LE PIANTE DA TERRAZZO

28. apr, 2017
28. apr, 2017

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La farfallina del geranio, Cacyreus marshalli, è un lepidottero originario dell’Africa, diffuso da qualche anno anche in Italia, dove causa notevoli danni ai gerani coltivati:

a fine stagione le piante appaiono parzialmente rinsecchite e defogliate, spesso senza fiori e con i caratteristici fori d’uscita a livello degli internodi dei fusti.

La farfallina svolge attività diurna in luoghi caldi e assolati, svolazzando attorno ai geranei.

E’ caratterizzata da ali di color bruno-bronzo e marrone, terminanti con due codine lunghe e sottili. Depone le uova sui gerani, da cui fuoriescono le larve, di colore verde con strisce lilla, che penetrano nei fusti e vi scavano gallerie discendenti. In seguito, le larve escono dai fusti e si nutrono di foglie, fiori e apici, creando danni simili a quelli di altri fitofagi.

In Italia Cacyreus marshalli compie 5-6 generazioni all’anno.

Proteggete i gerani del vostro balcone o terrazzo con prodotti insetticidi alla comparsa dei primi danni. Ripetete il trattamento dopo 7 giorni. In giardino, trattate, alla comparsa del parassita.

Cacyreus marshalli: temibile defogliatore e minatore dei fusti di geranio

Cacyreus marshalli è un fastidioso Lepidottero di recente introduzione, originario dell’Africa, che da una decina d’anni sta creando grossi problemi ai gerani ornamentali dei nostri terrazzi.

Gli adulti sono farfalle di circa 2-3 cm di apertura alare, sono di colore nocciola-brunastro, mentre le larve mature sono verdastre, leggermente pelose, con striature longitudinali rossicce ai lati del corpo.

Danni

I danni sono provocati dalle larve sia a carico delle foglie, che a carico dei fusticini. Le giovani larve, infatti, dapprima scavano piccole gallerie fogliari, poi si portano nei fusti dove scavano delle gallerie  che si dirigono verso il basso, producendo i danni maggiori. Sui fusticini infestati si notano dei tipici fori rotondi e soprattutto degli avvizzimenti e dei marciumi che portano al collasso le piante. Infine, le larve mature spesso fuoriescono dalle gallerie e producono marcate erosioni a carico delle foglie e di altri teneri organi aerei. Questo parassita è in grado di svolgere più generazioni all’anno, per lo più nel corso dell’estate.

Tecniche di controllo

Si tratta di un fitofago di recente introduzione per il quale, data la sua prevalente vita endofitica nei fusti, il controllo non è agevole.

Il momento migliore per controllarlo è l’intervallo compreso tra lo stadio di uovo e quello di giovane larva che sta minando le foglie. In questi casi sono consigliabili interventi con insetticidi, ammessi per le condizioni operative contingenti, quali Etofenprox, Acetamiprid  e Clorpirifos.

Quando il fitofago ha già raggiunto i fusti e li sta minando il controllo è estremamente difficoltoso, conviene eliminare man mano le piante infestate o i fusti colpiti.

Inoltre potrebbero essere controllate, sempre con gli stessi insetticidi, oppure con Piretro o  Piretroidi, anche le larve mature intente a rodere la vegetazione.

È sempre importante sottolineare che, quando si fanno trattamenti chimici alle piante ornamentali, soprattutto in un contesto urbano con un approccio di tipo hobbistico, è necessario fare attenzione al tipo di registrazione del prodotto impiegato e che lo stesso sia ammesso nelle condizioni operative del caso.

14. apr, 2017

Il genere lobelia conta numerose specie, sia annuali sia sempreverdi, originarie dell'Asia, dell'Africa e dell'Europa. L. erinus è una varietà di origini africane, annuale. Ha portamento prostrato, che la rende adatta come pianta per aiole o in panieri appesi. Ha sottili fusti flessibili, elastici, di colore verde e piccole foglioline; raggiunge i 10-15 cm di altezza. Da aprile fino ai primi freddi produce una cascata di piccoli fiori tubolari, di colore viola intenso; esistono varietà con fiori blu, azzurri, bianchi o nelle tonalità del rosa. Di facile coltivazione, è molto diffusa nei giardini europei, dove si coltiva da molti decenni.

Le lobelie

La lobelia è una pianta molto amata, sia nelle sue specie annuali sia in quelle perenni.

La lobelia erinus, molto diffusa in tutti i giardini, è la prima che viene in mente a molti per il fatto di saperci regalare il blu più bello e intenso nell’ambito vegetale, accompagnato da una lunghissima ed ininterrotta fioritura.

Vi sono però anche numerose specie e cultivar con capolini dal colore rosso, rosa, lilla e arancione che, molto diffuse all’estero e in particolare in Inghilterra, dovrebbero trovare più estimatori anche nel nostro paese.

Il genere, infatti, è molto numeroso. Comprende dalle 200 alle 365 specie (a seconda degli autori) provenienti dalle più svariate aree del mondo, più in particolare dalle zone temperate e fresche dell’Asia, dell’Australia e delle Americhe. Alcune provengono anche da aree tropicali.

Endemiche del nostro continente sono solo la lobelia dortmanna e la L. lurens

Famiglia e genere   Campanulaceae, gen. Lobelia, fno a 365 specie
Tipo di pianta  Annuale o perenne, erbacea o legnosa
Esposizione  Sole. Mezz’ombra, ombra
Rustico  A seconda delle specie
Terreno  Generalmente molto fresco e piuttosto umido
Colori  Blu, rosso, rosa, bianco, viola, arancione
Irrigazione  Frequente, evitare i ristagni
Fioritura  Dalla primavera all’autunno, a seconda della specie
Concimazione  Frequente nella erinus, mensile per le pereni

 

Lobelia erinus

lobelia erinusQuesta piccola annuale è originaria del Sudafrica e fu introdotta in Europa nel 1752. La sua caratteristica è di crescere velocemente e raggiungere in tempi piuttosto brevi la maturità.

La cultivar più diffusa ha un’altezza di circa 8 cm e fiore blu intenso. Ne esistono però anche di caratterizzate da steli più lunghi, molto utili da inserire in vasi sospesi, creando bei contrasti con petunie o gerani. Ultimamente si sono diffuse anche nuovi colori: celeste chiaro, bianco, rosa e porpora.

La specie ha foglie minute, dentate, di un bel verde scuro. Le basali invece sono lunghe circa 1 cm e hanno forma ovale. Gli steli, alti 2 cm, sono anch’essi sottilissimi e portano un gran numero di fiori caratterizzati da 3 petali inferiori larghi mezzo cm che, riuniti, formano un labbro. Al centro, di solito, vi è un puntino bianco.

Alcune cultivar note sono: Aubretia shades alta fino a 15 cm e composta da colori diversi: blu chiaro, scuro, porpora, rosso viola e bianco; blue stone anch’essa alta 15 cm azzurro chiaro e senza occhio bianco centrale, blue cascade azzurro cielo e portamento strisciante o decombente, Crystal palace con fiori blu scuro e foglie verde bronzeo rosamund con fiori bordeaux che si riuniscono in gruppi globosi, saphire strisciante e con fiori blu.

Semina e coltivazione

La coltivazione di queste piccole annuali è piuttosto semplice. È di fondamentale importanza dare loro l’esposizione adeguata e il giusto grado di umidità.

Semina e propagazione

semina lobeliaLa semina può essere effettuata in diversi periodi dell’anno.

Se si vogliono fioriture precoci si deve avere a disposizione per lo meno un locale tiepido o una serra fredda. Chiaramente tutto il procedimento è favorito in questo caso dal vivere nelle regioni meridionali.

I semi sono minutissimi; sarà importante quindi, prima di procedere, mescolarli con una buona quantità di sabbia finissima. In questa maniera si eviterà di farne cadere troppi in un solo punto col rischio di sprecare semente e ottenere delle piantine troppo vicine che finiranno col tempo con l’ostacolarsi o crescere filate.

Il substrato ideale deve essere leggero, possibilmente composto da sabbia fine, torba o terra di bosco ben setacciata. I semi andranno semplicemente appoggiati sopra, lievemente compressi e poi coperti con un leggerissimo strato di terriccio tramite setaccio.

La vaporizzazione con acqua dovrà essere frequente, ma molto leggera, per non smuovere le piantine.

La temperatura ideale per la germinazione va dai 12 ai 18°C. e avviene generalmente in una decina di giorni. Una volta che le piantine avranno raggiunto la seconda coppia di foglie vere potranno essere trasferite in vasetti più grandi tramite ripicchettaggio oppure (se abbiamo utilizzato vassoi alveolari) spostando l’interno pane di terra. Si proseguirà con regolari cimature in maniera che da ottenere esemplari ben accestiti. Se vogliamo poi porle a dimora in piena terra o in contenitori definitivi teniamo presente che la distanza ideale va dai 30 ai 40cm a seconda dell’effetto di pienezza che vorremo ottenere e anche della cultivar.

La semina però, per chi vivesse al Nord o fosse sprovvisto di locali adatti, può essere effettuata anche da febbraio ad aprile o anche in piena estate. Dalla semina alla piantina adulta in questo periodo bisognerà attendere circa 2 mesi.

Volendo le piantine possono essere moltiplicate per talea e fatte svernare, specialmente se si vuole mantenere una bella varietà.

 

Esposizione

Lobelia erinusporre in posizione semiombreggiata o ombreggiata; le lobelie temono il sole diretto durante le ore più calde del giorno. Il freddo autunnale rovina rapidamente le piccole piante, che disseccano in pochi giorni.

 

Coltivazione

lobelia coltivazioneAd ogni modo bisogna anche far notare, per chi non volesse cimentarsi con la semina, che a primavera sono disponibili in vivaio le piantine pronte a prezzi veramente accessibili.

Una volta acquistate possono essere trasferite a dimora facendo attenzione a non rompere il pane di terra.

L’esposizione ideale è sicuramente la mezz’ombra-ombra. Più ci spostiamo verso le regioni meridionali e più riparate dal sole dovranno essere. Crescono in maniera mirabile in quegli ambienti in cui vi sia una buona escursione termica. Necessitano infatti di un ambiente luminoso, ma non caldo e anzi, piuttosto fresco e umido.

Il substrato dovrà essere ricco, ma leggero e trattenere bene l’umidità, senza però rimanere esageratamente zuppo. Predisponiamo, quindi, sul fondo dei contenitori un buon strato drenante che favorisca il deflusso dell’acqua in eccesso.

In caso di mancanza di piogge dovremo sincerarci che il terriccio risulti sempre leggermente umido.

 

Annaffiature

annaffiare regolarmente, soprattutto gli esemplari in contenitore e quelli in luogo poco ombreggiato. E' sempre bene lasciar asciugare il terreno tra un'annaffiatura e l'altra. Da arile fino a ottobre fornire del concime per piante da fiore, ogni 15-20 giorni, sciolto nell'acqua delle annaffiature.

 

Cure colturali

cure lobeliaLa lobelia erinus per il resto è una pianta molto autonoma. Fiorisce a profusione e, a parte le irrigazioni, potremmo benissimo dimenticarcene. Se vogliamo che le corolle siano abbondanti e coloratissime possiamo distribuire una volta ogni dieci giorni un buon concime liquido con un alto tenore in potassio.

Per incentivare la produzione di boccioli è bene inoltre ogni circa 10 giorni ripulire le piantine. Questo stimolerà la pianta e eviterà un’eccessiva autodisseminazione.

Terreno

necessitano di un terreno ricco, sciolto e ben drenato, è quindi consigliabile utilizzare del terriccio universale mescolato a poche cortecce finemente sminuzzate e poca sabbia di fiume.

 

Moltiplicazione

avviene per seme, in febbraio-marzo, in semenzaio; le giovani piantine si coltivano in vaso per alcune settimane prima di porle a dimora in primavera inoltrata.

 

Parassiti e malattie

In genere non vengono colpite da parassiti o da malattie. Se l’ambiente in cui crescono è piuttosto umido possono divenire facili prede delle limacce e delle chiocciole, da combattersi con prodotti specifici.

I problemi più gravi però sono legati alle virosi trasmesse in particolar modo dagli afidi. I sintomi a cui prestare particolare attenzione sono le decolorazioni del fogliame ed una eventuale crescita rallentata. Le piante colpite andrebbero immediatamente eliminate e bruciate. Fortunatamente i vivaisti oggi sono molto attenti a questo aspetto e vendono solo piante sane.

 

Lobelie perenni

lobelie perenniLe lobelie ritenute perenni nei nostri climi sono molto variabili: possono avere colletti carnosi o essere legnose alla base con steli eretti. Le foglie sono semplici, alterne e il più delle volte sessili, di solito lunghe tra i 10 e i 15 cm. Il fiore è un tubo svasato con 5 lobi, largo dai 2 ai 3,5 cm. I tre lobi inferiori sono grandi, i due superiori piccoli e ricurvi all’indietro. Di solito i fiori crescono in spighe non ramificate, fitte e dense in alcune specie, più lunghe e rade in altre.

Tutta la pianta è velenosa, visto che produce una linfa lattiginosa irritante.

Coltivazione quasi tutte le specie possono essere moltiplicate per seme, con germinazione intorno ai 15-18°C. La propagazione più semplice, però, è quella tramite divisione dei colletti in primavera.

Per il resto in linea generale si possono seguire le indicazioni date per la erinus .

 

Lobelia - Lobelia erinus: Specie e cultivar

varietà lobeliaL. Excelsa è una perenne robusta, con rizoma rigido. Resiste fino a -7°C. Porta alti steli con foglie strette, verde medio sovrastate da spighe di fiori rosati con stami blu. Preferisce terreni ben drenati, leggermente acidi e un’esposizione assolata. Pacciamare in inverno.

L. Cardinalis sinonimo di fulgens è una perenne cespitosa a vita breve con rizomi corti che producono una rosetta basale in primavera e poi steli porpora-rossiccio con foglie lunghe, strette sfumate color bronzo. Da giugno ad ottobre produce alte guglie di fiori rosso scarlatto brillante con brattee porpora rossiccio. Se la spiga principale viene rimossa prontamente rifiorisce sui getti laterali. È molto adatta a zone umide intorno agli stagni. Di solito sopporta anche fino a – 18°C, ma questo aspetto varia molto a seconda della cultivar.

L. laxiflora perenne caratterizzata da una grande variabilità. Generalmente è legnosa alla base, si estende tramite rizomi producendo cespi molto appariscenti. Gli steli sono rigidi, arcuati e rossicci, con foglie molto fini. I fiori sono tubolari e penduli. Ognuno ha un tubo rosso e 2 labbra gialle. La fioritura dura moltissimo visto che comincia a maggio e termina in ottobre. È una pianta utile nelle bordure e molto attraente. Resiste fino a -7°C

L. siphilitica chiamata così perché si pensava potesse curare la sifilide. È una perenne cespitosa con steli eretti e foglie fitte, leggermente tomentose, alterne lunghe circa 10 cm. I fiori sono blu medio larghi 2,5 cm con brattee verdi, da metà estate all’autunno. Vogliono ambiente umido e quindi le sponde di laghi o stagni, con esposizione molto luminosa. Molto rustica.

L. speciosa è una pianta leggermente tomentosa con una vistosa rosetta basale e innumerevoli steli eretti. Produce per tutto il periodo estivo steli fiorali che producono boccioli in abbondanza, di circa 3 cm di diametro. I colori possono andare dal viola al rosa al porpora. Si tratta in realtà di un ibrido selvatico molto robusto che ha trovato molto apprezzamento presso i vivaisti. Sono molto facili da coltivare sia nei terreni pesanti sia in quelli leggeri e sono di conseguenza di facile adattamento. Sono inoltre molto rustiche perché possono sopportare (a seconda della cultivar) anche i – 30°C.

14. apr, 2017

Il Mesembriantemo è una genere che appartiene alla famiglia delle Aizoaceae, di origine Sudafricana e a cui fanno parte più di 100 specie differenti. Questo tipo di pianta è più adatta a vivere all'esterno in terra, anche se può sopravvivere anche in appartamento. Produce grandi cespugli tappezzanti che spesso ricoprono luoghi rocciosi e scogliere. La si riconosce, oltre per il suo verde grigiastro, anche per i suoi grandi fiori che hanno colori davvero sgargianti e dalle sue foglie carnose, mediamente lunghe e strette. Questa pianta è davvero bella e arricchisce l'arredamento floreale del vostro giardino, grazie ai suoi fiori coloratissimi che si aprono quando il sole è diretto. Cresce molto rapidamente e da una piccola piantina messa a terra, si riesce ad ottenere spesso dei grandi cespugli.

Ambiente ed esposizione

Il Mesembriantemo deve essere posto in un contesto molto luminoso e con la luce del sole diretta. Se la pianta si trova in vaso, dovrebbe essere posizionata in un ambiente luminoso ma protetto dai raggi solari e da correnti d'aria.

Se la pianta è posizionata in un ambiente mite, può durare a lungo. Cercare di non tenere la pianta al di sotto dei 5 gradi. 

Terreno

E' una pianta succulenta e ama un terreno non pressato; l'ideale è il tipico terreno roccioso che si può trovare al mare. Qualora si metta il Mesembriantemo in vaso, occorre tenere il terreno abbastanza umido. Il composto più adatto ha una buona parte di torba e sul fondo del vaso dovrebbe essere messo uno strato di sabbia, così l'acqua non ristagna; scegliere sempre una terra poco fertile perchè la pianta tende a fiorire poco e produrre troppe foglie.

Messa a dimora e rinvaso

Preferibilmente, questa pianta, dovrebbe essere messa direttamente a terra. Se le temperature sono basse, allora si può pensare di invasare la pianta. Il Mesembriantemo cresce veloce ma molto meno se messo in vaso; il rinvaso andrà eseguito ogni due anni, circa e nel periodo primaverile. Il vaso che si sceglierà, sarà di poco più grande del precedente. Quando la pianta è adulta dovrebbe bastare un vaso di circa venti centimetri di diametro.

Annaffiatura

Quando il Mesembriantemo è piantato a terra, si dovrà annaffiare solo se ci sono state poche piogge; nel caso di pianta in vaso, questa, andrà annaffiata con maggiore frequenza durante la stagione calda e poco durante la stagione invernale. Va sempre fatta attenzione al terreno che non dovrà mai essere troppo bagnato.

Concimazione

Durante il periodo vegetativo, che parte a maggio e termina a fine settembre, sarà opportuno aggiungere all'acqua di annaffiatura del fertilizzante liquido a base NPK che garantisce una completa nutrizione alla pianta.

Riproduzione

Il Mesembriantemo si riproduce attraverso il seme. I suoi piccoli frutti sono pieni di semini che, in natura, vengon sparsi quando la capsula si apre. L'operazione va eseguita in primavera, verso aprile e i semi vanno sparsi sul terreno, senza interrarli. Quando avranno raggiunto una dimensione sufficiente di almeno due centimetri, le si potrà spostare nel vaso definitivo.

La riproduzione può avvenire anche per talea di foglia o di fusto; questa operazione va eseguita a fine estate verso settembre e la parte va fatta asciugare per un paio di giorni, prima di metterla in terriccio ricco di sabbia.

 

Potatura

Questo tipo di pianta non necessita di particolari potature, se non le foglie secche ed i fiori appassiti; la potatura va fatta nel periodo invernale.

 

Fioritura e frutti

I fiori del Mesembriantemo sono abbastanza grandi e possono avere colorazioni rosse, bianche, gialle e rosa; in genere sono di circa 5 centimetri di diametro. I fiori iniziano a spuntare già da maggio, per concludere verso settembre; ogni fiore ha una vita di circa una settimana. La fioritura produce un odore notturno gradevolissimo, mentre il giorno i suoi fiori non hanno alcun odore. Produce anche dei piccoli frutti non commestibili che sono come delle capsule secche, che bagnandosi con l'umidità o l'acqua piovana, si aprono e disperdono i semini che si trovano all'interno.

 

Malattie e parassiti

Il Mesembriantemo teme la cocciniglia che lascia macchie bianche e gli afidi che rendono la pianta appiccicosa. Oltre ai normali afidi, il Mesembriantemo è una pianta delicata che rischia facilmente di essere attaccato da qualche virus. Qualora dovesse accadere, la pianta andrà bruciata per evitare che il virus attacchi altre piante.

Specie più diffuse

Mesembriantemo Crystallinum, ha la caratteristica di piccole foglie strette, ricoperte da scagliette dal colore bianco che ricorda i granelli di zucchero. Questa specie viene chiamata anche "erba ghiaccio" proprio per questa peculiarità. E' una pianta annuale e non perenne.

Mesembriantemo Acinaciforme è una specie perenne che produce singoli fiori dai colori rossi o rosa.

Curiosità

A differenza di altre succulente che fioriscono in prima mattinata o nella notte, molte specie di Mesembriantemo fioriscono nel mezzo della giornata.

Le radici del Mesembriantemo sono ricche di una sostanza alcaloide che può portare a delirio, se viene ingerito in grandi quantità.

5. apr, 2017

La Forsizia (Forsythia), è una pianta di origine orientale, simbolo di “bellezza fugace” a causa della sua fioritura breve ma molto appariscente.

Da febbraio a aprile, spuntano sulla pianta tanti fiorellini gialli luminosi sui rami ancora spogli; in seguito, compariranno anche le foglie, di colore verde chiaro. Adatta per creare siepi in giardino, la Forsizia può essere coltivata anche come cespuglio isolato, in giardino o in un contenitore ampio e profondo. Solitamente la Forsizia tende a raggiungere i 3 metri di altezza, ma esiste anche una varietà nana che misura appena un metro, adatta da posizionare sul terrazzo o per comporre bordure in giardino.

COME COLTIVARE LA FORSIZIA

La posizione ideale è in pieno sole, altrimenti non fiorisce; tollera bene il freddo fino a -20° C e soffre le estati troppo aride e i venti salmastri. Pianta facile da coltivare, non ha particolari esigenze di terreno e tollera perfino lo smog cittadino.

Le piante adulte sopravvivono a brevi periodi di siccità, ma sporadiche irrigazioni regolari e abbondanti, rendono la Forsizia più vigorosa e favoriscono in estate la formazione di rami nuovi e forti.

Si consiglia di somministrare a fine inverno, un concime organico ed effettuare un’altra concimazione in primavera, dopo la potatura, per favorire la ripresa vegetativa e stimolare la produzione di nuovi getti.

La pianta va potata al termine della fioritura, dopo la formazione delle foglie, accorciando i rami di circa due terzi: non potare mai in tarda estate, altrimenti non fiorirà!