LA RUBRICA DEL DOTTOR BONFIGLI

8. apr, 2017

Si chiama "Agrodron" il primo drone-contadino ideato in Italia. Lo hanno sviluppato due aziende specializzate: la Italdron di Ravenna, che ha fornito il drone, e la Adron Technology di Udine, che ha realizzato il carico utile per le applicazioni in agricoltura. "Agrodron" può essere utilizzato nella lotta biologica ai parassiti, ad esempio per spargere sui campi di mais delle piccole capsule di cellulosa contenenti le uova di un insetto che contrasta la diffusione della piralide, un lepidottero che può distruggere intere coltivazioni.



Questo sistema sarà presentato per la prima volta in occasione della conferenza "Droni in agricoltura", nuovo appuntamento del ciclo "Roma Drone Conference" che si svolgerà il prossimo 28 gennaio presso l'Atahotel Villa Pamphili. Durante questa conferenza, che ha ricevuto i patrocini del ministero delle Politiche Agricole e dell'Enac, sarà anche presentata la prima polizza assicurativa italiana per l'utilizzo di droni in agricoltura, la "GrowGreen Insurance", messa a punto dal broker specializzato Pagnanelli Risk Solutions Ltd in vista del previsto sviluppo dell'uso di queste macchine volanti nelle coltivazioni in Italia.



Il sistema "Agrodron" utilizza una piattaforma derivata dal quadricottero di Italdron "Highone HSE", un drone radiocomandato dotato anche di autopilota e Gps, con un peso massimo al decollo di circa 5,5 kg e un'autonomia di oltre 18 minuti di volo per ogni pacco di batterie. Questo drone trasporta un kit-spargitore, cioè uno speciale contenitore capace di scaricare automaticamente in volo capsule di cellulosa o altri prodotti per l'agricoltura. L'utilizzo di "Agrodron" consentirà di sostituire l'uso dei trattori per gli stessi trattamenti, riducendo a zero il danno alle colture e l'impatto ambientale, oltre ad aumentare sensibilmente la velocità e la precisione di applicazione. 

8. apr, 2017

Il Carbone del Mais si manifesta su tutti gli organi epigei della pianta; in modo particolare sulle infiorescenze e sulle spighe maschili. I sintomi si evidenziano con masse tumorali, dapprima bianche e carnose, che successivamente divengono violacee e quindi nere; i tumori sono ricoperti da una pellicola sottile che rompendosi lascia fuoriuscire una polvere nera, costituita delle clamidospore.

LOTTA

La lotta è essenzialmente di tipo agronomico ma si avvale anche di precauzioni di tipo chimico. Gli accorgimenti agronomici sono: - scelta di ibridi di Mais resistenti alla malattia; - rotazioni lunghe in caso di forti infestazioni negli anni precedenti; - raccolta precoce dei tumori e loro distruzione; - arature profonde per interrare i residui infetti. Le precauzioni chimiche consistono nella concia del seme con Carbendazim, Carbossina + Maneb, Tiram o Mancozeb.

CICLO BIOLOGICO

Si conserva nel terreno o nei residui colturali, come clamidospore. Le clamidospore, in condizioni di umidità ambientale e di medie temperature, germinano emettendo un basidio che porta delle basidiospore; queste sono responsabili delle reinfezioni. Esse, infatti, producono un micelio aploide che invade i tessuti. Dalla fusione di due miceli aploidi si ottiene un micelio dicariotico responsabile delle formazioni tumorali descritte.

8. apr, 2017

DESCRIZIONE DEI DANNI ARRECATI

I bruchi sono molto voraci. Nondimeno le popolazioni di gravità eccezionale sono rare e si verificano generalmente come conseguenza di ciò che possiamo chiamare Nottua ypsilon (Agrotis ipsilon).

DESCRIZIONE FISICA

  • Adulto: 40 mm di apertura alare; ali anteriori bruno scure con, al centro, una macchia reniforme ed una macchia circolare più chiara. Le ali posteriori sono bianche nei maschi e grigie nelle femmine. La circonferenza delle ali porta un piccolo profilo nero.
  • Larva: da 45 a 50 mm, testa rossastra, corpo grigiastro con 2 linee parallele nella regione mediana. Su ogni segmento, 2 piccole macchie nere in avanti e 2 di dietro portanti ciascuno una piccola setola.

CICLO BIOLOGICO

Da 1 a 2 generazioni annuali, a volte 3 generazioni parziali. Questa Nottua inverna allo stadio di bruco a stadi differenti a seconda delle regioni; la ripresa dello sviluppo ha luogo in marzo aprile. Gli adulti appaiono dalla metà di aprile agli inzi di giugno e la prima generazione larvale si sviluppa da giugno a luglio. Nel Nord della Francia, queste larve giunte all'ultimo stadio, invernano a meno che non passino alla ninfosi nel suolo; gli adulti nati in agosto sono all'origine di una seconda genrazione larvale. Nel Sud, tutti i bruchi passano allo stadio di ninfosi in giugno - luglio; gli adulti appaiono dalla fine di luglio agli inizi di ssettembre. I bruchi si sviluppano in agosto fino alla fine di ottobre ed invernano a stadi diversi; alcuni danno vita ad una terza generazione larvale parziale in ottobre - novembre.

DESCRIZIONE BIOLOGICA

  • Piante ospitanti: le piante spontanee, la Gramigna (Agropyrum), il Convolvolo (Convolvulus), il Plantano (Plantago), ecc poi anche le piante leguminose così come la Barbabietola, la Patata, i Cereali, il Tabacco, la Vite ecc.
  • Adulto: questa specie è considerata come sedentaria ma gli adulti sono capaci, in alcuni periodi, di effettuare dei voli di un ampiezza però limitata. Le femmine depongono le loro uova isolatamente o in piccoli gruppi sullo strato inferiore delle foglie delle piante spontanee, sugli steli, ma anche sulla superficie del suolo.
  • Fecondità da 800 a 1200 uova, il cui sviluppo embrionale richiede un quindicina di giorni a 14,5°C.
  • Larva: il giovane bruco rosicchia inizialmente le piante spontanee poi si attacca alle specie coltivate vicino. Si alimenta la notte divorando il fogliame e sezionando i piccioli. Durante la giornata si mimetizza avvolgendosi su se stesso o sotto una zolla di terra o nel suolo ad una leggera profondità.
7. apr, 2017

Gli Elateridi sono un gruppo di fitofagi che appartengono a diverse specie, tutte con un aspetto ed una biologia simile che consente di fare un'unica trattazione. Gli adulti sono piccoli Coleotteri (circa 8-10 mm di lunghezza) di aspetto affusolato; presentano l'addome, nella parte terminale, appuntito con una livrea di colore variabile dal grigio-rossastro al brunastro scuro. Le larve sono tipicamente di colore giallo-aranciato intenso; sono lunghe circa 15-18 mm ed hanno un tegumento molto indurito. La forma è allungata cilindrica; la forma ed il colore ne giustificano il nome di "ferretti". Il danno è provocato dagli stadi larvali che rodono le radici, soprattutto delle giovani piante; in questi casi si possono verificare delle fallanze anche gravi per morte delle piantine.
Sulle piante già sviluppate gli attacchi intensi provocano, sempre per effetto delle erosioni a carico delle radici, una perdita di funzionalità delle stesse, con conseguenti appassimenti ed avvizzimenti della parte aerea e un generale deperimento vegetativo. Nel caso di attacco a piante con organi carnosi sotterranei (fittoni, tuberi, bulbi) il danno è diretto a questi organi; le larve vi entrano e scavano profonde gallerie, con lesioni che spesso degenerano in marciumi.

Ciclo biologico

Gli Elateridi sono insetti a ciclo pluriennale per cui è difficile identificare precisamente una forma svernante; tuttavia, considerando che completano il loro sviluppo in 4 o 5 anni, possiamo dire che svernano un anno come adulti e 3 o 4 anni come larve.
Gli adulti compaiono, in modo molto scalare, in primavera iniziando ad uscire dalla seconda metà di marzo fino a fine maggio-inizi giugno. Questi adulti sono quelli che hanno svernato nel terreno chiudendo il ciclo pluriennale; essi si nutrono di alcune piante spontanee contigue o in mezzo ai coltivi ed alla fine della primavera si accoppiano.
Le ovideposizioni avvengono nel terreno sia negli anfratti che in profondità (qualche centimetro), con preferenza dei terreni sciolti e ricchi di sostanza organica. Le ovideposizioni sono scalari e proseguono fino a metà estate.
Le larve neonate (schiudono dopo circa un mese di incubazione) si nutrono dapprima di residui vegetali in decomposizione; successivamente iniziano l'attività trofica dannosa attaccando le radici e gli organi ipogei, danneggiandoli.
La dannosità delle larve del 1° anno è in funzione del momento in cui sono nate e delle condizioni ambientali; infatti in piena estate, quando il terreno diviene molto secco, le larve si interrano a profondità maggiori, allontanandosi dalla rizosfera. Anche durante i periodi invernali, per sfuggire al freddo, le larve si interrano profondamente. Pertanto la massima attività larvale si verifica nei periodi di primavera e di fine estate-autunno. Le larve del 1° anno svernano in profondità nel terreno, e riprendono l'attività nella successiva primavera. Il ciclo si ripete per 2-3 anni fino al raggiungimento della maturità che avviene al 4°-5° anno. Le larve mature si impupano nel terreno ed originano gli adulti che sverneranno ed usciranno nella primavera successiva.
Il ciclo completo si compie ogni 4-5 anni.

Agriotes ustulatusAgriotes ustulatus 

Agriotes litigiosusAgriotes litigiosus 

Lotta

La lotta contro gli Elateridi è di tipo chimico e si effettua con trattamenti diretti al terreno, ma prevede anche alcune precauzioni di tipo agronomico.

Precauzioni agronomiche
Questi insetti per completare il loro ciclo biologico sono favoriti sia dai terreni umidi che dalle poche lavorazioni.
Pertanto, si può affermare che periodi siccitosi sono sfavorevoli al pullulare massivo delle popolazioni e, al contrario, coltivazioni poco lavorate (prati ed alcune foraggere) ne favoriscono il ripopolamento.
Favoriscono inoltre gli Elateridi, i terreni torbosi o comunque ricchi di sostanza organica, i ristagni idrici ed un prolungato inerbimento dei suoli anche da una flora infestante. Queste considerazioni sono alla base delle scelte di rotazione che devono gestire il susseguirsi delle coltivazioni, specialmente con specie recettive.

Lotta chimica diretta
La lotta chimica diretta si effettua seguendo i criteri della lotta guidata ed integrata. Nelle zone ritenute non molto infestate i trattamenti vengono effettuati solo se si supera una certa presenza di larve nel terreno; il campionamento viene effettuato a parcelle, valutando l'effettiva presenza delle larve. In caso di forti presenze e tali da determinare un rischio si effettueranno gli interventi. Il monitoraggio delle larve viene oggi effettuato con appositi vasetti-trappola cilindrici, provvisti di fori ai lati e sul fondo, innescati con semi di cereali e vermiculite ben inumiditi. Il vasetto, chiuso, viene interrato in primavera; i semi dei cereali in germinazione attirano le larve che vengono censite ogni 15 gg. La soglia di intervento proposta per la pianura padano-veneta è di 15 larve/m2. Nelle zone molto infestate i trattamenti vengono eseguiti sempre. La lotta chimica diretta si effettua con geodisinfestazioni dopo aver eventualmente valutato l'effettiva presenza delle larve e la loro soglia con monitoraggi eseguiti a fine estate o in autunno dell'anno precedente. Vengono impiegati prodotti granulari distribuiti, generalmente, alla semina e localizzati sulla fila.

7. apr, 2017

Il Tonchio del Pisello è un piccolo Coleottero (circa 4 mm di lunghezza). Il corpo, che è nerastro e ricoperto di peluria, presenta anche macchie diffuse grigio chiaro sulle elitre; queste lasciano scoperto il pigidio che è più chiaro. L'adulto è pollinifago e glicifago e pertanto non determina, direttamente, nessun danno. La larva, che ha il corpo arcuato, è di colore bianco con il capo bruno; essa porta brevissime setole ed è dotata di corte zampe. La larve sono fitofaghe e vivono nutrendosi di tessuti del seme del Pisello. Il danno si manifesta sui semi del Pisello e sono causati dall'azione trofica delle larve. Queste, generalmente una per seme, svuotano i semi di Pisello rendendoli incommerciabili sia per l'uso alimentare che come semente; infatti i semi perdono la germinabilità oppure, se germinano, danno origine a piante molto deboli e con accrescimento stentato.

Ciclo biologico

Il Tonchio del Pisello passa l'inverno allo stadio di adulto all'interno dei semi attaccati o in ripari.
In primavera gli adulti escono dai semi ed iniziano la loro attività nutrizionale; subito si accoppiano per riprodursi. Le femmine ovidepongono generalmente sulla superficie dei baccelli. Le larve neonate bucano il baccello per poi introdursi nel seme per scavarlo internamente. Le larve, raggiunta la maturità, si impupano nel seme che ormai ha raggiunto la maturazione. L'insetto adulto non esce dal seme ma sverna al suo interno; uscirà, come già detto, nella primavera successiva. Il Tonchio del Pisello compie una generazione all'anno.

Adulto di Tonchio del piselloAdulto di Tonchio del pisello - Bruchus pisorum L. Tonchio del pisello - Bruchus pisorum L.Tonchio del pisello - Bruchus pisorum L. 

Lotta

Tecniche di prevenzione e lotta
Le tecniche di prevenzione e lotta devono seguire le seguenti regole basilari:
- i locali destinati a magazzino devono essere perfettamente impenetrabili dagli insetti. Le porte e le finestre devono possedere accorgimenti che ne consentano la chiusura ermetica. Lo stesso fabbricato deve essere isolato anche nelle fondazioni, per consentire le eventuali fumigazioni di disinfestazione, anche in pressione; le finestre devono essere dotate di reti di metallo o di nylon, a maglia fine, per impedire l'ingresso degli insetti adulti;
- nei magazzini e nei locali di lavorazione trovano efficace applicazione: trappole alimentari; trappole luminose a scarica elettrica; trappole sessuali: queste sono particolarmente efficaci contro i Lepidotteri. 
Con queste trappole si possono ottenere dei risultati diversi: 
- la cattura massiva: in questo modo si diminuisce la consistenza numerica della popolazione, mediante la cattura dei maschi che non possono più compiere gli accoppiamenti; 
- la cattura di monitoraggio: in questo modo si individua l'entità della popolazione e si segue il ciclo di sviluppo allo scopo di determinare la soglia di intervento. Questa consente di individuare il momento più propizio per intervenire con prodotti disinfestanti e solo quando l'entità della popolazione è tale da provocare un reale danno economico.
La soglia varia da 1 a 2 insetti per trappola a seconda del fitofago considerato;
la disinfestazione viene effettuata con fumiganti o con insetticidi ad azione residuale; essa può essere fatta sia con infestazioni in atto che con i locali vuoti, a scopo preventivo.

Le fumigazioni
Le fumigazioni devono essere effettuate da personale specializzato, previa autorizzazione della Questura, dell'A.S.L., o della Capitaneria di Porto. 
Le dosi e i periodi di esposizione devono essere rigorosamente rispettati per evitare che il prodotto immagazzinato assuma odori che poi si trasmettono anche al pane e agli altri derivati.

Insetticidi residuali (azione per contatto)
L'applicazione delle dosi deve essere rigorosa per evitare l'insorgenza di fenomeni di resistenza, è inoltre opportuno alternare l'uso dei principi attivi, per ridurre questi fenomeni.

Altre metodologie di conservazione
Attualmente la conservazione delle derrate alimentari si sta orientando sull'impiego di due nuove tecnologie: l'atmosfera controllata e la refrigerazione; queste nuove tecniche che tendono a sostituire i prodotti chimici consentono di limitare le infestazioni e di ottenere prodotti conservati senza residui chimici.
Queste tecniche prevedono ambienti appositamente costruiti e naturalmente a tenuta stagna.
La tecnica dell'atmosfera controllata viene realizzata con l'impiego di Azoto oppure di Anidride carbonica in sostituzione dell'Ossigeno.
I risultati migliori si ottengono con l'Anidride carbonica che richiede tempi di applicazione minori, rispetto all'Azoto, anche in presenza di una certa % di Ossigeno.
Gli insetti muoiono per soffocamento e per l'effetto tossico della CO2 a livello cellulare.
La tecnica della refrigerazione consente di conservare efficacemente i prodotti per lunghi periodi in quanto viene bloccato il metabolismo degli insetti.
I tempi di refrigerazione variano a seconda dell’abbassamento di temperatura prescelto, che dipende dalle specie di insetti presenti e dal loro stadio di sviluppo.
La conservazione potrebbe essere anche integrata, cioè utilizzando entrambe le tecniche: basse temperature associate ad atmosfera controllata.