CONOSCI I NOMI DELLE TUE PIANTE GRASSE?

COMPRA ON-LINE IL TERRICCIO SPECIFICO PER LE PIANTE A CICLO CAM C4 (GRASSE) SU TERRICCI E IL CONCIME LIQUIDO SPECIFICO SU CONCIMI LIQUIDI

FAUCARIA TIGRINA

EUPHORBIA MAMMILARIS

CARALLUMA

FEROCACTUS COVILLEI

EUPHORBIA SUSANNAE

ADROMISCHUS FESTIVUS

CEREUS MONSTRUOSUS PERUVIANUS

APTENIA CORDIFOLIA

AGAVE ISTHMENSIS

ASTROPHYTUM MYRIOSTIGMA

HATIORA SALICORNIOIDES

FEROCACTUS GLAUCESCENS V.INERMIS

HAWORTHIA PAPILLOSA

HAWORTHIA TURGIDA

HUERNIA MACROCARPA

ANACAMPSEROS TOMENTOSUS

TITANOPSIS CALCAREA

CRASSULA AFF RUPESTRIS

AEONIUM DECORUM V.TRICOLOR

AGAVE FERDINANDI REGIS

ECHEVERIA SETOSA

CRASSULA HOTTENTOTA

CRASSULA PAGODA

ANACAMPOS FILAMENTOSA

ARGYRODERMA FISSUM

MAMMILLARIA CANDIDA

MAMMILLARIA CAMPTOTRICHA

KALANCHOE MILLOTI

FAUCARIA TUBERCULOSA

EUPHORBIA TRIGONA V.RUBRA

ECHEVERIA PERLA DI NORIMBERGA

ECHEVERIA DERENBERGII

LOBIVIA AUREA MIZQUENSIS

KALANCHOE THYRSIFOLIA

KALANCHOE FEDTSCHENKOI

HUERNIA TIGRINA

KALANCHOE THYRSIFLORA

CARPOBROTUS EDULIS

FEROCACTUS GRACILIS

LENOPHYLLUM REFLEXUM

AEONIUM ARBOREUM ALBOVARIEGATUM

CORYPHANTHA ANDREAE

COTYLEDON UNDULATA

CHAMAELOBIVIA HYB

ADROMISCHUS CRISTATUS

LA CRASSULA

La Crassula è una pianta grassa originaria del Sudafrica e appartiene alla famiglia delle Crassulaceae.

E’ una pianta ornamentale e molto resistente tanto che viene ritenuta perenne. Vive bene in appartamento, nelle serre e in giardini con terreni porosi o rocciosi. La sua crescita è piuttosto lenta.

La Crassula ha una ricchissima varietà estetica; sono infatti più di 300 tipi. Normalmente questa pianta grassa, o più esattamente “pianta succulenta” ha una forma verticale ed eretta, anche se tra le varianti ne esistono di rampicanti, striscianti e a cespuglio.

Il fusto è carnoso e adatto alla funzione di serbatoio d’acqua.

Le foglie sono perlopiù carnose e ricoperte da una leggera peluria che le garantisce un’adeguata protezione dagli eccessivi raggi solari e sono posizionate alternate lungo il fusto, anch’esso carnoso.

La Crassula, a seconda della specie, fiorisce tra marzo e settembre. I suoi fiori hanno la forma di una stella e possono essere raggruppati in varie forme e in genere sono piccoli fiori. Data la sua origine sudafricana è opportuno tenere queste piante a temperature superiori i 7 gradi.

 

Crassula
 

Ambiente ed esposizione

La Crassula vive benissimo in appartamenti, ma vanno rispettati alcuni parametri. La pianta va posizionata al sole o dove è presente molta luce diretta.

In estate si consiglia di spostare la pianta dall’influsso diretto dei raggi solari per non far bruciare le foglie. L’ambiente deve essere caldo e non scendere mai i 7 gradi di temperatura. La temperatura ideale deve aggirarsi sui 21 gradi e con un umidità non eccessiva. 

Terreno

crassula-recurvaPer far crescere nella giusta maniera una Crassula è opportuno scegliere una terra che permetta un buon flusso dell’acqua in modo che non ristagni.

Il terreno deve essere con una base concimata e una parte di terra mischiata a fogliame, torba e sabbia. La terra non deve essere pressata eccessivamente, per mantenere un buon livello di drenaggio. Se il terreno non drena bene l’acqua, la pianta marcisce

Messa a dimora e rinvaso

A seconda della grandezza della pianta, va scelto un vaso appropriato. Crescendo soprattutto in verticale richiederà dei vasi non troppo grandi, intorno ai 15-20 centimetri massimo. Vanno preferiti i vasi con dimensioni più larghe che profonde, considerato che la misura dovrà essere in proporzione più grande della pianta. Si consiglia di rinvasare la Crassula e sostituire il terreno ogni due anni e nella stagione primaverile. 

Annaffiatura

La Crassula va annaffiata ogni qual volta il terreno risulti secco e asciutto anche in profondità.

In inverno questa pianta non richiede particolari interventi di annaffiatura. Si può addirittura sospendere e riprendere in primavera. E’ consigliabile non tenere la pianta al di sotto dei 7 gradi. Nella stagione calda, la Crassula va annaffiata più frequentemente perché è proprio in questo periodo che tende a fiorire. Se il terreno drena correttamente, anche se si dovesse annaffiare eccessivamente, la pianta non subirà danni rilevanti. L’acqua deve essere a temperatura ambiente e la Crassula preferisce l’acqua piovana. Qualora l’acqua fosse troppo fredda, è bene lasciarla stemperare. L’ideale è l’annaffiatura per immersione, ovvero mettere il vaso dentro una bacinella con dell’acqua e lasciare che le radici prendano l’acqua necessaria. Questo sistema garantisce una giusta dose di acqua.

Concimazione

La concimazione va effettuata con frequenza mensile durante la stagione della fioritura. Il concime va dato iniziando dal mese di aprile e terminando ad agosto.

Il concime consigliato contiene parti eque di fosforo, potassio e microelementi come il magnesio, il ferro, il rame.

E’ consigliabile non usare concimi contenti azoto che rischiano di far seccare la pianta. Per far penetrare bene all’interno del terreno, è bene adoperare fertilizzanti e concimanti liquidi.

Riproduzione

La Crassula può riprodursi attraverso la semina o per talea, ovvero staccando correttamente dei rametti. Il seme va piantato in un vaso di normali misure e con un terriccio non compresso e misto a sabbia. Il vaso va posizionato all’ombra e ad una temperatura di circa 20 gradi.

Qualora si scegliesse la seconda opzione, è opportuno effettuare un taglio del ramo a circa 8 centimetri, prendendo anche qualche foglia, con un coltello molto affilato. Per la prima settimana, la base del ramo va asciugata in un contenitore riempito con della sabbia. Successivamente va collocato all’interno di un vaso con del terriccio molto bagnato. Quando il ramo ha prodotto delle radici si può invasare nella dimora definitiva. La riproduzione avviene per rigenerazione vegetale. E’ consigliabile eseguire questa operazione nella stagione primaverile o estiva (maggio – luglio).

La riproduzione per talea ha il vantaggio di mantenere intatte le caratteristiche della pianta madre. Piantando il seme non si ha la garanzia che la pianta segua la stessa crescita di altre Crassule simili.

Potatura

Per una corretta crescita della pianta, in linea di massima la Crassula non necessita di potatura. E’ consigliabile potarla qualora si desiderasse migliorarne l’estetica e si volesse ottenere una forma a cespuglio del fogliame.

Fioritura

Questa pianta produce piccoli fiori dalla forma a stella. Il colore predominante è il bianco anche se alcune varietà hanno fiori di un colore rosato e altre, come la Crassula Falcata, fanno i fiori di colore rosso intenso. La fioritura avviene nella stagione calda, da maggio a luglio.

Va tenuto conto, però, che la Crassula difficilmente fiorisce alle nostre temperature.

Malattie e parassiti

Le malattie più frequenti della Crassula sono dovute ad una cattiva innaffiatura e un pessimo drenaggio del terreno. In genere la pianta, che viene annaffiata troppo, tende a far marcire il fusto e far cadere, di conseguenza, tutte le foglie. Se il fusto inizia a marcire, smettete ovviamente di annaffiare, posizionate il vaso in un luogo secco e aspettate che il terreno sia completamente asciutto.

La muffa grigia è il nemico numero uno; non fatevi ingannare dal nome perché si presenta sulle foglie con un colore giallino.

Per non incorrere in sgradevoli parassiti, occorre trattare la pianta con fungicidi ed insetticidi in primavera e all’inizio dell’inverno, quando smetteremo di annaffiarla. Il parassita che colpisce di più la Crassula è la cocciniglia; per combatterla è sufficiente eliminare il ramo o le foglie colpite dal parassita. Per quanto non sia direttamente interessata alla Crassula, la formica porta parassiti; è preferibile mettere un antiformiche sulla terra.

Curiosità

La Crassula ha un buon potere di assorbimento dell’inquinamento elettronico prodotto dagli elettrodomestici e ha un’azione depurativa dell’aria, negli appartamenti, ove sono presenti sostanze chimiche nocive.

Rinvaso della crassula

La Crassula, come avrete già capito, è una pianta resistente che cresce senza problemi in molti luoghi. Il rinvaso non è indispensabile come in altre piante ma ovviamente, quando la pianta cresce ed aumenta notevolmente di dimensioni, un rinvaso in un contenitore più grande può essere necessario.

La Crassula infatti può crescere, anche di molto, quando le condizioni sono favorevoli,e se non si effettua il rinvaso con terreno nuovo, o per lo meno una concimazione, la pianta può soffrire molto.

Se abbiamo decido di procedere con il rinvaso ed abbiamo acquistato un vaso più grande di quello attuale, possiamo pianificare l'intervento per la fine dell'inverno. In questo periodo la pianta è ancora in riposo o comunque ha un'attività vegetativa molto rallentata ed è quindi il periodo ideale per intervenire.

Scegliamo un vaso più grande dell'attuale senza esagerare con le dimensioni: 5-8 cm in più bastano affinchè il trattamento sia efficace.

Prima di effettuare l'intervento mettiamo uno strato di materiale inerte (ghiaia, argilla espansa o sassolini) sul fondo, questo eviterà pericolosi ristagni idrici che possono innescare muffe e malattie nella pianta.

Quando estraiamo la pianta dal vaso cerchiamo di rovinare il meno possibile il pane di terra e di riposizionarlo nel nuovo vaso in maniera centrale, senza alterare eccessivamente le radici. Fatto questo possiamo procedere con il riempimento del vaso, aggiungendo terra a sufficienza per colmare tutti gli spazi vuoti che ci sono nel vaso.

Una volta riempito bene il vaso con la terra pressiamo a fondo il terreno cercando di compattare al massimo la terra. Ricordiamoci di annaffiare nel primo periodo per assistere la pianta in questa delicata fase. Un trapianto è sempre un'operazione delicata, anche se le piante sono molto forti.

ADENIUM - ROSA DEL DESERTO

La rosa del deserto è una pianta grassa tropicale, originaria del continente africano e appartenente alla classificazione delle apocynaceae. Il nome botanico è adenium, ma è conosciuta anche come oleandro del Madagascar perché i suoi fiori sono molto simili a quelli di un comune oleandro, mentre il nome di rosa del deserto si deve alla sua origine africana. Si tratta di una specie arbustiva e sempreverde, ha foglie di forma ovale dal colore verde lucente; il suo fusto è molto grosso alla base perché funge da contenitore di acqua e di sostanze nutritive, essenziali nei periodi di siccità tipici delle sue zone d’origine. Questa pianta può raggiungere massimo i tre metri di altezza e produce delle infiorescenze bellissime, grandi e molto vistose, solitamente di colore bianco o rosa oppure striati. Dopo la fioritura produce invece dei frutti molto grandi che contengono i semi.La rosa del deserto è una pianta che richiede numerose cure e bisogna essere abbastanza esperti di giardinaggio per poterla coltivare al meglio. Tuttavia, dopo aver imparato le basi, è possibile mantenere a lungo un esemplare nel proprio giardino, oppure anche sul balcone. Essendo una pianta molto decorativa, sta bene anche in casa; molti la coltivano addirittura come bonsai, genere in cui ottiene degli ottimi risultati in termini di eleganza e bellezza. La rosa del deserto innanzitutto va posizionata in zone di pieno sole: se la teniamo in vaso dentro casa, allora deve stare davanti a una finestra, dove può ricevere la luce diretta. Non tollera il freddo perché è una pianta proveniente da un clima caldo e asciutto, dunque la temperatura non deve mai essere al di sotto dei venti gradi. In caso di freddo prolungato, questa pianta può perdere il fogliame, che poi rispunterà in primavera; se riceve poca luce, i rami possono allungarsi troppo o produrre poche foglie e pochi fiori. L’Adenium è di origine tropicale, di provenienza africana e fa parte della famiglia delle Apocynaceae. E’ una pianta che si adatta benissimo ad un appartamento ed è molto decorativa. Di una bellezza incredibile, è soprannominata “rosa del deserto” o “oleandro del Madagascar” a causa della somiglianza dei fiori. Molto spesso viene curata e portata a bonsai.

L’Adenium è una pianta dalla forma caudica sempre verde, arbustica con foglie ovaloidi e lucide superiormente. Il colore delle foglie è un verde brillante. La base del suo tronco risulta gonfio e funge da serbatoio di acqua rendendola resistente a periodi di siccità. Può raggiungere i 3 metri di altezza. Questa pianta succulenta produce fiori appariscenti dal colore bianco o rosa e successivamente dei frutti. Teme moltissimo il freddo e la poca acqua. Apparentemente, soprattutto nelle taglie più piccole, ricorda un bonsai anche se non lo è. Richiede molto impegno e dedizione e non è una pianta consigliabile ai poco esperti.

adenium obesa pianta

 Ambiente ed esposizione

Adenium fioreL’Adenium predilige un contesto assolato e pieno di luce; all’interno di appartamenti è preferibile posizionarla davanti alla luce diretta del sole. E’ una pianta che ama il caldo e l’aria asciutta e non tollera bene le temperature sotto i 16 gradi. La temperatura ideale è intorno ai 20 gradi. Per una buona crescita, nei mesi estivi, è meglio metterla all’esterno mentre nell’inverno è bene tenerla dentro casa. In inverno può capitare che l’Adenium perda le foglie che rinasceranno nella primavera. Se la pianta presenta i rami troppo allungati, vuol dire che l’Adenium è stato posizionato in un luogo troppo buio. 

Terreno

adenium obesa Preparare un buon terreno predispone l’Adenium ad un’ottima crescita. Per prima cosa è importante che il terreno dreni bene l’acqua. Si deve prendere della terra normale e mischiarla in pari dosi, con scaglie di ardesia. La terra non va pressata.

Messa a dimora e rinvaso

adenium rossaLa collocazione ideale è nel terreno. Qualora si scelga il vaso è bene cambiare terra e aumentare la grandezza del vaso, all’incirca ogni due anni aspettando la stagione primaverile. La crescita delle radici è abbastanza veloce ed è meglio scegliere un vaso largo e profondo.

Se il vaso è piccolo, la pianta andrà annaffiata più spesso.

Annaffiatura

Essendo una pianta grassa, l’Adenium non necessità di troppa acqua. Nella stagione invernale va annaffiata due volte al mese al massimo. In primavera deve ricevere acqua ogni qual volta il terreno risulti asciutto. In ogni caso quando il caudex (il cespuglio di foglie) inizia ad appassire, va annaffiato. In inverno si può sospendere l’annaffiatura, soprattutto se la pianta perde le foglie.

Concimazione

Questo tipo di pianta predilige il fertilizzante misto con azoto, fosforo e potassio e l’applicazione va effettuata una volta al mese. Preferibile il fertilizzante liquido adatto ai cactus, facendo attenzione a ridurre della metà le dosi indicate sulla confezione. Il periodo in cui effettuare la concimazione è da aprile a settembre, quando la pianta si sviluppa.

Potatura

L’Adenium cresce benissimo senza nessun intervento. L’unica accortezza per mantenerla bella, è quella di togliere le parti secche.

 

Fioritura

adenium in naturaIl fiore dell’Adenium è composto da 5 petali di colore bianco o rosa e le estremità sono in genere più scure. I fiori raggiungono una dimensione di 15 centimetri e nascono, in genere, sui rami che sono stati potati. L’Adenium fiorisce in primavera e fino all’autunno donandoci fioriture multiple e di lunga durata. Il fiore è molto delicato. Dopo il fiore l’Adenium produce un grande frutto dalla forma arcuata che contiene dei semini.

 

Malattie e parassiti

Prima della stagione calda, nella primavera, è opportuno trattare la pianta con insetticidi ad ampio spettro per evitare che i funghi la intacchino.

E’ particolarmente sensibile alla cocciniglia che può essere rimossa con un batuffolo intriso di alcool.

 

Vendita

Questa pianta raggiunge grandi dimensioni. E’ preferibile acquistarla quando è di piccole dimensioni. Per scegliere una buona pianta di Adenium si dovrà osservare bene la pianta, valutare il suo aspetto armonico e chiedere al personale del vivaio se la pianta è cresciuta per semina e non per talea. Infatti la semina produce piante più forti e con caratteristiche esteti uniche.

Specie più diffuse

Adenium multiflorum è la specie che produce i fiori più belli, a cinque petali e di un colore rosso intenso che tende a schiarirsi verso il centro. Fiorisce molte volte durante l’anno e va trattata con periodi di siccità per permettergli questa esplosione di colore.

Adenium arabicum proviene dallo Yemen ed è spesso coltivata per diventare un bonsai. La sua condizione ideale è su terreno roccioso.

Curiosità

fiore adenium
 obesaCon l’Adenium si può fare un innesto con l’Oleandro che fa parte della stessa famiglia di piante dicotiledoni.

LINGUA DI SUOCERA- EPIPHYLLUM

Gli epifilli crescono allo stato spontaneo nelle foreste tropicali dell'America Centrale. Si tratta di piante dall'aspetto esotico, con fusti piatti, di solito stretti, a margini dentellati. Queste piante sono quasi tutte specie epifite che vivono cioè su altre piante e che hanno bisogno del loro sostegno per sopravvivere. Le specie coltivate di Epiphyllum sono 5 e si tratta di Epiphyllum anguliger, Epiphyllum chrtsocardium, Epiphyllum oxypetalum, Epiphyllum crenatum, Epiphyllum ruesti. I fusti dell'Epiphyllum sono articolati e sottili con dei fiori grandi che si aprono di giorno ed hanno per lo più colori molto vivaci, come del resto molte piante tropicali hanno.

Gli epiphyllum sono piante succulente originarie delle foreste tropicali e subtropicali dell’America Latina. A differenza di altri cactus vivono in un ambiente tendenzialmente molto umido, abbarbicandosi ad altri alberi, come fanno anche le orchidee epifite. Sono diventati molto popolari come piante d’appartamento per la facilità di coltivazione, il loro particolare portamento decombente e per la magnifica e colorata fioritura.

epiphylum I fiori

All'estremità dei tronchi sbocciano grandi fiori molto belli, che durano di solito un giorno e una notte.

GLI EPIPHYLLUM IN BREVE
Famiglia, genere  Cactaceae, Epiphyllum
Altezza a maturità  80 cm
Coltura  semplice
Velocità di crescita  media
Manutenzione  bassa
Rusticità  Non rustica, temperatura minima 10°C
Necessità idriche  Medie
Umidità ambientale  Medio-alta, specie in estate
esposizione  Mezz’ombra
utilizzo  Vaso in casa o all’esterno
terreno  Leggero e ben drenato
pH  acido

 Il genere Epiphyllum, appartenente alla famiglia delle Cactaceae, è composto da una ventina di specie originarie delle foreste pluviali del Brasile e del Paraguay. Nel loro ambiente naturale crescono sugli alberi (dove germina già il seme, portato dal vento) nutrendosi di materiale in decomposizione e idratandosi grazie alla pioggia e all’umidità presente nell’aria.

Origine, descrizione e classificazione lingua di suocera

Gli steli, che in alcuni casi raggiungono anche la lunghezza di un metro, si ramificano abbondantemente e sono composti da sezioni piatte rettangolari o a triangolo con bordi ondulati o dentellati, privi di spine.

Inizialmente sono di un bel verde chiaro per poi virare verso il grigio.

La pianta è priva di foglie, ma la fotosintesi clorofilliana è svolta dalle singole sezioni presenti sul fusto. Le specie sono caratterizzate da fiori bianchi profumatissimi che si aprono solamente durante le ore notturne, dalla primavera all’estate. L’impollinazione avviene ad opera di pipistrelli o di falene notturne, dotate di una lunghissima spirotromba capace di raggiungere il nettare presente sul fondo della corolla. In seguito vi è lo sviluppo di un frutto, edule, lungo fino a 4 cm. La polpa è bianca e gelatinosa, cosparsa da piccoli semi rotondi e neri.

Il nome epiphyllum deriva dal greco e significa “fiore sulla foglia”.

Concimazioni

Ogni 10 giorni circa durante il periodo delle fioriture, si diluiscono poche gocce difertilizzante liquido nell'acqua delle innaffiature.

Per ottenere fioriture abbondanti e colorate è bene da aprile a settembre distribuire una volta al mese un concime per piante fiorite, con un basso tenore in azoto e alto in potassio. Per stimolare una pianta che fatica a fiorire si può cominciare a concimare già da febbraio, aumentando l’esposizione alla luce

 Moltiplicazione

Verso la fine di luglio-inizio di agosto, terminata lo fioriture, si prelevano dal fusto le talee lunghe 10-15cm, che si lasciano asciugare per un paio di giorni. Si piantano quindi in un buon composto a base di terra fertile che va tenuta umida e si collocano all'ombra, a 21°C di temperatura circa. Le talee hanno bisogno di aria fresca, per cui non vanno coperte. Dopo la radicazione, che avviene in 2 - 3 settimane, si coltivano nel modo indicato per le piante adulte.

Innaffiature e umidità ambientale

abbondanti nel periodo vegetativo in modo che il composto sia completamente umido; da ottobre a marzo si tiene il terriccio appena umido, senza mai lasciar asciugare completamente le radici. Quando cominciano a formarsi le gemme, si aumenta la quantità di acqua fornita e si inìzia a fertilizzare la pianta per favorire lo sviluppo delle gemme da fiore.

Le annaffiature eccessive, soprattutto in inverno con il freddo, fanno avvizzire i fusti e marcire le radici. Quando la pianta è a riposo il composto deve essere umido ma non bagnato e bisogna innaffiare quanto basta a evitare che le radici secchino.

Questo tipo di cactacea richiede che le radici siano sempre in un ambiente leggermente umido, specialmente durante il periodo vegetativo (durante la primavera e l’autunno). Un buon metodo consiste nell’attendere che lo strato più superficiale di terreno risulti asciutto per poi irrigare abbondantemente utilizzando un sottovaso. Dopo circa un’ora questo andrà tolto eliminando l’acqua defluita attraverso i fori di scolo.

Generalmente è necessario intervenire settimanalmente durante l’estate e ogni circa 15-20 giorni nelle altre stagioni. In inverno si può anche quasi sospendere per indurre la pianta ad entrare in riposo vegetativo.

Quando le temperature sono alte è utile vaporizzare frequentemente con acqua demineralizzata. L’epiphyllum gradisce anche gli scrosci naturali di pioggia.

Esposizione

ephiphyllum fioritaL'epifillo preferisce una buona luce diffusa e non ama l'esposizione in pieno sole. Anche in inverno la pianta necessita di buona luce, ma deve essere protetta dall'insolazione diretta.

Un'esposizione troppo prolungata al sole provoca bruciature alle foglie; occorre assicurare alla pianta una posizione luminosa ma riparata.

Questa pianta necessita di una luce piuttosto soffusa. L’ideale è posizionarla nei pressi di una finestra schermata da una tenda di colore chiaro. Bisogna evitare assolutamente, soprattutto da maggio a settembre, di esporla direttamente ai raggi solari che potrebbero causare gravi scottature agli steli.

All’inizio della primavera, però, può essere utile esporla maggiormente per stimolare la crescita e l’emissione di boccioli fiorali.

Scelta del vaso e del substrato

Si consiglia un buon composto da vaso a base di torba. Prima di scegliere il contenitore è bene tenere presente che nel giro di qualche anno la pianta diventerà sicuramente molto grande, con steli lunghi e pesanti. È quindi indispensabile scegliere un vaso di grandi dimensioni e possibilmente molto stabile. L’ideale è che sia più largo che alto, anche perché le radici non hanno bisogno di andare molto in profondità.

Procuriamoci un terriccio molto drenante e con un pH piuttosto acido. Per ottenere una composta ideale possiamo per esempio mescolare 2/3 di terriccio per piante acidofile con 1/3 di materiale drenante, quale sabbia di fiume, perlite, polistirolo o anche piccoli pezzetti di corteccia. Il risultato non deve essere troppo omogeneo.

Dopo aver composto il vaso, lasciando le radici piuttosto superficiali, è bene attendere almeno due giorni prima di irrigare perchè le parti eventualmente danneggiate possano cicatrizzarsi al meglio e non si instaurino invece marciumi.

 Temperature

La temperatura minima minima invernale non deve scendere sotto i 10°C. L’epiphyllum raramente soffre se esposto ad alte temperature, specialmente quando l’umidità ambientale si mantiene alta.

È bene, per evitare danni, scongiurare che si scenda sotto i 10°C, perché è davvero poco rustica.

Siccome ama il ricircolo d’aria è consigliabile tenere all’interno la pianta da novembre a maggio e spostarla all’esterno appena possibile, nella bella stagione, rispettando le sue esigenze di luce.

Parassiti e malattie

Chiazze bianche e cotonose sono sintomo di attacco da parte della cocciniglia. I parassiti più comuni per gli epiphyllum sono le cocciniglie cotonose e quelle a scudetto. Piuttosto frequenti sono anche le “pulci di terra”.

In entrambi i casi sono molto efficaci gli insetticidi sistemici somministrati tramite irrigazione.

Se l’infestazione di cocciniglia è di piccole dimensioni si può però intervenire semplicemente rimuovendo i soggetti e disinfettando l’area con del cotone e alcool.

Gli steli possono però diventare preda anche di crittogame: causano generalmente delle macchie scure lungo gli steli. Se sono di piccole dimensioni si può intervenire con prodotti specifici, curativi ed eradicanti.

Nel caso l’affezione sia ormai troppo estesa è invece consigliato rimuovere la parte compromessa.

Varietà

Epiphyllus crenatum produce fiori che si aprono solo durante il giorno. E' una pianta eretta e ramificata, alta fino a 90 cm circa.

I fusti, di sezione cilindrica nel tratto basale, sono piatti per la quasi totalità della lunghezza e hanno l'aspetto di foglie grigio verdi e carnose, con margini dentellati. I fiori bianco crema a forma di tromba, sono lunghi 20-25 cm e larghi 15 cm. La maggioranza degli ibridi di Epiphyllus diffusi nei vivai deriva dall'incrocio di questa specie con altre.

Le varietà ibride sono solitamente più semplici da coltivare e fioriscono più facilmente delle specie tipiche. Le varietà "Cooperi" e "Kimnachi" hanno entrambe graziosi fiori bianchi, profumati, che si aprono a mezzogiorno e durano solo 24 ore. Altre varietà hanno fiori più durevoli (4 - 5 giorni) come ad esempio "Dreamland".

Il genere Epiphyllum, con fioritura notturna, è stato impiegato dai ricercatori varietali per creare ibridi con altre piante simili per ottenere corolle più grandi, durature, dai colori più sgargianti e con apertura diurna.

I generi impiegati per le ibridazioni sono stati l’ Heliocereus e il Disocactus phyllanthoides.

Varietà a fiori notturni sono state ottenute invece grazie all’impiego del genere Selenicereus.

Attualmente le “lingue di suocera” sono disponibili con petali che vanno dal bianco al giallo, al rosso, al rosa fino al salmone.

Nome Steli Fiori e frutti Colori Altre caratteristiche
 Epiphyllum ibrido, lingua di suocera  Piatti o a tre facce, larghi da 1 a 10 cm, lunghi fino a 80 Cm  I fiori nascono sul bordo dello stelo. Diametro da 10 a 15 cm.

profumati

 

 Bianco, giallo, rosa, rosso, salmone  Coltivazione semplice
 Epiphyllum oxypetalum  Fino a 1,50 m di lunghezza, cilindrici. Si ramificano in steli piatti  Fino a 20 cm di diametro, profumati, in un’unica notte dell’anno  Bianco  Dall’America Latina
 Epiphyllum crenatum  Cilindrici ed eretti, poi piatti. Fino a 60 cm di lunghezza  Lunghi fino a 20 cm, all’inizio dell’estate  Giallo, verde, aranciato o rosso, con petali esterni spesso a contrasto  Dall’America centrale

 Tecniche colturali

Sebbene le Epiphyllus siano cactacce, non sono piante tipiche dei deserti. Sono originarie, infatti, delle foreste dell'America tropicale e non necessitano, perciò, di molto sole. Crescono bene, comunque, in posizioni ben illuminate. Si coltivano in vasi di 15-25 cm, riempiti con una composta ricca di terriccio di foglie e farina di ossa o a base di torba. Non si devono mai lasciar seccare le radici delle piante, nemmeno durante l'inverno.

Quando si cominciano a formare i boccioli, ogni 15 giorni si somministra un fertilizzante ad alto contenuto di potassio. Durante l'estate è necessario proteggere le piante dal sole troppo forte. Si rinvasano annualmente, dopo la fioritura. Se i fusti avvizziscono, si recidono le parti apicali della pianta, si fanno asciugare per alcuni giorni e si piantano in contenitori riempiti con composta.


Storia

storia lingua di suoceraLa pianta era già conosciuta nel XVII secolo in Estremo Oriente e tenuta in grande considerazione per la sua qualità di fiorire durante le notti estive di luna piena. In Vietnam si è sviluppata una leggenda che racconta come il fiore sia la reincarnazione di una principessa allontanata dal padre, che non condivideva il suo amore per un giovane di origini plebee. Veniva impiegato anche a fini rituali e medicinali, visto che gli erano riconosciute virtù toniche e afrodisiache.

La gloria botanica in Occidente cominciò però solamente alla metà del 1800, quando gli Inglesi gli dedicarono espressamente delle esposizioni. In particolare venne immediatamente lodato l’ Epiphyllum crenatum e si tentò da subito di ottenere degli ibridi con colori più vivi e fioritura diurna.

Rinvaso

L’epiphyllum nelle giuste condizioni cresce piuttosto velocemente e può quindi rendersi necessario un rinvaso ogni anno. L’ideale è procedere dopo la fine della fioritura evitando poi di irrigare per almeno una settimana.

IL CALENDARIO DELL’EPIPHYLLUM
Rinvaso  Maggio-inizio luglio
Concimazione  Da febbraio a ottobre
Esposizione alla luce prefioritura  febbraio
Pulizia  Luglio-agosto
Talea  Maggio-agosto
Fioritura  Primavera, ma può avvenire anche in altri periodi

 Cure colturali

È una pianta piuttosto autonoma, ma per mantenerla sempre bella e vitale è bene intervenire eliminando gli steli esausti (grigi) o danneggiati. Si consiglia di effettuare questa operazione in piena estate.

 Propagazione

Il metodo più comune da noi è senza dubbio la talea perché è semplice e veloce.

La semina non è particolarmente difficile, ma è necessario che il fiore sia impollinato manualmente con il polline di un individuo totalmente diverso perché i grani risultino poi fecondi. Inoltre è un processo piuttosto lungo: i primi fiori si vedranno solamente 6-8 anni dopo la germinazione. È quindi una pratica riservata solo a vivaisti o ad appassionati.

Talea

Si procede in primavera o all’inizio dell’estate.

Si preleva una sezione terminale di stelo, di circa 20 cm di lunghezza. Bisogna lasciarla asciugare per 2 giorni prima di inserirla nel vaso. La composta ideale per l’attecchimento è prodotto mescolando metà terriccio e metà perlite. Umidifichiamo bene e poniamo ad una temperatura tra i 20 e i 24°C, con una buona luce, ma non diretta.

La radicazione avviene piuttosto velocemente, ma per favorire la crescita vegetativa è bene impedire l’emissione di boccioli durante la prima annata.

L'EUPHORBIA, SPINA DI CRISTO

Il genere Euphorbia è molto ampio ed eterogeneo, fanno parte di questo genere arbusti, piante succulente, piante con spine simili a cactus colonnari, piante con spine simili a cactus globosi; le tante specie sono diffuse un po' in tutto il globo, in Africa, Asia, America. L'Euphorbia milii è una semisucculenta, con fusti carnosi, foglie non succulente e i tipici fiori, presenti in tutte le specie di euphorbia, detti ciazi; l'Euphorbia milii è originaria dell'Africa meridionale, in natura diviene un ampio arbusto, con i fusti succulenti, legnosi o semilegnosi alla base, soprattutto negli esemplari anziani. I fusti, eretti, molto ramificati, portano grosse spine acuminate, che negli esemplari che vivono allo stato selvatico, servono per permettere alla pianta di svilupparsi attaccata al fusto di alti alberi, visto che i fusti, da soli, tendono a divenire eccessivamente deboli se crescono oltre il metro di altezza.Le foglie sono ovali, di colore verde scuro, spesso ricoperte da un sottile strato di pruina, che le rende opache; il fogliame è presente solo sui germogli, e nella parte apicale dei rami; tendono a cadere se la pianta viene coltivata in un clima molto asciutto, e invece vengono prodotte in abbondanza in caso di clima più fresco e umido.

All'apice dei rami, per tutta la bella stagione sbocciano piccole infiorescenze, con fiorellini gialli sottesi da brattee di colore tipicamente rosso; esistono numerosi ibridi e varietà particolari, con brattee di colore giallo, bianco, rosato, ed anche con brattee molto ampie. Questa Euphorbia si presta molto bene a venire coltivata in appartamento, dove può capitare che continui a fiorire per tutto l'arco dell'anno.

Euphorbia milii

Coltivare l'Euphorbia milii

Euphorbia milii Questa pianta succulenta è di facile coltivazione, e molto adatta anche come pianta da appartamento; nonostante si tratti di una pianta con fusto succulento, non ama in modo particolare la siccità ed il caldo estremi: sopporta senza problemi il clima estivo caldo ed asciutto, però si sviluppa al meglio se annaffiata regolarmente.

Poniamo a dimora la pianta in un contenitore non eccessivamente grande, utilizzando un terriccio ben drenato, soffice e incoeso, che però riesca a trattenere un poco di umidità; generalmente si utilizza un miscuglio di terriccio universale, con perlite o pietra pomice per far bene circolare l'aria e un poco di terriccio di foglie o pezzetti di corteccia, che mantengano un poco l'umidità; un cucchiaio di concime a lenta cessione per vaso garantisce una buona concimazione, utilizziamo però un concime per piante succulente, povero in azoto.

Le piante necessitano di annaffiature regolari, in particolare se il clima è caldo ed asciutto: annaffiamo quando il terriccio è asciutto, evitando di lasciarlo secco a lungo, o la nostra Euphorbia comincerà a perdere il fogliame ed a produrre meno fiori.

Queste piante amano posizioni ben luminose, con almeno alcune ore di sole diretto ogni giorno; evitiamo di lasciarle completamente al sole nelle giornate più calde ed afose, oppure controlliamo che la pianta riceva la corretta annaffiatura in questo tipo di condizioni.

Le Euphorbie milii non amano il freddo intenso, che sicuramente causa la caduta del fogliame e uno stop nella fioritura; inoltre può capitare che gelate intense rovinino le ramificazioni più esterne, e favoriscano lo svilupparsi di marciumi, che portano alla morte dell'intera pianta.

Durante l'inverno queste piante vengono coltivate in serra o in appartamento, con una temperatura minima superiore ai 4°C.

In generale queste succulente sembrano non soffrire se vengono coltivate come piante da appartamento, quindi con circa 20°C durante l'inverno e un clima più naturale durante la bella stagione; nelle giuste condizioni di coltivazione tendono a fiorire continuamente.

Soprattutto le piante ibride, le varietà nuove, spesso innestate, tendono a necessitare di annaffiature regolari, una semi ombreggiatura e una buona concimazione, diversamente da quanto accade per molte altre piante succulente.

Evitiamo però di posizionare la nostra pianta in un luogo privo completamente di luce solare diretta, o non la vedremo mai più fiorire.

L’EUPHORBIA MILII IN BREVE
Altezza  Fino a 150 cm
Esposizione  Sole, mezz’ombra
Terreno  Ben drenato, misto di terriccio e sabbia
Irrigazioni  Medie; lasciar asciugare bene il terreno tra gli interventi
Umidità ambientale  media
Concimazione  quindicinale, prodotti per cactacee
Temperatura minima  7,5-15°C a seconda della varietà
Temperature ottimali  16-24°C

Un po' di leggenda

Euphorbia milii Il nome comune dell'Euphorbia milii è spina di Cristo, questo perchè la leggenda narra che sia stata utilizzata per preparare la corona di spine, posta sul capo di Gesù Cristo; le probabilità che questa leggenda sia vera non sono moltissime, infatti nonostante esistano specie di Euphorbia di origine Africana ed Asiatica, la prima Euphorbia milii giunta in Europa proveniva dal Madagascar, ed era già il 1800.

Potrebbe essere probabile che alcune specie fossero un tempo diffuse anche in medio oriente, e che quindi un semplice arbusto spinoso fosse stato utilizzato per lo scopo suddetto; però sembra strano che tali specie non siano più presenti in Medio oriente ai giorni nostri.

Euphorbia

Quando si parla di Euphorbia si deve fare attenzione a non confondere le specie con il genere perchè l'Euphorbia milli è solo una specie appartenente al genere Euphorbia. Questo genere comprende tutte piante grasse ed è composto da oltre 2000 specie dall'aspetto anche molto differente fra loro.

Queste piante nonostante le forme disparate hanno delle caratteristiche che accomunano tutte le specie e sono la presenza di un lattice biancastro ed urticante all'interno di tutte le piante del genere e il fiore o meglio l'infiorescenza che è tipica di tutte le specie.

Non tutte le piante di Euphorbia sono succulente e l'Euphorbia milli è un ottimo esempio con le sue foglie normali, diverse dalle solite foglie delle piante grasse. Molte specie sono invece dotate di foglie succulente e spine ed hanno il tipico aspetto delle piante grasse. La varietà di forme delle piante del genere Euphorbia è qualcosa di splendido e i veri appassionati di piante grasse si divertono anche ad incrociare fra loro alcune specie, dando vita a ibridi dalle forme e dalle caratteristiche molto strane

IL CALENDARIO DELL’EUPHORBIA MILII
Fioritura  Tutto l’anno
Potatura  Primavera
Rinvaso  Estate

Malattie euforbia

euforbiaL’euphorbia milii è una pianta generalmente molto resistente e, se cresciuta nelle giuste condizioni, difficilmente va incontro a fisiopatie o attacchi parassitari.

Ciononostante può capitare che le foglie comincino ad ingiallirsi e finiscano per cadere, in particolare durante l’inverno. Ciò è causato principalmente da un riscaldamento eccessivo e un ambiente oltremodo secco. Ai primi accenni di ingiallimento è bene attivarsi applicando degli umidificatori ai caloriferi o circondando la pianta con dei sottovasi pieni di argilla espansa e acqua.

Al contrario lo scurirsi del colletto è un segno di inizio di marciumi. Regoliamo con attenzione le irrigazioni, aspettando sempre che il substrato si asciughi completamente tra una somministrazione e l’altra. In casi gravi è possibile estrarre la pianta, togliere la maggior parte del terriccio e lasciar asciugare le radici. Si sostituirà completamente la composta e si faranno diverse applicazioni di prodotti a base di fosetil alluminio o propamocarb.

Parassiti euphorbia

Il parassita più comune di queste piante è senz’altro la cocciniglia. Il primo sintomo dei suoi attacchi è il disseccamento fogliare, a partire dal margine. Se gli insetti sono pochi è possibile rimuoverli manualmente con bastoncini cotonati e alcool. Diversamente è bene ricorrere ad oli minerali addizionati con insetticidi ad azione sistemica.

Potatura euphornia

fiori euphorbiaLe operazioni di potatura e pulizia vanno fatte all’inizio della stagione vegetativa. È però di estrema importante porre la massima attenzione durante la lavorazione. Il lattice che fuoriesce dai tagli è infatti estremamente tossico: vi è il serio rischio di irritazioni cutanee, ma i danni più gravi possono derivare da schizzi che giungano negli occhi o sulle mucose. Utilizziamo quindi guanti impermeabili e occhiali protettivi, chiusi da ogni parte. Il liquido inoltre, a lungo andare, danneggia irreparabilmente gli strumenti di taglio: impieghiamo quindi dei coltelli estremamente economici.

Si può intervenire in due maniere:

- Accorciando i rami e stimolando quindi la ramificazione. Otterremo un soggetto più pieno.

- Eliminando le branchee direttamente dalla base: la pianta risulterà più aperta, favorendo maggiormente il passaggio di aria e luce. Le euphorbie più vecchie possono necessitare di uno svecchiamento, eliminando le ramificazioni ormai troppo legnose.

Detto questo si sottolinea che le euphorbie milii comuni in commercio hanno la caratteristica intrinseca di crescere compatte e ramificate: pertanto la potatura di formazione, il più delle volte, è del tutto superflua.

Gli ibridi tailandesi, invece, hanno la tendenza a crescere velocemente verso l’alto, ramificandosi poco e divenendo presto poco adatti alla coltura in vaso. Si può provare ad intervenire accorciando i rami, ma non sempre questo dà i risultati sperati.

Propagazione

Le potature primaverili permettono di recuperare porzioni di rami adatte alla propagazione tramite talea. I segmenti devono essere lunghi da 7 a 10 cm. Per ottenerli tagliamo con un coltello o una lametta da barba molto affilata: in questa maniera il margine non risulterà sfilacciato e quindi facile preda di marciumi. Impegniamoci a fermare immediatamente la linfa vaporizzando i tagli con dell’acqua ghiacciata e comprimendo l’area con un panno bagnato.

Lasciamo asciugare le porzioni di ramo all’aria, in un locale asciutto, per circa 24 ore. In seguito inseriamoli in vasetti riempiti con una mistura di torba e sabbia leggermente umide. Portiamole in una zona luminosa, ma senza sole diretto e con una temperatura di circa 20°C. La radicazione avviene mediamente in un mese. In seguito si potranno rinvasare e coltivare come piantine adulte, esponendole gradatamente al sole e al caldo.

Rinvaso

fiori euphorbiaLa “spina di Cristo” non patisce particolarmente in seguito ai rinvasi. Possiamo scegliere se cambiare il contenitore scegliendone uno più grande o riutilizzare lo stesso, sostituendo totalmente il substrato.

Il periodo migliore per procedere è l’estate, quando la crescita vegetativa è al culmine. Si però di interrare una parte maggiore di pianta, specialmente se questa ha un aspetto alto e sottile.

Il rinvaso può essere effettuato anche ogni anno, specialmente per le piante giovani e quando si tratta di grandi e vigorosi ibridi tailandesi. Le piante adulte possono attendere anche due anni.

Euphorbia milii: Varietà

Le varietà ufficiali di Euphorbia milii sono 8. Le più famose sono la splendens e la longifolia.

Gli esemplari che si trovano comunemente in vendita sono però per lo più dei recenti ibridi . I più diffusi e apprezzati sono stati creati in Tailandia o negli Stati Uniti. Portano fiori più grandi e in un gran numero di sfumature: comprendono il rosso, il rosa, il bianco, il giallo, il verde acido e il salmone. I fiori possono essere singoli o raccolti in mazzetti. Le foglie sono più decorative perché di maggiori dimensioni e di un bel verde brillante. Sono disponibili anche cultivar con fogliame variegato. Questo ibridi sono denominati Euphorbia x lom