2014. Le uova hanno una forma ellittica e vengono deposte a gruppi sulla pagina inferiore delle foglie. Gli stadi giovanili sono distinguibili da quelli di altre specie di cimici per la presenza di piccole spine a livello del torace. Sono molto mobili e in grado di compiere elevate distanze per raggiungere le piante ospiti. Gli adulti sono lunghi circa 17 mm, hanno il tipico aspetto delle cimici, a colorazione marmorizzata. Halyomorpha halys potrebbe essere scambiata con una cimice europea (Rhaphigaster nebulosa), dalla quale si distingue per l’assenza di una evidente spina nella parte ventrale dell’addome e per avere venature marcate di scuro sulla parte membranosa delle emielitre, mentre R. nebulosa presenta alcuni punti. Gli adulti di H. halys sono abili volatori, particolarmente mobili e in grado di compiere in volo grandi distanze alla ricerca dell’alimento di loro gradimento. Halyomorpha halys sverna come adulto in edifici o in anfratti riparati. In primavera lascia i ricoveri invernali per portarsi sulle piante ospiti, dove si alimenta, si accoppia e depone le uova. Le femmine ovidepongono per l’intera stagione. Nelle condizioni climatiche della nostra regione può compiere fino a due generazioni all’anno. Per la scalarità delle ovideposizioni i diversi stadi di sviluppo possono essere presenti in gran parte della stagione vegetativa. Descrizione La cimice marmorata asiatica è polifaga e con una spiccata propensione a variare l’alimentazione. Può vivere su oltre 100 piante ospiti, con predilezione per rosacee (es. melo, pero e pesco) e colture erbacee (es. soia e mais). Nel caso del melo i danni sui frutti si presentano con depressioni superficiali della polpa e necrosi localizzate sotto la buccia. Tali sintomi si possono confondere con quelli causati da altre cimici o dalla butteratura amara (fisiopatia delle mele). Su altre colture i danni si possono presentare con deformazioni dei frutti, nel caso di punture molto precoci, o isolate lesioni da puntura simili a quelle causate da altre cimici. La recente introduzione della cimice H. halys nel territorio regionale, non ha permesso di raggiungere un grado di esperienza tale da permettere il controllo ottimale, sia in ambiente agricolo che urbano. Per la difesa dei fruttiferi esistono pochi prodotti autorizzati per lo specifico impiego, che presentano anche un limitato numero di interventi in etichetta. Si tratta di alcuni insetticidi ad azione prevalentemente abbattente, già utilizzati nella difesa dai più comuni insetti delle colture, che se utilizzati contro H. halys non sempre risultano risolutivi. Ciò anche a causa delle continue reinfestazioni dovute alla sua elevata polifagia e mobilità tra le diverse colture. Si sta sperimentando, con promettenti risultati, l’impiego di reti anti-insetto quale barriera fisica per limitare l’ingresso nel frutteto di cimici provenienti da altre piante ospiti (coltivazioni, siepi e ornamentali) o dai siti di svernamento. Nella difesa delle colture erbacee possono essere eventualmente utilizzati piretroidi autorizzati anche per il controllo delle infestazioni da cimici in genere. A livello domestico si consiglia di raccogliere ed eliminare le cimici mediante immersione in alcool o acqua e sapone. Tale azione può rappresentare una difesa di tipo preventivo finalizzata a ridurre la popolazione svernante di H. halys, potenzialmente dannosa per le colture di interesse agrario nella primavera successiva. Non sono invece consigliati trattamenti insetticidi sugli edifici contro gli adulti