ORTICOLTURA

20. mar, 2017

Il consumo di ortaggi e frutta è stato associato ad una minore incidenza di malattie croniche infiammatorie. Recentemente i succhi da bere estratti dagli alimenti sono diventati molto popolari in diversi paesi, sia per il gusto che la quantità di nutrienti ad effetto antiossidante (polifenoli, vitamine e minerali).

Ma ci sono risultati significativi sull'effetto degli estratti da bere? Se lo sono chiesto i ricercatori presso il Laboratory of Food, Nutrition and Health della Sun Yat-sen University, in Cina, che hanno valutato la sperimentazione finora disponibile.

Gli studi clinici hanno rivelato che effettivamente l'assunzione quotidiana di succhi freschi, provenienti da frutta e ortaggi, è in grado di influenzare in modo significativo i fattori di rischio cardiovascolare (ipertensione e dislipidemia), suggerendo un'efficace attività preventiva.

Una dieta bilanciata con un'adeguata quantità di frutta e ortaggi da bere può dare, dunque, benefici all'apparato vascolare e al cuore.

Il lavoro è stato pubblicato sulla rivista International Journal of Medical Sciences nel marzo 2017.

Succhi di frutta
Il succo di pompelmo e pomelo, grazie al contenuto dei flavonoidi naringina e narirutina, così come l'estratto fresco di melograno, hanno prodotto un'azione antipertensiva (sulla pressione diastolica e sistolica) nei soggetti ipertesi.

Gli estratti di arancia rossa, mandarino, Acai berry, mele, mirtilli rossi, more, lamponi, ribes nero, prugna, pesca o uva rossa, per via dell'elevato contenuto di polifenoli totali ad azione antinfiammatoria, antiossidante e anti-radicali (ROS), hanno provocato (assunti singolarmente) un effetto anticolesterolo (totale e LDL) nei pazienti ipercolesterolemici.

I markers di infiammazione misurati nel sangue (PCR, citochine TNFalfa, IL-1 e IL-6) sono diminuiti grazie all'effetto protettivo degli antiossidanti (polifenoli e vitamine) sulla funzione dell'endotelio (tessuto vascolare).

Succhi di ortaggi
L'azione antipertensiva è stata riscontrata in molti soggetti ipertesi; in certi ortaggi il contenuto elevato di nitrati e minerali rappresenta una sorgente di ossido nitrico, che protegge il sistema cardiovascolare.

E' stato osservato che il succo di barbabietola rossa (500 mL) possiede un carico di nitrati in grado di abbassare la pressione arteriosa già dopo 3 ore dall'ingestione; quello di carota (500 mL al giorno) porta, invece, ad una diminuzione del colesterolo e della pressione sistolica, ma non della diastolica. Infine, il succo di pomodoro, ricco di licopene, mediante inibizione della perossidazione lipidica, induce un'azione anticolesterolo.

I dati suggeriscono quindi di bere ogni giorno estratti di frutta e ortaggi misti (circa due bicchieri colmi) per prevenire le malattie infiammatorie. 

20. mar, 2017

La melagrana è un frutto tipicamente autunnale, povero di calorie e molto ricco di fitochimici. Contiene infatti numerosi antiossidanti, vitamine e sali minerali e il suo succo fresco può apportare numerosi benefici per la nostra salute.

La melagrana è un'ottima fonte di flavonoidi, di vitamina A, B, C ed E e contiene importanti quantità di manganese, potassio, zinco, rame e fosforo. Secondo alcuni studi il succo di melograno potrebbe proteggere anche i reni e favorire la fertilità.

Ecco un elenco dei benefici per la salute del succo di melograno:

1. Rallenta l'invecchiamento dei tessuti
2. Aiuta le difese immunitarie
3. Previene il cancro alla prostata
4. Protegge dalle demenze
5. Favorisce la digestione
6. E' un potente antinfiammatorio
7. Combatte l'artrite
8. Previene il rischio cardiovascolare
9. Regola la pressione arteriosa
10. Aiuta la memoria 

20. mar, 2017

I pomodori sono una fonte significativa di composti antiossidanti, come carotenoidi, licopene e β-carotene. Durante la maturazione, l'accumulo di carotenoidi e la degradazione della clorofilla determinano il colore della bacca. Queste caratteristiche sono state, e continuano a essere, un focus significativo per le attività di selezione varietale e miglioramento genetico.

In uno studio precedente è stata trovata una forte correlazione tra l'espressione genica CYC-B (β-lycopene cyclase) e il colore arancione di un frutto polposo, mentre in un altro studio si è identificata una mutazione puntiforme nel gene SGR (Stay Green) che impedisce la degradazione della clorofilla e provoca una colorazione marrone della polpa, carattere da conservare in alcune varietà di pomodoro.

"Sulla base di questi risultati, il nostro studio si è concentrato sullo sviluppo di un nuovo colore di pomodoro che è ricco sia in β-carotene sia in clorofilla. Abbiamo valutato la segregazione del colore del frutto e i livelli di β-carotene e clorofilla in popolazioni F1 e F2, ottenute incrociando pomodori arancioni e pomodori marroni", spiegano i ricercatori della Sunchon National University (Corea del Nord).

"Abbiamo incrociato due linee pure, KNY2 (arancione) e KNB1 (marrone), e valutato la relazione tra questi geni per il loro effetto sul colore della bacca. I fenotipi delle piante della generazione F2 sono stati analizzati e un nuovo colore arancio-marrone del frutto è stato identificato".

L'analisi molecolare del genoma ha confermato che ci sono due SNP nella sequenza dei geni CYC-B e SGR, associati alla segregazione del colore arancione-marrone del frutto nella generazione F2. Il contenuto di carotenoidi e di clorofilla dei frutti è stata valutata nei diversi fenotipi e ha mostrato una forte correlazione tra i geni di biosintesi dei carotenoidi e la funzione del gene SGR.

Con questo studio si è sviluppato un nuovo colore di pomodoro con un fenotipo arancio-marrone. Questo frutto ha un alto contenuto in β-carotene e conserva il contenuto di clorofilla durante la maturazione.

L'espressione genica di CYC-B coincide con l'accumulo di β-carotene; mentre la mutazione puntiforme nel gene SGR inibisce la funzione proteica e di conseguenza impedisce la degradazione della clorofilla. I ricercatori concludono: "I nostri risultati forniscono informazioni preziose per sviluppare e allevare cultivar di pomodoro con un nuovo colore utilizzando marcatori molecolari".

Fonte: Ranjith Kumar Manoharan, Hee-Jeong Jung, Indeok Hwang, Namhee Jeong, Kang Hee Kho, Mi-Young Chung, Ill-Sup Nou, 'Molecular breeding of a novel orangebrown tomato fruit with enhanced beta-carotene and chlorophyll accumulation', 2017, Hereditas, Vol. 154:1. 
DOI 10.1186/s41065-016-0023-z

13. mar, 2017

Varietà di pomodoro veramente innovativa: il datterino dall’attraente colore giallo. Ciclo di maturazione precoce. Pianta molto vigorosa, facile da coltivare, sana e super produttiva, con grappoli di piccoli frutti (circa 20 gr), molto attraenti dal sapore dolcissimo. Ideale per snack, antipasti e per dare colore alle V portate. Resistente ad alcune patologie radicali.

5. gen, 2017
Il cece, il cui nome scientifico è "cicer arietinum", è una pianta erbacea appartenente alla famiglia delle Fabaceae. I suoi semi sono i ceci, legumi ricchi di proteine largamente usati in cucina.

La pianta del cece è alta tra i 20 e 50 centimetri, il fusto è peloso, le foglie sono piccole e dentate, i fiori sono bianchi o, in alcuni casi, rossi o rosa. Le sue radici sono molto lunghe, possono raggiungere anche i 2 metri di profondità nel terreno, per questo il cece può sopravvivere anche con pochissima acqua.

Storia

pianta cece

Il cece ha origini millenarie, è tra i legumi più antichi conosciuti, infatti infatti ci sono prove della sua presenza trovate in Iraq che risalgono all'Età del Bronzo. Era inoltre sicuramente conosciuto dall'Impero Romano, dagli antichi Greci e dagli Egizi, considerando che in Egitto ci sono degli scritti che testimoniano l'esistenza del cece nella Valle del Nilo nel periodo tra il 1580 e il 1100 a.c..

Il cece coltivato deriva da due specie spontanee, il "cece echinospermum" ed il "cece reticulatum" ed ha le sue origini probabilmente in Turchia, da cui si è poi diffuso in India, in Europa ed in Africa.

Il nome "cicer" deriva dal latino, riferito a Marco Tullio Cicerone, il celebre oratore che sembra avesse sul naso una particolare verruca a forma di cece. Invece il nome "arietinum" è riferito al fatto che la forma del seme ricorda il profilo di una testa di ariete.

Fra le varie storie e leggende che gravitano intorno a questo legume, si racconta che nel 1284, durante la sanguinosa battaglia della Meloria, i Pisani furono catturati dai Genovesi e tenuti per lungo tempo prigionieri nelle stive delle navi. Sarebbero morti di fame se non fosse per il fatto che in quelle stive, proprio sotto di loro, erano stati ammucchiati molti sacchi di ceci che, pur essendo inzuppati di acqua di mare, costituirono il cibo per i prigionieri e salvarono loro la vita. Ecco perché il piatto tipico di Pisa a base di ceci, chiamato la "cecina", cucinato con acqua, sale, olio e farina di ceci nel forno a legna, viene chiamato anche "l'oro di Pisa", proprio in onore dell'antico salvataggio.

Il cece è la terza leguminosa più importante nel mondo dopo il pisello e il fagiolo, infatti la superficie mondiale coltivata a cece è di 11 milioni di ettari.

La superficie coltivata a cece in Italia è di circa 4.000 ettari, localizzati soprattutto nelle regioni del Centro-Sud (Toscana, Abruzzo, Lazio, Campania, Calabria, Sicilia) ed anche in Liguria.

Descrizione

cece

Il cece è una pianta annuale, con una radice molto profonda che la rende particolarmente resistente alla siccità. I semi sono tondeggianti, in alcuni casi lisci, in altri casi rugosi. Il colore generalmente è giallo, ma ci sono anche ceci rossi o marroni.

La dimensione dei semi varia a seconda del tipo di cece. Per esempio in Nord-Africa, in Spagna ed in Italia si trova nel mercato soprattutto la varietà di cece a seme grosso, mentre in altre zone, come il Medio Oriente, l'India e l'Iran, si trovano di più le varietà di cece a seme piccolo, che viene utilizzato principalmente macinato.

Fra i vari tipi di cece nostrano, ricordiamo il Cece nero della Murgia, il Cece della Merella, il Cece pizzuto, il Cece di Cicerale.

Nell'Italia settentrionale e centrale il cece si semina a primavera e la raccolta si svolge nei mesi di luglio ed agosto, mentre nelle zone meridionali e nelle isole la semina avviene in autunno per poter anticipare la raccolta.

Composizione

Il cece ha una notevole capacità nutrizionale ed è uno dei legumi più preziosi per il nostro organismo.

Principalmente ha un alto contenuto di proteine (19,3%), inoltre è ricco di fibre alimentari (17,5%), contiene il 10,6% di acqua. il 6% di carboidrati e grassi, il 2% di ceneri.

I minerali presenti sono il magnesio, il potassio, il fosforo, il ferro, lo zinco, il rame, il selenio ed il manganese. In quantità leggermente minore gli aminoaicidi, che sono lisina, leucina, arginina, fenilalanina, valina, serina ed isoleucina.

E' importante inoltre la presenza di diverse vitamine, fra cui la vitamina B9, molto utile al rinnovo delle cellule.

Proprietà e benefici

ceci

Da una recente ricerca sembra che le proprietà principali dei ceci siano quelle di abbassare il livello di colesterolo "cattivo" nel sangue e quindi di svolgere un'azione protettiva verso il cuore. Questo si può spiegare dalla presenza nei ceci di una notevole percentuale di magnesio e folato. Il folato ha la capacità di abbassare il livello di omocisteina, un aminoacido che, quando è presente nel sangue in quantità eccessiva, aumenta il rischio di infarto ed ictus.

Nei ceci c'è anche una grande quantità di magnesio, che svolge un'attività benefica nei confronti della circolazione sanguigna, essendo noto che la scarsa presenza di magnesio può contribuire invece all'aumento della possibilità di infarto.

Inoltre gli acidi grassi insaturi, chiamati comunemente Omega 3, contenuti in abbondanza nei ceci, possono prevenire gli stati depressivi, hanno la capacità di abbassare il livello dei trigliceridi ed aiutano il ritmo cardiaco, evitando quindi l'insorgenza di aritmie.

Un'altra importante proprietà dei ceci è quella di regolare le funzioni intestinali, essendo anche ricchi di fibre alimentari, e nello stesso tempo mantengono equilibrato il livello di glucosio presente nel sangue.

Infine il cece, che appartiene da sempre alla tradizione gastronomica italiana, è un legume buono e sano tutto l’anno: ottimo sia nei piatti caldi invernali, in brodo o zuppa, sia nelle insalate miste che si usa preparare in estate.