PICCOLI FRUTTI

14. gen, 2017
Albero sempreverde, di media grandezza, originario della Cina, ormai diffuso in coltivazione in gran parte dell'Asia, in America centro-settentionale, in Africa ed in Australia. Si tratta di alberi longevi, che in natura raggiungono agevolmente i 15-20 metri di altezza, con corto fusto eretto, e chioma densa e di forma tondeggiante. I Lici hanno grandi foglie pinnate, costituite da foglioline che ricordano quelle del ficus, lanceolate, lucide, di colore verde scuro; in primavera produce numerosi piccoli fiori di colore bianco-verde, riuniti in grappoli apicali. Ai fiori seguono i frutti, tondeggianti, verdi, in grappoli penduli; maturano verso la fine dell'autunno, assumendo una colorazione rosata o rossastra. I frutti del lici hanno una particolare buccia sottile, rigida, che si stacca facilmente, a mostrare una polpa biancastra, zuccherina e succosa. All'interno dei frutti fertili è presente un grosso nocciolo ovale, nei frutti non fertili il nocciolo è più piccolo e schiacciato. I frutti del litchi si coltivano freschi o secchi, vengono utilizzati anche per preparare confetture o liquori. Questa pianta è conosciuta anche come dattero cinese.
litchis
 
Famiglia e genere   Sapindaceae, gen. Litchi
Tipo di pianta  Albero sempreverde
Esposizione  Pieno sole
Rustico  no
Terreno  Sabbioso o argilloso
Irrigazione  Medie, alta umidità ambientale
Concimazione  Nel periodo vegetativo ogni tre mesi
Colori  Fiori bianchi, frutti rossi
Propagazione  Seme, margotta

Da qualche anno anche in Italia si è diffuso un frutto molto esotico di nome litchi, chiamato anche ciliegia della Cina. Bisogna sapere che è prodotto dal Litchi chinensis, unico rappresentante del suo genere nella famiglia delle Sapindaceae, un albero dalle foglie persistenti che va dai 10 ai 25 metri di altezza con corteccia grigio scura sul tronco e rami rossicci. Le foglie sono lunghe circa 20 cm e divise in foglioline opposite. Le infiorescenze, terminali, sono raccolte in pannicoli sui rami nuovi dell’annata. I piccoli fiori sono bianchi o crema ed emanano un forte profumo riconoscibile da lontano.

In circa 3-4 mesi dalla fioritura i frutti giungono a maturazione: hanno forma ovale e buccia inizialmente verde che poi diventa rossa. È morbida e con piccoli tubercoli. Dopo la raccolta in breve tempo diventa marrone e secca. All’interno vi è la polpa di color giallo chiaro, molto profumata che avvolge un grosso seme marrone, non commestibile lungo in media 2 cm.

Questi alberi sono originari del Sud della Cina, della Malesia e del Nord del Vietnam e sono conosciuti fin dal 2000 a.C.

Vista la gradevolezza del suo frutto (e la sua deperibilità) la coltivazione si sta diffondendo in tutte le aree con un clima adatto, anche in altri continenti. Attualmente la coltivazione commerciale si sta sviluppando in India, Giappone, Sud Africa, Messico, Australia e anche in alcune zone della California e alle Hawaii

Si tratta di piante tropicali, per sopravvivere necessitano di estati calde ed umide e di inverni abbastanza asciutti. In Italia si possono coltivare all'aperto soltanto nelle regioni del meridione, dove però difficilmente fruttificano. Prediligono posizioni soleggiate, anche se è bene riparare gli alberi giovani dal sole diretto durante i mesi estivi. Alberi maturi possono sopportare senza problemi brevi gelate. Per favorire la fioritura e la conseguente fruttificazione i litchi necessitano di un periodo di riposo invernale, a temperature prossime allo 0. In natura il litchi è una pianta dominante nella foresta. Cresce quindi più in altezza degli altri alberi nello stesso ambiente raggiungendo maggiormente la luce. Anche in coltivazione questo aspetto deve essere rispettato. Vanno quindi posti in pieno sole. 

litchi irrigazione

I litchi sono frutti molto apprezzati in tutto il mondo per la loro dolcezza e freschezza. Purtroppo non tutti conoscono il loro vero e pieno sapore perché questo svanisce velocemente e quindi il trasporto deteriora inesorabilmente le sue qualità. Infatti si può affermare con tranquillità che i prodotti conservati o sciroppati perdono molto delle loro qualità iniziali. È anche per questo che la coltivazione della pianta si sta diffondendo in tutto il globo: si cerca di dare la possibilità anche a chi vive nell’emisfero boreale di riconoscerne appieno le qualità.

Possiamo dire che il litchi apporta una modesta quantità di calorie ( 66 kcal per 100), a fronte però di un forte contributo in vitamina C (70 mg). Vi è anche una buona quantità di minerali quali il fosforo e il potassio.

È una pianta tropicale e subtropicale originaria della Cina meridionale e del Sud-Est Asiatico, oggi coltivata in molte parti del mondo. Il frutto fresco ha una polpa bianca, delicata e profumata. 

Proprietà nutrizionali

Valore calorico: 55-60 calorie per 100 grammi.

Il litchi contiene in media 72 mg di vitamina C in 100 grammi di frutta. In media nove litchi bastano per soddisfare il fabbisogno quotidiano di vitamina C di un uomo adulto.

Una tazza piena di litchi fornisce, tra le altre cose il 14% del fabbisogno quotidiano di rame, il 9% di fosforo, e il 6% di potassio per una dieta di 2000 chilocalorie.

Come molti alimenti vegetali i litchi hanno pochi grassi saturi, poco sodio e sono completamente privi di colesterolo. I litchi hanno una quantità moderata di polifenoli, comunque maggiore, secondo uno studio francese, di molti altri frutti analizzati.[14] La maggior parte dei polifenoli comunque tende a deteriorarsi col passare del tempo, quindi è meglio consumare il frutto il prima possibile

Usi

Per gustarne a pieno il sapore il frutto può essere consumato fresco al naturale. Comunque si adatta anch

 

9. gen, 2017
IL GOJI E' UNA SOLANACEA. E' CIOE' DELLA SOLITA FAMIGLIA DELLA PATATA DELLA MELANZANA E DEL POMODORO
Goji è il nome asiatico di un arbusto chiamato Lycium barbarum. L’albero produce ogni anno delle bacche rosse a cui vengono attribuite proprietà antiossidanti: le cosiddette “bacche di goji”. Questi frutti vengono anche chiamati” bacche della giovinezza” e lo stesso albero, il goji, o lycium barbarum. viene chiamato anche “albero della giovinezza”. Si dice che il consumo costante e regolare delle bacche di goji renda la pelle più giovane e allunghi la vita. Questa “virtù” ha portato alla vendita di bacche di goji con prezzi davvero esagerati, tanto da spingere molti alla drastica decisione di coltivare in proprio il fantastico “albero della giovinezza” o della salute. Ma è davvero possibile coltivare in casa o in giardino, l’albero da cui si ottengono i frutti della longevità? In teoria, ma anche in pratica, è possibile, anche se le condizioni climatiche e del terreno possono influire in maniera determinante sullo sviluppo complessivo della pianta e sulla conseguente maturazione dei frutti.
gojicoltivazione1
 
Il Lycium barbarum è un arbusto dal portamento selvatico e cespuglioso. Il suo habitat originario sono le valli dell’Hymalaia, a metà tra il Tibet, la Cina e la Mongolia, dove l’albero è maggiormente coltivato. La pianta può assumere altezze ragguardevoli, anche superiori ai quattro metri. Nelle coltivazioni di massa, si tende però a mantenere l’albero a un’altezza media che non superi i due metri e mezzo. Questa altezza consente di potarlo con regolarità e più facilmente. L’albero produce rami e foglie molto intricate e simili ai rovi a alle viti selvatiche. Questi rami tendono a incrociarsi troppo l’uno sull’altro, impedendo il passaggio della luce e la successiva maturazione dei frutti. Ecco perché i coltivatori asiatici preferiscono allevare l’albero con delle forme obbligate e con altezze standard. Le forme regolari facilitano, infatti, la maturazione dei frutti e la successiva raccolta. Prima di coltivare il goji bisogna dunque decidere il metodo di allevamento, ovvero la forma da dare all’albero. Se si decide di coltivare l’albero per fini ornamentali, lo si può anche lasciare crescere al naturale, cioè con la forma a cespuglio; mentre se si propende per una coltivazione finalizzata al consumo dei frutti, bisogna impostare delle forme obbligate. Nonostante gli innumerevoli benefici che possiamo ricavare dall’utilizzo delle bacche di goji, esistono anche delle controindicazioni e degli effetti collaterali che non dobbiamo sottovalutare. Per prima cosa è bene ricordare che come tutti gli alimenti, anche le bacche di goji possono causare reazioni allergiche e possono non essere tollerate da alcuni individui. L’assunzione potrebbe causare nausea e vomito. Inoltre, durante la gravidanza o l’allattamento è sconsigliato assumere bacche di goji per i suoi alti contenuti di betaina che, se assunti in maniera eccessiva, sono nocivi per l’uomo. E’ bene sottolineare inoltre di non assumere le bacche se si assumono regolarmente farmaci come antidepressivi o anticoagulanti. Potrebbero alterare il nostro stato di salute e peggiorarne lo stato fisico.Ricca di vitamina C ed importanti sostanze antiossidanti, questa bacca ha la proprietà di “contrastare l'invecchiamento cellulare” e si è guadagnata il soprannome di pianta della longevità; da sempre utilizzata nella medicina tradizionale cinese è ultimamente divenuta di moda anche in Italia, non è raro trovare sacchetti contenenti bacche essiccate nelle cucine di signore e signorine (è infatti apprezzatissima anche tra i più giovani) attratte dalle sue straordinarie proprietà. Alcuni valori per misurare il livello di reazione alle sostanze antiossidanti superano anche di 10 volte quelli di altri frutti. Nonostante sia una pianta esotica, proveniente dalla lontanissima Mongolia, questa specie è adatta a crescere nei nostri giardini e recentemente si eseguono anche prove per coltivare questa pianta su larga scala. Il goji (Lycium barbarum) appartiene alla famiglia delle solanacee, come la patata, la melanzana ed il peperone è un arbusto perenne a foglia caduca che può raggiungere i 2 metri di altezza ca.
Coltivare la bacca di goji

Dove posizionarla in giardino

posizionarla in giardinoUltimamente il giardino, soprattutto quello di medie piccole dimensioni è ritornato a valorizzare un accostamento di piante che producono frutti eduli a piante che hanno solo caratteristiche ornamentali, è sempre più frequente imbattersi in orti/giardino, pergolati con varietà di uva e aiuole dedicate ai piccoli frutti. Possiamo inserire il goji proprio in accostamento con i cosiddetti frutti di bosco. Un'aiuola con lamponi (Rubus idaeus), rose rugose, ribes, uva spina, un tappeto di fragole e magari un piccolo albero di biancospino può essere l'ambiente ideale per l'inserimento dei goji nel vostro giardino, nonché una favolosa riserva di bacche ricche di vitamina C e sostanze antiossidanti.

Bacca di goji in cucina

frullato con bacche di gojiTra le numerose ricette possibili da realizzare con questi piccoli frutti rossi, troviamo la torta di cioccolato con le bacche di goji. Solamente nella cucina crudista è possibile degustare un dessert delizioso e allo stesso tempo salutare, in grado di migliorare il funzionamento del sistema immunitario e di apportare all’organismo le vitamine e i minerali di cui ha bisogno. Basterà mettere nel frullatore il grano saraceno, le nostre bacche rosse, olio di cocco, dello sciroppo fatto in casa, un goccio d’acqua e frullare il tutto fino ad ottenere un impasto omogeneo. Pressare bene il composto ottenuto in un recipiente e lasciarlo riposare nel frigorifero. Nel frattempo, sciogliere il cioccolato a bagnomaria e una volta fuso, versarlo sulla crosta della nostra torta. Durante la stagione estiva, ottimi sono gli smoothie da realizzare con le bacche di goji. Questi frullati oltre ad essere rinfrescanti sono veri e propri elisir di lunga vita grazie alla presenza di antiossidanti e vitamine. Per preparare queste gustose bevande, basterà unire alle bacche, un bicchiere di latte e frutta a piacere e frullare il tutto nel frullatore.

8. gen, 2017

Conosciuto anche con il nome di “lanterna cinese”, l’alchechengi è un frutto particolarmente apprezzato nel mondo orientale tanto per le sue qualità estetiche che nutritive. Nascosto da un calice di foglie che ricordano la carta velina, troviamo questo frutto autunnale ricco di vitamina C, utilizzato dai nostri antenati come depurativo naturale. L’alchechengi assomiglia esteticamente a un piccolo pomodoro, al tatto untuoso e dai toni oro e gialli. Il Physalis alkekengi, meglio conosciuto come alchechengi, è una pianta erbacea appartenente alla famiglia delle Solanaceae. Resiste molto bene anche ai freddi più intensi e per tanto, può essere coltivata anche in vaso durante le stagioni fredde.

alchechengiOltre che abbellire il vostro giardino o balcone, sarà per voi una fonte continua di frutti dalle immense proprietà benefiche. Si può reperire facilmente nella maggior parte delle regioni italiane. Il sapore leggermente agrumato è davvero irresistibile. Di tutta la pianta, solo il frutto grande quanto una ciliegia è commestibile. Le foglie che lo circondano contengono invece la solanina, sostanza tossica per l’organismo. Approfondiremo questo tra poco, nel paragrafo delle controindicazioni dell’Alchechengi. Valori nutrizionali per 100g di physalis: Acqua 85,4 g kcal 66 Proteine 2,38 g Grassi 0,97 g Carboidrati 14 g Vitamina C 11 mg Indice glicemico 15 Colesterolo 0 g Alchechengi: proprietà Nel 2010 il Ministero della Salute ha ufficialmente confermato che l’Alchechengi è un frutto che offre molti benefici all’organismo e può integrare bene un’alimentazione sana e equilibrata. Tra le proprietà più conosciute e rinomate, troviamo il suo essere un depurativo e un diuretico naturale. Nel campo della fitoterapia viene utilizzato per trattare i calcoli renali e la gotta. L’Alchechengi è una pianta ricca di mucillagini, flavonoidi e carotenoidi. E’ un ottimo antiossidante, capace di integrare nell’organismo buone quantità di vitamina C. Consideriamo infatti che ne possiede circa il doppio rispetto al limone. Grazie a questa vitamina, riesce ad alzare le naturali difese immunitarie dell’organismo, agendo anche come protettore nei confronti dello stomaco, del fegato e delle vie urinarie. 

Integrare l’Alchechengi nella propria alimentazione permette non solo di aumentare le quantità di antiossidanti e di vitamine, ma anche di carotenoidi e acidi che riescono a mantenere in buona salute i reni. Alchechengi: benefici Gli alchechengi purificano fegato e reni, sostengono il naturale lavoro degli anticorpi e proteggono l’organismo sia dalle malattie influenzali che quelle croniche, causate da virus e batteri. Agisce in particolar modo sulle vie urinarie, purificandole e prevenendo la formazione dei calcoli renali. Le sue proprietà benefiche si estendono anche su tutta la pelle, aiutandola a contrastare e prevenire diverse malattie. L’infuso di alchechengi viene utilizzato in fitoterapia per la cura della gotta e per quei problemi legati alla ritenzione idrica. Le sue foglie come abbiamo visto sono tossiche per l’organismo ma, se utilizzate esternamente, fungono da impacchi rilassanti per alleviare le infiammazioni della pelle. Alchechengi: controindicazioni ed effetti collaterali Il frutto dell’alchechengi non presenta particolari controindicazioni. Alcuni studi hanno tuttavia evidenziato che la loro assunzione può interferire con quella di alcuni medicinali, come quelli diuretici. Per questo motivo, se state seguendo una cura, iniziate a consumare l’alchechengi solo dopo aver chiesto il parere del vostro medico. Il discorso è invece diverso per quanto riguarda le foglie di forma ovale che circondano il frutto. Esse sono particolarmente ricche di solanina, una sostanza tossica per l’organismo. I sintomi variano da vomito, diarrea, nausea e mal di testa. In genere scompaiono nel giro di 24 ore. Come tutte le altre solanacee, gli alchechengi possono avere tracce di alcaloidi, i quali sono presenti soprattutto in foglie e steli. Proprio a causa delle possibili controindicazioni, i frutti dovrebbero essere consumati in quantità moderate e possibilmente sotto consiglio di un nutrizionista di fiducia. Come utilizzare l’alchechengi I frutti dell’alchechengi possono essere consumati freschi o nella forma essiccata. Sono particolarmente buone le marmellate, sostitute ideali di quelle che acquistiamo al supermercato. Il frutto può essere utilizzato anche come ingrediente per dolci, macedonie e dessert. Le foglie non devono essere utilizzate a scopo alimentare ma, considerando la loro particolare bellezza, si prestano molto bene a diversi tipi di decorazioni. Non a caso sono conosciute come “lanterne cinesi”, utilizzate proprio per abbellire i davanzali delle finestre di casa. Potete anche usare le foglie di alchechengi per decorare alcuni piatti 

Famiglia e Genere Fam. Solanaceae, gen. Alkekengi franchetii o pubescens
Tipo di pianta Annuali o perenni erbacee decidue
Esposizione Sole o mezz'ombra
Rusticità Scarsa
Terreno Sciolto,calcareo e permeabile
Colori Arancione
Coltura Mediamente facile
Fioritura Estate
Altezza Al massimo 1,2 m, in genere 50 cm
Propagazione seme, divisione

Origine

Le piante in coltivazione sono originarie delle zone calde o temperate del continente americano. Alcune specie però sono anche autoctone. Il loro nome fa riferimento all’involucro che racchiude il frutto. Physalis infatti deriva dal greco e significa “bolla” o “pieno d’aria”. I suoi nomi popolari sono: palloncini, chichingero, vigenze, lanterne cinesi.

Descrizione

Sono piante annuali o perenni appartenenti alla famiglia delle solanacee (come i pomodori e le patate). Possono avere un portamento sia eretto sia strisciante. Le varietà perenni sono quelle più interessanti dal punto di vista orticolo (ma meno dal punto di vista gastronomico). La loro fioritura avviene in estate. Bisogna sottolineare che i fiori, campanulati, risultano per lo più insignificanti e poco decorativi per il giardino. Il loro colore è giallo (con qualche riflesso violaceo) e assomigliano molto a quelli di peperone. Ciò che rende queste piante preziose è invece l’involucro a forma di lanterna rosso o arancione che si sviluppa intorno al seme verso la fine dell’estate. Mano a mano che va a disfarsi ci lascerà intravedere il seme interno attraverso una delicata rete di nervature. Le foglie sono semplici o finemente incise, triangolari, verde medio. In alcune specie sono pelose, in altre lisce. 

Coltivazione

Gli alchechengi sono piante piuttosto adattabili. Crescono bene sia al sole sia all’ombra (anche se, al Nord, è decisamente preferibile una posizione ben soleggiata). Non sono neanche molto esigenti in fatto di terreno. Per avere però degli ottimi risultati bisogna dar loro un terreno calcareo ben permeabile all’acqua, evitando i ristagni idrici.

 Clima

Tutte le varietà in coltivazione sono piuttosto sensibili al freddo e soprattutto alle gelate. È meglio quindi seminarle in lettorini caldi o almeno in serra e una volta poste a dimora proteggerle molto bene in inverno con una pacciamatura di foglie o letame maturo. Se gli inverni fossero troppo rigidi può rendersi necessario riseminare ogni anno trattando quindi la pianta come un’annuale. 

Irrigazione

Sono piante che necessitano di irrigazioni abbastanza frequenti (specie se ben esposte al sole).

Se sono in vaso è bene evitare che il terriccio si asciughi troppo. Allo stesso molto è bene intervenire almeno due volte a settimana se le piante sono in piena terra. È però altrettanto importante evitare ristagni idrici che potrebbero portare dei marciumi ai rizomi. Questi si presentano più facilmente nella coltivazione in vaso: è quindi necessario predisporre sul fondo del contenitore un buon strato di argilla espansa o ghiaia in maniera da favorire il deflusso dell’acqua in eccesso. 

Concimazione

Concimazione alchechengi

Come per tutte le solanacee la concimazione è molto importante. Al momento della messa a dimora è necessario porre sul fondo della buca qualche manciata di stallatico maturo, ottimo come concimazione di fondo. Per ottenere buoni risultati, sia che coltiviamo le varietà puramente decorative sia se stiamo crescendo quelle che danno frutti eduli, è bene somministrare ogni 15 giorni un concime liquido con un alto tenore di potassio. Questo stimolerà l’abbondante produzione di fiori e di conseguenza di lanterne contenenti i frutti che risulteranno in definitiva anche più gustosi. La loro coltivazione non differisce particolarmente da quella dei pomodori.

Riproduzione

Il metodo più utilizzato per la riproduzione è la semina.

Questa va effettuata a fine inverno in un luogo riparato. I semi devono essere mescolati a sabbia per distribuirli uniformemente (sono molto piccoli). Prima vanno seminati in lettorino, coperti con terriccio leggero o vermiculite (germineranno nel giro di una-due settimane), per poi ripicchettarli in alveoli. È importante mantenere sempre il terriccio umido e una temperatura intorno almeno ai 15° C.. È meglio esporre gli alveoli alla luce e aspettare che arrivino almeno a 10 cm di altezza (più o meno quando hanno prodotto la quinta foglia) prima di trapiantare a dimora. La distanza ideale tra una pianta e l’altra è di 60 cm (specie per le varietà eduli). Per la franchetii invece sono sufficienti 30 cm. È una pianta che, nelle giuste condizioni, si espande molto facilmente attraverso rizomi. È quindi semplice riprodurla per divisione del cespo. È sufficiente inserire la vanga in un punto dividendo la porzione con un colpo netto dal resto del cespuglio, estrarre la sezione dal terreno per spostarla in un’altra zona del giardino. È un’operazione da effettuare in primavera (anche in autunno dove gli inverni sono più miti).

Malattie

Malattie alchechengiSono piante molto sane e non vengono attaccate particolarmente dagli insetti. L’unico problema che si può riscontrare è il marciume delle radici. Bisogna soprattutto fare prevenzione dando un terriccio non troppo compatto e controllando le irrigazioni.

Se nonostante queste cure dovessimo vedere la pianta in sofferenza ( che si manifesta con un ingiallimento fogliare) si devono assolutamente diradare le irrigazioni e spargere sul terreno prodotti che combattano i marciumi radicali ( a base di propamocarb o fosetyl alluminio).

Potatura

Come per tutte le piante vivaci l’unica accortezza è quella di intervenire in primavera per ripulire dai fusti secchi dell’anno precedente tagliandoli a livello del terreno.

Varietà

Varietà alchechengiPhysalis alkekengi: è diffuso in tutto il mondo e in Italia è diventato praticamente spontaneo in alcune zone. La pianta è glabra e le lanterne sono molto decorative perché possono raggiungere i 10 cm di diametro. In genere, specie nelle zone fredde, secca all’inizio dell’inverno e quindi la pianta va pulita.

Se invece si vive in località poco rigide può conservare i fusti anche tutto l’inverno e gli involucri arancioni diventano molto decorativi dopo le gelate mattutine.

È una pianta che, se si trova bene, tende ad allargarsi molto e potrebbe quindi diventare invasiva. È perciò importante tenerla d’occhio e nel caso impegnarsi per farla rimanere confinata nei suoi spazi.

Var franchetii: alcuni la considerano una specie a parte, altri solo una varietà. Cresce maggiormente (90 cm) e ha lampioncini più appuntiti. La var. Gigantea presenta lanterne ancora più importanti.

Var. franchetii “Variegata”: decorativa anche per le foglie, variegate in giallo e crema.

Physalis pubescens: si tratta di una varietà annuale, dall’altezza di 20 cm (ha portamento prostrato).

È una delle varietà coltivate per la produzione delle bacche eduli, simili a ciliegie di colore giallo o arancione (chiamate anche ciliegie di terra). Sono frutti dolciastri, lievemente acidi. Dopo la raccolta è molto facile conservarli in frigorifero e si mantengono fino a Natale.

Physalis peruviana ( o edulis) anche questa produce bacche atte al consumo umano. La pianta è più eretta, i frutti però sono quasi sempre meno dolci.

Utilizzo in giardino

Le varietà perenni di physalis trovano un loro utilizzo sia nella bordura mista sia nella parte più spontanea del giardino. Bisogna tenere presente che di per sé non si tratta di piante particolarmente decorative (anche se il per il portamento leggero può trovare buone collocazioni). Vanno viste nell’ottica di dare al giardino una continuità nelle fioriture. L’alchechengi infatti ha l’indubbio pregio di sfoggiare le sue lanterne nel tardo autunno quando il resto del giardino si prepara al riposo invernale.

In più le capsule diventano sempre più decorative mano a mano che la stagione avanza, svelando elegantemente la colorata bacca interna. Un ulteriore vantaggio deriva dal fatto che i fusti possono essere facilmente prelevati e fatti seccare. Si possono utilizzare anche come fiori da taglio o in pot-pourris che dureranno a lungo decorando le nostre case nei mesi invernali.

Utilizzo culinario

Utilizzo culinario alchechengiBisogna innanzitutto evidenziare che, come per molte solanacee, si tratta di una pianta per lo più tossica. Infatti lo sono tutte le sue parti, tranne la bacche mature. Il contatto con le foglie può causare irritazioni e reazioni allergiche. Bisogna quindi prestare la massima attenzione.

Bisogna anche notare che il frutto delle varietà perenni da giardino è edibile, ma il suo gusto è troppo acido per risultare gradevole.

Se si vuole coltivare la pianta a scopo alimentare bisogna quindi acquistare semi delle varietà annuali come la edulis o la pubescens.

Alchechengi - Physalis alkekengi: Ricette con alchechengi

Alchechengi al cioccolato

Molto spesso, durante l’inverno, si vedono nelle pasticcerie le bacche avvolte dal cioccolato e circondate dalle loro capsule.

In realtà è molto semplice realizzarle in casa. È sufficiente sciogliere del cioccolato fondente nel microonde (o a bagnomaria) e poi immergervi le bacche. Il cioccolato si rapprenderà prima se abbiamo tenuto le bacche in frigorifero ( anche in freezer) in maniera che siano ben fredde. Per dare un tocco finale possiamo nuovamente immergerle nello zucchero semolato in maniera che si crei intorno al cioccolato una brina simile a quella invernale.

Marmellata di alchechengi

Ingredienti: 700 gr di alchechengi

400 gr di zucchero

Una busta di pectina (o qualche fetta di mela con buccia)

Succo di limone

Opzionale: un po’ di zenzero fresco

Lavare bene i frutti e inserirli nella casseruola con lo zucchero, la pectina (o la mela tagliata finissima), il succo di limone e lo zenzero. Portare a ebollizione e cuocere fino a quando la consistenza risulti non troppo liquida (meno si cuoce, meglio è per conservare il sapore).

Mettere caldissima nei vasetti puliti. Se si vuole prima di effettuare questa operazione si può filtrare con un colino metallico in maniera da togliere i semi

7. gen, 2017
Il ribes si caratterizza per essere la sola pianta che fa parte della famiglia delle Grossulariacee, che è tipica delle zone montane.

Il genere Ribes include un gran numero di specie, tra cui le più importanti e diffuse sono rappresentate da quelle che prendono il nome di Ribes rubrum (ribes rosso), Ribes sativum (ribes bianco) e Ribes nigrum (ribes nero).

Il ribes è un arbusto a foglia caduca, che si caratterizza per svilupparsi fino ad un'altezza pari a circa 120-150 centimetri. Si tratta di una pianta che può vantare un'ottima diffusione nel Vecchio Continente, ma si può trovare molto facilmente anche nella parte settentrionale dell'America e in Asia.

Il ribes, nella maggior parte dei casi, viene destinato al consumo fresco, ma in tante altre occasioni viene sfruttato per la preparazione di conserve di frutta, mentre in altri casi viene usato come aromatizzante.

La pianta di ribes

ribes bianco

Si tratta di un arbusto che ha la capacità di svilupparsi in qualsiasi tipo di condizione per quanto riguarda il terreno, anche se la sua crescita migliore si ottiene con i terreni leggeri, piuttosto freschi e leggermente argillosi, con un pH che si aggira intorno ad un valore pari a 6,5.

I terreni che si caratterizzano per avere un livello di acidità troppo elevato, invece, possono provocare diversi problemi al corretto sviluppo della pianta di ribes. Tra le più interessanti caratteristiche della pianta di ribes, troviamo senza ombra di dubbio il fatto che è in grado di opporre un grandissimo livello di resistenza nei confronti delle rigide temperature e del freddo invernale.

Per poter garantire un migliore sviluppo a questa pianta, è fondamentale fare in modo di evitare la formazione delle malattie che vengono provocate da dei funghi parassiti: in tutte queste occasioni, il suggerimento ideale è proprio quello di provvedere ad impiantare all'interno di un'area che presenta un'ottima circolazione di aria.

Il ribes forma una ceppaia piuttosto vigorosa, da cui si sviluppano dei fusti eretti, che hanno una forma tipicamente cilindrica e sono anche piuttosto rigidi, con un numero di rami limitato.

Le foglie del ribes presentano una colorazione verde intenso e, nella maggior parte dei casi, sono formate da 3-5 lobi, con un margine dentato.

Nel corso della stagione primaverile, questa pianta è in grado di produrre dei grappoli dalle dimensioni contenute, formati da circa 15-20 fiorellini dalla colorazione biancastra che, durante la parte finale della stagione o, al più tardi, durante i primi giorni dell'estate, si fanno da parte per lasciare posto ai piccoli frutti dalla forma tondeggiante.

I frutti della pianta del ribes presentano diverse caratteristiche interessanti: sono lucidi, piuttosto polposi, presentano un buon sapore aromatico, in particolar modo nel caso della specie Ribes nigrum.

Una particolare varietà di Ribes è, senza ombra di dubbio, costituita dall'uva spina: si tratta della tipologia Ribes uva-crispa, con la produzione di frutti che si presentano con una dimensione molto più elevata, il cui sviluppo avviene all'interno di piccoli grappoli su fusti decisamente spinosi, caratterizzati da un ottimo vigore.

Quest'ultima varietà di Ribes può contare su un sapore decisamente più dolciastro in confronto alla tipologia comune di questa pianta. 

ribes

Si tratta di un arbusto che ha la capacità di svilupparsi in qualsiasi tipo di condizione per quanto riguarda il terreno, anche se la sua crescita migliore si ottiene con i terreni leggeri, piuttosto freschi e leggermente argillosi, con un pH che si aggira intorno ad un valore pari a 6,5.

I terreni che si caratterizzano per avere un livello di acidità troppo elevato, invece, possono provocare diversi problemi al corretto sviluppo della pianta di ribes. Tra le più interessanti caratteristiche della pianta di ribes, troviamo senza ombra di dubbio il fatto che è in grado di opporre un grandissimo livello di resistenza nei confronti delle rigide temperature e del freddo invernale.

Per poter garantire un migliore sviluppo a questa pianta, è fondamentale fare in modo di evitare la formazione delle malattie che vengono provocate da dei funghi parassiti: in tutte queste occasioni, il suggerimento ideale è proprio quello di provvedere ad impiantare all'interno di un'area che presenta un'ottima circolazione di aria.

Per quanto riguarda le annaffiature, è fondamentale ricordare come queste piante non hanno grandi necessità di acqua: infatti, nella maggior parte dei casi, sanno farsi bastare le piogge e, allo stesso, tempo, non richiedono elevati quantitativi di acqua.

Nel corso di periodi di siccità prolungata e in tutti quei casi in cui avviene la maturazione dei frutti, il consiglio è quello di effettuare delle annaffiature saltuarie.

Nel corso della stagione primaverile o anche durante quella autunnale, il suggerimento è quello di provvedere ad interrare del concime organico maturo esattamente ai piedi della ceppaia.

Interessante notare come, periodicamente, debbano essere effettuate delle potature che vengono chiamate “di produzione”, dal momento che permettono una migliore crescita e sviluppo di nuove gemme fruttifere.

La potatura deve essere eseguita utilizzando delle forbici o delle cesoie affilate e disinfettate, in modo tale da operare con un taglio netto e obliquo sui rami più interni di questa pianta.

Interessante notare anche come, con periodicità semestrale, c'è l'opportunità di eseguire un lavoro di sarchiatura del terreno: in poche parole, si provvede all'eliminazione di tutte le varie erbacce infestanti e, allo stesso tempo, si comincia a smuovere il terreno, in modo tale da garantirgli una migliore aerazione.

Dobbiamo anche sottolineare che esiste una modalità particolare per raccogliere le bacche della pianta di ribes: infatti, sui rami si vanno a formare dei grappoli di ribes, che devono essere staccati in modo particolarmente attento e delicato a mano. E' fondamentale, in tutti questi casi, cercare di evitare che rimangano dei filamenti sulr amo, in modo tale da evitare di favorire la diffusione di insetti.

Il ribes è una pianta che, a dispetto di quello che si può pensare, è davvero facile da coltivare, senza dimenticare come non presenti nemmeno troppi costi.

La moltiplicazione della pianta di ribes si deve eseguire mediante la tecnica della talea: in poche parole, per poter portare a termine questa operazione, si devono utilizzare delle parti legnose di fusto (devono avere almeno due anni di età). Il secondo passo che riguarda la moltiplicazione della pianta di ribes è quello di impiantare le talee: il periodo migliore per poter svolgere tale operazione è compreso tra i mesi di novembre e di febbraio.

Per quanto riguarda l'impianto della talea non si consiglia di cominciare direttamente dai semi di ribes, ma è certamente molto più facile iniziare direttamente andando a piantare la talea oppure le giovani piantine che vengono vendute all'interno dei vivai.

Nel caso in cui si decida di partire con la talea, è importante sottolineare come l'impianto debba essere eseguire nel bel mezzo della stagione estiva, in modo tale da poter contare su una nuova pianta già nel corso della primavera successiva.

Dopo aver ripreso la talea, che sarà arrivata ad un'altezza che si dovrebbe aggirare intorno ai 20 centimetri, ecco che che si deve cominciare a scavare una buca e poi ad interrare il rametto (per metà della sua lunghezza).

A questo punto, è necessario provvedere ad effettuare un'abbondante irrigazione, tenendo conto di numerose e periodiche annaffiature, cercando di evitare che il terreno su cui viene coltivata la pianta di ribes si possa asciugare.

Nel momento in cui le talee avranno sviluppato le radici, quindi, ci sarà la possibilità di posizionarle a dimora all'interno dell'orto, dopo aver inserito dei tutori, che prendono il nome di filari, su cui le piantine si arrampicheranno nel corso della fase di crescita.

Nel caso in cui, invece, si avesse preso la decisione di acquistare delle giovani piantine di ribes che si dovranno porre a dimora, allora bisogna tenere in grande considerazione il fatto che questa operazione deve essere eseguita negli ultimi giorni del mese di marzo.

A questo punto, sarà necessario effettuare degli scavi, in modo tale da ottenere delle buche di ridotte dimensioni, in cui si potrà collocare a dimora la piantina, sempre facendo la massima attenzione ad evitare di soffocarla nel momento in cui la si interra.

Al fianco di ciascuna pianta devono essere collocati i filari, che saranno poi estremamente utili per la pianta di ribes, dal momento che le permettono di arrampicarsi nel corso della fase di crescita.

Un altro pericolo davvero molto importante per la pianta di ribes è rappresentato dal mal bianco, che è in grado di provocare un gran numero di danni a questo arbusto: scendendo un po' più nello specifico, il mal bianco provoca diversi danni alle foglie del ribes nero.

Tra gli insetti che sono in grado di apportare il maggior numero di pericoli alla pianta di ribes, troviamo anche le cocciniglie che vanno a puntare, come dicevamo in precedenza, i rami vecchi, il cui rinnovo non è avvenuto in seguito all'operazione di potatura.

Tra i principali nemici del ribes troviamo l'afide giallo, la cocciniglia di San José, il marciume radicale e la muffa grigia.

Insieme a ribes sativum, a frutto bianco, e a R. nigrum, a frutto nero-violaceo, questo arbusto a foglia caduca, di dimensioni vicine ai 120-150 cm, è diffuso in Europa, nell'America settentrionale e in Asia. Costituisce una ceppaia vigorosa, da cui si dipartono fusti eretti, cilindrici, rigidi, scarsamente ramificati; le foglie sono di colore verde intenso e presentano 3-5 lobi, con margine dentato. In primavera produce piccoli grappoli costituiti da 15-20 fiorellini biancastri, che, in tarda primavera, o all'inizio dell'estate, lasciano il posto a piccoli frutti tondeggianti, lucidi, polposi, dal sapore molto aromatico, soprattutto nel caso di R. nigrum. Il ribes viene utilizzato per il consumo fresco, oppure per preparare conserve di frutta o come aromatizzante. Un particolare tipo è l'uva spina, R. uva-crispa, con frutti più grandi, che crescono in piccoli grappoli su fusti spinosi, molto vigorosi; ha un sapore più dolce rispetto al ribes comune.

ribes
 

Varietà di ribes

E' un arbusto a foglia caduca che comprende diverse varietà. All’interno del genere si distinguono infatti varierà a con frutto a grappolo rosso, varietà con frutto a grappolo nero o violaceo e varietà con grappoli bianchi o gialli. Le varietà più pregiate sono quelle a grappolo rosso, ma non meno apprezzate sono quelle a grappolo nero o violaceo. Tra le varietà a grappolo rosso ricordiamo Junifer, originario della Francia e a maturazione precoce, e Rivada, varietà olandese a sviluppo tardivo e con frutti grossi. Tra le varietà gialle citiamo invece la Victoria, specie rustica, facile da coltivare e con un tempo di maturazione medio. Le varietà a grappolo nero più diffuse sono Titania e Black Lamond. Queste ultime, ricche di polifenoli e vitamina C, si adattano meglio alla preparazione di marmellate e succhi di frutta. 

Esposizione

EsposizionePer una maggiore produzione di frutti i ribes preferiscono essere posti a dimora in luogo soleggiato, o comunque molto luminoso; in effetti però queste piante si sviluppano senza problemi anche all'ombra o a mezz'ombra. Non temono il freddo, neanche durante inverni particolarmente rigidi; nei luoghi con estati molto calde necessitano di essere ombreggiati, soprattutto durante i mesi di luglio e agosto. Ribes posti a dimora in luoghi con medie annuali particolarmente alte possono non produrre fruttti. 

Anaffiature

Questi arbusti in genere si accontentano delle piogge e non necessitano di grandi quantità d'acqua; in periodi di prolungata siccità e durante la maturazione dei frutti sono consigliabili annaffiature saltuarie. In primavera e in autunno interrare del concime organico maturo ai piedi della ceppaia.

Terreno

Il ribes ama i terreni profondi, sciolti e ricchi di materia organica; in genere è in grado di adattarsi a qualsiasi tipo di terreno, tranne quelli troppo bagnati o acidi. Le piante di ribes tendono a produrre numerosi polloni basali, che fruttificano a partire dal secondo anno per 2-3 anni; in genere si tende a potare i rami che hanno già fruttificato per alcuni anni e anche alcuni dei nuovi polloni basali se questi sono molto numerosi.

Moltiplicazione

Moltiplicazione ribesIn genere si pratica per talea legnosa, utilizzando porzioni di fusto che abbiano almeno due anni. Il ribes si moltiplica per seme e per talea. Il primo metodo di propagazione richiede tempi molto lunghi per l’attecchimento ed è per tale motivo che si preferisce usare la talea. Questo metodo garantisce buoni risultati già dalla primavera successiva. Dalla pianta madre vanno prelevate talee legnose alte circa venti centimetri. L’operazione si effettua tra novembre e febbraio. Se, invece, la talea si ricava da una pianta non presente nel proprio terreno, magari da piante in vivaio, allora il trapianto deve avvenire in estate. Per interrarle al meglio, le talee vanno inserite, per metà della loro lunghezza, su buche appositamente scavate sul terreno. Durante l’operazione bisogna anche prevedere l’uso di filari che sostengano le radici della pianta durante la fase di crescita. Al termine dell’impianto delle talee, procedere con un’abbondante irrigazioneParassiti e malattie

Parassiti
 ribesE' una pianta vigorosa ed esente da parassiti e malattie; occasionalmente può venire colpita da mal bianco. Può essere attaccato da insetti parassiti e da malattie. Gli insetti che colpiscono maggiormente la pianta sono le cocciniglie e gli afidi. Questi parassiti infestano maggiormente i rami e le foglie secche non asportate durante la potatura. Per combatterli, bisogna usare degli insetticidi specifici. In particolare, nel ribes sono maggiormente presenti gli attacchi dell’afide giallo. Numerose anche le patologie funghine, tra cui l’oidio o mal bianco, la muffa grigia e il marciume radicale. Il mal bianco attacca principalmente il ribes nero. Molto dannosi per la pianta, anche gli attacchi della cocciniglia di San Josè. Questo insetto si combatte con gli stessi insetticidi usati per le altre specie di cocciniglie. Altra temibile avversità del ribes è l’antracnosi, patologia fungina che divora le foglie. Stessi sintomi di caduta fogliare vengono provocati dalla ruggine e dalla septoria, fitopatologie causate sempre da funghi patogeni. E' particolarmente sensibile agli attacchi della sesia, una farfalla che compare nel mese di giugno e che depone le uova alla base dei nuovi germogli. Le larve, appena si schiudono, iniziano a scavare dei tunnel nei rami provoncandone il disseccamento. Per combattere questa avversità, conviene eliminare e bruciare i rami colpiti.

Potatura

Per il ribes si prevedono due tipologie di interventi: potatura di allevamento e di ringiovanimento. Nel primo caso, si rimuovono rametti laterali e polloni per dare alla pianta la forma desiderata. Le principali forme di allevamento per il ribes sono il fusetto, con astone centrale, la palmetta, con due o tre branche sostenute rispettivamente da tre fili, e il cespuglio. Nella forma a fusetto si asportano tutti i polloni basali, nella palmetta si rimuovono sempre i polloni basali e si accorciano i rami laterali; nella forma a cespuglio, invece, si lasciano tre o quattro polloni e si rimuove ogni anno quello più vecchio. Ogni anno vanno eliminati anche i rami orizzontali e i polloni in eccesso. Ricordate anche di potare i rami secchi e le foglie danneggiate per evitare lo sviluppo di malattie e gli attacchi di insetti parassiti.

Proprietà

Il ribes possiede numerose proprietà officinali. I suoi frutti hanno proprietà lassative, diuretiche e depurative. Gli effetti benefici dei frutti di ribes dipendono dalla presenza di zuccheri, vitamina C, mucillagini, pectina e acidi organici. I succhi dei frutti di ribes hanno anche un’azione disinfettante e rinfrescante sull’apparato intestinale. Nell’antichità, invece, si usavano le foglie della pianta per combattere delle gravissime forme di tubercolosi.

Storia

ribesIl ribes e l’uva spina, altra specie appartenente sempre al genere Ribes, comprende circa trecento varietà diverse con grappoli dalla grandezza e dai colori differenti tra una specie e l’altra. Il ribes era conosciuto anche dai Greci e dai Latini. Viene citato per la prima volta in Europa a partire dal XV secolo. Il nome botanico del ribes si presta a differenti interpretazioni. Secondo alcuni deriva all’arabo e significa “ acido”, mentre secondo altri proviene dal termine tedesco “Mübsee”, diminutivo di “Meba”, termine molto antico che significa ‘enigma’.

Ribes: Significato

Il significato del ribes è molto particolare e si riferisce ai suoi frutti. Questi significano infatti: “ Tu sei la mia delizia”. Il termine è alquanto romantico e appassionato e probabilmente si riferisce ai frutti maturi, dolci e gradevolmente profumati, perché quelli giovani hanno un sapore più acido.

7. gen, 2017
Persea americana è un albero tropicale sempreverde, originario dell’America centrale; questo frutto viene da secoli coltivato in gran parte delle zone tropicali del mondo: in America settentrionale e meridionale, in Africa, Australia, Asia, Nuova Zelanda e sulle coste del mediterraneo. Ha chioma densa e fitta, tondeggiante e fusto eretto, si tratta di alberi molto longevi, che possono raggiungere i 9-18 metri di altezza nel corso degli anni. Il fogliame è ovale, di colore verde scuro, liscio e lucido, dall’aspetto ceroso; i fiori sbocciano dall’inizio della primavera fino ad estate inoltrata, sono piccoli, poco appariscenti, riuniti in racemi che ne contano migliaia, di questi solo alcuni verranno impollinati; la fioritura di lunga durata permette alla pianta di portare i frutti per un prolungato periodo di tempo: maturano dall’estate fino alla fine dell’autunno. I frutti di avocado sono drupe, simili a grosse pere, lunghe dai 10 ai 25 cm, di colore vario, dal verde scuro fino al porpora nerastro; la buccia può essere liscia o rugosa; la polpa è compatta e dolce, burrosa, di colore giallo chiaro, talvolta verde chiaro. Gli avocado non maturano quando sono attaccati alla pianta, in genere necessitano di alcune settimane per maturare dopo essere stati raccolti. Esistono centinaia di varietà di avocado, con frutti particolarmente grandi, o particolarmente saporiti; per favorire l’impollinazione nei frutteti coltivati ad avocado in genere si pongono a dimora almeno due varietà differenti. Gli avocado si consumano crudi, in insalata o salse, ma si utilizzano anche per preparare particolari ricette di origine centro americana.
pianta di avocado
 

Esposizione

avocadoLe piante di persea americana prediligono le posizioni soleggiate; possono sopportare brevi gelate di lieve entità, ma possono mostrare segni di sofferenza già con temperature al di sotto dei quattro gradi. E' consigliabile coltivarli in luogo preservato dal gelo e dal vento freddo, che potrebbe causare la perdita dei frutti. Gli avocado vengono coltivati anche come piante da appartamento in vaso, in questo caso ricordiamo di evitare gli eccessi di annaffiature e di vaporizzare spesso il fogliame. 

Annaffiature

fiori avocadoPossono sopportare senza problemi la siccità; gli esemplari giovani vengono annaffiati frequentemente, evitando gli eccessi e l’acqua stagnante. Sono piante abituate a crescere in luoghi con temperature molto elevate e non amano i ristagni idrici che possono portare facilmente all'insorgenza di marciumi.

 Terreno

frutti avocadoGli esemplari persea america si adattano abbastanza bene a qualsiasi terreno, purché sia ben drenato; non amano i terreni eccessivamente acidi o argillosi, prediligendo terreni sciolti ed abbastanza ricchi di materia organica in grado di fornire tutto il nutrimento necessario così che la pianta cresca sana e rigogliosa.

 Moltiplicazione

Avviene generalmente per seme; i grossi semi si trovano all’interno del frutto, ed hanno una germinabilità abbastanza breve. Le piante di interesse commerciale vengono propagate praticando degli innesti, poiché non sempre le piante prodotte da seme producono frutti identici a quelli della pianta madre.

Avocado - Persea americana: Parassiti e malattie

avocado fruttiTemono il marciume radicale e lo sviluppo di muffe o funghi nei pressi del colletto, favoriti dall’eccesso di annaffiature e dall’acqua stagnante; in coltivazione vengono spesso attaccati da insetti defogliatori e dalle mosche della frutta.