LA RUBRICA DEL DOTTOR BONFIGLI

22. feb, 2017

IDENTIFICAZIONE DEI SINTOMI

E' una malattia che si manifesta generalmente in autunno e colpisce i frutti in fase di maturazione. I sintomi compaiono sulle olive con chiazze scure e depresse e in seguito l'oliva rinsecchisce e sulla superficie colpita si differenziano i conidi (color rosato); le olive attaccate cadono precocemente e l'olio da esse ricavato è acido e torbido con una colorazione rossa. L'infezione può estendersi anche sulle foglie determinando macchie giallognole e può manifestarsi sulle olive anche in magazzino, dopo la raccolta.

LOTTA

La lotta è sia di tipo agronomico sia di tipo chimico; per ciò che concerne la lotta agronomica, essa sfrutta alcune pratiche colturali quali: - favorire un buon drenaggio; - sfoltire la chioma; - rimuovere le parti infette. La lotta chimica si esegue in autunno con trattamenti a base di prodotti rameici.

CICLO BIOLOGICO

Si conserva sui frutti infetti caduti a terra, la diffusione della malattia è facilitata dalle piogge; la temperatura ottimale si aggira sui 23-25 °C. La penetrazione avviene attraverso ferite di qualsiasi natura.

22. feb, 2017

IDENTIFICAZIONE DEI SINTOMI

Sono funghi molto polifagi responsabili di tracheomicosi causate sia su piante erbacee che arboree. Generalmente i sintomi iniziano con un aspetto sofferente dell'apparato aereo comunque è la sintomatologia abbastanza atipica e occorre, pertanto, un'analisi molto attenta delle piante colpite. Quest'analisi consiste nell'esame di sezioni di fusto e radici. Spesso le piante colpite non soccombono ma rimangono nane, sofferenti e portano comunque a maturazione qualche frutto (decorso cronico della malattia).

DESCRIZIONE DEI DANNI ARRECATI

Consiste in pratiche colturali intese a ridurre la diffusione del patogeno: - uso di rotazioni più lunghe; - uso di varietà resistenti; - utilizzo di materiale riproduttivo sano. Molto usati sono disinfezioni del terreno con fumiganti quali: - Metam-sodio; - Dazomet; - Metilisotiocianato + Dicloropropene; - Bromuro di metile.

CICLO BIOLOGICO

Generalmente si conservano nell'ambiente come forma miceliare attiva. La loro diffusione può avvenire anche con il contatto tra parti di piante infette con piante sane; la penetrazione avviene passivamente, mediante ferite, ed una volta all'interno della pianta questo patogeno si localizza nei vasi legnosi nei quali si diffonde e provoca la sintomatologia descritta dovuta in parte alla produzione di tossine da parte del patogeno.

22. feb, 2017

DESCRIZIONE DEI DANNI ARRECATI

Questo Pidocchio, sia allo stadio di larva sia allo stadio di adulto, si alimenta perforando le cellule delle foglie per prelevarne il contenuto. La morte delle cellule si traduce in un ingiallimento e un disseccamneto dell'organo. La gravità dei danni dipende dal periodo di attacco. Le foglie punte subiscono una deformazione caratteristica: lembo tozzo e bordo sinuoso. L'attacco dei germogli provoca la defomazione delle gemme; il deficit di produzione dei legni si ripercuote nagli anni successivi. I fiori ed i giovani frutti abortiscono o danno delle olive cattive e deformate. La perdita di raccolta può essere importante.

DESCRIZIONE FISICA

  • Adulto: pidocchio di taglia media: lunghezza da 1,9 a 2,5 mm per la femmina, da 1,4 a 1,8 per il maschio. Colore nero brillante, di aspetto robusto e molto mobile. Antenne a 8 articoli. Le ali, con i bordi paralleli, sono arrotondate sulle estremità, portano lunghe setole parallele, ad eccezione della loro parte basale. L'addome lungo e fusiforme porta 4 paia di setole corte su ogni segmento.
  • Uova: renoformi, biancastre, con il corion finemente reticolato. Le sue dimensioni: 0,4 x 0,2 mm.
  • Larve: sono simili alla conformazione degli adulti, ma senza sbocchi alari: le loro antenne hanno 7 aricoli. Prima della muta immaginale, ha luogo uno stadio preninfale, seguito da 2 stadi ninfali. Le ninfe possiedono sbocchi alari ben visibili.

CICLO BIOLOGICO

3 generazioni annuali. Una quarta può essere osservata, se le condizioni micro - climatiche sono particolarmente favorevoli. La prima generazine dura 40 giorni le successive altrettanti giorni. Gli adulti della prima generazione si accoppiano tra i 5 ed i 15 giorni dopo la loro uscita e depongono sulle gemme dell'anno e sui bottoni floreali. Le prime uova sono visibili a metà giugno. Le larve che ne nascono attaccano i germogli teneri, le giovani foglie, i frutti in formazione. La pullulazione massima del Pidocchio dell'Olivo si situa tra giugno ed agosto, e dipende molto dalle condizioni climatiche de ogni regione. In pieno estate gli asdulti si rifugiano, nelle fessure del tronco e riappaiono quando fa meno caldo, generalmente in settembre. Si accoppiano poi depongono e nascono in seguito larve che si nutrono di foglie e frutti maturi. Gli adulti guadagnano rapidamente i loro nascondigli per passarvi l' inverno. Si accoppieranno alla ripresa dell' attività dando vita alla prima generazione.

DESCRIZIONE BIOLOGICA

  • Pianta ospitante: l'Olivo.
  • Adulti: passano l'inverno nascosti nelle fessure della scorza degli alberi. Riprendono la loro attività in primavera e depongono le uova (circa 250) sulle folgie o nei rifugi.
  • Uova: durata dell'incubazione = da 9 a 15 giorni a seconda del clima.
  • Larva: impega 15 giorni per passare allo stadio di protoninfa; 3 giorni più tardi diventa ninfa. La muta immaginale interviene nel giro di 7/8 giorni.
22. feb, 2017

DESCRIZIONE DEI DANNI ARRECATI

Sulle foglie attaccate, le gallerie possono occupare la maggior parte del lembo. I danni comportano solo eccezionalmente perdite economiche rilevanti.

DESCRIZIONE FISICA

  • Adulto: è una piccola farfalla, con 8 mm di apertura alare. Le ali sono molto allungate, il corpo grigiastro, con riflessi metallici ed ornato di piccole setole.
  • Uova: quasi ellipsoidali, appiattite; 0,5 mm di lunghezza e 0,3 mm di larghezza, giallo chiaro iridescente, che diventa progressivamente verdastro.
  • Larva: gialla. Corpo appiattito sulla parte ventrale, con i segmenti addominali molto estesi; la parte terminale, biforcuta, è composta da 2 processi conici. Non è fornita di zampe toraciche. La testa è appiattita. Al suo completo svolgimento, il bruco raggiunge i 6 mm di lunghezza su 1 mm di larghezza.
  • Ninfa: dimora in un bozzolo setoso all'estremità della cavità scavata dalla larva nella foglia. La crisalide misura 4,5 mm di lunghezza. La parte cefalica è prolungata sul suo strato dorsale da un'appendice lanceolata mediana. La parte terminale è biforcuta.

CICLO BIOLOGICO

3 generazioni annuali, con una invernazione allo stadio di larva. I primi adulti appaiono agli inzi della primavera; sono attivi dalla fine di marzo alla fine di maggio. Le farfalle della generazione estiva volano da fine giugno ai primi giorni di agosto, quelle della generazione autunnale dalla fine di settembre ad ottobre.

DESCRIZIONE BIOLOGICA

Piante ospitanti: l'Olivo, ed anche le Filarie (Phillyrea media et P. angustifolia). L'accoppiamento può aver luogo nel giorno successivo alla nascita delle farfalle. La deposizione ha luogo dopo l'accoppiamento; segue per una decina o per una quidicina di giorni. La durata dello sviluppo larvale dipende molto dalle condizioni climatiche. In primavera, le larve entrano nello stadio di crisalide dai 28 ai 45 giorni dopo la schiusura, ma soltanto nel giro di pochi mesi nel caso di generazione invernante. La larva nuova nata, penetra nelle foglie attraverso la base del corion; scava una galleria in direzione dell 'estremità della foglia, poi gira e si dirige verso il picciolo. La galleria si allarga progressivamente. Il bruco passa due stadi larvali e una fase pre-ninfale prima di entrare nello stadio di crisalide. La ninfosi dura dagli 11 ai 18 giorni. La crisalide penetrando si appoggia sulla sua parte posteriore forando l'epidermide superiore della foglia con il suo sperone cefalico, restando in parte impegnata fino alla muta immaginale.

22. feb, 2017

IDENTIFICAZIONE DEI SINTOMI

L'Escoriosi colpisce i giovani tralci su cui provoca delle caratteristiche lesioni ed escoriazioni, la scorza assume una colorazione chiara e su di essa si formano delle pustole nerastre punteggiate che rappresentano la fruttificazione picnidica. Il tralcio malato presenta tessuti deboli con minor vigoria, accecamento di alcune gemme con conseguente minor produzione di germogli e vegetazione stentata. Sugli altri organi i sintomi sono atipici con la diretta conseguenza del danno sui tralci.

LOTTA

La lotta comprende sia interventi preventivi che chimici diretti. Gli interventi preventivi consistono in una potatura di rimonda al fine di eliminare i tralci malati. Gli interventi chimici invece si avvalgono dell'utilizzo del DNOC alla rottura delle gemme (pianto), questo prodotto , però, non deve essere utilizzato nelle fasi successive a questo periodo perché fitotossico. Successivamente all'utilizzo del DNOC vengono utilizzati zolfo, prodotti rameici, Ditiocarbammati oppure prodotti endoterapici come Cimoxanil, Dimetomorf, Fosetil di alluminio, coformulati con il Mancozeb. In zone endemiche e favorevoli al patogeno i suddetti interventi possono essere eseguiti anche in estate.

CICLO BIOLOGICO

Si identifica solamente la fase riproduttiva agamica, esso si conserva nell'ambiente come picnidio cioè corpo fruttifero agamico contenente rametti conidiofori portanti conidi (pustole nere) il fungo può conservarsi anche come micelio latente nelle gemme. L'infezione avviene in primavera soprattutto quando quest'ultima è umida e piovosa. Durante la germinazione i picnidi formano un cirro giallastro che contiene, avvolti in massa mucillaginosa, i conidi.