21. mar, 2017

MAL DELL'ESCADELLA VITE

L'identificazione di questi due basidio miceti non è ancora avvenuta del tutto di conseguenza non si conoscono i veri responsabili di questa malattia con precisione. La sintomatologia sulle foglie è caratterizzata dalla parte internervale che dissecca mentre quella vicino alle nervature rimane verde ma comunque è un verde diverso da quello delle altre foglie sane. I sintomi sui grappoli sono suddivisi in due categorie: - sintomatologia tipica: con macchiettature necrotiche, estese sugli acini, questi maturano irregolarmente; - sintomatologia atipica: è dovuta ad alterazioni fisiologiche della pianta a causa del marciume interno, si verificano nella parte terminale della malattia. In questo caso gli acini disseccano senza staccarsi dal raspo. Sui tralci e sui tronchi abbiamo dei sintomi ben precisi quali la comparsa di cancri che sfociano in seguito in vere e proprie spaccature del tronco con la messa a nudo dei tessuti marcescenti. L'attacco dei patogeni su tali tessuti provoca la suberificazione e la disgregazione di essi. Come ultimo stadio della malattia vi è la comparsa di carpofori mensoliformi che possono essere: - giallastri e piccoli se provocati da Stereum hirsutum; - grigiastri e di dimensioni maggiori se provocati da Phellinus igniarius. Il Mal dell'esca è favorito da primavere umide e piovose che accelerano il processo degenerativo.

LOTTA

La lotta ha lo scopo di contenere i danni perché non esistono principi attivi, di natura chimica, in grado di bloccare l'infezione su piante già compromesse seriamente. Tutt'oggi per evitare la diffusione della malattia, vengono proposti interventi preventivi quali: - ricorso a materiale di propagazione sano e controllato; - eliminazione di parte malate e seriamente compromesse; - individuazione e segnatura delle piante che durante il periodo estivo manifestano i primi sintomi del Mal dell'esca al fine di evitare durante la potatura la diffusione del patogeno mediante l'utilizzo degli arnesi; utilizzazione di materiali su cui i funghi non possono mantenersi alllo stato saprofitario; esecuzioni all'epoca del pianto di trattamenti di DNOC per disinfettare i tralci.

La lotta ha lo scopo di contenere i danni perché non esistono principi attivi, di natura chimica, in grado di bloccare l'infezione su piante già compromesse seriamente. Tutt'oggi per evitare la diffusione della malattia, vengono proposti interventi preventivi quali: - ricorso a materiale di propagazione sano e controllato; - eliminazione di parte malate e seriamente compromesse; - individuazione e segnatura delle piante che durante il periodo estivo manifestano i primi sintomi del Mal dell'esca al fine di evitare durante la potatura la diffusione del patogeno mediante l'utilizzo degli arnesi; - utilizzazione di tutori inerti (cemento) su cui i funghi non possono sopravvivere allo stato saprofitario; - esecuzione all'epoca del "pianto" di un trattamento DNOC, in questo modo si disinfettano i tralci feriti dalle potature impedendo infestazioni dovute a spore presenti nell'ambiente.

CICLO BIOLOGICO

Vi sono molti patogeni che possono provocare apoplessia ma gli scienziati sono d’accordo sul fatto che a provocare il Mal dell'esca siano due funghi xilovori: - Stereum hirsutum - Phellinus igniarius Il fungo penetra nell'ospite tramite ferite già esistenti o comunque da parti già ammalate. Una volta entrati si riproducono disgregando il tessuto per via enzimatica provocando la carie. Il contagio del vigneto avviene sia per azione del micelio che per la trasmissione diretta mediante l'uso di arnesi da taglio usati nelle potature. Il patogeno sverna in forma di sclerozi ibernanti.