24. feb, 2017

MUFFA GRIGIA O BOTRITE O BOTRYTIS CINEREA

La muffa grigia della vite è causata da un fungo ascomicete, Botrytis cinerea Pers.:Fr., che può attaccare numerose altre specie vegetali (più di 200) ed è presente in tutto il mondo. Per questo motivo è spesso descritto come polifago ed ubiquitario.
B. cinerea possiede un comportamento necrotrofo (letteralmente “che si nutre di sostanza morta”), cioè non necessità di tessuti vivi della pianta per sopravvivere.

Dopo l’infezione, segue la morte dei tessuti della pianta ospite ed a questo punto il fungo può vivere e sporulare come saprofita sul tessuto necrotico o produrre delle strutture di sopravvivenza, come gli sclerozi. 
Queste strutture di sopravvivenza si trovano associate, sia con la pianta, sia nei tessuti in decomposizione nel terreno.
La fase asessuata (anamorfo) e quella sessuata (teleomorfo) sono indicate rispettivamente con il nome di B. cinerea e Botryotinia fuckeliana (de Bary) Whetzel.
Il genere Botrytis e soprattutto la specie B. cinerea sono noti per avere un’estrema variabilità, anche se il meccanismo che la determina non è stato ancora del tutto chiarito. Il genere Botrytis comprende più di 20 specie, tra cui B. cinerea.
Il ciclo biologico di B. cinerea comprende vari stadi: micelio (stadio vegetativo) che produce conidi asessuali (o macroconidi), sclerozi e microconidi (spermazi). 
Gli sclerozi germinano producendo micelio e/o conidi, ma se si effettua un trattamento specifico e successiva fertilizzazione, possono germinare e produrre gli apoteci
(corpi fruttiferi) che contengono le ascospore, le quali sono, a loro volta, il risultato della meiosi.

Il genere Botryotinia è strettamente relazionato con il genere Sclerotinia.
Per quanto riguarda la zona di origine, sembrerebbe che B. cinerea sia più legata all’emisfero nord e a piante ospiti di climi temperati. L’uomo avrebbe poi contribuito alla diffusione della malattia anche nell’emisfero
sud, mediante il trasporto di materiale
vegetale infetto.
B. cinerea gode, come detto, della reputazione di essere un fungo che presenta un’estrema variabilità. Ciò è probabilmente determinato da fatto che quando cresce su substrato artificiale in laboratorio presenta caratteristiche morfologiche diverse e distinte. Queste tipologie di crescita sono denominate miceliari, sporulanti (conidiali) e scleroziali, ma si possono anche identificare dei sotto tipi (Faretra et al., 1988). Di solito gli isolati con queste tipologie di crescita sono essenzialmente stabili quando sono coltivati a partire da certa massa d’inoculo, ma quando le subculture si ottengono da un singolo conidio si possono differenziare dalla coltura d’origine e anche tra se stesse...