LA RUBRICA DEL DOTTOR BONFIGLI

21. mar, 2017

E' un coleottero; l'adulto ha corpo compatto e nero, la parte distale delle elitre è di colore bruno-rossiccia. La larva è apoda, di colore bianchiccio. I danni maggiori sono causati dagli adulti che scavano gallerie all'ascella dei rametti che, inoltre, facilitano l'insediarsi del tripide dell'olivo (Liothrirps oleae).

DESCRIZIONE DEI DANNI ARRECATI

La situazione è differente a seconda del caso in cui ci si trovi di fronte a olivette mal conservate, soggetti deboli, o alberi sani e vigorosi. Nel primo caso sono le larve ad essere nocive; le loro gallerie possono frenare la circolazione della linfa alla base di una branchia che seccherà e cadrà. L'albero intero può morire. Nel secondo caso sono gli adulti ad essere pericolosi, per le punture di alimentazione alla base dei rami e per i fori scavati per invernare nei germogli ausiliari.

LOTTA

E' di tipo agronomico e consiste nell'eliminazione dei rami colpiti, bruciandoli e nell'utilizzo di "rami esca" (es. residui di potatura) che vengono lasciati per attirare le femmine al fine di evitare la deposizione delle uova su rami sani.

DESCRIZIONE FISICA

  • Adulto: piccolo Punteruolo ovale lungo circa 2 mm. Colore scuro con due macchie più scure su ogni elitra. Antenne flabellifere. Corpo ricoperto da una pelosità molto densa.
  • Uovo: avorio, ovale 0,8 mm x 0,5 mm.
  • Larva: apode ed arcuata, bianco giallastra; 5 stadi larvali. 3,5 mm a completo sviluppo.
  • Ninfa: questo stadio è precedutro da un periodo preninfale di inattività. E' di colore biancastro, ma progressivamente diventa bruno giallastro. Si trova in una loggetta ninfale confezionata dalla larva anziana all'estremità della galleria.

CICLO BIOLOGICO

Svena come adulto dentro alle gallerie, nella pianta; tuttavia a volte può svernare anche come larva. In primavera fuoriescono gli adulti che abbandonano le gallerie portandosi sui rami, le femmine praticano un foro sulla corteccia e dopo essere entrate vi depongono. Dopo un mese e mezzo le larve, nate da quelle uova, raggiungono la maturità e s'impupano. Tra maggio e giugno sfarfallano gli adulti. A questa generazione ne seguono altre due con sfarfallamento degli adulti ad agosto e in autunno. Il Floeotribo compie 3 generazioni all'anno, tuttavia in climi miti si può avere anche la quarta.

Da 1 a 3 generazioni l'anno, in base alla disponibilità di materiale vegetale. Gli adulti della prima generazione nascono e sciamano all'inizio della primavera su altri olivi, dove praticano generalmente morsi d'alimentazione alla base di grappoli fruttiferi, più raramente di un giovane ramo. In entrambi i casi, gli elementi attaccati, seccano e muoiono. Questa prima generazione, agosto-settembre, genera una seconda generazione che si sviluppa come la prima. Una terza generazione parziale o completa, può ancora svilupparsi fino a novembre, data in cui, gli adulti costruiscono i nascondigli d'inverno.

DESCRIZIONE BIOLOGICA

Questo Punteruolo è infeudato all'Olivo nel basso Mediterraneo. Lo troviamo anche su altre Oleacee: Frassino (Fraxinus), Ligustro (Ligustrum), Lillà (Syringa) e Filaria (Phyllirea). Gli adulti passano la cattiva stagione in loggette forate spesso poste sui punti di pertenza di due piccole branche. Queste loggette sono reperibili grazie alla tarlatura rigettata dall'insetto al livello dell'orifizio. In primavera si attaccano di nuovo agli alberi, scavano una galleria perpendicolare alla superficie, più spesso in una branchia di piccolo diametro. Questa camera d'accoppiamento è prolungata lateralmente da due gallerie sottocorticali, le gallerie maternali. La femmina vi depone una quindicina di uova lateralmente alla galleria. - Uova: sviluppo embrionale dagli 8 ai 13 gg. - Larva: scava una galleria corticale sub - corticale perpendicolare a quella maternale, nutrendosi di legno. - Ninfa: al termine dello sviluppo la larva scava una loggetta chiamata "culla di ninfosi" che dura dai 13 ai 18 gg. L'imago nasce dopo 3 - 5 giorni. La specie è xilofaga, capace di proliferare solo su alberi indeboliti.

21. mar, 2017

L'adulto ha il corpo marroncino-verde di 2-3 mm con capo ben sviluppato. Le forme giovanili vivono riparate da abbondanti secrezioni cerose sugli organi infestati. Il danno si manifesta su germogli, infiorescenze e frutti ed è determinato da punture trofiche sia degli adulti che dalle forme giovanili e da asfissia provocata dall'enorme quantità di secrezioni cerose prodotte dall'intera colonia infestante. Sui fiori l'attacco provoca aborto fiorale e colatura; sui frutti la cascola; i germogli infestati manifestano uno sviluppo stentato e a volte dissecano completamente. La melata prodotta provoca anche ustioni (per effetto "lente") e l'instaurarsi di fumaggine.

DESCRIZIONE DEI DANNI ARRECATI

Gli individui della seconda generazione installati sugli steli floreali sono più nocivi, poichè prelevano la linfa necessaria allo sviluppo dei frutti. Le colonie larvali che superano i 7 o 8 individui per stelo sono pericolose; alla soglia di 20 larve per stelo, la raccolta diminuisce dal 50 al 60%. I filamenti cerosi danno all' albero un aspetto caratteristico. La fumaggine che si sviluppa sulla mielata aggrava la situazione. La lotta contro questo individuo richiede un intervento di prevenzione.

LOTTA

La lotta è di tipo chimico ma è buona norma eseguire pratiche agronomiche che tendono a sfoltire la chioma. I suoi antagonisti sono: - alcuni neurotteri crisopidi; - larve di ditteri sirfidi; - Rincoti Antocoridi; - Imenotteri Incirtidi. La lotta chimica viene diretta alle neanidi di prima e seconda generazione, i prodotti utilizzati sono: - Azinfosmetile; - Fosfamidone; - Quinalfos.

DESCRIZIONE FISICA

  • Adulto: psilla molto piccola, lunga circa 2,5 mm, gobbo, la testa piegata in avanti e d'aspetto robusto, con le ali ripiegate a tetto sul dorso. Salta prima di volare. Possiede delle ali possenti, con una nervatura caratteristica. Tinta generale verde chiaro, con le zampe anteriori tendenti al bruno chiaro.
  • Uova: più o meno ellipsoidali, un po’ appuntite sull' estremità anteriore, arrotondate dall'altro polo con un peduncolo grazie al quale si fissa sul vegetale. Misura 0,35 x 0,14 mm; il colore è biancastro alla punta, diventa man mano giallo arancio.
  • Larva: subisce 4 mute larvali, più la muta immaginale. La sua lunghezza evolve da 0,4 a1,5 mm. È ricoperto da un' abbondante secrezione cerosa filamentosa. I 2 ultimi stadi presentano delle aperture alari.

CICLO BIOLOGICO

Sverna come adulto sui rametti; in primavera le femmine ovidepongono infiggendo le uova nelle gemme e dopo 15 giorni nascono le neanidi che conducono una vita gregaria per molto tempo. Lo sviluppo della prima generazione si completa in un mese, a questa ne segue una seconda che colpisce i fiori. A quest'ultima seguono altre generazioni. La specie può compiere 5-6 generazioni all'anno.

Nella maggior parte dei casi, E. olivina, ha 2 generazioni di primavera ed una autunnale. Una quarta generazione facoltativa, puo' svilupparsi a fine anno. Una prima generazione si sviluppa in marzo aprile; in maggio giugno se ne sviluppa una seconda che si porta sulle infiorescenze e sui bottoni floreali. Gli individui di questa seconda generazione entrano in riposo estivo quando la temperatura supera i 27°C. L'attività riprende agli inizi di settembre quando le temperature si rinfrescano. Gli adulti depongono le uova, dando vita alla terza generazione. In questa generazione ci sono gli adutli che inverneranno in autunno.

DESCRIZIONE BIOLOGICA

Specie strettamente infeudata all'Olivo. L'adulto inverna nascosto nelle fenditure e nelle anfrattuaosità del tronco dell'albero. Riprende la sua attività in primavera e si accoppia. La femmina depone più di un migliaio di uova con una frequenza che oscilla da 1 a molte unità di volta in volta. Longevità: da 2 a 3 mesi. - Uova: si schiudono nel giro di 8 o 12 giorni. - Le larve si nutrono prelevando la linfa, secernano un' abbondante mielata, sulla quale si sviluppa la fumaggine. Lo stato larvale dura dai 24 ai 35 giorni.

21. mar, 2017

La femmina adulta ha forma ovale di colore giallognolo con macchie scure e di 5 mm; le neanidi sono di colore giallo-verdastro e hanno forma ovale. Il maschio è alato. Questa cocciniglia infesta la pagina inferiore delle foglie ed i germogli; il danno è determinato dalle punture trofiche e dalla melata. I germogli colpiti manifestano uno sviluppo stentato tutta via solo raramente compaiono delle infestazioni gravi che peraltro rimangono circoscritte a quella stessa pianta.

LOTTA

La lotta è sia di tipo agronomico che chimico; in natura è controllato da numerosi nemici naturali quali: - alcuni Coleotteri Coccinellidi; - la Cocciphaga Scitula (lepidotteri); - alcuni Imenotteri Calcidoidei. La lotta agronomica consiste in pratiche colturali al fine di ridurre la possibilità di infestazione (es. potature di sfoltimento della chioma). La lotta chimica viene eseguita molto raramente tuttavia consiste in trattamenti contro le neanidi; i prodotti utilizzati sono: - oli bianchi; - Carbaril; - prodotti Fosforganici.

CICLO BIOLOGICO

Sverna come neanide; lo sviluppo viene completato nella primavera successiva. A maggio-giugno le femmine ovidepongono, dopo 2-3 settimane fuoriescono le neanidi di prima generazione; a questa segue, dopo poco tempo, una seconda generazione. Sull'olivo è possibile trovare un'altra cocciniglia, la Euphilippia olivina, detta anche cocciniglia cotonosa carenata. Anche questa specie sverna come neanide ma compie una sola generazione all'anno rispetto alla cocciniglia cotonosa che ne compie due. Il danno si manifesta sulle foglie e sui germogli.

21. mar, 2017

In condizioni normali, i bruchi sono poco numerosi ed i loro danni sono insignificanti. Nei vivai, difficilmente si ha la formazione di nuovi soggetti. Le larve del primo stadio appena nate raschiano il prrenchima dello strato inferiore della foglia. Quelle più vecchie, provocano dei frastagliamenti nella foglia e possono distruggere i germogli terminali. I bruchi della seconda generazione si attaccano alle olive in formazione, le rosicchiano a volte fino al nocciolo.

DESCRIZIONE FISICA

  • Adulto: farfalla dalla forma triangolare al riposo. Tinta generale biancastro molto pallido. Le ali sono semi - trasparenti, di aspetto diafano satinato. Ali anteriori ornate di bruno, con 2 punti neri al centro. Apertura alare di 3 cm.
  • Uova: di forma ovale, appiattite, bianco giallastro, fortemente reticolate. 1mm di lunghezza e 0,5 mm di larghezza.
  • Larva: corpo giallo chiaro alla schiusura, diventa in seguito verde più pronunciato. 3 paia di piccole setole disposte lateralmente su ogni segmento. Al suo completo sviluppo, il bruco misura da 18 a 20 mm di lunghezza.
  • Ninfa: scura, finemente rugosa: da 12 a 16 mm di lunghezza, da 3 a 4 mm di larghezza.

CICLO BIOLOGICO

La specie presenta da 2 a 3 generazioni l'anno. L'inverno è passato allo stato di bruco.

DESCRIZIONE BIOLOGICA

  • Piante ospitanti: l'Olivo ma anche il Gelsomino (Jasminum) il Ligustro (Ligustrum), il Frassino (Fraxinus), il Corbezzolo (Arbutus unedo). I primi adulti fanno la loro apparizione agli inizi della primavera. Sono attivi la notte e si accoppiano dal secondo giorno. L'accoppiamento dura dalle 4 alle 6 ore e può ripetersi numerosi volte. Il periodo di deposizione dura dagli 11 ai 30 giorni, in funzione dei periodi. La femmina muore molto presto. Essa depone circa 600 uova, di solito isolatamente, sullo strato inferiore o superiore delle foglie; queste si schiudono nel giro di 3 o 20 giorni, a seconda delle temperature; la soglia più bassa è 9°C. Lo sviluppo larvale dura dai 18 ai 25 giorni. Il bruco si alimenta delle foglie più giovani, situate all'estremità dei rami, raschiando inizialmente una parte e poi tagliando la parte del lembo. Il bruco prima di crisalidarsi, costruisce un nascondiglio legando tra di loro delle foglie con un filo di seta.
21. mar, 2017

Colpisce soprattutto le foglie ma anche rametti e frutti, sulle foglie si manifesta con macchie tondeggianti di circa 10 mm di diametro di colore grigio e contornate da una banda brunastra. Nei periodi più caldi compare un alone giallo. L'insieme delle macchie e degli aloni crea l'immagine degli occhi della coda del pavone da cui prende il nome comune della suddetta malattia. Le foglie colpite sono soggette a filloptosi e di conseguenza le piante attaccate conseguono una perdita di produzione. Sui rametti la malattia si manifesta nella parte erbacea, il sintomo si evidenzia con maculature analoghe a quelle delle foglie; i frutti, invece, vengono attaccati occasionalmente dal fungo che mostra macchie di alcuni millimetri di diametro, infossate e di colore brunastro.

LOTTA

La lotta è di tipo chimico e segue i principi di lotta guidata ed integrata; la tecnica di campionamento prevede una soglia d'intervento pari al 30 - 40% di foglie colpite. In caso di superamento della soglia si interviene a febbraio-marzo ed a ottobre con prodotti: - Rameici (ossicloruri, idrossidi di rame e poltiglia bordolese); - Zineb; - Ziram.

CICLO BIOLOGICO

La Spilocaea oleaginea si mantiene attiva tutto l'anno ma può avere periodi di quiescenza in caso di: - periodi molto caldi e siccitosi; - in inverno a seguito di forti abbassamenti di temperatura. Lo sviluppo del fungo è favorito da periodi di pioggia con temperature superiori ai 5 °C; esso è endofita, predilige la penetrazione attiva e si riproduce tramite i conidi che si portano alla superficie dell'organo colpito e si disperdono con le piogge. Il periodo di incubazione della malattia varia da un paio di settimane ad alcuni mesi.