BOLLETTINO MOSCA SETTIMANA DAL 13 AGOSTO AL 19 AGOSTO 2018 TOSCANA

IL CONSORZIO DI GRAGNOLA E IL SITO AGROAMBIENTE.INFO.REGIONE.TOSCANA.IT VI AGGIORNA SULLO STATO DELLA MOSCA DELLE OLIVE IN TOSCANA

L'INFESTAZIONE ATTIVA E' RAPPRESENTATA DALLE UOVA E DALLE LARVE DI PRIMA E SECONDA ETA' VIVE. AL SUPERAMENTO DELLA SOGLIA DEL 10% DI INFESTAZIONE ATTIVA SI DOVREBBE TRATTARE CON PRODOTTI LARVICIDI COME IMIDACLOPRID FOSMET DIMETOATO ACETAMIPRID

L'INFESTAZIONE DANNOSA E' RAPPRESENTATA DALLE LARVE DI PRIMA ETA' DALLE PUPE VIVE O MORTE E DAI FORI DI USCITA. LA PERCENTUALE DI INFESTAZIONE DANNOSA COSTITUIREBBE IL DANNO REALE 

SU UN TOTALE DI 100 OLIVE ANALIZZATE (PER OGNI OLIVETO) QUESTI SONO I DATI REGIONALI

SAN VINCENZO (LIVORNO) 0% INFESTAZIONE ATTIVA (8 LARVE DI PRIMA ETA' MORTE + 1 PUPA VIVA + 3 FORI D'USCITA) 4% INFESTAZIONE DANNOSA 12% INFESTAZIONE TOTALE

CAMPIGLIA MARITTIMA (LIVORNO) 0% INFESTAZIONE ATTIVA (15 LARVE DI PRIMA ETA' MORTE + 4 LARVE DI SECONDA ETA' MORTE + 1 LARVA DI TERZA ETA' VIVA + 1 LARVA DI TERZA ETA' MORTA + 1 PUPA + 3 FORI D'USCITA) 7% INFESTAZIONE DANNOSA 26% INFESTAZIONE TOTALE

PIOMBINO (LIVORNO) 0% INFESTAZIONE ATTIVA (9 LARVE DI PRIMA ETA' MORTE + 1 LARVA DI SECONDA ETA' MORTA + 1 LARVA DI TERZA ETA' VIVE + 2 LARVE DI TERZA ETA' MORTE) 3% INFESTAZIONE DANNOSA 13% INFESTAZIONE TOTALE

LARCIANO (PISTOIA) 12% INFESTAZIONE ATTIVA ( 6 UOVA + 6 LARVE DI PRIMA ETA' VIVE + 11 LARVE DI PRIMA ETA' MORTE + 7 LARVE DI SECONDA ETA' MORTE + 1 LARVA DI TERZA ETA' VIVE) 31% INFESTAZIONE TOTALE

MONTECATINI TERME (PISTOIA) 1% INFESTAZIONE ATTIVA (3 LARVE DI PRIMA ETA' MORTE + 1 LARVA DI PRIMA ETA' VIVA + 3 LARVE DI SECONDA ETA' VIVE) 7% INFESTAZIONE TOTALE

SAN TERENZO MONTI (FIVIZZANO)  0% INFESTAZIONE TOTALE ATTIVA DANNOSA

FOSDINOVO 0% INFESTAZIONE TOTALE DANNOSA ATTIVA

MONTIGNOSO 0% INFESTAZIONE ATTIVA (2 LARVE DI PRIMA ETA' MORTE) 1,5% INFESTAZIONE TOTALE

CAPANNORI (LUCCA) 0% INFESTAZIONE ATTIVA (1 LARVA DI PRIMA ETA' MORTA + 1 LARVA DI SECONDA ETA' MORTA) 2% INFESTAZIONE TOTALE

MASSAROSA (LUCCA) 0% INFESTAZIONE ATTIVA (2 LARVE DI PRIMA ETA' MORTE + 3 LARVE DI SECONDA ETA' MORTE + 1 PUPA MORTA + 1 FORO D'USCITA) 2% INFESTAZIONE DANNOSA 7% INFESTAZIONE TOTALE

VINCI (FIRENZE) 11% INFESTAZIONE ATTIVA (6 LARVE DI PRIMA ETA' VIVE + 2 LARVE DI PRIMA ETA' MORTE + 5 LARVE DI SECONDA ETA' VIVE + 1 LARVA DI TERZA ETA' MORTA) 1% INFESTAZIONE DANNOSA 14% INFESTAZIONE TOTALE

LASTRA A SIGNA (FIRENZE) 3% INFESTAZIONE ATTIVA (1 UOVO + 1 LARVA DI PRIMA ETA' VIVA + 6 LARVE DI PRIMA ETA' MORTE + 1 LARVA DI SECONDA ETA' VIVA + 3 LARVE DI SECONDA ETA' MORTE) 12% INFESTAZIONE TOTALE

SCANDICCI (FIRENZE) 3% INFESTAZIONE ATTIVA (2 UOVA + 1 LARVA DI PRIMA ETA' VIVA + 3 LARVE DI PRIMA ETA' MORTE) 6% INFESTAZIONE TOTALE 

FIESOLE (FIRENZE)3% INFESTAZIONE ATTIVA (2 LARVE DI PRIMA ETA' VIVE + 3 LARVE DI PRIMA ETA' MORTE + 1 LARVA DI SECONDA ETA' VIVA + 1 LARVA DI SECONDA ETA' MORTA + 1 PUPA VIVA) 1% INFESTAZIONE DANNOSA 10% INFESTAZIONE TOTALE

GREVE IN CHIANTI (FIRENZE) 0% INFESTAZIONE ATTIVA TOTALE DANNOSA

MONTESPERTOLI (FIRENZE) 3% INFESTAZIONE ATTIVA (2 UOVA + 1 LARVA DI PRIMA ETA' VIVA + 1 LARVA DI PRIMA ETA' MORTA + 1 LARVA DI TERZA ETA' VIVA) 5% INFESTAZIONE TOTALE

MONTELUPO FIORENTINO (FIRENZE) 0% INFESTAZIONE ATTIVA TOTALE DANNOSA

SAN CASCIANO VAL DI PESA (FIRENZE) 4% INFESTAZIONE ATTIVA (2 UOVA + 2 LARVE DI PRIMA ETA' VIVE + 1 LARVA DI PRIMA ETA' MORTA + 1 LARVA DI TERZA ETA' VIVA) 6% INFESTAZIONE TOTALE

SERAVEZZA (LUCCA) 0% INFESTAZIONE ATTIVA (3 LARVE DI PRIMA ETA' MORTE + 6 LARVE DI SECONDA ETA' MORTE) 9% INFESTAZIONE TOTALE

CAMAIORE (LUCCA) 1% INFESTAZIONE ATTIVA (1 LARVA DI PRIMA ETA' MORTA + 1 LARVA DI SECONDA ETA' VIVA + 1 LARVA DI SECONDA ETA' MORTA + 2 LARVE DI TERZA ETA' MPORTE) 2% INFESTAZIONE DANNOSA 5% INFESTAZIONE TOTALE

BUTI (PISA) 0% INFESTAZIONE ATTIVA (7 LARVE DI PRIMA ETA' MORTE + 8 LARVE DI SECONDA ETA' MORTE + 2 LARVE DI TERZA ETA' MORTE + 1 FORO D'USCITA) 3% INFESTAZIONE DANNOSA 18% INFESTAZIONE TOTALE 

CALCI (PISA) 1% INFESTAZIONE ATTIVA (1 UOVO + 3 LARVE DI PRIMA ETA' MORTE + 4 LARVE DI SECONDA ETA' MORTE) 8% INFESTAZIONE TOTALE

VECCHIANO (PISA) 1% INFESTAZIONE ATTIVA (1 UOVO + 8 LARVE DI PRIMA ETA' MORTE) 9% INFESTAZIONE TOTALE

VICOPISANO (PISA) 3% INFESTAZIONE ATTIVA (1 LARVA DI PRIMA ETA' VIVA + 3 LARVE DI PRIMA ETA' MORTE + 2 LARVE DI SECONDA ETA' VIVE + 3 LARVE DI TERZA ETA' VIVE + 3 LARVE DI TERZA ETA' MORTE + 2 PUPE VIVE + 4 FORI D'ISCITA) 9% INFESTAZIONE DANNOSA 18% INFESTAZIONE TOTALE

SAN GIULIANO TERME (PISA) 1% INFESTAZIONE ATTIVA (1 LARVA DI PRIMA ETA' VIVA + 2 LARVE DI TERZA ETA' VIVE) 2% INFESTAZIONE DANNOSA 3% INFESTAZIONE TOTALE

PIENZA (SIENA) 0% INFESTAZIONE TOTALE DANNOSA ATTIVA

MONTALCINO (SIENA) 2% INFESTAZIONE ATTIVA (1 UOVO + 1 LARVA DI PRIMA ETA' VIVA + 1 LARVA DI PRIMA ETA' MORTA) 3% INFESTAZIONE TOTALE

MONTEMURLO (PRATO) 0% INFESTAZIONE ATTIVA TOTALE DANNOSA

MONTALE (PISTOIA) 0% INFESTAZIONE ATTIVA TOTALE DANNOSA

QUARRATA (PISTOIA) 0% INFESTAZIONE ATTIVA (4 LARVE DI PRIMA ETA' MORTE + 4 LARVE DI SECONDA ETA' MORTE + 1 LARVA DI TERZA ETA' MORTE) 1% INFESTAZIONE DANNOSA 9% INFESTAZIONE TOTALE

SERRAVALLE PISTOIESE (PISTOIA) 0% INFESTAZIONE TOTALE DANNOSA ATTIVA

PISTOIA 0% INFESTAZIONE TOTALE DANNOSA ATTIVA

AREZZO 0% INFESTAZIONA ATTIVA DANNOSA TOTALE

SAN MINIATO (PISA) 0% INFESTAZIONE ATTIVA (2 LARVE DI PRIMA ETA' MORTE) 2% INFESTAZIONE TOTALE

LAMPORECCHIO (PISTOIA) 1% INFESTAZIONE ATTIVA (1 LARVA DI PRIMA ETA' VIVA + 4 LARVE DI PRIMA ETA' MORTE + 1 LARVA DI SECONDA ETA' MORTA) 6% INFESTAZIONE TOTALE

MONSUMMANO TERME (PISTOIA) 4% INFESTAZIONE ATTIVA (1 UOVO + 1 LARVA DI PRIMA ETA' VIVA + 4 LARVE DI PRIMA ETA' MORTE + 2 LARVE DI SECONDA ETA' VIVE + 1 LARVA DI SECONDA ETA' MORTA + 2 LARVE DI TERZA ETA' VIVE) 2% INFESTAZIONE DANNOSA 11% INFESTAZIONE TOTALE

CAPRAIA (FIRENZE)3% INFESTAZIONE ATTIVA (1 LARVA DI PRIMA ETA' VIVA + 2 LARVE DI PRIMA ETA' MORTE + 2 LARVE DI SECONDA ETA' VIVE) 5% INFESTAZIONE TOTALE

TAVERNELLE VAL DI PESA (FIRENZE) 0% INFESTAZIONE DANNOSA TOTALE ATTIVA

CONSIDERAZIONI TECNICHE RELATIVE AL BOLLETTINO DELLA LUNIGIANA E FASCIA COSTIERA SETTIMANA DAL 6 AL 12 AGOSTO 2018

Il monitoraggio sul territorio regionale rileva una situazione in ulteriore leggera diminuzione complice le temperature abbondantemente al di sopra dei trenta gradi, che causano la morte di uova e larve giovani.

Analizzando le elaborazioni del modello che stima la mortalità da caldo, per entrare un po' più nel dettaglio, si può notare che mentre nelle prime settimane di luglio nell'arco dei dieci giorni il caldo causava nei casi migliori il 50% di mortalità, nelle ultime due settimane in 8, ma talvolta anche in sette e sei giorni il caldo ha causato la morte del 100% delle uova larve potenzialmente presenti.

Chiaramente subentrano anche altri fattori nella reale mortalità da caldo, ad esempio la carica produttiva olive più piccole o più coriacee a causa di siccità enfatizzano gli effetti di mortalità da caldo, mentre olive molto polpose per abbondante disponibilità idrica ne riducono gli effetti. Stesso ragionamento si può fare per una maggiore o minore carica, infatti nel caso di poche olive per pianta avremo drupe proporzionalmente più grandi e di conseguenza una riduzione della probabile mortalità, ragionamento opposto con una carica molto elevata e olive di minori dimensioni.

Il monitoraggio sul territorio provinciale rileva anche per questa settimana ovodeposizioni praticamente assenti, e con una situazione generale di infestazione assente.

LUNIGIANA

Infestazione assente, fa eccezione solamente Fosdinovo in loc. Celso considerato sotto tratt. Per superamento soglia nelle settimana precedenti.

FASCIA COSTIERA DI MASSA E DI CARRARA 

INFESTAZIONE ASSENTE

CONSIDERAZIONI TECNICHE

Ricordiamo che la soglia consigliata di intervento con ovo-larvicida è il 10%, e che l'infestazione attiva è composta da uova larve di I età e larve di II età vive, rappresenta la componente dell'infestazione sensibile al trattamento con ovo-larvicida.

Nelle aree in cui è presente infestazione con valori tra il 5% ed il 10% può essere opportuno fare campionamenti aziendali mirati e attendere il bollettino di settimana prossima, anche in funzione delle elevate temperature che potrebbero causare una rilevante mortalità delle uova e delle larve più giovani.

E' importante evidenziare che l'efficacia dei prodotti in commercio è di circa 15/20 giorni, quindi non hanno effetto preventivo ma devono essere distribuiti solo in base ad una reale presenza di infestazione superiore alla soglia di intervento.

Dai dati del monitoraggio non sono necessari trattamenti, quindi solo in caso di campionamenti aziendali in cui è stato evidenziato il superamento della soglia del dieci per cento di infestazione attiva, è auspicabile effettuare un trattamento con i prodotti ammessi.

Nelle aree dove è prevedibile effettuare più trattamenti, considerata la sua natura e le indicazioni del produttore, in questa fase potrebbe ancora essere utilizzabile il prodotto a base di imidacloprid in formulazione o-teq.

Per chi utilizza strategie con repellenti (rame e caolino) o con trappole per cattura massale, oppure attrattivi alimentari avvelenati (es Spintor Fly), è necessario mantenere la copertura con i prodotti distribuiti, al temine del loro periodo di efficacia o in caso di pioggia.

Nelle micro-aree o su varietà in cui l'oliva è molto piccola e non ha ancora sufficiente polpa da consentire l'ovodeposizione, a livello aziendale è possibile valutare il posticipo del primo trattamento con adulticida.

BOLLETTINO MOSCA SETTIMANA DAL 6 AGOSTO AL 12 AGOSTO 2018

IL CONSORZIO DI GRAGNOLA E IL SITO AGROAMBIENTE.INFO.REGIONE.TOSCANA.IT VI AGGIORNA SULLO STATO DELLA MOSCA DELLE OLIVE IN TOSCANA

L'INFESTAZIONE ATTIVA E' RAPPRESENTATA DALLE UOVA E DALLE LARVE DI PRIMA E SECONDA ETA' VIVE. AL SUPERAMENTO DELLA SOGLIA DEL 10% DI INFESTAZIONE ATTIVA SI DOVREBBE TRATTARE CON PRODOTTI LARVICIDI COME IMIDACLOPRID FOSMET DIMETOATO ACETAMIPRID

L'INFESTAZIONE DANNOSA E' RAPPRESENTATA DALLE LARVE DI PRIMA ETA' DALLE PUPE VIVE O MORTE E DAI FORI DI USCITA. LA PERCENTUALE DI INFESTAZIONE DANNOSA COSTITUIREBBE IL DANNO REALE 

FILATTIERA 0% INFESTAZIONE ATTIVA E TOTALE

SAN TERENZO MONTI (FIVIZZANO) 0% INFESTAZIONE ATTIVA (1 LARVA DI PRIMA ETA' MORTA) 0,9% INFESTAZIONE TOTALE

FOSDINOVO 0% INFESTAZIONE ATTIVA E TOTALE

MULAZZO 0% INFESTAZIONE ATTIVA E TOTALE

PONTREMOLI 0% INFESTAZIONE ATTIVA E TOTALE

MONTIGNOSO 0% INFESTAZIONE ATTIVA (1 LARVA DI PRIMA ETA' MORTA) 1% INFESTAZIONE TOTALE

MANCIANO (GROSSETO) 4% INFESTAZIONE ATTIVA (4 LARVE DI PRIMA ETA' VIVE + 15 LARVE DI PRIMA ETA' MORTE) 19% INFESTAZIONE TOTALE

GAVORRANO (GROSSETO) 3% INFESTAZIONE ATTIVA (2 UOVA + 1 LARVA DI PRIMA ETA' VIVA) 3% INFESTAZIONE TOTALE

CAPRAIA (FIRENZE) 5% INFESTAZIONE ATTIVA (2 UOVA + 2 LARVE DI PRIMA ETA' VIVA + 3 LARVE DI PRIMA ETA' MORTE + 1 LARVA DI SECONDA ETA' VIVA) 9% INFESTAZIONE TOTALE

VINCI (FIRENZE) 10% INFESTAZIONE (2 UOCA + 4 LARVE DI PRIMA ETA' VIVE + 1 LARVA DI PRIMA ETA' MORTA + 4 LARVE DI SECONDA ETA' VIVE) 11% INFESTAZIONE TOTALE

LARCIANO (PISTOIA) 12% INFESTAZIONE ATTIVA (7 LARVE DI PRIMA ETA' VIVE + 10 LARVE DI PRIMA ETA' MORTE + 5 LARVE DI SECONDA ETA' VIVE + 3 LARVA DI SECONDA ETA' MORTA) 25% INFESTAZIONE TOTALE

QUARRATA (PISTOIA) 3% INFESTAZIONE ATTIVA (3 LARVE DI PRIMA ETA' VIVE + 4 LARVE DI PRIMA ETA' MORTE + 2 LARVE DI SECONDA ETA' MORTE + 1 PUPA VIVA) 1% INFESTAZIONE DANNOSA 10% INFESTAZIONE TOTALE 

PECCIOLI (PISA) 5% INFESTAZIONE ATTIVA (2 UOVA + 3 LARVE DI PRIMA ETA' VIVE) 8% INFESTAZIONE TOTALE

CASALE MARITTIMO (PISA) 4% INFESTAZIONE ATTIVA ( 2 UOVA + 2 LARVE DI PRIMA ETA' VIVE + 3 LARVE DI PRIMA ETA' MORTE + 1 FORO D'USCITA) 1% INFESTAZIONE DANNOSA 13% INFESTAZIONE TOTALE 

MONTECARLO (LUCCA) 0% INFESTAZIONE ATTIVA (12 LARVE DI PRIMA ETA' MORTE + 1 LARVA DI SECONDA ETA' MORTA) 13% INFESTAZIONE TOTALE

MONTECATINI TERME (PISTOIA) 1% INFESTAZIONE ATTIVA (1 LARVA DI PRIMA ETA' MORTA + 1 LARVA DI SECONDA ETA' VIVA) 2% INFESTAZIONE TOTALE

MONSUMMANO TERME (PISTOIA) 4% INFESTAZIONE ATTIVA (4 LARVE DI PRIMA ETA' VIVE + 2 LARVE DI PRIMA ETA' MORTE) 6% INFESTAZIONE TOTALE

CASTELFIORENTINO (FIRENZE) 0% INFESTAZIONE ATTIVA E TOTALE

ROSIGNANO MARITTIMO (LIVORNO) 1% INFESTAZIONE ATTIVA (1 LARVA DI PRIMA ETA' VIVA + 10 LARVE DI PRIMA ETA' MORTE + 4 LARVE DI SECONDA ETA' MORTE + 1 LARVA DI TERZA ETA' MORTA + 1 PUPA VIVA) 2% INFESTAZIONE DANNOSA 17% INFESTAZIONE TOTALE

SAN VINCENZO (LIVORNO) 1% INFESTAZIONE ATTIVA (11 LARVE DI PRIMA ETA' MORTE + 1 LARVA DI SECONDA ETA' VIVA + 1 LARVA DI SECONDA ETA' MORTA + 1 LARVA DI TERZA ETA' MORTA + 2 PUPE VIVE) 3% INFESTAZIONE DANNOSA 16% INFESTAZIONE TOTALE

CAPANNORI (LUCCA) 0% INFESTAZIONE ATTIVA (2 LARVA DI PRIMA ETA' MORTE) 2% INFESTAZIONE TOTALE 

PIENZA (SIENA) 0% INFESTAZIONE TOTALE

SAN QUIRICO D'ORCIA (SIENA) 0% INFESTAZIONE TOTALE

MONTERIGGIONI (SIENA) 0% INFESTAZIONE TOTALE

MONTESPERTOLI  (FIRENZE) 3% INFESTAZIONE ATTIVA (1 UOVO + 2 LARVA DI PRIMA ETA' VIVA + 1 LARVA DI PRIMA ETA' MORTA) 7% INFESTAZIONE TOTALE

LUCCA 0% INFESTAZIONE ATTIVA (1 LARVA DI PRIMA ETA' MORTA + 1 LARVA DI SECONDA ETA' MORTA) 2% INFESTAZIONE TOTALE

MASSAROSA  (LUCCA) 2% INFESTAZIONE ATTIVA (3 LARVE DI PRIMA ETA0 MORTE + 2 LARVE DI SECONDA ETA' VIVE + 3 LARVE DI SECONDA ETA' MORTE + 1 LARVA DI TERZA ETA' MORTA + 1 PUPA VIVA + 1 PUPA MORTA) 3% INFESTAZIONE DANNOSA 11% INFESTAZIONE TOTALE

SERAVEZZA (LUCCA) 2% INFESTAZIONE ATTIVA (1 LARVA DI PRIMA ETA' VIVA + 1 LARVA DI PRIMA ETA' MORTA + 1 LARVA DI SECONDA ETA' VIVA + 1 LARVA DI SECONDA ETA' MORTA) 4% INFESTAZIONE TOTALE

CECINA (LIVORNO) 3% INFESTAZIONE ATTIVA (2 LARVE DI PRIMA ETA' VIVE + 7 LARVE DI PRIMA ETA' MORTE + 1 LARVE DI SECONDA ETA' VIVE + 1 LARVE DI SECONDA ETA' MORTE + 1 LARVA DI TERZA ETA' MORTA + 1 FORO D'USCITA) 2% INFESTAZIONE DANNOSA 13% INFESTAZIONE TOTALE

BIBBONA (LIVORNO) 1% INFESTAZIONE ATTIVA (3 LARVA DI PRIMA ETA' MORTE+ 1 LARVA DI SECONDA ETA' VIVA + 1 LARVA DI TERZA ETA' VIVA + 1 FORO D'USCITA) 2% INFESTAZIONE DANNOSA 7% INFESTAZIONE TOTALE

CAMPIGLIA MARITTIMA (LIVORNO) 2% INFESTAZIONE ATTIVA (1 UOVO + 1 LARVA DI PRIMA ETA' VIVA + 2 LARVE DI PRIMA ETA0 MORTE + 1 LARVA DI TERZA ETA' MORTA + 1 PUPA VIVA + 2 FORI D'USCITA) 4% INFESTAZIONE DANNOSA 8% INFESTAZIONE TOTALE

MONTEMURLO (PRATO) 0% INFESTAZIONE TOTALE 

MONTALCINO (SIENA) 0% INFESTAZIONE TOTALE

ASCIANO (SIENA) 0% INFESTAZIONE TOTALE

GAMBASSI TERME (FIRENZE) 0% INFESTAZIONE ATTIVA (3 LARVE DI PRIMA ETA' MORTE + 1 LARVA DI TERZA ETA' VIVA) 1% INFESTAZIONE DANNOSA 4% INFESTAZIONE TOTALE

PIENZA (SIENA) 0% INFESTAZIONE TOTALE

PISTOIA 0% INFESTAZIONE TOTALE

BUTI (PISA) 2% INFESTAZIONE ATTIVA (1 UOVO + 10 LARVA DI PRIMA ETA' MORTA + 1 LARVA DI SECONDA ETA' VIVA + 4 LARVE DI SECONDA ETA' MORTE+ 1 LARVA DI TERZA ETA' VIVA + 1 LARVA DI TERZA ETA' MORTA + 2 PUPE VIVE + 1 PUPA MORTA) 5% INFESTAZIONE DANNOSA 21% INFESTAZIONE TOTALE

VECCHIANO (PISA) 5% INFESTAZIONE ATTIVA (3 LARVE DI PRIMA ETA' VIVE + 12 LARVE DI PRIMA ETA' MORTE + 2 LARVE DI SECONDA ETA' VIVE + 5 LARVE DI SECONDA ETA' MORTE + 1 LARVA DI TERZA ETA' VIVA + 4 LARVE DI TERZA ETA' MORTE + 3 PUPE MORTE) 8% INFESTAZIONE DANNOSA 31% INFESTAZIONE TOTALE

LASTA A SIGNA (FIRENZE) 2% INFESTAZIONE ATTIVA (2 LARVE DI PRIMA ETA' VIVE + 8 LARVE DI PRIMA ETA' MORTE + 4 LARVE DI SECONDA ETA' MORTE + 1 LARVA DI TERZA ETA' MORTA) 1% INFESTAZIONE DANNOSA 20% INFESTAZIONE TOTALE

SCANDICCI (FIRENZE) 2% INFESTAZIONE ATTIVA (2 LARVE DI PRIMA ETA' VIVE + 3 LARVE DI PRIMA ETA' MORTA + 3 LARVE DI SECONDA ETA' MORTE) 11% INFESTAZIONE TOTALE

SAN MINIATO (PISA) 5% INFESTAZIONE ATTIVA (3 LARVE DI PRIMA ETA' VIVE + 3 LARVE DI PRIMA ETA' MORTE + 2 LARVE DI SECONDA ETA' MORTE) 8% INFESTAZIONE TOTALE

AREZZO 0% INFESTAZIONE ATTIVA DANNOSA TOTALE 

CONSIDERAZIONI TECNICHE RELATIVE AL BOLLETTINO DELLA LUNIGIANA E DELLA VERSILIA SULLA MOSCA DELLE OLIVE DAL 30 LUGLIO AL 5 AGOSTO 2018,

Procede la fase di formazione ed indurimento del nocciolo, la fase fenologica prevalente va da ad indurimento del nocciolo 0-50% ad indurimento del nocciolo >50%.

I trattamenti con prodotti rameici ammessi per le malattie fungine hanno degli effetti positivi anche nel contenere gli attacchi della mosca delle olive

Il monitoraggio della mosca delle olive avviene in due modalità

  • cattura degli adulti con le trappole: consigliato principalmente chi segue una lotta di tipo adulticida
  • analisi delle infestazione delle olive: consigliato per  chi segue una lotta di tipo larvicida

Eventuali trattamenti con Caolino contro le bruciature dal sole sembrano avere effetti positivi nel contenere gli attacchi della mosca delle olive.

CONTROLLARE I VOLI NELLE TRAPPOLE

Effettuare campionamenti sulle olive negli oliveti irrigati e nelle aree indicate dal bollettino con eventuale presenza di ovodeposizione.

I monitoraggi sul territorio regionale rilevano una situazione costante, probabilmente complice l'aumento delle temperature, che probabilmente farà vedere i suoi effetti più significativi nel monitoraggio di settimana prossima.

Infestazione che si presenta ancora con valori da assente a bassa, solo in alcune aree prevalentemente della costa l'infestazione attiva presenta valori più consistenti e/o sopra soglia.

Il monitoraggio sul territorio provinciale rileva ovodeposizioni tendenzialmente costanti rispetto a settimana scorsa con una situazione generale di infestazione assente.

LUNIGIANA

Infestazione assente, fa eccezione solamente Fosdinovo in loc. Celso considerato sotto tratt. per superamento soglia settimana scorsa.

FASCIA COSTIERA DI MASSA E DI CARRARA

Per chi utilizza strategie con repellenti (rame e caolino) o con trappole per cattura massale, oppure attrattivi alimentari avvelenati (es Spintor Fly), è necessario mantenere la copertura con i prodotti distribuiti, al temine del loro periodo di efficacia o in caso di pioggia.

PRODOTTI LARVICIDI AMMESSI:

DIMETOATO (LARVICIDA, MASSIMO 2 TRATTAMENTI L'ANNO)

PHOSMET (LARVICIDA, MASSIMO 1 INTERVENTO L'ANNO)

IMIDACLOPRID (LARVICIDA, MASSIMO 1 TRATTAMENTO L'ANNO) 

PRODOTTI ADULTICIDI AMMESSI:

ESCA PROTEICA + DIMETOATO (ADULTICIDA, TRATTAMENTO LIMITATO A 1/4 DELLA CHIOMA DI TUTTE LE PIANTE. NON PUO' ESSERE APPLICATO NEL CASO VENGA REALIZZATA LA LOTTA LARVICIDA. MASSIMO 5 APPLICAZIONI

SPINOSAD + ESCA (ADULTICIDA, MASSIMO 8 APPLICAZIONI L'ANNO)

BEAUVERIA BASSIANA (ADULTICIDA)

PIRETRINE (ADULTICIDA)

CATTURE MASSALI (ADULTICIDA, DISPOSITIVI CON ATTRATTIVI ALIMENTARI E/O AVVELENATI CON INSETTICIDI (ATTRACK AND KILL CON DELTAMETRINA)

Il numero massimo di trattamenti è indipendente dall'avversità verso cui si effettua. Per la lotta larvicida sono ammessi massino 2 trattamenti nell'interno e 3 trattamenti sulla costa.

BOLLETTINO MOSCA SETTIMANA DAL 30 LUGLIO AL 5 AGOSTO 2018

IL CONSORZIO DI GRAGNOLA E IL SITO AGROAMBIENTE.INFO.REGIONE.TOSCANA.IT VI AGGIORNA SULLO STATO DELLA MOSCA DELLE OLIVE IN TOSCANA

L'INFESTAZIONE ATTIVA E' RAPPRESENTATA DALLE UOVA E DALLE LARVE DI PRIMA E SECONDA ETA' VIVE. AL SUPERAMENTO DELLA SOGLIA DEL 10% DI INFESTAZIONE ATTIVA SI DOVREBBE TRATTARE CON PRODOTTI LARVICIDI COME IMIDACLOPRID FOSMET DIMETOATO ACETAMIPRID

L'INFESTAZIONE DANNOSA E' RAPPRESENTATA DALLE LARVE DI PRIMA ETA' DALLE PUPE VIVE O MORTE E DAI FORI DI USCITA. LA PERCENTUALE DI INFESTAZIONE DANNOSA COSTITUIREBBE IL DANNO REALE 

LICCIANA NARDI (142 DRUPE ANALIZZATE) 0% INFESTAZIONE ATTIVA

AREZZO 0% INFESTAZIONE TOTALE

BAGNONE (474 DRUPE ANALIZZATE) D 0% INFESTAZIONE TOTALE

FILATTIERA (104 DRUPE ANALIZZATE) 0% INFESTAZIONE TOTALE

MULAZZO (190 DRUPE ANALIZZATE) 0% INFESTAZIONE TOTALE

PONTREMOLI (92 DRUPE ANALIZZATE) 0% INFESTAZIONE TOTALE

MONTIGNOSO 0% INFESTAZIONE TOTALE

SAN TERENZO MONTI (111 DRUPE ANALIZZATE) 0% INFESTAZIONE TOTALE 

FOSDINOVO 0% INFESTAZIONE TOTALE

MONTECATINI TERME (PISTOIA) 2% INFESTAZIONE ATTIVA (2 LARVE DI PRIMA ETA' VIVE + 1 LARVA DI PRIMA ETA' MORTA + 1 FORO D'USCITA) 1% INFESTAZIONE DANNOSA 4% INFESTAZIONE TOTALE

LARCIANO (PISTOIA) 15% INFESTAZIONE ATTIVA (6 UOVA+ 7 LARVE DI PRIMA ETA' VIVE + 7 LARVE DI PRIMA ETA' MORTE + 2 LARVE DI SECONDA ETA' VIVE + 1 LARVA DI SECONDA ETA' MORTA+ 1 PUPA VIVA) 1% INFESTAZIONE DANNOSA 24% INFESTAZIONE TOTALE

SERRAVALLE PISTOIESE (PISTOIA) 18% INFESTAZIONE ATTIVA (2 UOVA + 10 LARVE DI PRIMA ETA' VIVE + 1 LARVA DI PRIMA ETA' MORTA + 6 LARVE DI PRIMA ETA' VIVE + 3 LARVE DI TERZA ETA' VIVE + 1 LARVA DI TERZA ETA' MORTA) 4% INFESTAZIONE DANNOSA 23% INFESTAZIONE TOTALE

MONTALCINO (SIENA) 2% INEFSTAZIONE ATTIVA (2 LARVE DI PRIMA ETA' VIVE) 2% INFESTAZIONE TOTALE

PIENZA (SIENA) 0% INFESTAZIONE TOTALE

MURLO (SIENA) 0% INFESTAZIONE TOTALE

MONTEPULCIANO (SIENA) 0% INFESTAZIONE TOTALE

CHIUSI (SIENA) 0% INFESTAZIONE TOTALE

SINALUNGA (SIENA) 0% INFESTAZIONE TOTALE

MONTERIGGIONI (SIENA) 1% INFESTAZIONE ATTIVA (1 UOVO) 1% INFESTAZIONE TOTALE

POGGIBONSI (SIENA) 1% INFESTAZIONE TOTALE

GAIOLE IN CHIANTI (SIENA) 0% INFESTAZIONE TOTALE

CASTELLINA IN CHIANTI (SIENA) 0% INFESTAZIONE TOTALE

SIENA 0% INFESTAZIONE TOTALE

RADDA IN CHIANTI (SIENA) 0% INFESTAZIONE TOTALE

MONSUMMANO TERME (PISTOIA) 6% INFESTAZIONE DANNOSA (4 UOVA + 1 LARVA DI PRIMA ETA' VIVA + 2 LARVE DI PRIMA ETA' MORTE + 1 LARVA DI SECONDA ETA' VIVA) 8% INFESTAZIONE TOTALE

EMPOLI 4% INFESTAZIONE ATTIVA (4 LARVE DI PRIMA ETA' VIVE + 1 LARVA DI PRIMA ETA' MORTA) 5% INFESTAZIONE TOTALE

PONTASSIEVE (FIRENZE) 5% INFESTAZIONE ATTIVA (1 UOVA + 4 LARVA PRIMA ETA' VIVE) 5% INFESTAZIONE TOTALE

CAPRAIA 4% INFESTAZIONE ATTIVA (3 LARVE DI PRIMA ETA' VIVE + 1 LARVA DI PRIMA ETA' MORTA + 1 LARVA DI SECONDA ETA' VIVA) 5% INFESTAZIONE TOTALE

FIESOLE (FIRENZE) 3% INFESTAZIONE ATTIVA (2 LARVE DI PRIMA ETA' VIVE + 2 LARVE DI PRIMA ETA' MORTE + 1 LARVA DI SECONDA ETA' VIVA) 5% INFESTAZIONE TOTALE

LASTRA A SIGNA (FIRENZE) 8% INFESTAZIONE ATTIVA ( 1 UOVO + 6 LARVE DI PRIMA ETA' VIVE + 3 LARVE DI PRIMA ETA' MORTE + 1 LARVA DI SECONDA ETA' VIVA + 2 LARVE DI TERZA ETA' VIVE + 1 FORO D'USCITA) 3% INFESTAZIONE DANNOSA 18% INFESTAZIONE TOTALE

COLLESALVETTI (LIVORNO) 7% INFESTAZIONE DANNOSA (2 UOVA + 4 LARVE DI PRIMA ETA' VIVE + 1 LARVE DI SECONDA ETA' VIVE + 1 LARVA DI TERZA ETA' VIVA + 1 PUPA VIVA) 10% INFESTAZIONE TOTALE 2% INFESTAZIONE DANNOSA

LAMPORECCHIO (PISTOIA) 4% INFESTAZIONE ATTIVA (3 LARVE DI PRIMA ETA' VIVE + 1 LARVA DI SECONDA ETA' VIVA + 1 LARVA TERZA ETA' VIVA) 1% INFESTAZIONE 5% INFESTAZIONE TOTALE

PIOMBINO (LIVORNO) 9% INFESTAZIONE ATTIVA (2 UOVA + 3 LARVE DI PRIMA ETA' VIVE + 1 LARVA DI PRIMA ETA' MORTE + 4 LARVE DI SECONDA ETA' VIVE + 1 LARVA DI TERZA ETA' VIVE + 2 PUPE VIVE) 3% INFESTAZIONE DANNOSA 13% INFESTAZIONE TOTALE

SAN MINIATO (PISA) 4% INFESTAZIONE ATTIVA (4 LARVE DI PRIMA ETA' VIVA + 2 LARVE DI PRIMA ETA' MORTE + 1 LARVA DI SECONDA ETA' MORTA) 7% INFESTAZIONE TOTALE

LAJATICO (PISA) 1% INFESTAZIONE ATTIVA (1 UOVO) 1% INFESTAZIONE TOTALE

VOLTERRA (PISA) 0% INFESTAZIONE TOTALE

QUARRATA (PISTOIA) 2% INFESTAZIONE ATTIVA (2LARVE DI PRIMA ETA' VIVE + 3 LARVE DI SECONDA ETA' VIVE + 3 LARVE DI SECONDA ETA' MORTE + 3 LARVE DI TERZA ETA' MORTE) 10% INFESTAZIONE TOTALE

ORBETELLO (GROSSETO) 1% INFESTAZIONE ATTIVA (1 LARVA DI PRIMA ETA' VIVA + 3 FORI DI USCITA) 3% INFESTAZIONE DANNOSA 5% INFESTAZIONE TOTALE

SCARLINO (GROSSETO) 1% INFESTAZIONE ATTIVA (1 LARVA DI PRIMA ETA' MORTA + LARVA DI SECONDA ETA' VIVA + 1 LARVA DI SECONDA ETA' MORTA + 1 LARVA DI TERZA ETA' VIVA) 3% INFESTAZIONE DANNOSA 5% INFESTAZIONE TOTALE 

MONTESPERTOLI (FIRENZE) 3% INFESTAZIONE ATTIVA (3 LARVE DI PRIMA ETA' VIVE) 5% INFESTAZIONE TOTALE

SAN GIULIANO TERME (PISA) 5% INFESTAZIONE ATTIVA (1 UOVO + 2 LARVE DI PRIMA ETA' VIVE+ 2 LARVE DI SECONDA ETA' VIVE + 1 LARVA DI TERZA ETA' VIVA) 1% INFESTAZIONE DANNOSA 6% INFESTAZIONE TOTALE

CASALE MARITTIMO (PISA) 6% INFESTAZIONE ATTIVA (3 UOVA + 2 LARVE DI PRIMA ETA' VIVE + 2 LARVE DI PRIMA ETA' MORTE + 1 LARVA DI SECONDA ETA' VIVE + 1 LARVA DI TERZA ETA' VIVE) 1% INFESTAZIONE DANNOSA 9% INFESTAZIONE TOTALE

CALCI (PISA) 3% INFESTAZIONE ATTIVA (1 LARVA DI PRIMA ETA' MORTA + 3 LARVE DI SECONDA ETA' VIVE + 5 LARVE DI TERZA ETA' VIVE + 1 FORO D'USCITA) 6% INFESTAZIONE DANNOSA 10% INFESTAZIONE TOTALE

VICOPISANO (PISA) 6% INFESTAZIONE ATTIVA (4 LARVE DI PRIMA ETA' VIVE + 3 LARVE DI PRIMA ETA' MORTE + 2 LARVE DI SECONDA ETA' VIVE + 1 LARVA DI SECONDA ETA' MORTA + 3 LARVE DI TERZA ETA' VIVE + 2 PUPE VIVE) 5% INFESTAZIONE DANNOSA 15% INFESTAZIONE TOTALE 

CECINA (LIVORNO) 6% INFESTAZIONE ATTIVA (1 UOVO + 4 LARVA DI PRIMA ETA' VIVA + 4 LARVA DI TERZA ETA' VIVA + 1 LARVA DI SECONDA ETA' VIVA + 1 LARVA DI TERZA ETA' VIVA) 1% INFESTAZIONE DANNOSA 11% INFESTAZIONE TOTALE

BIBBONA (LIVORNO) 4% INFESTAZIONE ATTIVA (4 LARVE DI PRIMA ETA' VIVA+ 2 LARVE DI PRIMA ETA' MORTE) 8% INFESTAZIONE TOTALE

SCANDICCI (FIRENZE) 4% INFESTAZIONE ATTIVA (1 UOVO + 3 LARVE DI PRIMA ETA' VIVE + 3 LARVE DI PRIMA ETA' MORTE + 1 LARVA DI SECONDA ETA' MORTA) 11% INFESTAZIONE TOTALE

ROSIGNANO MARITTIMO (LIVORNO) INFESTAZIONE ATTIVA 1% (1 UOVO) 1% INFESTAZIONE DANNOSA 1% INFESTAZIONE TOTALE

MASSAROSA (LUCCA) 3% INFESTAZIONE ATTIVA (1 LAVE DI PRIMA ETA' VIVE + 1 LARVA DI PRIMA ETA' MORTA + 2 LARVE DI SECONDA ETA' VIVE + 1 LARVA DI SECONDA ETA' MORTA + 1 LARVA DI TERZA ETA' MORTA + 1 PUPA) 2% INFESTAZIONE DANNOSA 7% INFESTAZIONE TOTALE

SERAVEZZA (LUCCA) 1% INFESTAZIONE ATTIVA (3 LARVE DI PRIMA ETA' MORTE + 1 LARVA DI SECONDA ETA' VIVA + 1 PUPA MORTA) 1% INFESTAZIONE DANNOSA 5% INFESTAZIONE TOTALE

SUVERETO (LIVORNO) 6% INFESTAZIONE ATTIVA (3 UOVA + 3 LARVE DI PRIMA ETA' VIVE + 1 LARVA DI PRIMA ETA' MORTA) 7% INFESTAZIONE TOTALE

VINCI (FIRENZE) 11% INFESTAZIONE ATTIVA (3 UOVA + 5 LARVE DI PRIMA ETA' VIVE + 2 LARVE DI PRIMA ETA' MORTE + 3 LARVE DI SECONDA ETA' VIVE) 13% INFESTAZIONE TOTALE

BOLLETTINO MOSCA SETTIMANA DAL 23 LUGLIO AL 29 LUGLIO

L'INFESTAZIONE ATTIVA E' RAPPRESENTATA DALLE UOVA E DALLE LARVE DI PRIMA E SECONDA ETA' VIVE. AL SUPERAMENTO DELLA SOGLIA DEL 10% DELL'INFESTAZIONE ATTIVA SI DOVREBBE TRATTARE CON PRODOTTI LARVICIDI COME IMIDACLOPRID FOSMET DIMETOATO ACETAMIPRID

L'INFESTAZIONE DANNOSA E' RAPPRESENTATA DALLE LARVE DI PRIMA ETA' DALLE PUPE VIVE O MORTE E DAI FORI DI USCITA. LA PERCENTUALE DI INFESTAZIONE DANNOSA COSTITUIREBBE IL DANNO REALE 

FOSDINOVO (98 DRUPE ANALIZZATE) 10,2% INFESTAZIONE ATTIVA (LARVE DI PRIMA ETA'+ 6 LARVE DI PRIMA ETA' MORTE + 5 LARVE DI SECONDA ETA' VIVE) INFESTAZIONE TOTALE 16,3%

MONTIGNOSO (98 DRUPE ANALIZZATE) 1% INFESTAZIONE ATTIVA (LARVE DI PRIMA ETA' VIVA) INFESTAZIONE TOTALE 1%

BAGNONE (410 DRUPE ANALIZZATE) 0% INFESTAZIONE ATTIVA 

FILATTIERA (173 DRUPE ANALIZZATE) 0% INFESTAZIONE ATTIVA

MULAZZO (138 DRUPE ANALIZZATE) 0,7 INFESTAZIONE ATTIVA 

PONTREMOLI (110 DRUPE ANALIZZATE) 0% INFESTAZIONE ATTIVA

SANTA MARIA A MONTE (PISA) 0% INFESTAZIONE ATTIVA

CAPRAIA (FIRENZE) 4% INFESTAZIONE ATTIVA (2 UOVA+ 2 LARVE DI PRIMA ETA' VIVE)

EMPOLI 5% (1 UOVO + 3 LARVE DI PRIMA ETA' VIVE + 1 LARVA DI PRIMA ETA' MORTA)

LAJATICO (PISA) 0% INFESTAZIONE ATTIVA

LAMPORECCHIO (PISTOIA) 6% INFESTAZIONE ATTIVA (3 LARVE DI PRIMA ETA' VIVE + 3 LARVE DI PRIMA ETA' MORTE) 6% INFESTAZIONE TOTALE

QUARRATA (PISTOIA) 6% INFESTAZIONE ATTIVA (4 LARVE DI PRIMA ETA' VIVE + 2 LARVE DI SECONDA ETA' VIVE) 6% INFESTAZIONE TOTALE

VOLTERRA (PISA) 0% INFESTAZIONE ATTIVA

POMARANCE (PISA) 0% INFESTAZIONE ATTIVA

SAN GIULIANO TERME (PISA) 4% INFESTAZIONE ATTIVA (1 UOVO + 2 LARVE DI PRIMA ETA' VIVE + 1 LARVA DI SECONDA ETA' VIVA) 4% INFESTAZIONE TOTALE

MONTESCUDAIO (PISA) 4% INFESTAZIONE ATTIVA (3 UOVA + 1 LARVA DI PRIMA ETA' VIVA) 4% INFESTAZIONE ATTIVA

VICOPISANO (PISA) 4% INFESTAZIONE ATTIVA (3 UOVA + 1 LARVA DI PRIMA ETA' VIVA) 4% INFESTAZIONE ATTIVA

CECINA (LIVORNO) 14% INFESTAZIONE ATTIVA (5 UOVA + 5 LARVE DI PRIMA ETA' VIVE + 2 LARVE DI PRIMA ETA' MORTE + 4 LARVE DI SECONDA ETA' VIVE) 16% INFESTAZIONE TOTALE

ROSIGNANO MARITTIMO (LIVORNO) 10% INFESTAZIONE ATTIVA (4 UOVA + 5 LARVE DI PRIMA ETA' VIVE + 1 LARVE DI PRIMA ETA' MORTE + 1 LARVA DI SECONDA ETA' VIVA)

BIBBONA (LIVORNO) 8% INFESTAZIONE ATTIVA (2 UOVA + 4 LARVE DI PRIMA ETA' VIVE + 2 LARVE DI PRIMA ETA' MORTE + 3 LARVE DI TERZA ETA' VIVE) 3% INFESTAZIONE DANNOSA 13% INFESTAZIONE TOTALE

PIOMBINO (LIVORNO) 10% INFESTAZIONE ATTIVA (2 UOVA + 6 LARVE DI PRIMA ETA' VIVE + 1 LARVA DI PRIMA ETA' MORTA + 2 LARVE DI SECONDA ETA' VIVE + 1 LARVA DI SECONDA ETA' MORTA + 1 LARVA DI TERZA ETA' VIVA) 1% INFESTAZIONE DANNOSA 14% INFESTAZIONE TOTALE

SAN VINCENZO (LIVORNO) 9% INFESTAZIONE ATTIVA (3 UOVA + 5 LARVE DI PRIMA ETA' VIVE + 5 LARVE DI PRIMA ETA' MORTE + 1 LARVA DI SECONDA ETA' VIVA + 1 LARVA DI TERZA ETA' VIVA) 1% INFESTAZIONE DANNOSA 15% INFESTAZIONE TOTALE

CAMPIGLIA MARITTIMA (LIVORNO) 10% INFESTAZIONE ATTIVA (5 UOVA + 5 LARVE DI PRIMA ETA' VIVE + 10 LARVE DI PRIMA ETA' MORTE + 3 LARVE DI SECONDA ETA' VIVE + 1 LARVA DI SECONDA ETA' MORTA + 1 LARVA DI TERZA ETA' VIVA + 1 LARVA DI TERZA ETA' MORTA + 1 PUPA) 3% INFESTAZIONE DANNOSA 24% INFESTAZIONE TOTALE

CALCI (PISA) 8% INFESTAZIONE ATTIVA (1 UOVO + 5 LARVE DI PRIMA ETA' VIVE + 1 LARVA DI PRIMA ETA' MORTA + 2 LARVE DI SECONDA ETA' VIVE + 2 LARVE DI TERZA ETA' VIVE) 2% INFESTAZIONE DANNOSA 11% INFESTAZIONE TOTALE

SAN MINIATO (PISA) 6% INFESTAZIONE ATTIVA (3 UOVA + 3 LARVE DI PRIMA ETA' VIVE + 1 LARVA DI PRIMA ETA' MORTA) 0% INFESTAZIONE DANNOSA 7% INFESTAZIONE TOTALE

RIPARBELLA (PISA) 5% INFESTAZIONE ATTIVA (3 UOVA + 2 LARVE DI PRIMA ETA' VIVE) 0% INFESTAZIONE DANNOSA 5% INFESTAZIONE TOTALE

CAPALBIO (GROSSETO) 15% INFESTAZIONE ATTIVA (4 UOVA + 8 LARVE DI PRIMA ETA' VIVE + 1 LARVA DI PRIMA ETA' MORTA + 3 LARVE DI SECONDA ETA' VIVE + 1 LARVA DI TERZA ETA' VIVA + 1 LARVA DI TERZA ETA' MORTA) 2% INFESTAZIONE DANNOSA 18% INFESTAZIONE TOTALE

SCANSANO (GROSSETO) 13% INFESTAZIONE ATTIVA (3 UOVA + 9 LARVE DI PRIMA ETA' VIVE + 1 LARVA DI SECONDA ETA' VIVA + 1 LARVA DI TERZA ETA' VIVA) 1% INFESTAZIONE DANNOSA 14% INFESTAZIONE TOTALE

MAGLIANO IN TOSCANA (GROSSETO) 13% INFESTAZIONE ATTIVA (2 UOVA + 9 LARVE DI PRIMA ETA' VIVE + 1 LARVA DI PRIMA ETA' MORTA + 2 LARVE DI SECONDA ETA' VIVE) 0% INFESTAZIONE DANNOSA 14% INFESTAZIONE TOTALE 

VINCI (FIRENZE) 12% INFESTAZIONE ATTIVA (8 LARVE DI PRIMA ETA' VIVE + 2 LARVE DI PRIMA ETA' MORTE + 4 LARVE DI SECONDA ETA' VIVE) 0% INFESTAZIONE DANNOSA 14% INFESTAZIONE TOTALE

SCANDICCI (FIRENZE) 7% INFESTAZIONE ATTIVA (3 UOVA + 4 LARVE DI PRIMA ETA' VIVE) 7% INFESTAZIONE TOTALE

MONTECARLO (LUCCA) 10% INFESTAZIONE ATTIVA (1 UOVO + 8 LARVE DI PRIMA ETA' VIVE + 4 LARVE DI PRIMA ETA' MORTE + 1 LARVA DI SECONDA ETA' VIVA) 14% INFESTAZIONE TOTALE

SERAVEZZA (LUCCA) 4% INFESTAZIONE ATTIVA (2 UOVO + 2 LARVE DI PRIMA ETA' VIVE + 3 LARVE DI PRIMA ETA' MORTE + 1 LARVE DI SECONDA ETA' MORTE) 8% INFESTAZIONE TOTALE

MASSAROSA (LUCCA) 5% INFESTAZIONE ATTIVA (2 LARVE DI PRIMA ETA' MORTE + 2 LARVE DI SECONDA ETA' VIVE + 1 LARVA DI TERZA ETA' VIVE) 8% INFESTAZIONE TOTALE

CASALE MARITTIMO (PISA) 6% INFESTAZIONE ATTIVA (3 UOVA + 2 LARVE DI PRIMA ETA' VIVA + 1 LARVA DI SECONDA ETA' VIVA) 6% INFESTAZIONE TOTALE

BUTI (PISA) 9% INFESTAZIONE ATTIVA (4 UOVA + 3 LARVE DI PRIMA ETA' VIVE + 4 LARVE DI PRIMA ETA' MORTE + 2 LARVE DI SECONDA ETA' VIVE + 1 LARVA DI TERZA ETA' VIVA) 14% INFESTAZIONE TOTALE 

SERRAVALLE PISTOIESE (PISTOIA) 11% INFESTAZIONE ATTIVA (1 UOVA + 6 LARVE PRIMA ETA' VIVE + 2 LARVE DI PRIMA ETA' MORTE + 4 LARVE DI SECONDO ETA' VIVE) 14% INFESTAZIONE TOTALE 1% INFESTAZIONE DANNOSA 1%  

CARMIGNANO (PRATO) 4% INFESTAZIONE ATTIVA (1 UOVO + 3 LARVE DI PRIMA ETA' VIVE) 4% INFESTAZIONE TOTALE

CASTAGNETO CARUDCCI (LIVORNO) 12% INFESTAZIONE ATTIVA (6 UOVA + 6 LARVE DI PRIMA ETA' VIVE)

SUVERETO (LIVORNO) 6% INFESTAZIONE ATTIVA (3 UOVA + 2 LARVE DI PRIMA ETA' VIVE + 1 LARVE DI PRIMA ETA' MORTE)

CONSIDERAZIONI TECNICHE RELATIVE AL BOLLETTINO DELLA LUNIGIANA E DELLA VERSILIA SULLA MOSCA DELLE OLIVE DAL 23 AL 26 LUGLIO 2018,

I monitoraggi sul territorio regionale rilevano una situazione generale in leggero aumento abbiamo ovodeposizioni in linea con le medie storiche di infestazione, che si presenta ancora con valori da assente a bassa, solo in alcune aree prevalentemente della costa l'infestazione attiva presenta valori più consistenti e/o sopra soglia.

Il monitoraggio sul territorio provinciale rileva ovodeposizioni tendenzialmente costanti rispetto a settimana scorsa con una situazione generale di infestazione assente o bassa,

LUNIGIANA

Infestazione assente, fa eccezione solamente Fosdinovo in loc. Celso con una valore rilevato di infestazione attiva del 10%.

FASCIA COSTIERA DI MASSA E DI CARRARA

infestazione assente

VERSILIA

infestazione assente o bassa (da 0 a 4%)

CONSIDERAZIONI TECNICHE

L'infestazione attiva è composta da uova larve di I età e larve di II età vive, rappresenta la componente dell'infestazione sensibile al trattamento con ovo-larvicida.

Ricordiamo che la soglia consigliata di intervento con larvicida è il 10%.

Nelle aree in cui è presente infestazione con valori tra il 5% ed il 10% può essere opportuno fare campionamenti aziendali mirati e attendere il bollettino di settimana prossima.

Ricordiamo anche che le varietà hanno differente suscettibilità alla mosca, in generale le olive con più polpa sono più appetibili, e che la pratica dell'irrigazione tende a far anticipare lo sviluppo e a rendere le olive di maggiori dimensioni con maggiore suscettibilità al dittero, quindi queste situazioni sono da monitorare molto più attentamente.

Ricordiamo che l'efficacia dei prodotti in commercio è di circa 15/20 giorni, quindi non hanno effetto preventivo ma devono essere distribuiti solo in base ad una reale presenza di infestazione superiore alla soglia di intervento.

Solo nelle aree in cui è stata superata la soglia del dieci per cento di infestazione attiva, è auspicabile effettuare un trattamento con i prodotti ammessi.

Nelle aree dove è prevedibile effettuare più trattamenti, considerata la sua natura e le indicazioni del produttore, in questa fase potrebbe essere utilizzabile il prodotto a base di imidacloprid in formulazione o-teq.

Per chi utilizza strategie con repellenti (rame e caolino) o con trappole per cattura massale, oppure attrattivi alimentari avvelenati (es Spintor Fly), è necessario mantenere la copertura con i prodotti distribuiti, al temine del loro periodo di efficacia o in caso di pioggia.

SPECIALE MOSCA DELLE OLIVE

IL PSYTTALIA CONCOLOR O OPIUS CONCOLOR E' UN IMENOTTERO PARASSITOIDE DELLE LARVE DI TERZA ETA' DELLA MOSCA DELLE OLIVE

In Toscana la mosca delle olive rappresenta il fitofago chiave di questa coltura. La diffusione e la dannosità potenziale della mosca non sono omogenee sul territorio regionale. Vanno soggetti a puntuali e consistenti attacchi del dittero solo gli oliveti dell’area litoranea, mentre nelle aree olivicole interne l’insetto presenta un numero di generazioni inferiore e una dannosità ridotta che solo in annate particolari può determinare danni economici consistenti. Pertanto le caratteristiche di diffusione delle popolazioni risultano determinanti per l’adozione delle strategie di difesa più appropriate. 

Posizione sistematica

La mosca delle olive è un dittero tefritide appartenente alla sottofamiglia Dacinae, descritto col nome di Musca Oleae e successivamente trasferito nel genere Dacus (sottogenere Daculus), nome con cui è divenuto largamente noto. Recentemente la sottofamiglia, a seguito di studi sulla distribuzione geografica e sull’evoluzione, è stata suddivisa nei due generi Bactrocera e Dacus (caratterizzati rispettivamente dal presentare i tergiti addominali liberi o fusi) e la specie è stata attribuita al genere Bactrocera.

Distribuzione geografica

Bactrocera oleae è specie di origine paleartica distribuita prevalentemente nelle regioni circummediterranee. Si trova anche in Africa del sud, nelle Canarie e in Asia Centrale nella zona del Mar Nero e in India; nel 1999 è stata segnalata la sua presenza in California e nel 2000 in Messico nella regione della Baja California. In Italia è presente in tutte le principali aree olivicole, sia pure con differenti densità di popolazione.

Descrizione morfologica

L’adulto presenta una lunghezza di 4-5 millimetri e una larghezza, ad ali distese, di 11-12 millimetri. I maschi sono leggermente più piccoli delle femmine. Il capo è giallo fulvo con occhi  verde metallico. Le antenne sono di color bruno e appena più corte del capo; il terzo articolo, lungo quanto i due precedenti, presenta alla base una lunga arìsta. Il torace è dorsalmente grigio con tre linee longitudinali più scure, di cui quella mediana è più larga e sfumata posteriormente. Ai lati è castano chiaro con macchie lucenti di color avorio. Lo scutello, giallo, porta due grosse setole. Le ali sono iridescenti con una piccola macchia bruna all’apice. Le zampe, di color giallo rossastro, hanno l’estremità delle tibie e i tarsi più scuri. L’addome è di colore fulvo con due tacche nere di grandezza variabile sui primi quattro segmenti. Nei maschi è di forma rotondeggiante, mentre nelle femmine si presenta più o meno romboidale con il sesto tergite quasi interamente coperto dal precedente e con la base dell’ovopositore nerastra, lunga circa un millimetro. L’uovo è di forma allungata con i poli arrotondati e il micròpilo tubercoliforme. Ha una lunghezza di circa 0,7 millimetri e un diametro di 0,2. Il corion, di colore bianco latteo, presenta una reticolatura poligonale molto fine. La larva di terza età è di forma conica allungata con l’estremità anteriore appuntita e quella posteriore rotondeggiante. A completo sviluppo può raggiungere i 7-8 millimetri di lunghezza. Il capo, come in tutti i ditteri ciclorràfi, è ridotto a un apparato cefalofaringeo. Le antenne, minuscole, sono costituite da tre segmenti. I lobi orali presentano 10-12 lamelle trasversali in rilievo. L’armatura boccale, conformata in modo diverso a seconda dell’età larvale, risulta più complessa nel terzo stadio. I primi segmenti del corpo portano delle spinule sia dorsalmente che ventralmente, mentre i  segmenti dal quinto al dodicesimo presentano sulla faccia ventrale delle protuberanze coperte da spinule per la locomozione. La larva neonata si presenta quasi trasparente; successivamente assume una colorazione bianco-giallastra. Le tre età larvali sono distinguiIbili, oltre che per la struttura e le dimensioni dell’armatura boccale, anche per la dislocazione e la forma degli stigmi respiratori. Nelle larve di prima età è presente un solo paio di stigmi sull’ultimo segmento addominale (metapneustiche), mentre nelle altre due età è presente anche un paio di stigmi protoracici (anfipneustiche). Il pupario ha una colorazione variabile dal bianco crema al giallo ocra, è di forma ellittica e mostra la segmentazione dell’esoscheletro larvale di cui è formato. Le dimensioni, assai diverse a seconda dell’alimentazione della larva, vanno da 3,5 per 1,4 a 4,5 per 2 mm. Piante ospiti Bactrocera oleae può svilupparsi in natura a spese dei frutti di varie specie del genere Olea, ma la sua pianta ospite principale risulta Olea europaea nelle sue forme spontanee (olivastro) e soprattutto coltivate. In laboratorio la specie può essere allevata anche su frutti di ligustro, gelsomino e di altre piante nonché su substrati artificiali.

Ciclo biologico e fenologia

Nel bacino del Mediterraneo la specie si trova in tutte le aree in cui è coltivato l’olivo o dove è presente l’olivastro. Tuttavia la fenologia e la densità di popolazione del dittero variano sensibilmente da una zona all’altra in funzione delle condizioni macro e microclimatiche e delle caratteristiche agronomico-colturali. In generale, la fenologia della mosca appare differenziata secondo i gradienti climatici relativi alla latitudine e all’altitudine. Relativamente all’area di distribuzione, il ciclo biologico subisce un’interruzione in inverno al Nord, in inverno ed estate al Centro e solo in estate al Sud. La disponibilità di frutti è la condizione essenziale per lo sviluppo dell’insetto: il periodo primaverile-estivo, durante il quale non sono presenti frutti recettivi sulle piante e la popolazione è costituita unicamente da adulti, è detto “periodo bianco”. Nell’Italia meridionale e in Sardegna le prime infestazioni si verificano in giugno-luglio; si ha quindi in agosto, a causa delle condizioni caldo-secche, un rallentamento più o meno pronunciato dello sviluppo demografico e successivamente un forte aumento della popolazione in autunno. Mentre la generazione che si sviluppa in giugno-luglio (di solito la prima dell’anno) appare nettamente distinta, quelle autunnali risultano più o meno accavallate fra loro. In primavera, sui frutti rimasti sulla chioma, può talvolta svilup parsi un’ulteriore generazione. In tali condizioni la mosca può essere presente durante l’inverno sia allo stadio adulto che preimmaginale. Nelle zone con clima meno favorevole le prime infestazioni si verificano più tardivamente, a volte non prima di agosto-settembre, e il numero delle generazioni annue è conseguentemente inferiore. Sebbene qualche larva possa passare l’inverno nei frutti e qualche individuo sopravvivere allo stadio adulto, la maggior parte della popolazione sverna allo stadio pupale nel suolo. In Toscana, passando dalle zone litoranee a quelle subappenniniche, si possono riscontrare varie fenologie e un differente numero di generazioni. In effetti la mosca delle olive mostra una notevole plasticità etologica ed ecologica e sarebbe un controsenso cercare di definire per la specie un unico quadro biologico, essendo essa in grado di modellare la propria biologia in funzione delle condizioni ambientali: climatiche e trofiche in particolare. Se consideriamo, per esempio, la problematica della provenienza degli adulti che danno origine alla prima infestazione estiva, si rileva dalla letteratura che essi possono essere: a) adulti sfarfallati in marzo-aprile e che, superato il periodo bianco, ritornano nell’oliveto quando le olive divengono recettive alla ovideposizione; b) i pochi adulti della generazione svernante, sfarfallati all’inizio dell’estate; c) adulti derivanti da una generazione primaverile eventualmente sviluppatasi su drupe rimaste sulle piante dall’anno precedente; d) adulti eterogenei perprovenienza. In sintesi dunque la presenza dei diversi stadi di sviluppo della mosca in Toscana può essere così riassunta: • gli adulti sono più o meno presenti tutto l’anno, ma nell’oliveto si riscontrano da metà marzo a metà aprile e, dopo il periodo bianco da luglio, allorché inizia l’indurimento del nocciolo, a metà novembre con code fino a aprile; • le uova si possono avere da luglio a tutto ottobre, fino a quando le temperature medie non scendono al di sotto dei 13-14 gradi, equivalenti alla cosiddetta soglia di riproduzione; • le larve sono principalmente presenti da luglio a fine novembre, ma nei frutti rimasti sulle piante si possono riscontrare larve immature fino ad aprile; • le pupe sono reperibili da metà luglio a marzo-aprile e, per una parte modestissima della popolazione, fino all’inizio dell’estate. Etologia degli adulti L’emergenza degli adulti avviene nelle prime ore del mattino e lo spiegamento delle ali richiede una temperatura di almeno 7°C e un’umidità relativa non inferiore al 40%. Mentre per i maschi la produzione dello sperma inizia già dallo stadio pupale, nelle femmine lo sviluppo degli ovari comincia solo dopo lo sfarfallamento e la maturazione degli stessi, che coincide con la comparsa di olive recettive, è fortemente influenzata dalle condizioni climatiche e alimentari. Per esempio, temperature elevate in concomitanza di una bassa umidità relativa determinano l’arresto della maturazione ovarica e il riassorbimento dei follicoli più evoluti. D’altra parte la presenza di olive recettive accelera la maturazione dell’ovario compensando in parte gli effetti negativi di eventuali condizioni climatiche sfavorevoli. L’attività sessuale si svolge, secondo un ritmo di natura endogena, quasi esclusivamente nelle ultime tre quattro ore di luce del giorno. Come molte altre specie di insetti, anche Bactrocera oleae usa, oltre a stimoli visivi e acustici, sostanze feromoniche per la comunicazione fra i sessi. Tali sostanze sono prodotte sia nei maschi che nelle femmine a livello del retto. Il componente principale del feromone sessuale prodotto dalle femmine è 1,7-dioxaspiro (5.5) undecano, dimostratosi fortemente attrattivo nei confronti dei maschi. Tale composto è secreto anche dai maschi, ma non risulta biologicamente attivo nei riguardi delle femmine. Queste emettono il feromone a partire dal secondo giorno dopo l’emergenza, mentre la risposta dei maschi allo stesso si ha non prima del terzo giorno di vita e raggiunge il massimo tra il settimo e l’undicesimo. Le femmine sono oligogame e durante la loro vita, in condizioni di laboratorio, possono accoppiarsi da una a tre volte. I maschi sono invece poligami e, in funzione della disponibilità di femmine recettive, riescono ad accoppiarsi giornalmente per qualche settimana. Nella femmina, che dopo l’accoppiamento diventa per qualche giorno non recettiva, lo sperma mantiene la sua capacità di fertilizzazione per tutta la vita immaginale e successivi accoppiamenti aumentano solo di poco la fecondità. In condizioni di laboratorio il numero di uova che può essere deposto in media per femmina è dell’ordine di alcune centinaia. In natura, tuttavia, tale valore è di solito notevolmente più basso. Gli adulti individuano la pianta ospite in base al colore del fogliame. Anche nella scelta delle olive per l’ovideposizione il colore presenta, insieme al grado di maturazione, una notevole importanza. In effetti le femmine sono più attratte dalle drupe a metà maturazione con colorazione verde-gialla o rossastra, che non da quelle verdi o nere. È stato accertato che l’oleoeuropeina e alcuni suoi derivati sono le principali sostanze odorose della drupa che attraggono gli adulti e in particolare le femmine. La femmina, dopo aver esplorato il frutto e delimitato una zona di ovideposizione, perfora l’epidermide con l’ovopositore, quindi aspira il succo che si forma in superficie, depone l’uovo nella camera sottoepidermica e aspira nuovamente il liquido che fuoriesce. Alla fine di queste operazioni, che possono durare dai tre ai quindici minuti, la femmina struscia l’ovopositore sulla superficie della ferita e quindi si allontana. L’ovideposizione comporta la marcatura dell’oliva che, per un certo periodo, diventa repulsiva nei confronti di altre femmine. Una delle sostanze responsabili di tale repulsione è un prodotto di degradazione della oleoeuropeina. La marcatura non impedisce tuttavia la presenza simultanea di più uova in una stessa oliva anche in situazioni di bassa infestazione. Le abitudini alimentari degli adulti in natura non sono ancora molto conosciute, tuttavia tra le sostanze utilizzate vi sono certamente le melate, gli essudati di piante e i pollini. Di fatto, adulti di mosca sono stati osservati su varie specie arboree alla ricerca di dette sostanze alimentari. Recenti studi hanno messo in luce anche per Bactrocera oleae la presenza di un rapporto di simbiosi, già osservato in passato per altre specie di mosche della frutta, che gli adulti in particolare instaurano con alcune specie batteriche presenti sul filloplano delle piante ospiti. I microbi, dopo essere stati ingeriti, vengono ospitati in strutture specifiche a livello del canale alimentare e nelle femmine sono in grado di raggiungere attraverso il canale esofageo e l’ampolla rettale l’area micropilare dell’uovo. Alla schiusa le larve neonate ingeriscono i batteri che, insediandosi nei ciechi gastrici, permettono l’idrolisi proteica necessaria per un rapido accrescimento della giovane larva. La presenza dei batteri nell’intestino di mosca delle olive riveste un ruolo fondamentale soprattutto nelle femmine alle quali fornisce gli aminoacidi necessari per la buona prolificità degli individui. Per alcuni autori i batteri rivestono anche altre importanti funzioni:  possono essere infatti una fonte di cibo diretta o indicatori di una fonte di cibo, sono in grado di trasformare composti non utilizzabili dalle mosche in sostanze nutritive assimilabili, possono fissare azoto atmosferico, neutralizzare sostanze tossiche contenute nel cibo e proteggere l’intestino da alcune tossine ingerite. Nell’ambito della chioma gli adulti preferiscono le parti più fresche nei mesi estivi e quelle più soleggiate nei mesi autunnali e invernali. L’attività di volo è solamente diurna ed è fortemente limitata dal vento. L’ampiezza degli spostamenti varia sensibilmente nell’arco dell’anno e dipende dalla topografia, dalle condizioni climatiche e soprattutto dalla presenza o meno di fonti nutritive per gli adulti e di drupe recettive per l’ovideposizione. Sebbene siano possibili voli di oltre 10 chilometri, una volta che la popolazione adulta si è insediata nell’oliveto, gli spostamenti all’interno di questo o verso l’esterno sono molto contenuti, di solito entro poche centinaia di metri nell’arco di una intera settimana. Alcuni autori hanno prospettato che nel periodo estivo vi possano essere migrazioni stagionali da zone collinari a zone pianeggianti alla ricerca di frutti recettivi, talvolta interrotte o modificate dalla eccessiva siccità; a queste farebbero seguito in autunno spostamenti in senso inverso. Fattori di limitazione Fattori climatici Lo sviluppo degli insetti è un fenomeno complesso risultante dalla interazione di fattori endogeni, come la costituzione genetica, di fattori alimentari e di fattori ambientali, quali temperatura, umidità e luce. Nei climi temperati la temperatura rappresenta il fattore ambientale più importante. Infatti in tutti gli organismi pecilotermi la velocità di sviluppo, e di conseguenza la durata delle diverse fasi di sviluppo, è direttamente dipendente dalla temperatura. Tale relazione è lineare entro un certo intervallo di temperatura, caratteristico per ciascuna specie, mentre al di fuori di esso la velocità di sviluppo varia in modo non lineare e assume il valore zero in corrispondenza della soglia termica inferiore. In condizioni naturali il periodo di incubazione delle uova di Bactrocera oleae è di 2-4 giorni in estate, di 10 in autunno e di 12-19 giorni in inverno. In laboratorio, a temperatura costante, lo sviluppo dura 15-18 giorni a 10 gradi centigradi, e 2-4 giorni soltanto a 30 gradi. La soglia termica inferiore è stimata tra i 6 e gli 8,2 gradi centigradi, mentre quella superiore è in natura di 34-35 gradi. La durata dello sviluppo larvale, a temperatura costante, è di 12-13 giorni a 18 gradi centigradi e di 9-14 giorni a 25. La soglia termica inferiore è stimata dai vari autori intorno ai 10 gradi centigradi, ma le larve possono sopravvivere alcuni giorni anche a temperature prossime a zero. Oltre i 30 gradi la mortalità delle larve, in particolare di prima età, aumenta sensibilmente. La durata dello stadio pupale a temperatura costante di 25 gradi è di 11 giorni. In natura si hanno durate di 10-12 giorni in estate e di 13-29 giorni in autunno. La soglia termica inferiore è fra 8 e 9,5 gradi centigradi, mentre quella superiore risulta di circa 36 gradi. Per quanto riguarda gli adulti, è stato accertato che essi possono sopravvivere alcune ore anche a temperature inferiori allo zero. Analogamente possono sopportare per brevi periodi temperature superiori ai 40 gradi. Tuttavia le normali attività vengono svolte solo con temperature comprese tra i 16 e i 30 gradi. Nemici naturali Tra i fattori naturali di limitazione delle popolazioni di Bactrocera oleae, il complesso parassitario presente nella parte nord della regione mediterranea non è molto ricco; esso comprende principalmente l’eupelmide Eupelmus urozonus, l’eulofide Pnigalio mediterraneus, l’euritomide Eurytoma martellii e lo pteromalide Cyrtoptyx dacicida, tutti calcidoidei ectofagi cui può aggiungersi negli areali più caldi il braconide endofago Psyttalia concolor. Eupelmus urozonus è parassita sia primario che secondario. Come parassita primario, nel bacino del Mediterraneo, si riproduce, oltre che a spese di Bactrocera oleae, anche sul tefritide Myopites stilata le cui larve, che si sviluppano nelle galle fiorali di Inula viscosa, costituiscono un buon ospite di sostituzione nei mesi invernali. Questo eupelmide attacca soprattutto le larve di terza età di Bactrocera oleae, ma lo si può trovare anche all’interno del pupario come ectofago sulle pupe. La femmina presenta la particolarità etologica di potersi alimentare anche dell’emolinfa dell’ospite, utilizzando un tubo di suzione che dal corpo della vittima arriva alla superficie del frutto e che essa stessa costruisce per mezzo dell’ovopositore e di sostanze prodotte allo scopo. Tale particolarità determina una mortalità supplementare della popolazione larvale della mosca, rispetto a quella dovuta alla parassitizazione. Nel complesso l’attività di questo parassitoide è piuttosto modesta in quanto la specie, a causa della sua diapausa, non è in grado di mantenere buoni livelli di parassitizzazione in autunno quando invece la densità di popolazione della mosca tende a crescere. Inoltre, in annate di bassa infestazione dacica, Eupelmus urozonus si sviluppa prevalentemente come parassita secondario, attaccando le larve degli altri parassitoidi associati alla mosca. Pnigalio mediterraneus ha come ospite primario la mosca delle olive e come ospiti secondari alcuni microlepidotteri minatori, tra cui il Saissetia oleae e alcuni parassitoidi. Similmente all’Eupelmus urozonus, questo eulofide parassitizza, di Bactrocera oleae, soprattutto le larve di terza età. Le femmine, nutrendosi con l’emolinfa della vittima, determinano una mortalità supplementare che può raggiungere anche il 75% di quella prodotta con la parassitizzazione. Questo calcidoideo risulta attivo fino dalle prime infestazioni estive e, non entrando in diapausa, assume una importanza maggiore in autunno-inverno quando gli altri ectoparassiti non sono più presenti. Nel complesso l’attività di Pnigalio mediterraneus come fattore di mortalità appare piuttosto elevata su popolazioni di mosca poco consistenti, ma risulta decisamente modesta quando l’ospite raggiunge densità medio-elevate. Eurytoma martellii si trova principalmente nella regione occidentale del bacino del Mediterraneo dove peraltro presenta una distribuzione alquanto irregolare. Come Eupelmus urozonus, di cui può essere vittima, è attivo soprattutto in estate, quando in alcune aree olivicole può risultare il più importante parassitoide delle larve di terza età della mosca. Cyrtoptyx dacicida è abbastanza raro e solo occasionalmente e localmente fa registrare tassi di parassitizzazione di qualche rilevanza in estate e autunno. Psyttalia concolor ha verosimilmente come area di origine la fascia meridionale del bacino del Mediterraneo (Nord Africa e Medio Oriente). Questo braconide può attaccare diverse specie di tefritidi. Relativamente a Bactrocera oleae, pur potendo parassitizzare tutti gli stadi larvali, predilige le larve di terza età. La maggior parte dello sviluppo larvale del parassitoide si verifica a partire dalla formazione del pupario dell’ospite. Sebbene possano essere deposte più uova in una stessa larva di mosca, un solo individuo completa lo sviluppo preimmaginale. In natura la specie è assente dagli oliveti in estate e può raggiungere consistenti livelli di parassitizzazione solo a fine autunno. Lo svernamento avviene allo stadio di adulto o di larva nel pupario dell’ospite. In generale l’azione di Psyttalia concolor, pur variabile negli anni, è insufficiente a controllare lo sviluppo demografico della mosca. Per quanto riguarda i predatori, meritano di essere ricordati il cecidomide Prolasioptera berlesiana, attivo nei confronti delle uova,ma sostanzialmente di scarso valore sul piano ecologico ed economico, nonché diversi forficulidi, carabidi, stafilinidi formicidi e miriapodi, predatori di larve e pupe presenti negli strati superficiali del terreno. Nei confronti di tali stadi preimmaginali può risultare inoltre rilevante anche l’azione predatrice di alcuni uccelli. Altri fattori di mortalità della mosca sono rappresentati da batteri e virus che colpiscono principalmente gli adulti. In conclusione la popolazione della mosca è sottoposta a un insieme di fattori di limitazione la cui importanza varia in funzione delle condizioni climatiche e ambientali. Nelle aree olivicole dell’Italia centrale si registrano i più elevati livelli di mortalità per uova e giovani larve soprattutto in estate a causa delle alte temperature, mentre per le larve di terza età si verifica la maggiore mortalità in luglio-settembre principalmente per l’azione diretta e indiretta dei parassitoidi. Le perdite più consistenti della popolazione pupale si hanno per le condizioni climatiche e per l’attività dei predatori nel periodo invernale. Oltre a quest’ultimo, un periodo particolarmente critico per la popolazione adulta è quello primaverile, quando le mosche emerse dai pupari devono risalire attraverso il terreno per guadagnarne la superficie. Il tasso di riproduzione di Bactrocera oleae è potenzialmente assai elevato, ma in natura risulta fortemente condizionato dai seguenti fattori: disponibilità e qualità delle drupe; fonti di nutrimento per gli adulti; binomio temperatura-umidità relativa. In effetti, mentre una scarsità di frutti recettivi limita l’ovideposizione, un’alimentazione immaginale insufficiente, accompagnata da alte temperature e basse percentuali di umidità relativa, determina un arresto nella maturazione ovarica. Danni Sulle olive da tavola Bactrocera oleae è in grado di causare danni economici anche mediante le sole ferite da ovideposizione. Relativamente alla produzione di olive da olio possono essere distinti tre principali tipi di danno: distruzione diretta della polpa dovuta all’attività trofica delle larve, cascola delle drupe infestate, alterazione qualitativa delle olive e conseguentemente dell’olio. Il primo tipo di danno, contrariamente a quanto si potrebbe ritenere, è di entità relativamente modesta; in effetti la perdita di polpa è dell’ordine del 3-5% sul peso fresco con punte che solo in varietà a frutto molto piccolo possono raggiungere il 20%. L’attività trofica della larva determina inevitabilmente danni sulle rete dei vasi che alimentano l’oliva, incidendo così sulla maturazione e sulla forza con cui è attaccata al picciolo. Tale forza, in funzione dello sviluppo della larva, diminuisce del 10- 40% rispetto a quella delle olive sane. Una sua ulteriore e progressiva diminuzione, sempre in rapporto alle olive sane, si verifica dopo la creazione del foro di uscita da parte della larva matura. L’intervallo di tempo che intercorre tra la creazione del foro di uscita e la caduta dell’oliva tende a diminuire con il procedere della maturazione dei frutti. La cascola delle olive costituisce indubbiamente il danno più importante fra quelli causati dalla mosca, in quanto può interessare una parte consistente della produzione che rimane inutilizzabile per l’ottenimento di oli di oliva di qualità. A parità di numero di olive cascolate risulta economicamente assai più rilevante la cascola che si verifica in settembre-ottobre di quella di luglio-agosto, potendo quest’ultima trovare una compensazione ponderale nel prodotto rimasto sulla chioma. L’infestazione dacica causa indirettamente una serie di alterazioni biochimiche nell’oliva con conseguenze più o meno gravi sulla qualità dell’olio. L’effetto più noto è sicuramente l’aumento del grado di acidità derivante dall’idrolisi enzimatica degli acidi grassi che viene a essere accelerata dal contatto dell’ossigeno dell’aria con le sostanze grasse del frutto e dall’azione di batteri e funghi. Fra infestazione delle olive e acidità dell’olio esiste una chiara relazione diretta, tuttavia è evidente che non tutti i tipi di infestazione hanno la stessa incidenza. In effetti non è tanto l’attacco dovuto ai primi stadi preimmaginali a produrre variazioni significative nel grado di acidità, bensì la presenza di larve mature, pupe e gallerie abbandonate. Per olive raccolte dalla chioma e subito avviate alla molitura, l’infestazione dacica raramente determina aumenti di acidità superiori a 0,5-0,8%. Tuttavia le ripercussioni dell’infestazione sull’acidità si aggravano sensibilmente con l’aumentare dei tempi di stoccaggio delle olive. Anche il numero di perossidi, che come è noto è un indice dello stato di ossidazione delle sostanze grasse e quindi della serbevolezza dell’olio, tende ad aumentare con l’infestazione e in particolare con quella di tipo più grave. Analoghe considerazioni possono essere fatte per le costanti spettrofotometriche, altro importante indice dello stato di ossidazione dell’olio. Relativamente alla composizione acidica dei gliceridi, è stato ripetutamente accertato che sia il rapporto tra gli acidi grassi insaturi e i saturi, sia quello tra acido oleico e linoleico, tendono a diminuire con il crescere dell’infestazione complessiva e soprattutto della quota relativa a larve mature e pupe. Nell’ambito della frazione insaponificabile, i polifenoli sono senz’altro fra i componenti più soggetti a subire variazioni a seguito dell’attacco dacico che ne può comportare perfino forti riduzioni. Ovviamente anche le sostanze volatili che determinano le caratteristiche organolettiche olfattive e gustative possono, a causa della loro elevata “sensibilità e fragilità”, risentire dell’infestazione della mosca anche quando questa non sia particolarmente grave. Soglie economiche L’esigenza di adottare misure di difesa è strettamente legata alle perdite dirette e indirette causate dall’attività del fitofago. In base al concetto di “lotta integrata” l’intervento fitosanitario non trova più giustificazione nel solo rischio ipotetico di una possibile infestazione più o meno consistente, ma è giustificato unicamente dalla presenza di una densità di popolazione dell’insetto che nella sua evoluzione sia in grado di incidere realmente sul processo produttivo e di determinare perdite economiche almeno superiori al costo del trattamento. Da ciò deriva che teoricamente sono distinguibili tre tipi di soglia economica: quella di tolleranza, quella di danno e quella di intervento. Per quanto riguarda la mosca delle olive, nelle aree più soggette agli attacchi, si è passati da metodi di difesa basati su interventi insetticidi stabiliti a priori, all’adozione di soglie economiche di intervento stimate empiricamente e, in certi casi, alla utilizzazione di soglie determinate con procedimenti di calcolo matematicostatistico. Queste ultime hanno consentito di approfondire le conoscenze sul rapporto dinamico fra andamento dell’infestazione e processo produttivo. In linea generale hanno confermato l’ordine di grandezza delle soglie empiriche più diffuse, permettendo però precise differenziazioni in rapporto all’area olivicola, alla cultivar e al livello produttivo. Poiché tali soglie si basano su una serie di previsioni, fra cui quelle relative alla quantità e al prezzo del prodotto finale, la precisione delle stesse dipende in larga misura dalla correttezza delle stime. La soglia di intervento più accreditata per i trattamenti adulticidi con esche proteiche avvelenate è del 2-3% di olive infestate da uova e larve di prima età, cui corrisponde, almeno in alcune aree, un valore di catture pari a 4-5 femmine per trappola cromotropica per settimana. Per quanto concerne la soglia di intervento relativa ai trattamenti larvicidi, si ritengono validi per le aree olivicole dell’Italia centrale valori compresi fra il 7 e il 14% di olive con uova e larve giovani, variabili in funzione della cultivar, della produzione e delle diverse epoche del periodo estivo-autunnale. A quest’ultimo riguardo va infatti specificato che la dannosità potenziale di una stessa popolazione di mosca non è costante dalla fase di indurimento del nocciolo alla maturazione delle olive, ma varia a seconda dell’incidenza dei fattori biotici e abiotici di limitazione e della distanza temporale dalla raccolta. In Toscana il momento in cui si ha la massima dannosità potenziale e di conseguenza la soglia di danno più bassa è generalmente la seconda decade di settembre. Metodi di monitoraggio degli adulti La cattura degli adulti, ai fini del controllo diretto o del monitoraggio della specie, ha costituito in passato e costituisce tutt’oggi una tematica di notevole interesse per la razionalizzazione dei relativi metodi di difesa. Con il progredire delle conoscenze sulla fisiologia e sul comportamento della mosca sono stati messi a punto mezzi di cattura via via più evoluti e più specifici, aventi spesso come principali scopi in campo applicativo un miglior rilevamento delle fluttuazioni demografiche e una più facile individuazione dei momenti ottimali per gli eventuali interventi insetticidi. Le capacità di attrazione e di cattura di una trappola dipendono dalle sue caratteristiche strutturali (forma, dimensione, mezzo di trattenimento) e dai fattori di richiamo con cui è innescata, che possono essere di natura fisica (visivi) o chimica (olfattivi). Per gli adulti di Bactrocera oleae, come per quelli dei tefritidi in genere, il colore preferito è il giallo, specie se fluorescente, che richiama la lucentezza delle foglie, mentre la forma più attrattiva è quella sfe  roidale, assimilabile alla forma del frutto. In effetti, per le trappole visive, la combinazione del colore giallo con una superficie convessa risulta la più efficace per capacità attrattiva e selettività. Le trappole olfattive possono avere come sostanza attrattiva: sali di ammonio, proteine idrolizzate, composti odorosi dell’ospite o il feromone sessuale. Recentemente sono state testate le capacità attrattive di alcuni filtrati batterici, in particolare di Pseudomanoas putida, che nella sperimentazione hanno fornito promettenti risultati. I sali di ammonio (carbonati, fosfati, acetati) sono le sostanze attrattive utilizzate da più lungo tempo. Essi sono ancora frequentemente impiegati, in soluzione acquosa, in bottiglie trappola tipo “Berlese” o tipo “Mac Phail” e nelle moderne trappole da questa derivate, caratterizzate dal fondo a imbuto rovesciato aperto. I sali di ammonio e le proteine idrolizzate, accomunati dallo stesso meccanismo di azione basato sul rilascio di ammoniaca, sono definiti anche “attrattivi alimentari”. L’attrattivo di più recente scoperta e utilizzazione è in assoluto il feromone sessuale che, rispetto a tutti gli altri, presenta il vantaggio di una maggiore selettività, ma al tempo stesso il grosso limite di agire esclusivamente nei confronti dei maschi. In effetti le catture di questi hanno, per la stima del rischio di attacco, molta meno importanza delle catture delle femmine. L’attrazione visiva non è influenzata dalla temperatura e dall’umidità relativa, come invece avviene per quella olfattiva, ma mostra rispetto a questa un raggio di azione usualmente inferiore che tuttavia permette un più accurato rilevamento della popolazione presente a livello di singola pianta. Il maggior limite delle trappole cromotropiche è senza dubbio la scarsa selettività e conseguentemente il forte impatto che possono avere sull’entomofauna utile. Numerose indagini, svolte anche in Toscana, hanno evidenziato che nei confronti della popolazione adulta indistintamente considerata, la capacità attrattiva delle trappole innescate con il feromone sessuale è nettamente superiore rispetto a quella delle trappole alimentari e cromotropiche. Relativamente alle femmine e alle femmine con uova, gli attrattivi più efficaci sono invece apparsi i sali di ammonio. La combinazione di due o più fattori di attrazione comporta in genere un aumento di efficacia per la trappola. Da alcuni anni sono disponibili sul mercato trappole multiattrattive di colore giallo provviste di un erogatore a lento rilascio di ammoniaca e di un dispenser di feromone sessuale. Quando l’impiego delle trappole è finalizzato alla stima della numerosità relativa degli adulti nel tempo, la capacità massima  giornaliera di cattura è un fattore secondario rispetto alla uniformità nel tempo del potere di cattura della trappola. A questo riguardo si sottolinea che per l’ottenimento di dati affidabili è necessaria una corretta gestione delle trappole, effettuando i controlli con frequenza costante almeno settimanale e le operazioni di manutenzione in modo appropriato. Per il monitoraggio degli adulti il numero di trappole da impiegarsi, per area campione di circa un ettaro, varia da uno a tre in funzione del tipo. Ripetute osservazioni hanno messo in evidenza che la posizione più favorevole per le catture è quella in corrispondenza del terzo superiore della chioma esposta a Sud o a Ovest. Tuttavia, per quanto precedentemente detto e per ovvi motivi di praticità, è conveniente disporre la trappola ad altezza d’uomo nella fascia produttiva della chioma. Metodi di campionamento della popolazione preimmaginale Qualsiasi valutazione quantitativa della popolazione preimmaginale presuppone l’adozione di idonei metodi di campionamento delle drupe. La popolazione può essere stimata in termini assoluti (numero di individui per area o per pianta) o in termini relativi (numero medio di individui per frutto). Il primo tipo di stima è in genere necessario per gli studi sulla dinamica di popolazione, in cui interessa conoscere le variazioni demografiche effettive indipendentemente dal variare del numero di frutti nel tempo. Il secondo tipo di stima, di solito finalizzato alla descrizione della fenologia o alla quantificazione dei livelli di infestazione, è quello più utilizzato e di maggior significato applicativo. La pianificazione del sistema di campionamento dovrebbe sempre basarsi su indagini preliminari volte a determinare la distribuzione della popolazione in rapporto ai diversi settori della chioma, a stimare la varianza all’interno della singola pianta e fra le piante; a quantificare i costi di differenti campionamenti. Alcune decisioni devono comunque essere prese a priori. Queste riguardano in particolare il momento e la frequenza del campionamento, il livello di precisione della stima desiderato e il tipo di unità di campionamento. Per rilevare l’andamento dell’infestazione ai fini di un’applicazione tempestiva di eventuali misure di difesa, è necessario effettuare campionamenti con frequenza settimanale a partire dal momento in cui le condizioni divengono favorevoli all’ovideposizione. Per indagini sulla dinamica di popolazione un errore standard del 10% della media è ritenuto generalmente accettabile, mentre per la stima dell’infestazione possono risultare accettabili errori standard leggermente superiori, tenendo presente che per tale obiettivo va ricercato innanzitutto il miglior compromesso fra precisione e costi del campionamento. Per definire un valido metodo di campionamento è fondamentale avere elementi di conoscenza sulle fonti di variazione, sulla media e sulla varianza della popolazione. Per Bactrocera oleae, come per molti altri insetti, la distribuzione degli stadi preimmaginali non è casuale. È noto infatti che l’infestazione è spesso maggiore per i frutti della parte alta della chioma che non per quelli della parte bassa, assicurando i primi, in genere, migliori condizioni di sviluppo per le larve. Tuttavia la varianza all’interno della pianta è sensibilmente inferiore a quella fra le piante. Tale eterogeneità di distribuzione è evidente soprattutto all’inizio della stagione e in corrispondenza di bassi livelli di infestazione. In considerazione di quanto detto è necessario definire sia il numero di campioni per pianta che il numero delle piante che devono essere campionate. Tali numeri possono essere calcolati con formule matematiche che considerano i due tipi di varianza, i costi per la raccolta dei campioni, il livello di precisione stabilito e la media della popolazione. Quando, come nella generalità dei casi, la varianza fra le piante è molto più grande di quella all’interno della chioma e il costo per lo spostamento da una pianta all’altra è relativamente modesto, il numero ottimale di campioni per pianta equivale a uno. Per quanto riguarda il numero di piante da campionare occorre rilevare che col procedere della stagione si hanno di solito un aumento dell’infestazione e una sua più uniforme distribuzione che pertanto permettono la stima della popolazione preimmaginale con un numero progressivamente inferiore di campioni. Quando per l’applicazione di piani di difesa si tratti di rilevare l’andamento dell’infestazione in aree olivicole più o meno vaste, risulta necessario in primo luogo suddividere l’area oggetto di indagine in appezzamenti il più possibile omogenei per tutti i fattori ambientali e colturali che influenzano lo sviluppo delle popolazioni della mosca. Nella definizione del sistema di campionamento, una volta stabilito il numero massimo di olive campionabili per area omogenea, si dovrà tendere ad aumentare quanto più possibile il numero di piante da campionare diminuendo parallelamente il numero di drupe per pianta. Ciò in accordo con quanto detto sulla varianza della popolazione dacica. Un metodo tradizionalmente accettato per valutare l’infestazione è quello che consiste nel campionare il 10% delle piante dell’oliveto prelevando da ciascuna 10 drupe. Recentemente, per l’ambiente dei Monti pisani, è stato verificato che un campione costituito da 1 oliva per pianta dell’oliveto permette la stima dell’infestazione con la stessa attendibilità di un campione costituito da 6 olive per pianta. Sempre in Toscana è stato peraltro osservato che anche un campione ottenuto prelevando 4 olive per pianta dal 25% delle piante fornisce, in termini di stima dell’infestazione, risultati soddisfacenti. Questi valori possono ovviamente subire variazioni in funzione delle condizioni di eterogeneità dell’oliveto. D’altra parte bisogna ricordare che qualsiasi sistema di campionamento deve essere considerato suscettibile di aggiustamenti nel corso della sua applicazione pratica che di fatto può verificarne anche la validità. Nel caso in cui l’obiettivo del campionamento consista esclusivamente nel determinare se il livello di infestazione risulti superiore o inferiore alla soglia di tolleranza, per decidere se effettuare o meno un trattamento insetticida, l’adozione del cosiddetto “campionamento sequenziale”, una volta messo a punto, potrebbe consentire un considerevole risparmio di tempo nell’esame dei campioni. Di solito l’esame del campione richiede la dissezione delle olive e l’accertamento della presenza degli stadi preimmaginali, con l’ausilio di una lente di ingrandimento o preferibilmente di uno stereomicroscopio. Tuttavia, quando non sia necessario stimare la struttura della popolazione preimmaginale, ma solo la percentuale di olive comunque colpite o con un particolare sintomo di attacco, il controllo può essere eseguito direttamente in campo, almeno per quanto concerne la produzione esaminabile da terra.Relazione catture-infestazione Il campionamento e l’esame delle drupe per stimare l’andamento dell’infestazione, e conseguentemente decidere se e quando adottare misure di lotta, sono operazioni in ogni caso molto onerose. L’esistenza di una relazione fra catture di adulti in un determinato intervallo di tempo e densità della successiva popolazione preimmaginale potrebbe consentire la stima dell’infestazione e la definizione di soglie di intervento basate sul numero di adulti catturati. Ciò semplificherebbe notevolmente la gestione della difesa fitosanitaria dell’olivo. Sebbene si possa facilmente intuire che fra una determinata popolazione adulta e la sua discendenza debba esistere una relazione più o meno stabile, i termini della stessa, quando si tratti di popolazioni naturali soggette all’azione dei numerosi fattori di limitazione, non sono facilmente definibili. Inoltre occorre sottolineare che le catture degli adulti non permettono la stima dell’intera popolazione ma, nella migliore delle ipotesi, ne possono fornire solo indicazioni sulle variazioni relative nel tempo. Pur con questi limiti, la relazione fra catture di adulti e popolazione preimmaginale è stata ricercata, soprattutto in epoca recente, da vari autori per differenti zone olivicole, ma è stata trovata solo nel contesto di specifiche condizioni metodologiche e ambientali. In particolare per alcuni oliveti dell’Italia centrale è stato accertato che, impiegando trappole cromotropiche tipo Prokoboll e facendo riferimento alle sole femmine, è possibile, sulla base delle catture effettuate nell’arco di una settimana, stimare con formule matematico-statistiche i livelli di infestazione che si verificheranno nelle settimane successive. A questo riguardo si può facilmente osservare che, se si considerano i maschi catturati con trappole a feromone, i valori di cattura non sono in grado di spiegare statisticamente l’infestazione, come invece può avvenire se si utilizzano i dati di cattura delle femmine ottenuti con trappole cromotropiche. Una certa corrispondenza tra andamento delle catture di femmine e sviluppo dell’infestazione è talvolta rilevabile, almeno per il periodo da metà agosto a metà ottobre, anche da grafici in cui siano riportati il numero medio di femmine per trappola e le percentuali di olive con i diversi tipi di infestazione, rilevati settimanalmente. Purtroppo i fattori che influiscono sulle due variabili e sulla loro relazione sono assai numerosi e, per quanto complessi e sofisticati possano essere i procedimenti di calcolo, difficilmente potranno essere definiti modelli universalmente validi. Il fatto che tali modelli presentino una validità condizionata e che richiedano precise verifiche per poter essere applicati in situazioni ambientali diverse da quelle in  cui sono stati studiati, ne limita considerevolmente l’utilizzazione pratica a livello territoriale. Modelli previsionali Ai fini del miglioramento della difesa delle colture agrarie dagli attacchi degli insetti si va sempre più diffondendo lo studio e l’impiego di modelli previsionali, i quali possono essere sostanzialmente distinti in due tipi: quelli per la simulazione dello sviluppo della specie, detti fenologici, e quelli per la simulazione della dinamica di popolazione, detti demografici. I primi si basano soprattutto sugli effetti dei fattori climatici, e della temperatura in particolare, sulla velocità di sviluppo e forniscono indicazioni sulle fasi fenologiche dell’insetto nel corso dell’anno. Potendo individuare i periodi di massimo rischio per la coltura e le fasi di maggiore vulnerabilità per il fitofago, consentono di determinare i momenti più opportuni in cui effettuare i campionamenti o gli eventuali interventi di lotta. I secondi sono in genere assai più complessi e richiedono approfondite conoscenze anche sui vari fattori che influiscono sulla natalità e mortalità. Questi hanno come obiettivo la previsione della densità di popolazione e quindi la stima del decorso dell’infestazione. Pertanto la loro finalità applicativa è quella di poter stabilire in anticipo se un trattamento insetticida si renda o non si renda necessario. Come si è già accennato la velocità di sviluppo è funzione della temperatura che a sua volta varia nel tempo. Per ogni organismo esiste: • una temperatura, detta soglia termica inferiore, al disotto della quale la specie non si sviluppa; • una temperatura ottimale in corrispondenza della quale la velocità di sviluppo è massima; • una temperatura letale superiore, oltre la quale si ha la morte dell’organismo. Tra la soglia termica inferiore e la temperatura letale superiore si ha generalmente un primo breve tratto in cui la relazione fra velocità di sviluppo e temperatura non è lineare, quindi un ampio intervallo in cui detta relazione è approssimativamente lineare e infine un terzo intervallo, che comprende anche la temperatura ottimale, in cui la relazione torna a essere non lineare. Se, con un approccio semplificato, la relazione fra velocità di sviluppo e temperatura si assume come lineare per qualsiasi valore di temperatura superiore alla soglia termica inferiore, si ha che la differenza fra la temperatura media giornaliera e la soglia termica inferiore esprime lo sviluppo giornaliero in gradi giorno. Facendo la sommatoria dei gradi giorno necessari al completamento dell’intero sviluppo si ha la cosiddetta costante termica. Per quanto riguarda la mosca delle olive è stato sperimentalmente accertato mediante prove di laboratorio a temperatura costante e variabile che per l’intero sviluppo da uovo ad adulto la soglia termica inferiore è pari a 8,99 gradi centigradi mentre la costante termica corrisponde a 379,01 gradi giorno. Sulla base di questi valori e delle temperature medie decadiche è stato realizzato un modello fenologico in grado di simulare, a partire dalle prime ovideposizioni in natura, lo sviluppo della mosca da uovo ad adulto e di calcolare la durata e il numero delle generazioni annue. Questo modello ha reso possibile la stima della durata e del numero delle generazioni annue per differenti fasce climatiche della Toscana che conseguentemente sono state distinte in base al rischio di attacco dacico. Il modello può dunque fornire indicazioni sulla fase fenologica in cui giorno per giorno si trova la gran parte della popolazione. Inoltre consente, utilizzando le temperature medie mensili o decadiche degli ultimi decenni, di prevedere, a partire dall’accertamento dell’inizio dell’ovideposizione, la durata e il numero delle generazioni dell’anno e quindi l’andamento generale dell’infestazione. Per quanto riguarda la previsione quantitativa delle popolazioni della mosca, allo stato attuale si dispone o di modelli teorici di grande complessità finalizzati soprattutto alla descrizione e allo studio dei fenomeni coinvolti, o di modelli concepiti come strumenti decisionali per la difesa, molto meno complessi ma validi solo nell’ambito delle caratteristiche colturali, climatiche e bioecologiche in cui sono stati elaborati. Tra questi ultimi rientrano alcuni modelli, messi a punto per oliveti dell’Italia centrale, che consentono di prevedere l’infestazione di un certo tipo a una certa data, sulla base dell’infestazione di tipo diverso, meno grave, osservata a una data precedente di una o piùsettimane. Tali modelli, di tipo log-lineare, sono stati realizzati mediante la stima settimanale dell’infestazione dei frutti sulla chioma e il rilevamento settimanale della quantità dell’infestazione e della cascola. L’infestazione è stata distinta in tre tipi secondo la presenza di uova e larve di prima età, larve di seconda e terza età, pupe e gallerie abbandonate. Come unità statistica è stata considerata la pianta, mentre la produzione prevista e la cultivar sono state utilizzate rispettivamente come covariata e fattore di variabilità. Modelli del tutto simili, anch’essi di tipo quantitativo, sono quelli derivati dallo studio della relazione fra catture di femmine e infestazione, cui si è fatto cenno in precedenza.

Metodi di difesa Le strategie di difesa dall’infestazione della mosca possono essere schematicamente distinte in quattro tipi: chimica, biologica, biotecnologica e colturale. Difesa chimica La lotta chimica può avere come principale bersaglio gli adulti oppure gli stadi preimmaginali e in particolare le uova e le larve di prima età. Quella contro gli adulti, detta anche preventiva, si basa su ripetute distribuzioni localizzate di esche proteiche avvelenate a partire dal momento in cui diventa reale il rischio di infestazione. Quella diretta contro le larve, detta anche curativa, consiste invece nell’applicazione di miscele insetticide sull’intera chioma di tutte le piante dell’oliveto quando sia raggiunta la soglia di intervento prestabilita. Metodo preventivo (adulticida) Con il metodo delle esche si possono utilizzare miscele estemporanee che, per irroratrici a volume normale, contengono lo 0,5- 1% di proteine idrolizzate e lo 0,06-0,12% di insetticida (Dimetoato, Deltametrina) oppure esche pronte all’uso già avvelenate con Spinosad da utilizzare in miscela con acqua al 20%. Per le prime la miscela può essere distribuita, in misura di 0,3 - 1,2 litri per pianta, su un settore della chioma di tutte le piante dell’oliveto, oppure, in misura superiore, su tutta la chioma di un numero ridotto di piante. Per le seconde il trattamento deve essere localizzato a spot su piante alterne distribuendo in totale 5 litri di miscela per ettaro. La lotta contro gli adulti, dovendo prevenire gli attacchi, deve essere avviata al momento in cui si hanno le prime ovideoposizioni e pertanto si estende per un periodo più lungo di quello relativo alla lotta larvicida. Ciò, unitamente alla modesta persistenza delle esche, comporta per il metodo adulticida un numero di applicazioni generalmente superiore rispetto al metodo curativo. Si considera che, a parità di condizioni, fra i due metodi vi sia un rapporto di 2 o 3 a 1 nel numero di interventi necessari per stagione. Tuttavia il numero dei trattamenti adulticidi dipende in larga misura anche dall’andamento climatico e soprattutto dalle precipitazioni, essendo le esche facilmente dilavabili. Secondo i principi della difesa integrata anche l’applicazione del metodo preventivo deve basarsi sull’adozione di soglie di intervento o comunque di rischio, almeno per il primo trattamento. Come già detto, la soglia generalmente considerata in Italia centrale  per l’avvio della difesa è del 2-3% di olive infestate da uova e larve di prima età, cui corrisponde, almeno in alcune aree, un valore di catture pari a 4-5 femmine per trappola cromotropica per settimana. Anche le applicazioni successive alla prima, in conformità con quanto sopra detto, dovrebbero essere stabilite sulla base di soglie di intervento sia pure più prudenziali; tuttavia nella pratica viene spesso tenuto conto solo della persistenza della miscela impiegata e dell’andamento climatico. Il metodo di lotta basato sull’impiego di esche è generalmente ritenuto più valido sul piano ecologico e igienico-sanitario del metodo curativo. Comunque è bene precisare che questa maggiore validità, che per alcuni aspetti è ancora da verificare, può sussistere solo se vengono rispettate alcune norme fondamentali quali: l’esecuzione del trattamento da terra e l’impiego di macchine irroratrici che consentano una distribuzione effettivamente localizzata senza dar luogo a fenomeni di deriva. Inoltre non si può dimenticare che le esche proteiche sono attrattive anche nei confronti di molti altri insetti compresi diversi entomofagi. Gli ambienti ideali per l’adozione del metodo adulticida sono quelli caratterizzati da scarse precipitazioni nel periodo estivoautunnale in cui la mosca, pur essendo potenzialmente dannosa tutti gli anni, non raggiunge livelli di densità particolarmente elevati. Tali ambienti, almeno in Toscana, non sono molto diffusi. In effetti nelle zone collinari interne la popolazione dacica non sempre costituisce un fattore di rischio economico e gli attacchi si verificano quasi sempre in settembre-ottobre quando si hanno più o meno frequenti precipitazioni. Nelle aree olivicole lungo la costa la densità della popolazione adulta è invece spesso troppo elevata, soprattutto in settembre, per poter essere efficacemente contenuta con trattamenti adulticidi. In questi ultimi ambienti, come in altri dell’Italia meridionale, l’impiego di esche può tuttavia servire a contenere la popolazione dacica nel periodo estivo e a limitare i trattamenti larvicidi a non più di uno, eventualmente da eseguirsi nella seconda metà di settembre. Un altro esempio di strategia combinata consiste nell’iniziare la difesa al superamento della soglia di intervento della prima generazione estiva con un trattamento larvicida finalizzato ad abbassare la popolazione del mese di luglio-agosto, per poi proseguire e concludere la protezione della coltura con più trattamenti localizzati con miscele commerciali di esche attrattive avvelenate con Spinosad, un formulato di nuova generazione non classificato e con un periodo di carenza di 7 giorni. Per poter ottenere risultati positivi con il metodo adulticida è necessario che questo venga applicato su ampie superfici. Metodo curativo (larvicida) Il metodo tradizionale basato su interventi larvicidi curativi al raggiungimento delle soglie di intervento è, rispetto al precedente, di più facile gestione in quanto la principale variabile da considerare è, in questo caso, il livello di infestazione e non la popolazione adulta, nella sua struttura e nelle sue caratteristiche fisiologiche, come invece nel metodo preventivo. Alcuni dei maggiori pregi del metodo sono una notevole capacità di adattamento alle diverse situazioni e una buona flessibilità nei tempi di intervento. In effetti negli ambienti in cui la dannosità della mosca è piuttosto variabile da un anno all’altro, con infestazioni in grado di superare o meno le soglie di tolleranza, il metodo risulta molto valido e difficilmente sostituibile con altri di tipo preventivo. Inoltre con i trattamenti larvicidi è possibile bloccare infestazioni anche assai consistenti, se queste sono determinate da uova e larve di prima età. Come già in precedenza detto, si ritengono valide per gli ambienti olivicoli dell’Italia centrale soglie economiche comprese fra il 7 e il 14% di olive con uova e larve giovani. Tali soglie variano in funzione di diversi fattori fra cui la varietà, la produzione e la distanza dall’epoca di raccolta. Gli insetticidi utilizzabili in questo metodo di lotta devono presentare in particolare una buona citotropicità e un’alta idrosolubilità in modo da poter penetrare nel frutto e raggiungere il bersaglio limitando i rischi di contaminazione dell’olio. Il processo di revisione dei prodotti fitosanitari avviato con il recepimento della direttiva CE 440 del 1991 ha determinato un drastica riduzione dei principi attivi da tempo impiegati contro questo parassita. Fra i formulati ammessi, quello maggiormente utilizzato, soprattutto per la sua elevata idrosolubilità, è ancora oggi il Dimetoato. Altri insetticidi ammessi sono il Fosmet e un formulato di recente registrazione a base di Imidacloprid in formulazione O-Teq che nelle sperimentazioni ha fornito prestazioni paragonabili a quelle dei due fosforganici ammessi. Per quanto concerne le dosi, è opportuno attenersi a quelle minime consigliate in etichetta. Tuttavia recenti indagini hanno permesso di rilevare che, almeno per quanto concerne il Dimetoato, possono ottenersi elevati livelli di efficacia anche con dosaggi sensibilmente ridotti, fino a 1/2, rispetto a quelli minimi consigliati. La distribuzione della miscela insetticida deve ovviamente essere effettuata con attrezzature e modalità tali da consentire una buona bagnatura dell’intera chioma, evitando nel contempo fenomeni di gocciolamento e di deriva. In Toscana, come già detto, il periodo più critico per quanto riguarda lo sviluppo dell’infestazione e il suo controllo è quello che va dai primi di settembre ai primi di ottobre. In effetti è piuttosto raro che in epoca precedente, luglio-agosto, si verifichino infestazioni consistenti, non limitate da fattori naturali, con conseguenze di rilievo economico. Anche nel periodo settembre-ottobre l’andamento dell’infestazione varia sensibilmente da zona a zona e da un anno all’altro e, mentre in alcuni casi possono risultare necessari due trattamenti larvicidi, in altri si può fare a meno di intervenire. Difesa biologica Il metodo biologico basato sull’allevamento massale di Psyttalia concolor su Ceratitis capitata quale ospite di sostituzione e la liberazione in campo del parassitoide con ripetuti lanci inondativi è stato saggiato fin dagli anni sessanta, ma vari problemi relativi alle tecniche di allevamento e al comportamento di P. concolor in campo ne hanno fino a oggi limitato l’applicazione. Per l’elevata ecocompatibilità che gli è propria questo metodo riveste comunque una grande importanza e risultano pertanto di notevole utilità gli studi e le ricerche volti ad acquisire maggiori informazioni in particolare sulla capacità di ricerca dell’ospite da parte dell’ausiliario, sulla competizione interspecifica, sull’influenza di eventuali ospiti alternativi nell’agro-ecosistema, nonché sulla possibilità di integrazione con altri metodi di lotta. Nell’ambito della lotta biologica un importante settore di indagine è quello che riguarda lo studio delle possibilità di controllo biologico mediante l’utilizzazione di parassitoidi diversi da Psyttalia concolor, eventualmente da ricercare anche al di fuori del bacino del Mediterraneo. Dal punto di vista della difesa microbiologica è stata messa in luce una interessante azione di un bioinsetticida a base di spore vive di Beauveria bassiana (Deuteromiceti) nei confronti di Ditteri Tefritidi, fra i quali Bactrocera oleae. Il formulato commerciale, che contiene 2,3x107 /ml di conidiospore, è stato impiegato singolarmente o in strategie combinate con insetticidi larvicidi, con mass trapping (metodo di cattura massale degli adulti) o con trattamenti con insetticidi di origine naturale. Infine meritano di essere ricordate anche alcune linee di ricerca per l’utilizzazione di ceppi di Bacillus thuringiensis.Difesa biotecnologica Nell’ambito della difesa biotecnologica, il metodo che ha riscosso maggiore interesse applicativo è quello che si basa sull’impiego di dispositivi per la cattura o l’abbattimento degli adulti. Tale sistema, noto come mass trapping o attract and kill, detto anche “delle catture massali”, è stato inizialmente realizzato mediante l’impiego di un elevato numero per ettaro di trappole dello stesso tipo, concepite per il monitoraggio della popolazione adulta (trappole tipo “Berlese” o “Mc Phail” o sue derivate di nuova generazione quali “Tephri trap”, “Ball trap”, “Multi lure Mc Phail-type trap”) e le spagnole “Olipe trap”, tutte innescate con attrattivi proteici idrolizzati, oppure di trappole cromotropiche, a feromone o polivalenti , eventualmente modificate per aumentarne la capacità di cattura. Il limite delle prime deriva dalla degradazione della miscela attrattiva, mentre per le seconde deriva dalla progressiva saturazione nel tempo della superficie collata di tali trappole. Questo limite è stato successivamente superato con la messa a punto di dispositivi ad attrazione combinata (alimentare e feromonica) provvisti di superficie avvelenata con insetticidi a elevato potere abbattente e lunga persistenza. In Italia detti dispositivi sono stati sperimentalmente realizzati con semplici tavolette di legno truciolare, delle dimensioni di 15 x 21 cm, innescate con carbonato di ammonio, Buminal e feromone sessuale e rese insetticide previa immersione in una soluzione concentrata di Deltametrina. Da alcuni anni sono inoltre in commercio dispositivi pronti per l’uso (“Ecotrap”, “Magnet oli”), innescati con differenti sostanze attrattive e impregnati a secco da un insetticida neurotossico ad alto potere abbattente, di solito Deltametrina. Tali dispositivi si posizionano in corrispondenza della fascia media della chioma e si distribuiscono con una densità che, in funzione del sesto d’impianto e delle dimensioni degli olivi, varia da una per pianta a una per quattro piante. Il metodo ha fornito, in Italia e all’estero, interessanti risultati applicativi, paragonabili a quelli ottenibili con le esche proteiche avvelenate. Come tutti i sistemi adulticidi, anche il metodo attract and kill esprime la massima efficacia quando viene applicato in oliveti isolati o su vasti comprensori fin dal momento in cui le olive divengono recettive e nelle situazioni caratterizzate da pressione dacica non particolarmente elevata. Tuttavia rimangono ancora da approfondire gli aspetti relativi all’impatto sull’entomofauna ausiliaria e allo smaltimento dei materiali impiegati. Altri metodi biotecnologici, che però non hanno finora fornito risultati applicativi di rilievo, sono quelli basati sull’autocidio e sul disorientamento dei maschi e sulla confusione sessuale mediante la diffusione di feromone sessuale su vaste superfici. Mezzi di difesa indiretti Preparati antibatterici In Toscana e in altre aree olivicole italiane è da tempo diffusa la pratica di realizzare trattamenti preventivi con formulati a base di rame per sfruttarne alcune caratteristiche fitotossiche, che probabilmente a causa di un indurimento della cuticola della drupa e di repellenza nei confronti della femmina al momento dell’ovodeposizione, sembravano proteggere del drupe dall’attacco di mosca. Studi recenti hanno confermato l’efficacia preventiva degli interventi rameici attribuendola però all’attività batteriostatica di questi formulati nei confronti della flora microbica residente sulle foglie dell’olivo della quale normalmente gli adulti di mosca si nutrono e necessaria per l’ovogenesi e che anche la trasmissione batterica alla prole viene interrotta. Tali studi hanno inoltre confermato che le sostanze rameiche disturbano le femmine nella ricerca della drupa su cui deporre, evidenziando che proprio questa azione antibatterica sarebbe responsabile della limitazione delle infestazioni. I primi trattamenti i con formulati rameici, poiché preventivi, devono essere iniziati precocemente e, a seguito della dilavabilità della miscela distribuita, devono essere ripetuti dopo piogge di una certa consistenza. Al momento della frangitura sarà opportuno lavare bene la massa di olive e sostituire frequentemente l’acqua di lavaggio per ridurre il rischio di permanenza di eventuali residui di rame nell’olio. Oltre al rame anche il propoli ha evidenziato una certa attività antibatterica. Preparati repellenti Le prime osservazioni sulla efficacia di alcune sostanze repellenti, fra cui le argille, allo scopo di prevenire i danni provocati dalla mosca delle olive sono iniziate a partire dal 1936. Queste ricerche sono state riprese nel 2004 focalizzando l’attenzione sul caolino, una argilla di estrazione mineraria già commercializzata e impiegata nel settore agricolo come stimolatore di crescita o per limitare gli stress da calore su alcune specie vegetali. Questa argilla chimicamente inerte, ricoprendo la pianta con uno strato di microparticelle della dimensione di circa un micron, di colore bianco lucente, è in grado determinare un mascheramento dei frutti limitando l’ovideposizione di un gran numero di insetti tra cui anche i ditteri tefritidi. Le prove finalizzate a valutare l’efficacia dei trattamenti con un formulato commerciale di a base di caolino al 95% sono state realizzate in diverse aree olivicole italiane  fa cui la Toscana. In queste sperimentazioni sono stati realizzati 2-3 trattamenti con questa argilla a partire dal mese di luglio. I risultati sono stati molto promettenti con riduzioni significative del numero di olive con presenza di punture di ovideposizione. Tuttavia rimangono da approfondire le indagini sui meccanismi di azione e sugli effetti sulla vegetazione di trattamenti ripetuti con caolino, le ripercussioni sulla entomofauna utile e le eventuali conseguenze sulle caratteristiche chimiche e organolettiche degli oli prodotti da olive difese con caolino. È infine da sottolineare come le argille non siano ancora registrate come prodotto per la difesa, ma solo come coadiuvante minerale e pertanto, a oggi, l’impiego contro la mosca, nonostante la loro efficacia, è da considerarsi un uso improprio. Difesa dalla mosca in agricoltura biologica Come noto, la coltivazione biologica non prevede l’impiego di formulati di origine chimica, ma solo di composti ammessi dai Regolamenti CE 834/2007 e 889/2008 che abrogano e sostituiscono il regolamento CE 2092/90 e sue successive modificazioni. Premesso che l’agricoltura biologica si basa sulla realizzazione di pratiche agronomiche atte determinare uno sviluppo vegetativo bilanciato delle piante, per quanto concerne la difesa fitosanitaria sono privilegiate le strategie di prevenzione degli attacchi parassitari. Fra le strategie di difesa dagli attacchi di mosca delle olive descritte in precedenza, con l’eccezione della lotta curativa con insetticidi di sintesi e della lotta aduticida con esche avvelenate con insetticidi chimici, tutte le altre possono essere impiegate in regime di agricoltura biologica. In alternativa agli insetticidi di sintesi possono essere utilizzati insetticidi di origine naturale come le Piretrine naturali e il Rotenone. Le prime, non essendo in grado di penetrare nella drupa, non sono efficaci nei confronti delle larve e pertanto possono trovare impiego per avvelenare esche proteiche idrolizzate utilizzate nella lotta adulticida. Il secondo pesenta una certa efficacia anche nei confronti delle larve. Purtroppo entrambi hanno una scarsa selettività nei confronti della artropodofauna utile. Difesa agronomico-colturale Le condizioni agronomico-colturali che caratterizzano l’oliveto (giacitura, varietà, sesti di impianto, forme di allevamento, consociazioni, concimazioni, irrigazione ecc.) rivestono una considerevole importanza in un contesto di difesa integrata dalla mosca  Tuttavia, a tutt’oggi, è l’individuazione del momento ottimale della raccolta, tenendo conto congiuntamente dell’andamento dell’inolizione, della cascola e dell’infestazione, il fattore agronomico che può concretamente permettere una significativa limitazione dei danni derivanti dall’attacco dacico. È noto peraltro che l’anticipo della raccolta e la tempestiva lavorazione delle olive costituiscono un presupposto fondamentale per la produzione di oli di qualità. Il problema della difesa dalla mosca è uno degli argomenti di entomologia applicata più lungamente studiati. Senza dubbio negli ultimi decenni, con l’affermarsi dei principi della difesa integrata, si è avuto un notevole miglioramento delle possibilità di controllo del dittero, riducendo nel contempo l’impiego di insetticidi di sintesi. Tuttavia, sebbene si disponga oggi di vari metodi e mezzi di lotta che possono essere utilmente impiegati, anche in combinazione fra loro, nelle diverse realtà olivicole, rimane l’esigenza sempre più pressante di mettere a punto sistemi di controllo in grado di permettere un effettivo salto di qualità sul piano dell’efficacia fitosanitaria e della sicurezza ambientale

BOLLETTINO MOSCA SETTIMANA DAL 16 LUGLIO AL 22 LUGLIO TOSCANA

IL CONSORZIO DI GRAGNOLA E IL SITO AGROAMBIENTE.INFO.REGIONE.TOSCANA.IT VI AGGIORNA SULL'INFESTAZIONE DELLA MOSCA IN TOSCANA (SOPRA IL 10% OCCORRE INTERVENIRE) 

LA CONCOMITANZA DI UOVA O LARVE DI PRIMA SECONDA TERZA ETA' VIVE O MORTE O PUPE VIVE O MORTE RAPPRESENTANO L'INFESTAZIONE ATTIVA

CASTIGLIONE DELLA PESCAIA 18% (16 UOVA + 2 LARVE DI SECONDA ETA' VIVE)

FOSDINOVO (MASSA CARRARA) 0%

CARMIGNANO (PRATO) 1% (1 UOVO)

CALCI (PISA) 7% (5 UOVA+1 LARVA DI PRIMA ETA' VIVA + 1 LARVA DI SECONDA ETA' VIVA)

RIPARBELLA (PISA) 4% (4 UOVA)

CASALE MARITTIMO (LIVORNO) 4% (2 UOVA+ 2 LARVA DI PRIMA ETA' VIVA)

MULAZZO (MASSA CARRARA) 0%

MONTIGNOSO (MASSA CARRARA) 0%

AREZZO 0%

CORTONA (AREZZO) 0%

BUCINE (AREZZO) 0%

ANGHIARI (AREZZO) 0%

SUBBIANO 0%

CASTIGLION FIBOCCHI (AREZZO) 0%

CAVRIGLIA (AREZZO) 0%

CASTIGLION FIORENTINO 0%

MONTESPERTOLI (FIRENZE) 3% (1 UOVO + 2 LARVE DI PRIMA ETA' VIVE)

SCANDICCI (FIRENZE) 2%

MANCIANO (GROSSETO) 18% (2 UOVA + 15 LARVE DI PRIMA ETA' VIVE)

SCANSANO (GROSSETO) 6% (1 UOVO + 2 LARVE DI PRIMA ETA' VIVE + 1 LARVA DI PRIMA ETA' MORTA)

MASSA MARITTIMA (GROSSETO) 0%

SERAVEZZA (LUCCA) 2%

EMPOLI 3%

LAMPORECCHIO (PISTOIA) 5% (1 UOVO + 3 LARVE DI PRIMA ETA' VIVE + 1 LARVA DI PRIMA ETA' MORTA)

MONSUMMANO TERME (PISTOIA) 0%

MONTECATINI TERME (PISTOIA) 2%

COLLESALVETTI (LIVORNO) 4%

CASTAGNETO CARDUCCI (LIVORNO) 5%

SUVERETO (LIVORNO) 2%

LUCCA 1%

MONTECARLO (LUCCA) 1%

CAMAIORE (LUCCA) 2% 

SERRAVALLE PISTOIESE 5% (3 UOVA + 2 LARVE DI PRIMA ETA' VIVE + 1 LARVA DI SECONDA ETA' VIVA)

VINCI (FIRENZE) 6% (4 LARVE DI PRIMA ETA' VIBE + 3 LARVE DI PRIMA ETA' MORTE)

CAPANNORI (LUCCA) 3%

CAPALBIO (GROSSETO) 8% (3 UOVA + 5 LARVE DI PRIMA ETA' VIVE)

SCANSANO (GROSSETO) 6% (1 UOVO + 3 LARVE DI PRIMA ETA' VIVA + 2 LARVE DI PRIMA ETA MORTE)

ORBETELLO (GROSSETO) 4% (1 UOVO + 3 LARVE DI PRIMA ETA' VIVE)

MAGLIANO IN TOSCANA 3% (2 LARVE DI PRIMA ETA' VIVE + 1 LARVA DI PRIMA ETA' MORTA)

BIBBONA (LIVORNO) 8% (6 LARVE DI PRIMA ETA' VIVE + 1 LARVA DI SECONDA ETA' VIVA + 1 LARVA DI  PRIMA ETA' MORTA)

PIOMBINO (LIVORNO) 16% (13 UOVA + 3 LARVE DI PRIMA ETA' VIVE)

SAN VINCENZO (LIVORNO) 13% (1 UOVA + 8 LARVE DI PRIMA ETA VIVE + 3 LARVE DI PRIMA ETA' MORTE + 1 LARVA DI SECONDA ETA' VIVA) 

MASSAROSA (LUCCA) 4%

ROSIGNANO MARITTIMO (LIVORNO) 8%  (3 UOVA + 5 LARVE DI PRIMA ETA' VIVE)

CAMPIGLIA MARITTIMA (LIVORNO) 7% (1 LARVA DI PRIMA ETA' VIVA + 6 LARVE DI PRIMA ETA' MORTE)

CECINA 6% (1 UOVO + 3 LARVE DI PRIMA ETA' MORTE + 1 LARVA DI PRIMA ETA' VIVA) 

LARCIANO 6% (3 UOVA + 3 LARVE DI PRIMA ETA' VIVE)

QUARRATA 5% (5 LARVE DI PRIMA ETA' VIVE)

FAUGLIA (PISA) 2%

SAN MINIATO (PISA) 2%

VECCHIANO (PISA) 9% (2 UOVA + 7 LARVE DI PRIMA ETA' VIVE)

CALCI (PISA) 7% (1 UOVO + 5 LARVE DI PRIMA ETA' VIVE + 1 LARVA DI SECONDA ETA' VIVA)

VOLTERRA 0%

POMARANCE (PISA) 0%

LAJATICO (PISA) 0%

BUTI (PISA) 5% (1 UOVO+ 2 LARVE DI PRIMA ETA' VIVE + 1 LARVA DI PRIMA ETA' MORTA)

SAN GIULIANO TERME (PISA) 5%

MONTESCUDAIO (PISA) 2% (2 UOVA)

LA PAROLA AL MASSIMO ESPERTO DI MOSCA DELLE OLIVE IN ITALIA : RUGGERO PETACCHI DELLA SCUOLA SANT'ANNA DI PISA ISTITUTO SCIENZE DELLA VITA

RUGGERO PETACCHI RAPPRESENTA IL MASSIMO ESPERTO DELLA MOSCA DELLE OLIVE IN ITALIA

La mosca dell’olivo è l’insetto più importante da controllare in quanto provoca, quasi in tutte le annate, un danno qualitativo e quantitativo alla produzione. Il rischio di danno e della conseguente perdita di produzione è maggiore nelle province litoranee e diminuisce man mano che ci si avvicina alle zone interne, a quote collinari e lontano dal mare.

L’insetto inizia a infestare le olive, normalmente, ai primi di luglio quando il nocciolo delle olive comincia ad indurirsi. In questo periodo le femmine della prima generazione estiva depongono l’uovo nell’oliva e da questo si sviluppa la larva che cresce e si nutre della polpa, danneggiando sempre di più il frutto. Durante l’estate, soprattutto a luglio e agosto, periodi prolungati con alte temperature, sopra i 30 °C, possono provocare la morte delle giovani larve e quindi ridurre la possibilità di danno.

Le popolazioni di mosca aumentano soprattutto a settembre e a ottobre e, spesso, il rischio di danno aumenta molto in previsione dell’inizio della raccolta. In quel periodo, soprattutto gli olivicoltori in regime di agricoltura biologica e a basso impatto, non hanno mezzi di controllo in grado di abbattere efficacemente le popolazioni di mosca (adulti) molto numerose e quindi di prevenire le ovideposizioni. Pertanto, specialmente in annate di alta infestazione, è importante eseguire la raccolta anticipata (in genere a partire da metà ottobre).

In agricoltura biologica e a basso impatto ambientale è fondamentale controllare l’infestazione con tecniche di tipo preventivo o adulticida con le quali si abbattono le popolazioni adulte di mosca e si riduce il numero di uova deposte nelle olive.

TECNICHE DI DIFESA DALLA MOSCA DELLE OLIVE 

L’olivicoltura regionale si caratterizza per una notevole diversità tra le aree olivicole (ad es. per distanza dal mare, altimetria, esposizione, caratteristiche del suolo, varietà coltivata). Questo si riflette su una notevole variabilità del rischio di infestazione e, di conseguenza, della perdita di produzione anche se, in generale, il rischio di danno da mosca olearia è maggiore nelle aree olivicole litoranee e diminuisce nelle aree più interne. È importante quindi che gli olivicoltori, in special modo quelli in regime di agricoltura biologica, tengano ben presente il maggior rischio a cui sono soggetti gli oliveti vicino al mare rispetto a quelli delle zone più interne.

TECNICHE DI MONITORAGGIO

Al fine di ottenere risultati ottimali nell’applicazione delle tecniche di difesa in particolare in agricoltura biologica e a basso impatto ambientale è di fondamentale importanza eseguire controlli sia dei voli degli adulti che dell’infestazione delle drupe. Il posizionamento delle trappole cromotropiche per il monitoraggio del volo degli adulti è consigliato per la metà di giugno; le trappole devono essere controllate settimanalmente per circa 30-40 giorni. Dalla metà di luglio è importante avere informazioni sul livello di infestazione delle drupe, che possono essere reperite anche dai bollettini emessi settimanalmente.

Nelle presenti LINEE GUIDA si è scelto di elencare e descrivere soltanto le tecniche sperimentate da alcuni anni e di cui sono stati pubblicati dati, allo scopo di fornire un servizio maggiormente attendibile. Potrebbe quindi verificarsi che alcuni olivicoltori non trovino indicazioni sulle tecniche da loro utilizzate. In questi casi è bene che gli olivicoltori si rivolgano a tecnici che li possono guidare nelle scelte degli interventi da eseguire.

Si ritiene importante e utile raggruppare le tecniche consigliate all’interno di 2 categorie:

1) tecniche e prodotti che è possibile utilizzare anche in piccoli appezzamenti;

2) tecniche e prodotti che è bene utilizzare su vaste superfici accorpate.

Tecniche e prodotti che è possibile utilizzare in piccoli appezzamenti olivati (anche inferiori ad 1 ha)

Tecniche e prodotti che è possibile utilizzare in piccoli appezzamenti olivati (anche inferiori ad 1 ha)Tecniche e prodotti che è possibile utilizzare in piccoli appezzamenti olivati (anche inferiori ad 1 ha)

Si tratta di utilizzare prodotti ad azione prevalente repellente contro i maschi e femmine della mosca delle olive e anti-ovideposizione nei confronti delle femmine dell’insetto.Si tratta di utilizzare prodotti ad azione prevalente repellente contro i maschi e femmine della mosca delle olive e anti-ovideposizione nei confronti delle femmine dell’insetto.

RAME (SIARAM , PASTA SIAPA, SOLFATO DI RAME+CALCE IDRATA)

Poltiglia bordolese (1 – 1,5%)

Persistenza: 20 giorni (ma piogge di 20-30 mm possono dilavarla)

Azione repellente – antideponente combinata a mortalità preimaginale (larve giovani).

Intervenire in prevenzione, prima dell’inizio della generazione di mosca che si intende combattere e soprattutto prima che la mosca deponga l’uovo nell’oliva.

Chi segue le norme di Agricoltura Biologica non deve superare i 6 Kg di rame per ettaro per anno.

I prodotti rameici devono essere irrorati a tutta chioma e hanno anche un'azione di indurimento dei tessuti. In genere resistono meglio al dilavamento della pioggia rispetto al caolino, per questo è consigliabile utilizzarli nel mese di settembre (maggiore probabilità di pioggia).

N.B. si ricorda che eventuali prodotti rameici, autorizzati come concimi, possono essere usati in biologico “esclusivamente in presenza di una […] documentata carenza nutrizionale […] per il micronutriente rame” 

CAOLINO

caolino per uso agricolo/corroborante (2,5 – 5%), Persistenza: circa 2 – 3 settimane.

Ripetere in caso di pioggia intensa

Azione repellente – antideponente

Intervenire in prevenzione, prima dell’inizio della generazione di mosca che si intende combattere e soprattutto prima che la mosca deponga l’uovo nell’oliva.

È importante irrorare bene la chioma per coprire uniformemente le olive. Per questo vanno impiegate macchine adeguate, con pressioni relativamente elevate per raggiugere e coprire anche le parti interne. In genere si ottiene una migliore copertura eseguendo il trattamento con la lancia, eventualmente con un secondo passaggio che copra le zone rimaste meno impolverate dopo il primo e con l’aggiunta di un bagnante che consenta di ridurre la tensione superficiale dell’acqua.

Non resiste molto all’azione dilavante della pioggia, quindi è preferibile utilizzarlo nei periodi meno piovosi.

Non ha tempo di carenza perché non è considerato un prodotto fitosanitario ma un corroborante. Si ricorda che è possibile usare solo caolino preparato e commercializzato specificatamente per uso agricolo.

In questa categoria è utile citare anche altri prodotti per i quali esistono, ad oggi, meno risultati sperimentali.

In particolare:

OLIO DI NEEM (OIKOS VITHAL)

Il prodotto è estratto da una pianta tropicale (Azadirachta indica) e agisce per contatto e ingestione. Sembra che riesca ad uccidere anche le giovani larve all’interno dell’oliva. Il trattamento va eseguito ogni 7 giorni e il prodotto ha un costo elevato.

BEAUVERIA BASSIANA 

è un preparato a base di un fungo entomopatogeno e agisce per ingestione contro le larve e per contatto contro gli adulti della mosca. Il trattamento, alla dose di 150 cc/hl, rimane efficace circa 1 settimana. Applicare preferibilmente la mattina presto o al tramonto. In caso di pioggia si consiglia di ripetere il trattamento.

TECNICHE DA UTILIZZARE SU VASTE SUPERFICE ACCORPATE COLTIVATE AD OLIVO (DA 5 HA IN SU)

In questo caso si tratta di utilizzare dispositivi o prodotti-esca ad azione attract and kill. Tutte queste tecniche prevedono di attirare l’insetto adulto (maschi e femmine) verso una fonte alimentare presente nei dispositivi e/o nell’esca e di ucciderlo dopo che questo si è alimentato e/o dopo che è venuto a contatto con il dispositivo.

TIPO DI PRODOTTO

Descrizione e modalitàd’uso

MAGNET-OLI

Attraggono i maschi e le femmine della mosca e li uccidono. Devono essere utilizzate in quantità fino ad un massimo di 250/ha e preferibilmente con posizionamenti successivi durante le 3 generazioni della mosca, da luglio a settembre. Le quantità da utilizzare, nei 3 posizionamenti, sono pari a circa il 20%, il 50% e il 30% del totale. Per sapere il momento migliore per i posizionamenti rivolgersi ad un tecnico o seguire i bollettini settimanali. Riducono l’infestazione e il danno alla raccolta di circa il 50-60%.

ECO TRAP

Sono dispositivi che attraggono i maschi e le femmine della mosca e li uccidono. Devono essere utilizzati fino ad un massimo di 250/ha e preferibilmente con posizionamenti successivi durante le 3 generazioni della mosca, da luglio a settembre. Le quantità da utilizzare, nei 3 trattamenti, sono pari a circa il 20%, il 50% e il 30% del totale. Per sapere il momento migliore per i posizionamenti rivolgersi ad un tecnico o seguire i bollettini. Riducono l’infestazione e il danno alla raccolta di circa il 50-60%.

OLIPE TRAP (O ALTRE BOTTIGLIE TRAPPOLA) 

Sono dispositivi che prevedono di attirare le mosche dell’olivo dentro un contenitore (bottiglia), dove poi muoiono per affogamento. L’entrata dell’insetto avviene attraverso fori di 4-5 mm di diametro e le sostanze attrattive sono di diverso tipo: esche proteiche commerciali (es. Buminal), lievito di birra (in soluzione), soluzione di sali d’ammonio.

Il posizionamento (1 bottiglia a pianta) va eseguito quando le mosche adulte volano, ma prima che avvenga l’ovideposizione. Si consiglia di utilizzarle in integrazione con altri prodotti in quanto da sole non sono sufficienti a ridurre di molto l’infestazione.

Le bottiglie trappola si possono acquistare già pronte (ad es. Olipe Trap) oppure possono essere costruite artigianalmente. In questo secondo caso è importante, almeno, che i fori siano di 4-5 mm di diametro. In Italia sono commercializzati dei tappi per bottiglie trappola,

SPINTOR FLY (SPINOSAD)

Prodotto costituito da esca attrattiva insieme a Spinosad, sostanza insetticida di origine fungina. Dose di utilizzo: 5 lt di soluzione ad ha (1litro di SpintorFly sciolto in 4 litri di acqua). Sono ammessi da disciplinare max 8 trattamenti all’anno.

Modalità di utilizzo: irrorazione di 50 cc di prodotto a pianta fino a 100 piante ad ettaro. Il trattamento va eseguito quando le mosche adulte volano, ma prima che avvenga l’ovideposizione. Gli ugelli della irroratrice (a spalla) devono formare gocce “grosse” (diametro di 4-6 mm). Ogni goccia attrae l’insetto adulto (maschio e femmina) che ingerisce così la sostanza attiva e muore.

EPOCHE DI INTERVENTO CON STRATEGIA ADULTICIDA

il primo trattamento preventivo-adulticida estivo deve essere eseguito al momento dell’incremento delle catture di mosche nelle trappole cromotropiche (fine giugno-primi di luglio);

i trattamenti successivi preventivi-adulticidi devono essere eseguiti tenendo conto dei tempi di carenza dei prodotti utilizzati e dei bollettini olivo-Bio regionali settimanali.

Alcuni consigli per la gestione della difesa dalla mosca delle olive in olivicoltura biologica e a basso impattoAlcuni consigli per la gestione della difesa dalla mosca delle olive in olivicoltura biologica e a basso impatto

1. L’olivicoltore dovrebbe individuare la tecnica di difesa (il prodotto) che intende utilizzare contro la mosca delle olive prima dell’inizio della campagna olivicola (maggio-giugno di ogni anno). In questo modo può avere un’idea dei tempi di intervento (quando trattare), tenuto conto dell’andamento meteorologico stagionale e dello sviluppo e crescita delle olive.

2. La scelta della tecnica (prodotto) dovrebbe essere fatta dall’olivicoltore innanzitutto tenendo conto del rischio d’infestazione e della perdita di produzione della zona dove è situato il suo l’oliveto: si ricorda che il rischio è maggiore lungo la costa e minore nelle zone interne e a quote più elevate. Inoltre un altro aspetto importante da considerare è la quantità di produzione (olive) prevista: il rischio è maggiore in annata di scarica, viceversa è minore in annata di carica.

3. L’olivicoltore dovrebbe decidere quale è la soglia di danno e di perdita di produzione che è disponibile a sopportare.

Quando l’olivicoltore, durante la campagna olivicola si rende conto che la tecnica (il prodotto) che ha utilizzato non è efficace può cercare di integrare i prodotti, scegliendo, dietro consiglio di un tecnico, tra quelli consigliati e consentiti.

Alcuni considerazioni di tipo generale utili anche in olivicoltura biologica e a basso impatto

Le varietà di olivo coltivate in Toscana mostrano una diversa suscettibilità all’attacco della mosca. Ad esempio le varietà con poca polpa sono le meno preferite dall’insetto e vengono attaccate in ritardo rispetto a quelle a polpa grande (ad esempio le olive da tavola).

La presenza di diverse varietà di olivo nella solita area può riflettersi in infestazioni “a macchia di leopardo”.

L’irrigazione favorisce gli attacchi della mosca, soprattutto in estate quando le olive vanno incontro a disidratazione da caldo. In questo caso la mosca preferisce sicuramente ovideporre ed infestare le olive turgide e ricche d’acqua.

L’inerbimento dell’oliveto e la presenza di molte piante spontanee, anche attorno all’oliveto, favorisce la presenza di insetti utili che predano o parassitizzano la mosca e anche altri fitofagi minori (ad es. Cocciniglie, Tignole)

CONSIDERAZIONI TECNICHE RELATIVE AL BOLLETTINO DI MASSA CARRARA SULLA MOSCA DELLE OLIVE DAL 16 AL 22 LUGLIO 2018,

La fase fenologica prevalente va da accrescimento drupe post allegagione ad indurimento del nocciolo 0-50%, talvolta possibile rilevare indurimento del nocciolo >50%.

Controllare i voli nelle trappole. Effettuare campionamenti sulle olive negli oliveti irrigati e nelle aree indicate dal bollettino con eventuale presenza di ovodeposizione.

I monitoraggi sul territorio rilevano una situazione generale di presenza delle ovodeposzioni in linea con le medie storiche di infestazione, che si presenta diffusamente con valori da assente a bassa, solo in alcune aree della costa l'infestazione è in aumento.

Il monitoraggio sul territorio rileva una situazione generale di assenza di ovodeposizioni.

FOSDINOVO 0%

MONTIGNOSO 0%

MULAZZO 0%

Non sono necessari trattamenti larvicida.

Per chi utilizza strategie con repellenti (rame e caolino) o con trappole per cattura massale, oppure attrattivi alimentari avvelenati (es Spintor Fly), tutti prodotti che lavorano sugli adulti e devono evitare che le femmine depongano le uova nelle olive, essendo iniziati i voli (e di conseguenza le catture nelle trappole), se non ancora realizzato è necessario effettuare la prima distribuzione o posizionamento nei prossimi giorni.

Ricordiamo che, in caso di pioggia, sarà necessario mantenere la copertura con i prodotti distribuiti.

Il monitoraggio della mosca delle olive avviene in due modalità

  • cattura degli adulti con le trappole: consigliato principalmente chi segue una lotta di tipo adulticida
  • analisi delle infestazione delle olive: consigliato per  chi segue una lotta di tipo larvicida

Le punture si possono riconoscere facilmente

SCHEDA DIFESA INTEGRATA MOSCA DELLE OLIVE

LA SOGLIA DI INTERVENTO PER LE OLIVE DA TAVOLA E' QUANDO SI NOTA LA PRESENZA DELLE PRIME PUNTURE

LA SOGLIA DI INTERVENTO PER LE OLIVE DA OLIO E' IN FUNZIONE DELLE VARIETA' ED IL 10-15% DI INFESTAZIONE ATTIVA (SOMMATORIA DI UOVA E LARVE)

VENGONO PROGRAMMATI I LANCI DA PARTE DI CENTRI DI ASSISTENZA TECNICA DI OPIUS CONCOLOR

INTERVENTI CHIMICI

NELLE OLIVE DA MENSA ANCHE LA SOLA PUNTURA PUO' DETERMINARE DEFORMAZIONE DELLA DRUPA, PERTANTO L'INTERVENTO DEVE ESSERE TEMPESTIVO AL RILIEVO DELLE PRIME PUNTURE.

NELLE OLIVE DA OLIO OCCORRE EFFETTUARE INTERVENTI

1) PREVENTIVI O ADULTICIDI CON ESCHE PROTEICHE AVVELENATE INTERVENENDO ALLE PRIMISSIME INFESTAZIONI O APPLICANDO IL METODO ATTRACT AND KILL UTILIZZANDO TRAPOOLE INNESCATE CON FEROMONE E IMPREGNATE CON DELTAMETRINA O LAMBDACIALOTRINA

AD ESEMPIO  I PANNELLI ATTRATTIVI, LE ESCHE PROTEICHE E I SISTEMI TIPO ATTACT AND KILL

2) CURATIVI NEI CONFRONTI DELLE LARVE INTERVENENDO AL SUPERAMENTO DELLA SOGLIA E CIOE' NELLE PRIME FASI DI SVILUPPO DELLA MOSCA (UOVA E LARVE DI PRIMA ETA')

I PRINCIPI ATTIVI PIU' UTILIZZATI SONO LO SPINOSAD IL DIMETOATO IL FOSMET L'IMIDACLOPRID E L'ACETAMIPRID 

LINEE GUIDA PER IL CONTROLLO DELLA MOSCA DELLE OLIVE

La mosca dell’olivo è l’insetto più importante da controllare in quanto provoca, quasi in tutte le annate, un danno qualitativo e quantitativo alla produzione. Il rischio di danno da mosca dell’olivo e della conseguente perdita di produzione è maggiore lungo la fascia costiera e diminuisce man mano che ci si allontana dal mare e si sale di quota. L’insetto inizia a infestare le nuove olive, normalmente, ai primi di luglio quando il nocciolo delle olive inizia ad indurirsi. In questo periodo le femmine della prima generazione estiva depongono l’uovo nell’oliva e da questo si sviluppa la larva che cresce e si nutre della polpa, danneggiando sempre di più il frutto. Durante l’estate, soprattutto a luglio e agosto, le alte temperature, sopra i 30 gradi °C, possono provocare la morte delle giovani larve e quindi ridurre la possibilità di danno. Le popolazioni di mosca aumentano soprattutto a settembre e a ottobre e, spesso, il rischio di danno aumenta molto in previsione dell’inizio della raccolta. In quel periodo, soprattutto gli olivicoltori in regime di agricoltura biologica e a basso impatto, non hanno mezzi di controllo in grado di abbattere efficacemente le popolazioni di mosca (adulti) molto numerose e quindi di prevenire le ovideposizioni. Pertanto, soprattutto in annate di alta infestazione, è importante eseguire la raccolta anticipata (in genere a partire da metà ottobre). Uno schema della presenza dell’insetto in campo durante l’anno è raffigurato sotto.In agricoltura biologica e a basso impatto ambientale è fondamentale controllare l’infestazione con tecniche di tipo preventivo o adulticida con le quali si abbattono le popolazioni adulte di mosca e si riduce il numero di uova deposte nelle olive.

TECNICHE DI DIFESA DALLA MOSCA DELLE OLIVE

La TOSCANA e la LIGURIA in particolare si caratterizzano per una notevole diversità delle aree olivicole (ad es. per distanza dal mare, altimetria, esposizione, caratteristiche del suolo, varietà coltivata). Questo si riflette su una notevole variabilità del rischio di infestazione e, di conseguenza, della perdita di produzione anche se, in generale, il rischio di danno da mosca olearia è maggiore sulla prima fascia costiera e diminuisce con l’aumentare della distanza dal mare. E’ importante quindi che gli olivicoltori, soprattutto quelli in regime di agricoltura biologica, tengano ben presente il maggior rischio a cui sono soggetti gli appezzamenti vicino al mare rispetto a quelli delle zone olivate più interne. 

Nelle presenti LINEE GUIDA si è scelto di elencare e descrivere soltanto le tecniche sperimentate da alcuni anni e di cui sono stati pubblicati dati, allo scopo di fornire un servizio maggiormente attendibile agli olivicoltori in regime di agricoltura biologica e/o a basso impatto ambientale. Potrebbe quindi verificarsi che alcuni olivicoltori non trovino indicazioni sulle tecniche da loro utilizzate. In questi casi è bene che gli olivicoltori si rivolgano a tecnici che li possono guidare nelle scelte degli interventi da eseguire. Si ritiene importante e utile raggruppare le tecniche consigliate all’interno di 2 categorie: 1) tecniche e prodotti che è possibile utilizzare anche in piccoli appezzamenti olivati; 2) tecniche e prodotti che è bene utilizzare su vaste superfici accorpate coltivate ad olivo.

TECNICHE E PRODOTTI CHE E' POSSIBILE UTILIZZARE ANCHE IN PICCOLI APPEZZAMENTI OLIVATI (ANCHE INFERIORI AD 1 HA)

Si tratta di utilizzare prodotti ad azione prevalente repellente contro i maschi e femmine della mosca delle olive e anti-ovideposizione nei confronti delle femmine dell’insetto.

SIARAM KG.1 PASTA SIAPA LT.1 SOLFATO DI RAME DA MISCELARE CON CALCE 
Poltiglia bordolese
(1 – 1,5%)
Persistenza: 20 giorni (ma piogge di 20-30 mm possono
dilavarla)
Azione repellente – antideponente combinata a mortalità
preimaginale (larve giovani). Intervenire in prevenzione, prima dell’inizio della generazione di mosca che si intende combattere e soprattutto prima che la mosca deponga l’uovo nell’oliva. Chi segue le norme di Agricoltura Biologica non deve superare i 6 Kg di rame per ettaro per anno. I prodotti rameici devono essere irrorati a tutta chioma e hanno anche un'azione di indurimento dei tessuti. In genere resistono meglio al dilavamento della pioggia rispetto al caolino, per questo è consigliabile utilizzarli nel mese di settembre
(maggiore probabilità di pioggia).
N.B. si ricorda che eventuali prodotti rameici, autorizzati come concimi, possono essere usati in biologico “esclusivamente in presenza di una […] documentata carenza nutrizionale […] per il micronutriente rame”
CAOLINO
caolino per uso agricolo/corroborante
(2,5 – 5%),
Persistenza: circa 2 – 3 settimane.
Ripetere in caso di pioggia intensa
Azione repellente – antideponente Intervenire in prevenzione, prima dell’inizio della generazione di mosca che si intende combattere e soprattutto prima che la mosca deponga l’uovo nell’oliva.
E' importante irrorare bene la chioma per coprire uniformemente le olive. Per questo vanno impiegate macchine adeguate, con pressioni relativamente elevate per raggiugere e coprire anche le parti interne.
In genere si ottiene una migliore copertura eseguendo il trattamento con la lancia, eventualmente con un secondo passaggio che copra le zone rimaste meno impolverate dopo il primo e con l’aggiunta di un bagnante che consenta di ridurre la tensione superficiale dell’acqua.
Non resiste molto al dilavamento da pioggia, quindi è preferibile utilizzarlo nei periodi meno piovosi.
Non ha tempo di carenza perché non è considerato un prodotto fitosanitario ma un corroborante. Si ricorda che è possibile usare solo caolino preparato e commercializzato specificatamente per uso agricolo. In questa categoria è utile citare anche altri prodotti per i quali esistono, ad oggi, meno risultati sperimentali.
In particolare:
 Olio di neem
Il prodotto è estratto da una pianta tropicale (Azadirachta indica) e agisce per contatto e ingestione. Sembra che riesca ad uccidere anche le giovani larve all’interno dell’oliva. Il trattamento va eseguito ogni 7 giorni e il prodotto ha un costo elevato.
 Beauveria bassiana
E' un preparato a base di un fungo entomopatogeno solitamente utilizzato contro gli adulti della mosca. Il trattamento, alla dose di 150 cc./hl, rimane efficace circa 1 settimana. Applicare preferibilmente la mattina presto o al tramonto. In caso di pioggia si consiglia di ripetere il trattamento.

TECNICHE DA UTILIZZARE SU VASTE SUPERFICI ACCORPATE AD OLIVO (DA 5 HA IN SU)

In questo caso si tratta di utilizzare dispositivi o prodotti-esca ad azione attract and kill. Queste tecniche prevedono di attirare l’insetto adulto (maschi e femmine) verso una fonte alimentare o un feromone presente nei dispositivi e/o nell’esca e di ucciderlo dopo che questo si è alimentato o dopo che

Le varietà di olivo coltivate mostrano una diversa suscettibilità all’attacco della mosca. Ad esempio le varietà con poca polpa sono le meno preferite dall’insetto e vengono attaccate in ritardo rispetto a quelle a polpa grande (ad esempio le olive da tavola).  La presenza di diverse varietà di olivo nella solita area può riflettersi in infestazioni “a macchia di leopardo”.  L’irrigazione favorisce gli attacchi della mosca, soprattutto in estate quando le olive vanno incontro a disidratazione da caldo. In questo caso la mosca preferisce sicuramente ovideporre ed infestare le olive turgide e ricche d’acqua.  L’inerbimento dell’oliveto e la presenza di molte piante spontanee, anche attorno all’oliveto, favorisce la presenza di insetti utili che predano o parassitizzano la mosca e anche altri fitofagi minori (ad es. Cocciniglie, Tignole)

Il primo trattamento preventivo-adulticida estivo deve essere eseguito al momento dell’incremento delle catture di mosche nelle trappole cromotropiche (fine giugno-primi di luglio) - I trattamenti successivi preventivi-adulticidi devono essere eseguiti tenendo conto dei tempi di carenza dei prodotti utilizzati e dei bollettini regionali settimanali

L’olivicoltore dovrebbe individuare la tecnica di difesa (il prodotto) che intende utilizzare contro la mosca delle olive prima dell’inizio della campagna olivicola (maggio-giugno di ogni anno). In questo modo può avere un’idea dei tempi di intervento (quando trattare), tenuto conto dell’andamento meteorologico stagionale e dello sviluppo e crescita delle olive. 2. La scelta della tecnica (prodotto) dovrebbe essere fatta dall’olivicoltore innanzitutto tenendo conto del rischio d’infestazione e della perdita di produzione della zona dove è situato il suo l’oliveto: in Liguria il rischio è maggiore lungo la costa e minore nelle zone interne e a quote più elevate. Inoltre un altro aspetto importante da considerare è la quantità di produzione (olive) prevista: il rischio è maggiore in annata di scarica, viceversa è minore in annata di carica. 3. L’olivicoltore dovrebbe decidere quale è la soglia di danno e di perdita di produzione che è disposto a sopportare. Quando l’olivicoltore, durante la campagna olivicola si rende conto che la tecnica (il prodotto) che ha utilizzato non è efficace può cercare di integrare i prodotti, scegliendo, dietro consiglio di un tecnico, tra quelli consigliati e consentiti.

L'uovo è lungo circa 0,7 mm, con una leggera prominenza nella parte posteriore.
Viene deposto singolarmente, sotto la pelle del frutto, ad una profondità di circa 2-3 mm.

Il periodo di incubazione delle uova è di 2 - 4 giorni in estate e 10 - 16 giorni in inverno.

L'infestazione è caratterizzata dalla presenza dell'uovo (vivo o morto) immediatamente sotto la ferita provocata dall'ovopositore della femmina della mosca.

IL 9 LUGLIO 2018 A FOSDINOVO

L'INFESTAZIONE ATTIVA E' RISULTATA DELL'1% 

NESSUNA PRESENZA DI LARVE VIVE O MORTE DI PRIMA SECONDA E TERZA ETA' 

NESSUNA PRESENZA DI PUPE VIVE O MORTE 

NESSUNA PRESENZA DI FORI DI USCITA

E' PRESENTE 1 UOVO DI MOSCA DELLE OLIVE

L'INFESTAZIONE DANNOSA E' RISULTATA DELLO 0%

 

 

RICORDIAMO CHE TUTTI I NOSTRI DATI SONO PRESENTI IN MANIERA DETTAGLIATA E SPECIFICA SUL SITO http://agroambiente.info.regione.toscana.it/arsia/arsia14#/agro_report/2018_28

Sono iniziati i monitoraggi sul territorio, che rilevano una situazione generale di assenza di ovodeoposizioni

Non sono necessari trattamenti con larvicida.

Per chi non lo avesse ancora fatto, posizionare le trappole per il monitoraggio degli adulti. Effettuare campionamenti sulle olive negli oliveti irrigati e nelle aree indicate dal bollettino con presenza di ovodeposizione.

Ricordiamo anche che le varietà hanno differente suscettibilità alla mosca, in generale le olive con più polpa sono più appetibili, e che la pratica dell'irrigazione tende a far anticipare lo sviluppo e a rendere le olive di maggiori dimensioni con maggiore suscettibilità al dittero, quindi sono da monitorare molto attentamente.

Ricordiamo che l'efficacia dei prodotti larvicida in commercio è di circa 15/20 giorni, quindi non hanno effetto preventivo ma devono essere distribuiti solo in base ad una reale presenza di infestazione superiore alla soglia di intervento.

Per chi utilizza strategie con repellenti (rame e caolino) o con trappole per cattura massale, oppure attrattivi alimentari avvelenati (es Spintor Fly), tutti prodotti che lavorano sugli adulti e devono evitare che le femmine depongano le uova nelle olive, ed essendo iniziati i voli (e di conseguenza le catture nelle trappole), se non ancora realizzato è necessario effettuare urgentemente la prima distribuzione o posizionamento nei prossimi giorni. E' necessario mantenere la copertura con i prodotti distribuiti in caso di pioggia. 

Il monitoraggio della mosca delle olive avviene in due modalità

  • cattura degli adulti con le trappole: consigliato principalmente chi segue una lotta di tipo adulticida
  • analisi delle infestazione delle olive: consigliato per  chi segue una lotta di tipo larvicida

HTTP://AGROAMBIENTE.INFO.REGIONE.TOSCANA.IT E' POSSIBILE TROVARE I DATI RELATIVI ALLA PRESENZA DI OVODEPOSIZIONI DI MOSCA DELLE OLIVE DI TUTTA LA REGIONE TOSCANA

In Toscana la mosca delle olive rappresenta il fitofago chiave di questa coltura. La diffusione e la dannosità potenziale di questo insetto non è omogenea su tutto il territorio regionale. Vanno soggetti a puntuali e consistenti attacchi del dittero solo gli oliveti dell’area litoranea mentre nelle aree olivicole interne l’insetto presenta un numero di generazioni inferiore ed una dannosità ridotta che solo in annate particolari può determinare danni economici consistenti. Pertanto le caratteristiche di diffusione delle popolazioni risultano determinanti per la scelta della strategia di difesa adottabile.

Possono essere distinti tre principali tipi di danno: distruzione diretta della polpa dovuta all’attività trofica delle larve, cascola delle drupe infestate, alterazione qualitativa delle olive e conseguentemente dell’olio. Il primo tipo di danno è di entità relativamente modesta; in effetti la perdita di polpa è dell’ordine del 3-5% sul peso fresco con punte che solo in varietà a frutto molto piccolo possono raggiungere il 20%.

La cascola delle olive costituisce indubbiamente il danno più importante fra quelli causati dalla mosca, in quanto può interessare una parte consistente della produzione che rimane inutilizzabile per l’ottenimento di oli di qualità. A parità di numero di olive cascolate risulta assai più dannosa la cascola che si verifica in settembre-ottobre di quella di luglio-agosto, potendo quest’ultima trovare una compensazione ponderale nel prodotto rimasto sulla chioma. L’infestazione dacica causa indirettamente una serie di alterazioni biochimiche nell’oliva con conseguenze più o meno gravi sulla qualità dell’olio. L’effetto più noto è sicuramente l’aumento del grado di acidità derivante dall’idrolisi enzimatica degli acidi grassi, l’infestazione dacica influisce anche sul numero di perossidi, sulle costanti spettrofotometriche, sulla composizione acidica dei gliceridi, sulla frazione insaponificabile e sulle sostanze volatili.

Per il monitoraggio degli adulti si utilizzano trappole innescate con attrattivi diversi; feromonici, per la cattura dei maschi, alimentari o cromotropiche gialle, per la cattura di femmine e maschi. Il numero di trappole da installare per ciascuna area campione varia da uno a tre in funzione della sua omogeneità e del tipo di trappola. Per rilevare l’andamento dell’infestazione ai fini di un’applicazione tempestiva di eventuali misure di difesa, è necessario effettuare campionamenti con frequenza settimanale a partire dal momento in cui le condizioni divengono favorevoli all’ovideposizione. Un metodo tradizionalmente accettato per valutare l’infestazione è quello che consiste nel campionare il 10% delle piante dell’oliveto prelevando da ciascuna 10 drupe. L’esame del campione richiede la dissezione delle olive e l’accertamento della presenza degli stadi preimmaginali.

Difesa chimica preventiva (adulticida): si basa su ripetute distribuzioni localizzate di esche proteiche avvelenate a partire dal momento in cui diventa reale il rischio di infestazione utilizzando miscele che, per irroratrici a volume normale, contengono lo 0,5-1% di proteine idrolizzate e lo 0,06-0,12% di insetticida (dimetoato, deltametrina, lambda-cialotrina) o con Splintor fly, un'esca già pronta in cui l'attività insetticida è dovuta a Spinosad.

La miscela può essere distribuita, in misura di 0,3-1,2 litri per pianta, su un settore della chioma di tutte le piante dell’oliveto, oppure, in misura superiore, su tutta la chioma di un numero ridotto di piante. Questo tipo di difesa raggiunge la sua massima efficacia nelle zone con clima secco e con piovosità ridotta, per cui nella nostra regione è applicabile esclusivamente nelle aree costiere.

Difesa chimica curativa (larvicida): consiste nella applicazione di miscele insetticide sull’intera chioma di tutte le piante dell’oliveto quando sia raggiunta la soglia di intervento prestabilita. La soglia di intervento è variabile in funzione della fase fenologica dell’olivo, della intensità dell’attacco del fitofago e di considerazioni economiche sulla produzione prevista; oscilla tra il 7 ed il 14% di olive con presenza di uova e larve di prima e seconda età. Al superamento di queste percentuali si rende necessario un trattamento chimico, naturalmente rispettando i tempi di carenza del prodotto utilizzato.

Gli insetticidi utilizzabili in questo metodo di lotta devono presentare in particolare una buona citotropicità ed un’alta idrosolubilità in modo da poter penetrare nel frutto e raggiungere il bersaglio limitando i rischi di contaminazione dell’olio. Il principio attivo più utilizzato, soprattutto per la sua elevata idrosolubilità, è ancora oggi il dimetoato.

Difesa biologica: si attua con il lancio di un numero molto elevato di individui di Opius concolor; si dice di tipo inoculativo se i lanci sono finalizzati all’acclimatazione della specie, o inondativi se, con lanci di popolazioni molto più consistenti ripetuti nel periodo estivo-autunnale, si tenta di ridurre la popolazione di mosca presente. La limitata efficacia mostrata da questa tecnica nei confronti delle popolazioni daciche e gli aspetti economici particolarmente onerosi per il raggiungimento di un rapporto ospite-parassita ottimale limitano notevolmente le possibilità di sviluppo di questo metodo di difesa.

Difesa biotecnologica: si attua attraverso i metodi di cattura massale degli adulti di Bactrocera oleae mediante l’impiego di trappole innescate con attrattivi di vario tipo, cromotropiche gialle, proteine idrolizzate, sali di ammonio, ferormoni oppure con la combinazione di due o più attrattivi diversi. Oltre a questo metodo è possibile adottare sistemi di attract and kill che si basano sull’uso di appositi dispositivi contenti attrattivi ammoniacali ed impregnati con insetticidi ad elevato potere abbattente. Questa tecnica, che prevede l’applicazione di una trappola per ciascuna pianta dell’appezzamento, ha fornito risultati soddisfacenti soprattutto dove è stata realizzata su vaste superfici. Purtroppo anche questo metodo per i suoi costi elevati non risulta competitivo con quelli chimici, la sua effettiva applicazione potrà essere destinata soprattutto ad aziende orientate ad una produzione biologica.

 

Difesa con metodi colturali: nella protezione antidacica gli agricoltori toscani utilizzano tradizionalmente formulati a base di rame (solfato di rame, poltiglia bordolese). Studi recenti hanno evidenziato che i formulati a base di rame esercitano la loro efficacia sia sulla flora batterica presente a livello della chioma, sia su quella che vive in simbiosi con le larve di mosca provocando la morte di una certa percentuale di quelle di prima e seconda età. Oltre a questa caratteristica i sali di rame presentano un’azione collaterale repellente ed un’azione indurente dei tessuti esterni delle drupe che inducono le femmine a scegliere olive non trattate per ovideporre. Le annate e le zone caratterizzate da infestazioni medio-basse sono quelle in cui la difesa con questi formulati presenta maggiore efficacia. Fra le sostanze ammesse del Reg. CE 2092/91 non sono presenti insetticidi endoterapici pertanto la loro efficacia può essere solo adulticida se usati in miscela con esche attrattive. Nei casi in cui l’attacco dacico si presenta tardivamente, se le condizioni di maturazione delle drupe lo permettono, le conseguenze negative causate dall’infestazione possono essere limitate anticipando la raccolta e avviando tempestivamente le olive raccolte al frantoio per non favorire l’inizio dei processi di ossidazione delle sostanze grasse. Questa semplice pratica agronomica permette di ottenere la massima qualità dell’olio evitando un intervento chimico nel momento in cui sarebbe problematico rispettare i tempi di carenza dei principi attivi utilizzabili.

IL PROBLEMA MOSCA IN TOSCANA 

Il 2007 sarà ricordato dagli olivicoltori toscani per i gravi danni subiti. La campagna olivicolo-olearia si è infatti contraddistinta per una scarsa produzione e per un eccezionale attacco di Mosca delle olive, Bactrocera oleae (Rossi), che hanno gravemente compromesso quantitativamente e qualitativamente la produzione regionale. I fattori che hanno determinato questa condizione possono essere riconducibili principalmente all’andamento meteorologico nelle fasi critiche della pianta, ad aspetti di natura fisiologica e a un attacco particolarmente massiccio della Mosca olearia. Il sensibile calo produttivo rispetto alla normale media regionale, non esclude però che singole realtà aziendali, favorite da microclimi particolari e/o sostenute da pratiche colturali attente e mirate alla situazione del 2007, abbiano conseguito ugualmente risultati produttivi soddisfacenti. Per prevenire o limitare i danni è infatti necessario adottare efficaci strategie di difesa in grado di contenere la Mosca delle olive. Per non correre il rischio di fare errori che possono compromettere la produzione è indispensabile saper riconoscere l’insetto nelle sue varie forme vitali, le sue abitudini, i sintomi da esso provocati sulle olive e saper valutare i danni al fine di scegliere la strategia più adatta, la convenienza economica di un intervento insetticida e il momento più opportuno per realizzarlo.

COSA E' SUCCESSO NEL 2007

Nel 2007 lo sviluppo delle popolazioni di mosca ha presentato delle anomalie rispetto alla media, infatti l’infestazione si è sviluppata in tutti gli areali olivicoli regionali a partire dall’inizio di luglio con una intensità particolarmente elevata, tanto da prendere alla sprovvista agricoltori e tecnici soprattutto nelle zone di solito meno a rischio. Le cause di questo anomalo andamento sono dovute ri, il principale è da attribuire all’andamento meteorologico dei mesi autunnali e invernali che, oltre ad aver consentito la sopravvivenza di un numero maggiore di forme svernanti dell’insetto, ha determinato un anticipo di circa due settimane nello sviluppo vegetativo degli olivi rendendo le drupe recettive al primo attacco del parassita almeno una quindicina di giorni prima della norma. Un altro motivo importante è da attribuire all’abitudine, sempre più diffusa negli ultimi anni, di non raccogliere completamente le olive in tutti gli appezzamenti limitando la raccolta solo a quelli più produttivi o più agevoli e considerando gli altri non remunerativi per l’azienda, favorendo così la permanenza di un numero più elevato di forme svernanti di mosca. La generale condizione di scarica del 2007 ha inoltre determinato una concentrazione maggiore di individui dell’insetto su un numero ridotto di olive, il che ha contribuito a una infestazione massiccia fino dalla prima generazione.

DESCRIZIONE DELL'INSETTO

L’adulto di Mosca delle olive presenta una lunghezza di 4-5 mm e una larghezza, ad ali distese, di 11-12 mm. I maschi sono leggermente più piccoli delle femmine. Il capo è giallo fulvo con occhi verde metallico. Le antenne sono di color bruno e appena più corte del capo. Il torace è dorsalmente grigio con tre linee longitudinali più scure. Le ali sono iridescenti con una piccola macchia bruna all’apice. Le zampe sono di colore giallo rossastro e più scuro nella parte finale. L’addome è di colore fulvo con due tacche nere di grandezza variabile. Nei maschi è di forma rotondeggiante, mentre nelle femmine si presenta più o meno romboidale e con la base dell’ovopositore nerastra, lunga circa 1 mm. L’uovo, di color bianco-latteo, è di forma allungata con i poli arrotondati, ha una lunghezza di circa 0,7 mm e un diametro di 0,2 mm. Lo sviluppo larvale si compie attraverso tre età. La larva neonata si presenta quasi trasparente; successivamente assume una colorazione bianco-giallastra. La larva di terza età è di forma conica allungata con l’estremità anteriore appuntita e quella posteriore rotondeggiante. A completo sviluppo può raggiungere i 7-8 mm di lunghezza. Il pupario ha una colorazione variabile dal bianco crema al giallo ocra, è di forma ellittica, le sue dimensioni sono assai diverse a seconda dell’alimentazione della larva, vanno da 3,5 per 1,4 mm a 4,5 per 2 mm.

CICLO BIOLOGICO E FENOLOGIA 

Generalmente in Toscana la diffusione dell’insetto e la gravità del rischio delle sue infestazioni sono maggiori negli oliveti costieri dove le prime infestazioni si verificano all’inizio di luglio; si ha quindi in agosto, a causa delle condizioni caldo-secche, un rallentamento più o meno pronunciato dello sviluppo demografico e successivamente un forte aumento della popolazione in autunno. Mentre la generazione che si sviluppa in luglio appare nettamente distinta, quelle successive risultano più o meno accavallate fra loro. Nelle zone interne, con clima meno favorevole, le prime infestazioni si verificano più tardivamente – a volte non prima di agosto-settembre – e il numero delle generazioni annue è conseguentemente inferiore. Sebbene qualche larva possa passare l’inverno nei frutti e qualche individuo sopravvivere allo stadio adulto, la maggior parte della popolazione sverna allo stadio di pupa nel suolo. La femmina inizia a deporre le uova nelle olive quando queste raggiungono la fase di indurimento del nocciolo: con l’ovopositore pratica una fessura trasversale dentro la quale depone l’uovo. Ogni femmina depone circa 200-300 uova. Le larve si nutrono della polpa dell’oliva all’interno della quale scavano lunghe e tortuose gallerie, si sviluppano fino alla maturità per poi impuparsi all’interno del frutto o nel terreno. Pupa Nelle regioni centrali, passando dalle zone subappenniniche, a quelle litoranee si può riscontrare un numero di generazioni che può variare da 1 a 4. Lo sviluppo della mosca è fortemente legato alla temperatura atmosferica che determina una maggiore o minore velocità nel completamento del ciclo di sviluppo di ciascuna generazione. Inoltre il perdurare di periodi con temperature superiori ai 31°C determina l’arresto dell’attività riproduttiva degli adulti. Queste caratteristiche legate all’andamento climatico rendono lo sviluppo di questo insetto diverso da zona a zona in relazione alla latitudine, all’altitudine, all’orientamento di ogni singolo appezzamento e diverso da un anno all’altro, rendendo così poco affidabili i piani aziendali di difesa basati su interventi a calendario.

DANNI

Le infestazioni di Mosca delle olive possono arrecare alla produzione tre diversi tipi di danno: • distruzione diretta della polpa dovuta all’attività alimentare delle larve

• cascola delle drupe infestate

• alterazione qualitativa delle olive e conseguentemente dell’olio.

Il primo tipo di danno è di entità relativamente modesta; in effetti la perdita di polpa è dell’ordine del 3-5% sul peso fresco con punte che solo in varietà a frutto molto piccolo possono raggiungere il 20%. La cascola delle olive costituisce indubbiamente il danno economicamente più importante fra quelli causati dalla mosca, in quanto può interessare una parte consistente della produzione che rimane inutilizzabile per l’ottenimento di oli di qualità. A parità di numero di olive cadute a terra risulta assai più dannosa la cascola che si verifica in settembre-ottobre di quella di luglio-agosto, potendo quest’ultima trovare una compensazione con l’aumento del peso delle olive rimaste sulla chioma. I danni prodotti dall’infestazione di mosca determinano una serie di alterazioni biochimiche nell’oliva con conseguenze più o meno gravi sulla qualità dell’olio. L’effetto più noto è sicuramente l’aumento del grado di acidità, ma non sono da sottovalutare la riduzione dei composti antiossidanti, l’alterazione della composizione acidica e di altre caratteristiche biochimiche peculiari dell’olio e quella delle sostanze volatili, causando un complesso di modificazioni e difetti che ne alterano il gusto e che talvolta non consentono di rientrare nei parametri previsti della categoria “extravergine”. Metodi di monitoraggio e di campionamento Per il monitoraggio degli adulti si utilizzano trappole innescate con attrattivi diversi; feromonici, per la cattura dei maschi, alimentari o cromotropiche gialle, per la cattura di femmine e maschi. Il numero di trappole da installare per ciascuna area campione varia da uno a tre in funzione della sua omogeneità e del tipo di trappola. Per rilevare l’andamento dell’infestazione ai fini di un’applicazione tempestiva di eventuali misure di difesa, è necessario effettuare campionamenti con frequenza settimanale a partire dal momento in cui le condizioni divengono favorevoli all’ovideposizione. Il metodo maggiormente utilizzato per appezzamenti di piccole e medie dimensioni consiste nel prelevare un campione di almeno 100 olive raccogliendo a caso due olive per pianta da almeno 50 piante. Un altro metodo tradizionalmente accettato per valutare l’infestazione è quello che consiste nel campionare il 10% delle piante dell’oliveto prelevando da ciascuna 10 drupe. L’esame del campione richiede la dissezione delle olive e l’accertamento della presenza degli stadi larvali al fine di determinare il superamento o meno della soglia economica di intervento. 

STRATEGIA DI DIFESA IN AGRICOLTURA BIOLOGICA 

Come noto la coltivazione biologica dell’oliveto non prevede l’impiego di formulati di sintesi chimica, ma solo i composti ammessi del Regolamento CE 2092/90. Premesso che le tecniche di lotta biologica classiche mediante il rilascio di specie antagoniste della mosca delle olive non hanno fornito risultati che ne consentano una loro efficace applicazione pratica, la strategia di difesa di gran lunga utilizzata è quella adulticida con interventi diretti a ridurre la popolazione degli adulti prima che possano accoppiarsi e deporre la uova all’interno delle olive. Le tecniche più efficaci sono il metodo delle esche avvelenate, la cattura massale e l’utilizzazione di formulati non insetticidi che consentono di prevenire l’attacco della mosca. Il metodo delle esche avvelenate consiste nella distribuzione su un settore della chioma di tutte le piante dell’oliveto, oppure, in misura superiore, su tutta la chioma di un numero ridotto di piante, di una miscela composta da esche attrattive di tipo proteico o di melassa in miscela con un insetticida che consente l’avvelenamento delle mosche attratte sulla parte trattata. In agricoltura biologica gli insetticidi ammessi per avvelenare le esche sono piretro naturale o rotenone. Nel corso della campagna 2008 entrerà in commercio anche una nuova esca premiscelata con Spinosad, un insetticida derivato dalle spinosine A e D, due sostanze attive di origine naturale. La difesa dovrà iniziare al superamento della soglia di 2-3% di olive infestate da uova e larve di prima età, cui corrisponde, almeno in alcune aree, un valore di catture pari a 4-5 femmine per trappola cromotropica gialla per settimana. Questo metodo, che consente di ridurre il numero di piante trattate in ogni singolo intervento, è efficace soprattutto in oliveti di ampie dimensioni situati in aree geografiche in cui la piovosità è ridotta, poiché sia le esche che gli insetticidi impiegati sono facilmente dilavabili. In condizioni climatiche particolarmente piovose sussiste il rischio di dover ricorrere a un numero elevato di trattamenti. Da sottolineare chegli insetticidi citati non sono selettivi nei confronti degli altri insetti presenti nell’oliveto e pertanto possono anch’essi rappresentare un rischio per l’ecosistema. Anche la tecnica della cosiddetta cattura massale o attract and kill ha come obiettivo la riduzione della popolazione adulta dell’insetto. La tecnica si basa sull’utilizzazione di dispositivi in grado di attrarre gli adulti di mosca su supporti collati o avvelenati in grado di catturare o di contaminare con l’insetticida le mosche che vi si posano. Fra gli attrattivi utilizzati ricordiamo: feromoni sessuali, feromoni di aggregazione, singolarmente o in miscela fra loro, attrattivi ammoniacali come il carbonato di ammonio o attrattivi alimentari come le proteine idrolizzate. Nei dispositivi in commercio l’insetticida utilizzato per l’abbattimento degli adulti è un piretroide di sintesi il cui uso, solo nel caso di questa tecnica, è ammesso anche in agricoltura biologica poiché non avviene contaminazione diretta della chioma delle piante. Il numero di dispositivi da installare varia in funzione del sesto di impianto da uno per pianta a uno ogni quattro piante, questo rende particolarmente elevato il costo di questa tecnica di difesa. Come tutti i sistemi adulticidi, anche la cattura massale esprime la massima efficacia se applicato in oliveti isolati o su vasti comprensori fin dal momento dell’indurimento del nocciolo, fase in cui le olive divengono recettive all’attacco della mosca, e nelle situazioni caratterizzate da popolazione dell’insetto non particolarmente elevata. Anche in questo caso rimangono da approfondire alcuni aspetti come l’impatto sull’entomofauna ausiliaria e lo smaltimento delle trappole a fine campagna. Negli ultimi anni ha trovato impiego contro la mosca delle olive anche il fungo entomopatogeno Beauveria bassiana. Talvolta in olivicoltura biologica nella difesa dalla mosca vengono utilizzate impropriamente sostanze che seppure ammesse dal Regolamento CE 2092/90, non hanno alcun effetto diretto o indiretto nei confronti dell’insetto o, in taluni casi, sostanze insetticide di contatto inadatte a una strategia di difesa larvicida. Da qualche tempo si è diffusa la pratica di realizzare trattamentipreventivi con formulati a base di rame per sfruttarne alcune caratteristiche di fitotossicità, che causerebbe un ispessimento della cuticola della drupa, di repellenza nei confronti della femmina al momento dell’ovideposizione ma soprattutto per l’efficacia nei confronti della flora batterica residente sulle foglie dell’olivo e presente anche all’interno del canale alimentare della mosca. Studi recenti hanno evidenziato che proprio questa azione antibatterica sarebbe responsabile della riduzione della popolazione dell’insetto e quindi della limitazione delle infestazioni. Anche l’inizio dei trattamenti con formulati a base di rame, poiché preventivi, deve essere precoce e si dovranno ripetere dopo piogge consistenti in grado di dilavare il prodotto dalla chioma. Al momento della frangitura sarà opportuno lavare bene la massa di olive e sostituire frequentemente l’acqua di lavaggio per ridurre il rischio di accumulo di eventuali residui di rame nell’olio. Recentemente è stata valutata l’efficacia di trattamenti preventivi con caolino, un’argilla che ricoprendo la pianta con uno strato biancastro è in grado determinare un mascheramento delle piante e delle drupe rendendole un bersaglio più difficile e forse di conferire caratteristiche di repellenza per le femmine in fase di ovideposizione. Le prove, realizzate in diverse aree olivicole italiane nelle quali sono stati realizzati 2-3 trattamenti con questa argilla, hanno fornito risultati promettenti anche se rimangono da approfondire le indagini sui meccanismi di azione e sugli effetti sulla vegetazione di trattamenti ripetuti con caolino. È infine da sottolineare come le argille non siano registrate come prodotto per la difesa, ma solo come fertilizzante minerale e pertanto, a oggi, l’impiego contro la mosca, nonostante la sua efficacia, è un uso improprio. Strategie di difesa in agricoltura convenzionale Per quanto riguarda la difesa degli oliveti convenzionali si può contare su soluzioni di maggiore efficacia poiché in questo caso è possibile ricorrere a formulati di sintesi chimica. Sebbene l’applicazione della Direttiva 414/91 abbia ridotto il numero di sostanzeattive registrate sull’olivo nei confronti della mosca, quelle rimaste a disposizione sono sicuramente efficaci e, se impiegate secondo le prescrizioni di etichetta, non determinano pericolo di superamento del residuo massimo ammesso dalla legge italiana. Anche nel convenzionale, quando ne sussistano le condizioni evidenziate in precedenza, è possibile utilizzare sia il metodo delle catture massali che quello della difesa adulticida con esche avvelenate a cui in questo caso, oltre agli insetticidi utilizzati in agricoltura biologica, possono essere miscelati alle esche formulati a base di Deltametrina o Dimetoato. Tuttavia il metodo maggiormente utilizzato soprattutto in appezzamenti di piccole dimensioni è quello curativo larvicida. Il metodo consiste nella applicazione di miscele insetticide sull’intera chioma di tutte le piante dell’oliveto quando sia raggiunta la soglia di intervento prestabilita. La soglia di intervento è variabile in funzione della fase fenologica dell’olivo, dell’intensità dell’attacco dell’insetto e di considerazioni economiche sulla produzione prevista; per gli oliveti della nostra regione è compresa fra il 7 e il 14% di olive con presenza della cosiddetta infestazione attiva composta da uova e larve di prima e seconda età. Al superamento di queste percentuali si rende necessario un trattamento chimico, naturalmente nel rispetto dei tempi di carenza del prodotto utilizzato. Gli insetticidi utilizzabili in questo metodo di lotta devono presentare in particolare una buona citotropicità e un’alta idrosolubilità in modo da poter penetrare nel frutto e raggiungere il bersaglio limitando i rischi di contaminazione dell’olio. Le sostanze attive attualmente registrate in olivicoltura ed efficaci contro la mosca sono il Dimetoato, che per la sua elevata idrosolubilità è il formulato maggiormente utilizzato, e il Phosmet, anch’esso dotato di buona efficacia. Raccolta anticipata È importante ricordare, infine, che nei casi in cui l’infestazione si presenta tardivamente, se le condizioni di maturazione delle drupelo permettono, le conseguenze negative causate dalla presenza di larve possono essere limitate anticipando la raccolta e avviando tempestivamente le olive raccolte al frantoio per non favorire l’inizio dei processi di ossidazione delle sostanze grasse. Questa semplice pratica agronomica permette di ottenere la massima qualità dell’olio evitando un intervento chimico nel momento in cui sarebbe problematico rispettare i tempi di carenza dei principi attivi utilizzabili.