LA RUBRICA DEL DOTTOR BONFIGLI

5. ott, 2017

La Ticchiolatura della Rosa è una malattia fungina che colpisce molto frequentemente queste splendide piante. Si riconosce per le tipiche macchie scure nerastre rotondeggianti sulle foglie, che tendono ad allargarsi con il procedere dell’infezione, fino a sovrapporsi. Ai bordi delle macchie, le foglie iniziano a decolorarsi fino a tendere al giallo. Se non curata, la malattia porta alla completa defoliazione e disseccamento della pianta.

Il fungo può colpire anche altre parti della pianta, come i giovani fusti.

La Ticchiolatura colpisce anche altre piante, in particolare quelle da frutto, come il Melo e il Pero.

TICCHIOLATURA DELLA ROSA: COME PREVENIRE…

ticchiolatura della rosa

IL PRODOTTO CONSIGLIATO DAL CONSORZIO DI GRAGNOLA

La Ticchiolatura della Rosa è provocata dal fungo Diplocarpon rosae che si sviluppa in presenza di molta umidità e temperature elevate, oltre i 25°C. Per esempio in estate e in presenza di giornate molto piovose. In inverno il fungo sverna sulle foglie cadute al suolo o sui rami infetti, pronto a tornare in azione appena le condizioni di umidità e temperatura torneranno favorevoli.

Per prevenire il problema, dobbiamo quindi togliere tutto il materiale infetto e bruciarlo. Inoltre è bene prediligere zone ventilate per la coltivazione delle Rose e diradare la densità di piantagione per evitare un’eccessiva umidità sulle foglie. In caso di alta densità, anche una potatura di diradamento aiuta una migliore circolazione dell’aria.

…E COME CURARE

In caso di infestazione dobbiamo anzitutto togliere tutte le parti danneggiate, sia sulla pianta sia le foglie cadute, ed eliminarle. Quindi possiamo utilizzare un fungicida sistemico per piante ornamentali, ripetendo se necessario il trattamento ogni 15 giorni.

Il fungicida sistemico può essere utilizzato anche in via preventiva, in presenza delle condizioni di umidità e temperatura ideali per lo sviluppo del fungo.

5. ott, 2017

Eliminare la Minatrice serpentina dalle piante ornamentali è importante poiché la sua presenza può provocare danni importanti alle piante.

La Minatrice serpentina (Phyllocnistis Citrella) è un microlepidottero, lungo pochi millimetri e dotato di ali argentate, che colpisce prevalentemente piante da frutto, ma anche RoseLaurocerasoPiracanta e Betulle, manifestandosi intorno a metà giugno.

Le farfalle in primavera depongono le uova sulla pianta ospite, pronte a schiudersi in estate e le larve si nutrono delle foglie, all’interno delle quali scavano sottili gallerie lunghe fino a 10 cm.

I danni causati dalle larve si manifestano con l’arrotolamento e il disseccamento fogliare, a conseguenza delle necrosi causate ai tessuti. Nel caso di piante da frutto, lo sviluppo dell’albero si arresta causando raccolti scarsi e ingenti danni estetici.

COME ELIMINARE LA MINATRICE SERPENTINA DALLE PIANTE ORNAMENTALI

Come spesso succede quando si parla di parassiti, è importante intervenire prontamente, cioè ai primi sintomi della presenza del lepidottero, per limitare i danni.

Sulle piante da frutto possiamo intervenire con un insetticida sistemico alla prima comparsa del danno. È un agrofarmaco ed è quindi importante leggere e attenersi alle indicazioni precisate sulla confezione.

5. ott, 2017

La Ticchiolatura sulle piante da frutto è una malattia fungina abbastanza comune, diffusa soprattutto tra PeriNespoli e Meli, che sono gli alberi più colpiti. La prima conseguenza negativa è che le piante colpite sviluppano una crescita rallentata e deforme dei frutti, con conseguenti danni al raccolto.

L’infezione da fungo si nota principalmente sul margine superiore della foglia con macchie scure, che con l’avanzare della malattia si propagano su frutti, germogli e rami. In caso di gravi infestazioni, le foglie e i rami si seccano e cadono, portando al deperimento della pianta e a una sua morte precoce.

TICCHIOLATURA SULLE PIANTE DA FRUTTO: ATTENZIONE ALL’UMIDITA’

Come tutte le malattie fungine proliferano in climi miti e umidi, quindi primavera, estate e autunno sono i periodi in cui le piante possono ammalarsi. La prevenzione è molto difficile poiché spesso la malattia viene portata dal vento da una pianta malata a un’altra, contagiando velocemente il frutteto. In via preventiva è molto importante è potare e concimare le piante regolarmente, cercando di evitare la formazione di ristagni.

Ai primi sintomi della malattia, è necessario intervenire con un trattamento con un fungicida specifico, adatto per piante da frutto. Effettuate il trattamento in concomitanza di lunghi periodi di bagnatura delle foglie (6-8 ore) e con temperature miti. Se necessario ripetere il trattamento. Si tratta di agrofarmaco e quindi leggete e attenetevi scrupolosamente alle indicazione scritte sulla confezione.

27. set, 2017

E' una specie polifaga attiva per tutto l'anno. L'adulto, circa 1.5 mm di lunghezza, ha il corpo di colore giallognolo, ricoperto da una pruina cerosa e bianca. Le neanidi presentano il corpo appiattito e sono verde-giallognolo. I danni si manifestano sulle foglie e sono determinati dalle punture trofiche, sia dagli adulti che dagli stadi giovanili. Il fitofago si stabilisce sulla pagina inferiore e si nutre sottraendo linfa. Le naenidi, inoltre, causano più danni, in quanto producono abbondante melata imbrattando la vegetazione. La presenza di melata determina Fumagini che rendono incommerciabili i frutti.

DESCRIZIONE DEI DANNI ARRECATI

Sono gli Agrumi le piante più colpite da questi individui. In caso di infestazione massiccia, sciami di milioni di adulti possono spostarsi da un luogo all'altro provocando danni. La produzione di melata che cade sullo strato superiore delle foglie situate sotto, è molto elevata. Foglie e frutti si ricoprono di fumaggine.

LOTTA

E' di tipo chimica e segue i criteri di lotta guidata ed integrata. Le soglie sono state stimate in: - 5-10 neanidi per foglia (Mandarini e Clementini); - 20-30 neanidi per foglia (Limene e Aranncio). I prodotti da utilizzare sono Olio bianco attivato con Fosforganici (Fenitrotion, Bromofos) o con Piretroidi. Attivo sulle uova e le neanidi anche Buprofezin un regolatore di sviluppo chitinoinibitore. In inverno per combattere le neanidi svernanti sonno molto efficaci gli Oli bianchi. In natura il coccinellide, l'Imenottero Afelinide svolgono, un'efficace opera di controllo.

DESCRIZIONE FISICA

  • Adulto: somigliante ad una piccola farfalla di 1,4 mm, di colore giallo chiaro, ricoperto da una cera bianca.
  • Uova: peduncolato, ovale, da 0,2 a 0,3 mm di altezza, colorito giallastro.
  • Larve: verdi giallastre, piatte; al quarto stadio, raggiungono 1,5 mm.

CICLO BIOLOGICO

Sverna come neanide matura, più raramente come uovo. In primavera sfarfallano gli adulti, poco dopo le femmine ovidepongono nella pagina inferiore della foglia. Generalmente si compiono due o tre generazioni all'anno con picchi di sfarfallamento in maggio, in luglio-agosto ed in settembre-ottobre.

Possiamo osservare dalle 2 alle 4 generazioni annuali. In condizioni ottimali, una generazione può completarsi in 7 o 8 settimane. Se le condizioni non sono favorevoli, questa può addirittura completarsi in 6 o 7 mesi. Una sola foglia può essere infestata da molteplici larve generate da migliaia di uova.

DESCRIZIONE BIOLOGICA

Specie originaria dell'Asia Orientale. Sembra che sia arrivata in Italia verso la fine del decennio 1950. Fu segnalato in Francia nel 1954 sulla Costa Azzurra. L' Aleirode degli agrumi è una specie polifaga che attacca soprattutto gli agrumi. Vive generalmente sul Ligustro (Ligustrum), sul Frassino (Fraxinus), sul Lillà (Syringa), sulla Forsythia, sul Lillà delle Indie (Melia), sul Fico, sul Caco (Diospyros), sul Melograno (Punica), e sul Susino. L'invernazione ha luogo sotto forma di larva che attraversa dai tre ai quattro stadi posta sullo strato inferiore delle foglie, raramente l'invernazione avviene allo stato di uovo. Adulto: i primi adulti appaiono verso aprile - maggio; un secondo volo puo' essere osservato in agosto seguito qualche volta da un terzo volo verso la fine dell'autunno. Uova: deposte per la maggior parte sullo strato inferiore della foglia. Larve: il loro effettivo è massimale nella prima decade di giugno, alla fine dio luglio, in agosto, a settembre ed a ottobre. Generalmente vivono sullo strato inferiore delle foglie.

27. set, 2017

L'adulto circa 8 mm di lunghezza è di colore brunastro; Le ali posteriori mancano e le elitre sono saldate tra loro. Le larve, circa 7-8 mm di lunghezza, sono apode e bianchicce. I danno si manifestano sulle foglie e sono gravi quando vengono attaccate le giovani piante soprattutto nei vivai. Il danno consiste in smarginature ai bordi fogliari causati dall'aduto durante le ore notturne.

CICLO BIOLOGICO

Sverna come larva nel terreno. Gli adulti fuoriescono all'inizio dell'estate e si riproducono per partenogenesi, deponendo le uova nel suolo; da queste uova escono le larve che si nutrono di radici delle piante erbacee. Di norma gli Oziorrichi compiono una generazione all'anno.

LOTTA

E' di tipo chimico e può essere effettuata sia contro le larve che contro gli adulti. Contro le larve si possono fare delle geodisinfestazioni attorno alle piante, inoltre è possibile utilizzare un metodo di lotta biologica impiegando nematodi del genere heterorhabditis in applicazione al terreno. Contro gli adulti per proteggere le giovani piante e gli innesti si fanno trattamenti alla chioma, prima delle ovideposizioni. I prodotti da utilizzare sono: Azinfos-metile, Endosulfan, Acefate ecc. Si ottengono buoni risultati applicando attorno ai tronchi fasce adesive che ostacolano la risalita degli adulti dal terreno.