Pratiche e Malizie di Coltivazione

Nell’orto ci sono piccole malizie ed accorgimenti, che è utile adottare, per conseguire più facilmente migliori risultati produttivi. Ogni specie ha peculiarità uniche da tener presenti per adottare le giuste tecniche di coltivazione. Alcune sono molto note come l’eliminazione continua dei nuovi germogli ascellari dei pomodori da palo. Scopriamone altre insieme!

 

Vero o Falso

NEI POMODORI ANTICHI È CONSIGLIATA LA RACCOLTA PRECOCE?
VERO 
Infatti, in particolare nel periodo estivo, a completa maturazione molte varietà antiche diventano troppo morbide ed acquose.

ESISTONO FIORI UTILI PER L’ORTO CHE SI POSSONO ANCHE MANGIARE?
VERO 
È il caso dei Fiori utili per l’orto di Orto Mio come il Tagete dai petali eduli, che combatte i nematodi. Anche di Calendula e Nasturzio si utilizzano sia i fiori che le giovani foglie nelle insalate miste.

LE CICORIE RICHIEDONO IRRIGAZIONI PIÙ FREQUENTI RISPETTO ALLE LATTUGHE?
FALSO 
Cicorie ed endivie, per mantenersi in salute, necessitano di irrigazioni più diradate rispetto alle lattughe. Il terreno si deve asciugare tra un intervento ed il successivo.

È BENE INTERRARE IN PROFONDITÀ LE PIANTE INNESTATE?
FALSO 
Le piante innestate non vanno piantate in profondità né rincalzate, per non perdere il vantaggio della resistenza ai patogeni del suolo conferita dal portinnesto.

IRRIGARE LE CIPOLLE SOLO IN CASO DI SICCITÀ, AIUTA A MANTENERLE PIÙ SANE?
VERO 
Le cipolle irrigate frequentemente diventano molto più sensibili alle patologie fungine e batteriche.

I LATTUGHINI SI RACCOLGONO GIÀ A 10 GIORNI DAL TRAPIANTO?
VERO 
I lattughini Orto Mio sono gli ortaggi più precoci e permettono di effettuare anche 5-7 tagli consecutivi.

NEI POMODORI POTARE LE FOGLIE ATTORNO AI FRUTTI FAVORISCE LA PERFETTA MATURAZIONE?
FALSO 
Possono essere sfoltite solo le foglie che riparano i frutti se esposti a nord o ad est. Sul lato della pianta esposto a sud è sempre bene lasciare qualche foglia a protezione dei frutti esposti ai raggi diretti del sole del pomeriggio.

UNA BARRIERA FRANGIVENTO PUÒ RIDURRE IL RISCHIO DI MARCIUME APICALE DEI POMODORI?
VERO 
La forte ventilazione può favorire il marciume apicale dei pomodori, a causa della disidratazione delle piante che può essere limitata con siepi o reti frangivento.

LA SPACCATURA DEI FRUTTI NEI POMODORI NON SI PUÒ PREVENIRE?
FALSO 
La prevenzione delle spaccature, inizia con la scelta di varietà poco sensibili, passa attraverso una gestione dell’irrigazione che deve essere moderata in prossimità della raccolta e consiglia la raccolta anticipata per le varietà più sensibili, prima che i frutti siano completamente rossi, soprattutto in previsione di piogge.

IL POTASSIO (K) FAVORISCE LA QUALITÀ DEGLI ORTAGGI?
VERO 
Nei terrei poveri di potassio, gli ortaggi sono meno saporiti ed i frutti sono solitamente poco dolci e si conservano poco. In questi casi è bene apportare l’elemento K con la concimazione, necessario in maggiori quantità per gli ortaggi a frutto.

STACCARE PRECOCEMENTE I FRUTTICINI DI ALCUNI ORTAGGI FAVORISCE UNA MIGLIORE PRODUZIONE?
VERO 
I frutti prodotti da peperoni e zucchine nelle prime settimane subito dopo al trapianto devono essere raccolti molto precocemente, senza lasciarli ingrossare, continuando fino a quando le piante sono diventate vigorose e ben strutturate.

I FRUTTI DEI PEPERONI RESTANO VERDI PERCHÈ LI RACCOGLIAMO TROPPO PRESTO?
VERO 
I frutti dei peperoni, al raggiungimento della loro dimensione definitiva, necessitano di alcune settimane di tempo, per colorarsi, alla completa maturazione. Conviene lasciarne uno o due per pianta a maturare, consumando gli altri ancora verdi.

LA RINCALZATURA È UNA PRATICA INUTILE PER I CARCIOFI?
FALSO 
Nelle zone con clima invernale rigido, in vista di forti gelate, la rincalzatura delle piante di carciofo è una pratica consigliabile.

LE PIANTE INNESTATE ORTO MIO POSSONO PRODURRE ANCHE IL TRIPLO DI QUELLE “NORMALI”
VERO 
È soprattutto nelle condizioni climatiche e di terreno più difficili che le piante innestate dimostrano le loro potenzialità produttive straordinarie, rispetto a quelle non innestate.

GLI ORTAGGI INVERNALI, AD INIZIO PRIMAVERA VANNO RACCOLTI RAPIDAMENTE?
VERO 
Radicchi, porri, cavoli, endivie che hanno passato l’inverno in campo, se già ben sviluppati, vanno raccolti rapidamente a fine inverno, perché poi in poco tempo saliranno a seme.

NON ESISTONO PEPERONI DI FACILE COLTIVAZIONE?
FALSO 
I peperoni “a corno di toro” di Orto Mio, il nostrano piacentino, il piemontese, il peperone quadrato rosso Fenomeno, il Capriglio, il citrino digeribile, hanno piante di discreto vigore che ne facilitano la coltivazione.

Corrette Epoche di Trapianto e Protezione degli Ortaggi

Conoscere i periodi più idonei per la messa a dimora delle diverse specie di ortaggi, consente di sfruttare le condizioni climatiche più favorevoli, per raggiungere buoni risultati raccogliendo per tutto il tempo dell’anno. Alcune specie, infatti, necessitano di temperature più elevate rispetto ad altre, che vegetano bene anche al freddo. Nelle aree climatiche del nostro Paese, ci sono differenze anche di settimane, tra il momento più adatto per incominciare e terminare le operazioni di trapianto in una zona o nell’altra. Trapiantando fuori dai periodi ideali, i risultati ottenuti potrebbero essere un po’ diversi da quelli attesi.

I Trapianti in Febbraio

A parte cipolle, agli e fragole, gli altri ortaggi a febbraio vanno protetti sotto tunnel di nylon. Per gli ortaggi da frutto è ancora troppo freddo.


I Trapianti in Marzo

In marzo, anche in pianura conviene proteggere gran parte degli ortaggi al trapianto con nylon. Per carciofi, cicorie, bietole, cavoli, finocchi, spinaci, indivie, piselli, è sufficiente il tessuto non tessuto (TNT), mentre lattuga, cipolle, agli, valeriana, fragole, fave, non necessitano di protezioni. Il basilico va mantenuto all’interno delle abitazioni, in posizione luminosa. Oltre i 600 mt, da fine marzo si piantano in serra pomodori e porri, con TNT lattuga, fragole, valeriana, cipolle, prezzemolo.

I Trapianti in Aprile

In aprile, in pianura, buona parte degli ortaggi si possono trapiantare in campo aperto senza protezione. Per le cipolle da conservare per l’inverno è il momento ideale. Fanno eccezione peperoni, melanzane, zucchini, cetrioli, meloni, zucche, angurie, basilico, da trapiantare con protezione di nylon almeno fino al 20 aprile, poi con TNT. Sarà sufficiente il TNT per pomodori, patate, porri, sedani, finocchi, asparagi, cicorie. Oltre i 600 metri, in serra: da inizio aprile pomodori e zucchini, dalla metà mese peperoni, melanzane, cetrioli, sedano, cicorie. Con TNT: lattuga, bietola, cipolla, aglio. Da metà aprile con TNT: porro, finocchio cicorie, rucola, carciofo, asparago.

I Trapianti in Maggio

In maggio si possono trapiantare tutte le specie, senza protezioni particolari in pianura, salvo il TNT per melone, anguria, basilico e okra, da mantenere per 3 settimane. Oltre i 600 mt in maggio manteniamo il TNT su sedani, porri, cicorie ed indivie e da metà maggio trapiantiamo con TNT melone, zucchino, cetriolo, melanzana e peperone. Le specie da foglia, senza protezione.

I Trapianti in Giugno

In giugno il caldo del sole stressa le piantine al trapianto, quindi il TNT, anche se non indispensabile, è gradito per una settimana dalla messa a dimora, per 3 settimane in anguria e melone. Oltre i 600 metri di altitudine, dalla terza settimana di giugno si possono trapiantare i primi finocchi, cavoli e radicchi, sedani per la raccolta autunnale, e continuare con lattuga, porri, bietole, ecc.

I Trapianti in Luglio

La prima decade di luglio, è il momento ideale dei trapianti in montagna, oltre i 600 mt, per le raccolte tardo autunnali di cavoli (cicli fino a 100 giorni), endivie, radicchi e finocchi. Per i trapianti dalla seconda metà del mese di queste specie, si dovrà prevedere una protezione da metà settembre, che permetta di completare il ciclo prima dell’arrivo del freddo. Dal 20 al 30 luglio si trapiantano in pianura le varietà di cavolo tardive più resistenti al freddo, con cicli oltre i 100 giorni e per raccolta tutto l’inverno. Le varietà di lattuga Orto Mio, in pianura, in luglio, vanno scelte tra quelle più resistenti a salita a seme. In luglio in pianura si trapiantano anche nuove piantine di pomodori, zucchini, cetrioli, per raccogliere i frutti quando le piante della primavera saranno in declino produttivo.

I Trapianti in Agosto

In pianura, si trapiantano nella prima decade di agosto: le cicorie precoci per raccolta autunnale, i cavoli (fino a 100 giorni di ciclo), un quarto del totale dei finocchi per l’autunno. Dal 10 al 20 agosto: le cicorie e le indivie a ciclo medio, i cavoli precoci (fino a 80 giorni di ciclo), un quarto dei finocchi, le fragole unifere. Dal 20 al 30 agosto: i cavoli precoci (fino a 70 giorni di ciclo), le cicorie tardive e le indivie, il 50% dei finocchi, i carciofi, le fragole unifere. Oltre i 600 metri si può procedere con i trapianti di lattuga, bietole, rucola, cicoria da taglio, prezzemolo, fragole unifere, carciofi.

I Trapianti in Settembre

In pianura Padana, fino al 10 settembre, si completano gli ultimi trapianti di cicorie e finocchi tardivi in campo aperto per raccolta invernale. In campo aperto ora si possono trapiantare tutte le specie disponibili; in pianura anche le varietà di lattuga più sensibili alla salita a seme, privilegiando le più resistenti al freddo. Al nord i cavoli piantati ora potrebbero faticare a svilupparsi al meglio. Per i trapianti dal 10 al 20 di settembre, prevedere la successiva protezione con nylon per finocchi, cicorie, indivie. Le lattughe trapiantate in serra con nylon a fine settembre si raccolgono a fine anno. In centro e sud Italia si possono trapiantare tutte le specie disponibili in gamma.

I Trapianti in Ottobre

I trapianti di ottobre, in pianura Padana, a parte le lattughe in serra e la valeriana, prevedono la raccolta all’inizio della primavera successiva. Proteggere con TNT eventuali trapianti tardivi in campo aperto di cicorie, indivie, porri, sedani, lattughe. Nelle zone del centro-sud si procede con il trapianto di cavoli, finocchi, indivie, cicorie, lattughe.


I Trapianti in Novembre

Nelle zone del centro-sud si procede con gli ultimi trapianti di cavoli, finocchi, indivie, cipolle, cicorie, lattughe. In pianura, i trapianti tardivi di agosto e settembre, in novembre possono essere protetti con nylon, per ripararli dal freddo e consentire un miglior accrescimento.

Protezione da Dicembre

In dicembre, in montagna ed in pianura, in vista di forti gelate, cavoli, cicorie, porri, possono essere riparati con nylon, oppure in buche nel terreno, con la paglia. Questo permetterà di avere a disposizione i nostri ortaggi sino alla fine dell’inverno.

Vero o Falso

LATTUGHE E FRAGOLE SI TRAPIANTANO ANCHE IN INVERNO?
VERO 
Lattughe e fragole sono tra le prime specie da poter mettere a dimora già dall’inverno e da proteggere solo in caso di forti gelate.

I POMODORI TRAPIANTATI TARDI GARANTISCONO RISULTATI MIGLIORI?
FALSO 
Conviene trapiantare parte dei pomodori già dal mese di aprile, (se necessario protetti con TNT). Così le piante hanno il tempo per strutturarsi al meglio, ed impostare la produzione, prima dell’arrivo del gran caldo. Ciò è particolarmente importante per le varietà antiche, che per le alte temperature perdono i fiori.

LE ZUCCHE TRAPIANTATE NEL MESE DI APRILE PRODUCONO DI PIÙ?
VERO 
Mettendo a dimora le zucche da metà aprile, con TNT, le piante riescono a produrre un numero maggiore di frutti, rispetto alla coltivazione tra fine maggio e giugno.

IN ESTATE, MEGLIO SCEGLIERE LE LATTUGHE ORTO MIO PIÙ RESISTENTI ALLA SALITA A SEME?
VERO 
L’estate è il periodo più critico per la salita a seme delle lattughe. Molte varietà di Orto Mio si distinguono per riuscire a produrre bene anche in questo periodo: Salanova, Cappuccio Ballerina, Gentile bionda e rossa, Foglia di quercia, Lollo mix, Romana Flavius e Grettona, Canasta e Super Canasta.

IN PRIMAVERA IL TESSUTO NON TESSUTO (TNT) BIANCO È UN GRANDE AIUTO PER PRODURRE PRIMA E MEGLIO?
VERO 
Il TNT ad inizio primavera permette di trapiantare gli ortaggi, senza temere troppo gli eventuali ritorni di freddo. Da aprile, spesso è sufficiente riparare le piante con una barriera laterale che eviti il vento freddo diretto sulla vegetazione.

LE CIPOLLE TRAPIANTATE IN MARZO ED APRILE DANNO OTTIMI RISULTATI E VANNO A FIORE PIÙ DIFFICILMENTE?
VERO 
Le varietà di cipolle usate da Orto Mio sono molto resistenti alla salita a seme. È possibile avere ottimi risultati già con i trapianti di fine inverno dando il meglio su quelli di marzo e aprile.

I CAVOLI TARDIVI DEVONO ESSERE TRAPIANTATI PER PRIMI?
VERO 
I cavoli a ciclo tardivo, per la raccolta invernale, offrono maggiori garanzie di successo trapiantati presto, perché devono essere già completamente sviluppati prima dell’arrivo del gelo.

È IMPOSSIBILE COLTIVARE LE SPECIE CHE AMANO IL CALDO IN MONTAGNA?
FALSO 
È sufficiente un’esposizione soleggiata, una piccola serra e la pacciamatura plastica sul terreno, per poter coltivare pomodori, melanzane e zucchini anche a 1000 mt s.l.m. Con trapianti in tarda primavera, pomodori e zucchine crescono anche in campo aperto, ma la produzione è molto più limitata ed altalenante.

LA NEVE AIUTA LA CONSERVAZIONE DEGLI ORTAGGI INVERNALI?
VERO 
In vista di forti gelate, la presenza di uno strato di neve sopra cavoli e radicchi invernali, funge da coperta e permette di evitare di ripararli con un nylon.

IL TRAPIANTO DEI POMODORI PUÒ ANTICIPARE QUELLO DI MELANZANE E PEPERONI?
VERO 
I pomodori resistono meglio al freddo e piccoli ristagni, ed il trapianto in campo aperto, può anticipare anche di un mese quello di peperoni e melanzane.

IL TNT SU PORRI E CIPOLLE NON PROTEGGE SOLO DAL FREDDO!?
VERO 
Il TNT è anche la difesa più affidabile contro la dannosissima mosca minatrice del porro, nei mesi primaverili, in settembre ed ottobre.

LA SALITA A SEME DEL FINOCCHIO SI PREVIENE DAL TRAPIANTO?
VERO 
La salita a seme autunnale dei finocchi, nelle aree più a rischio, si previene anche programmando la messa a dimora di trapianti scalari ogni 15 gg, con i quantitativi maggiori nella seconda metà di agosto.

MANTENERE I TUNNEL PLASTICI SEMPRE CHIUSI ACCELERA LA PRODUZIONE?
FALSO 
Nelle prime giornate calde primaverili, è fondamentale arieggiare le serre dalla tarda mattinata, per evitare danni da surriscaldamento alle piante.

IN MONTAGNA I TRAPIANTI NEI MESI DI GIUGNO E LUGLIO SONO I PIÙ IMPORTANTI PER GLI ORTAGGI AUTUNNALI?
VERO 
I trapianti da fine giugno a metà luglio in montagna, sono quelli più favorevoli per cavoli, radicchi, indivie e finocchi.

IL TNT È SCONSIGLIATO NELLA COLTIVAZIONE DI ANGURIA E MELONE?
FALSO 
Anche nei periodi non più a rischio di ritorni di freddo, da maggio in avanti, proteggere le piante di melone ed anguria dal trapianto e per almeno 3 settimane con TNT, facilita notevolmente il conseguimento di buoni risultati produttivi.

LA FINE DELL’ESTATE È IL MOMENTO IDEALE PER TRAPIANTARE LE FRAGOLE UNIFERE ED I CARCIOFI?
VERO 
Il trapianto a fine estate permette alle fragole unifere ed ai carciofi di produrre già all’inizio della primavera successiva.

Esposizione Luminosa

Gli ortaggi necessitano di sole diretto per gran parte della giornata. Cercheremo quindi di evitare la coltivazione dell’orto sul lato nord di un’abitazione od all’ombra di grandi alberi. Il posizionamento delle file all’interno dell’appezzamento, per le piante con forte accrescimento verticale, come pomodori, cetrioli, fagioli rampicanti, dovrebbe essere in direzione Est-Ovest, per beneficiare al massimo dei raggi solari. Prestare attenzione affinché la disposizione non crei una barriera ai raggi solari per le specie più basse. Le distanze di trapianto troppo strette vanno evitate, perché creano competizione per la luce tra le piantine, ed uno sviluppo stentato, con produzione deludente. Le specie a ciclo rapido, come lattughe e lattughini da taglio, brassiche orientali, spinaci, ravanelli, rucola, cavoli precocissimi, cavoli rapa, prezzemolo, cipollotti, valeriana, ecc., si possono consociare a piante più vigorose e tardive, trapiantandole nel medesimo momento, perché completeranno il loro ciclo prima di poter subire gli effetti negativi dell’ombra o non disdegnano un leggero ombreggiamento prima della raccolta.

 

Vero o Falso

I PEPERONI IN ESTATE AMANO IL SOLE TUTTO IL GIORNO?
FALSO 
In estate, una rete ombreggiante posta sul lato sud, o sopra le piante, che ripari i peperoni dalle 12 alle 17, permetterà alle piante di svilupparsi meglio, produrre di più e limitare le scottature dei frutti.

É UTILE SCHERMARE LE PIANTINE DAI RAGGI SOLARI AL TRAPIANTO?
VERO 
Per alcuni giorni dopo il trapianto, specialmente nei periodi caldi, le piantine si giovano di un ombreggiamento provvisorio (con TNT, cassette, ecc), che favorisce un più rapido attecchimento.

I POMODORI A MEZZ’OMBRA PRODUCONO DI PIÙ?
FALSO 
I pomodori hanno bisogno di molto sole. Se coltivati a mezz’ombra dal momento del trapianto, normalmente producono di meno.

ALCUNI ORTAGGI PRODUCONO ANCHE A MEZZ’OMBRA?
VERO 
Alcune specie come lattughe, prezzemolo, valeriana, cavoli, fragole, sedano, rucola, bietole, radicchi da taglio, riescono a produrre anche a mezz’ombra. Se la luminosità è elevata possono raggiungere discreti risultati produttivi, più modesti rispetto al pieno sole.

IL BASILICO PREDILIGE L’ESPOSIZIONE SEMPRE IN PIENO SOLE?
FALSO 
Dalla tarda primavera a fine estate, il basilico vegeta molto meglio esposto a mezz’ombra rispetto alla collocazione in pieno sole.

IL SOLE ESTIVO GIOVA ALLA FERTILITÀ DEL SUOLO?
FALSO 
Lavorare un terreno fertile in piena estate, esponendolo per giorni al sole diretto è sconsigliabile. I suoi raggi in questo periodo sono particolarmente dannosi per i microrganismi utili del suolo. Prima dei trapianti estivi, meglio lavorare il terreno all’ultimo momento.

LE INSALATINE SONO PIÙ BUONE COLTIVATE A MEZZ’OMBRA?
VERO 
Le insalatine, i radicchi e le brassiche da taglio (Asia mix), dalla tarda primavera alla fine dell’estate, crescono molto più rapidamente e più tenere alla leggera ombra del tessuto non tessuto, appoggiato su archetti sopra la coltivazione.

AL SOLE LE AROMATICHE HANNO PIÙ SAPORE?
VERO 
Il sole favorisce un maggiore accumulo di olii essenziali e quindi più intensità di sapore ed odore in foglie e fiori delle piante aromatiche.

I RAGGI DEL SOLE POSSONO DISINFETTARE IL SUOLO DALLE PATOLOGIE?
VERO 
La tecnica della solarizzazione sfrutta il calore generato dai raggi solari, per eliminare pericolosi patogeni del suolo, che si sviluppano soprattutto per mancanza di rotazione delle colture. Le aiuole da risanare vengono lavorate, saturate con l’acqua e coperte con un nylon trasparente posto ad inizio estate e tolto a fine agosto.

ALCUNE AROMATICHE CRESCONO BENE A MEZZ’OMBRA?
VERO 
Piante come melissa, menta, erba cipollina, basilico, cerfoglio, dragoncello, prezzemolo, erba aglina, rucola, tollerano bene anche l’esposizione a mezz’ombra.

È INUTILE OMBREGGIARE I POMODORI IN ESTATE?
FALSO 
Dalla tarda primavera all’estate, quando le piante di pomo- doro sono già cariche di frutti in maturazione, si giovano di un leggero ombreggiamento, con benefici per la produzione, riduzione dell’irrigazione e limitazione delle scottature.

Difesa dai Parassiti 

I parassiti degli ortaggi sono tra i piccoli inconvenienti con i quali bisogna convivere nella coltivazione dell’orto. Fortunatamente quelli in grado di provocare gravi danni sono pochi e la loro presenza è abbastanza prevedibile in base alle condizioni climatiche ed ambientali. La nostra attenzione dovrebbe essere rivolta innanzitutto alla prevenzione, partendo dall’acquisto di piantine Orto Mio di varietà naturalmente resistenti ai principali patogeni (nelle specie dove disponibili), alle buone pratiche di coltivazione, all’utilizzo di sistemi di difesa e caci e che evitino i rischi di residui chimici pericolosi sugli ortaggi alla raccolta.
Anche i fiori utili di Orto Mio: Tagete, Calendula, Nasturzio, aiutano a prevenire i parassiti, anche attirando gli insetti utili predatori di quelli dannosi.
La prima prevenzione si fa effettuando con scrupolo la rotazione delle colture, evitando di riproporre nella stessa aiuola la medesima specie od una della stessa famiglia per più anni consecutivi. Nelle aiuole più sfruttate o momentaneamente incolte, è utile la pratica del sovescio, che aiuta a risanare il terreno e ne migliora la struttura. Se si utilizzano specie leguminose il sovescio diventa anche una preziosa fonte di Azoto.
La prevenzione biologica contro le patologie fogliari, si pratica irrobustendo le piante con equiseto e prodotti a base di rame, applicati ogni due settimane, alternati a Propoli. Contro il Mal Bianco, lo zolfo è un rimedio efficacissimo, anche come curativo. Gran parte degli insetti si prevengono con trattamenti Bio a base di Azadiractina, alternati a Spinosad, ogni 5- 10 giorni. I lavaggi con saponi, il macerato d’ortica, il piretro, sono utili contro gli afidi e molti altri insetti. Per gli insetti parassiti del terreno sono discretamente e caci i panelli di Ricino e di Neem, applicati al trapianto, in buca, vicino al pane di terra. Per chiocciole e limacce, le esche di Fosfato ferrico, distribuite sul terreno al trapianto sono solitamente risolutive. 
Utilizzare tra le altre, anche le varietà Orto Mio naturalmente resistenti alle principali patologie, come Crimson Crush (per la Peronospora del pomodoro), è decisivo per prevenire alcune gravi malattie senza patemi, nell’eventualità di una stagione sfavorevole. 
Le piantine da orto innestate Orto Mio, facilitano la coltivazione anche in condizioni di scarsa fertilità del suolo, di forti stress ambientali e di patologie del terreno.

La Difesa Integrata

In condizioni metereologiche piovose prolungate, la difesa con prodotti biologici dilavabili, risulta inefficace. In questi casi, per le specie sensibili a funghi aggressivi come la Peronospora del pomodoro, può risultare consigliabile un intervento preventivo straordinario, con prodotti agrofarmaci a breve carenza, non dilavabili dalle precipitazioni, che consentiranno di non perdere il raccolto. Rispettando scrupolosamente il periodo di sospensione, dal trattamento alla raccolta, avremo ortaggi sani e assolutamente sicuri per la nostra salute.

Vero o Falso

TUTTI I TRATTAMENTI BIO HANNO EFFETTO ESCLUSIVAMENTE PREVENTIVO?
FALSO 
La maggior parte dei prodotti Bio hanno efficacia prevalentemente preventiva, ma ne esistono anche di curativi e caci, come i Bio insetticidi a base di Spinosad, Bacillus thuringensis, Azadiractina. Anche i fungicidi a base di zolfo e bicarbonato ad alte dosi sono curativi.

BISOGNA ELIMINARE DALLE PIANTE LE FOGLIE COLPITE DA MALATTIE?
VERO 
Le foglie con macchie anomale, vanno asportate dalle piante, per limitare la diffusione della patologia, prima di effettuare un eventuale trattamento.

IL TAGETE COMBATTE I NEMATODI RADICALI?
VERO 
I nematodi, sono piccolissimi parassiti radicali che possono colpire gli ortaggi, limitandone lo sviluppo, specialmente in terreni sabbiosi e con scarse rotazioni colturali. Alcune varietà di Tagete, come quello di Orto Mio, trapiantate vicino alle specie da proteggere, riducono la presenza di questi indesiderati ospiti.

L’OIDIO NELLO ZUCCHINO SI CONTIENE TAGLIANDO LE FOGLIE PIÙ VECCHIE?
VERO 
Non ha senso effettuare trattamenti sulle vecchie foglie di zucchini, zucche, e cetrioli, invase dal Mal bianco. Meglio reciderle vicino al fusto e curare con lo zolfo quelle ai primi stadi d’infezione. Molte varietà Orto Mio di zucchino, cetriolo e melone rendono più semplice la difesa bio, essendo naturalmente resistenti al Mal bianco.

ESISTONO POMODORI RESISTENTI ALLA PERONOSPORA?
VERO 
La Peronospora è il fungo più comune e grave per il pomodoro. La naturale resistenza a Peronospora del nuovo ibrido Crimson Crush F1, varietà Orto Mio in esclusiva per l’Italia, ne permette la coltivazione anche solo con la difesa Bio. 
Sono resistenti a Peronospora anche le varietà nane da salsa tipo Super Roma e tipo Rio Grande.

IL BICARBONATO DI SODIO È UTILE CONTRO MOLTI FUNGHI?
VERO 
Il bicarbonato che serve in casa per tanti usi, può essere utile anche per prevenire molti funghi nell’orto. Disciolto in acqua va nebulizzato uniformemente sulla vegetazione da proteggere ripetendo ogni 2 settimane. È utile per prevenire tra gli altri, Peronospora e Mal bianco, ed agisce solo per contatto. Risulta inefficace nei periodi piovosi prolungati.

NON ESISTONO PEPERONI NATURALMENTE RESISTENTI AI NEMATODI?
FALSO 
Il nuovo peperone rosso Fenomeno F1 di Orto Mio è una vera rarità, grazie alla naturale resistenza a Nematodi e Virus dell’avvizzimento maculato (TSWV) che lo caratterizzano.

É SEMPRE NECESSARIO TRATTARE LE PIANTE COLPITE DA MALATTIE?
FALSO 
Gli ortaggi colpiti da patologie non gravi in prossimità della raccolta riescono a completare il ciclo senza problemi e non avrebbe senso effettuare trattamenti curativi. Se invece si tratta di ortaggi dal ciclo lungo ed ad inizio produzione, si valuterà il tipo di intervento da attuare anche in funzione del clima previsto.

I PRODOTTI BIO A BASE DI RAME DEVONO ESSERE UTILIZZATI SETTIMANALMENTE?
FALSO 
Il Rame applicato con i trattamenti, se dilavato nel terreno a causa della pioggia, si accumula, con e etto deleterio sui microrganismi utili. Per questo nei periodi piovosi è bene non abusarne e, contro la Peronospora del pomodoro, privilegiare prodotti agrofarmaci non dilavabili, a tempo di carenza ridotto.

UN GETTO D’ACQUA È UTILE PER ELIMINARE MOLTI INSETTI?
VERO 
Un potente getto d’acqua indirizzato sui focolai di afidi ed acari, è in grado di abbatterne la maggior parte, rendendo più agevole l’efficacia del successivo trattamento con prodotti bio.

LA COLTIVAZIONE IN SERRA PREVIENE LA PERONOSPORA?
VERO 
Coltivare parte dei pomodori in una serra protetta da un nylon, che non permette agli schizzi della pioggia di bagnare la vegetazione, è una ottima assicurazione contro la Peronospora.

TUTTI I FUNGHI E BATTERI SONO DANNOSI PER GLI ORTAGGI?
FALSO 
Esistono anche tanti batteri “buoni”, importanti per la difesa Bio, come il Bacillus thuringensis, contro le giovani larve di lepidotteri e funghi come le micorrize, che aiutano le radici degli ortaggi a svilupparsi di più, assimilare meglio gli elementi nutritivi e prevenire alcuni patogeni.

NON ESISTONO CURE BIO EFFICACI CONTRO GLI INSETTI CHE COLPISCONO LE RADICI DEGLI ORTAGGI?
FALSO 
Tra i metodi Bio più moderni ed efficaci contro gli insetti che colpiscono le radici delle piantine, come grillotalpa e larve di coleotteri, vi sono alcuni nematodi “buoni” ovvero Steinernema ed Heterorhabditis, da diluire in acqua e da distribuire sul terreno. Sono utilizzati anche da Orto Mio nei nostri protocolli di produzione.

NON SONO PIÙ NECESSARI I VELENI CONTRO LE LUMACHE?
VERO 
Oggi ci sono tante “soluzioni Bio” per prevenire gli attacchi di limacce e lumache senza utilizzare le vecchie sostanze molto tossiche. Dai prodotti che costituiscono barriere fisiche, come la sepiolite, i trucioli o la cenere, alle esche come la birra o il fosfato ferrico.

I PRODOTTI RAMEICI BIO COMBATTONO MOLTI INSETTI?
FALSO 
Il rame ha proprietà fungicide e battericide ma non insetticide.

ESISTONO PRODOTTI BIO CONTRO I VIRUS DELLO ZUCCHINO?
FALSO 
L’unica difesa efficace contro i virus, la patologia più grave per lo zucchino, è la naturale resistenza delle varietà ai virus principali. Per questo per avere più garanzie è importante scegliere tra le 11 varietà resistenti ai virus della gamma Orto Mio.

L’APPLICAZIONE SERALE DEL PIRETRO È PIÙ EFFICACE?
VERO 
Il piretro è un insetticida Bio che viene inattivato dalla luce. Per questo l’applicazione serale è più e cace. Se è diluito in acqua con pH sopra a 7, è consigliabile acidificare la soluzione con aceto.

ESISTONO MELONI NATURALMENTE RESISTENTI AGLI AFIDI?
VERO 
Alcune varietà di melone, come Magnificenza F1 Orto Mio, sono più facili da coltivare con metodo biologico, anche grazie alla naturale resistenza all’afide del melone (Aphis gossypii), che ne limita la proliferazione.

IL SALE È TRA I PRODOTTI PIÙ UTILI CONTRO LE LUMACHE?
FALSO 
Il sale da cucina è e cace per tenere alla larga le lumache, ma è anche dannoso per il suolo e le piante, quindi meglio optare per gli altri metodi dissuasivi più rispettosi di ortaggi e ambiente.

IL VIRUS TSWV È MOLTO PERICOLOSO PER I POMODORI?
VERO 
Il virus dell’avvizzimento maculato del pomodoro (TSWV è l’abbreviazione del nome inglese), è il virus più di uso e pericoloso in molte zone d’Italia e colpisce molte specie, tra le quali pomodoro e peperone. Per questo è consigliabile scegliere nella gamma Orto Mio anche varietà con questa naturale resistenza a virus TSWV.

LE RETI ANTI-INSETTO SONO EFFICACI METODI PREVENTIVI?
VERO 
Le reti anti-insetto, appoggiate su archetti sopra le nostre coltivazioni sono un sistema difensivo molto e cace, in grado di ripararle anche contro gli insetti più scomodi da controllare, come le cimici, senza utilizzare trattamenti.

I PRODOTTI AGROFARMACI CHIMICI VANNO SEMPRE EVITATI?
FALSO 
In condizioni climatiche ad elevato rischio di infezioni fungine, come i periodi piovosi prolungati, specialmente per specie sensibili a Peronospora, come il pomodoro, un intervento preventivo straordinario, con agrofarmaci non dilavabili, a carenza ridotta, può essere consigliabile per evitare il peggio. Rispettando il periodo di sospensione prima della raccolta, indicato sulle confezioni, potremo consumare i frutti tranquillamente dopo pochi giorni.

ALCUNI MACERATI VEGETALI FAI DA TE SONO UTILI COME INSETTICIDI?
VERO 
I macerati d’ortica, aglio, foglie di pomodoro ed assenzio, svolgono una preziosa azione insetticida e sono facili da preparare. Per la macerazione, sfruttiamo una zona poco frequentata dell’orto, onde limitare il fastidioso odore sgradevole.

Irrigazione

Le necessità idriche degli ortaggi, sono molto variabili in funzione di specie, dimensioni delle piante, temperature esterne, esposizione, ecc.
Anche il tipo di terreno, che può trattenere più o meno acqua, ha un ruolo basilare nel dettare l’intervallo di tempo più o meno lungo che deve intercorrere tra un’irrigazione e quella successiva. Per questo, conoscendolo al meglio, sarà più facile non sbagliare. Come regolarsi allora? È bene sapere che ad inizio primavera le piante necessitano di poca acqua nel primo periodo dopo il trapianto. Alla messa a dimora, si effettuerà una buona irrigazione. 
Poi, per gli ortaggi da frutto (pomodori, peperoni, zucchine, cetrioli, ecc.), si dovrà attendere che il terreno, in superficie, sia asciutto, prima di procedere ad una nuova innaffiatura, che non dovrà essere troppo abbondante. Per le lattughe, la Poi, per gli ortaggi da frutto (pomodori, peperoni, zucchine, cetrioli, ecc.), si dovrà attendere che il terreno, in superficie, sia asciutto, prima di procedere ad una nuova innaffiatura, che non dovrà essere troppo abbondante. Per le lattughe, la frequenza sarà maggiore, ma sempre attendendo una leggera asciugatura superficiale.
Quando le piante saranno grandi e cariche di frutti e le temperature molto più elevate, aumenteremo notevolmente i quantitativi idrici, per evitare carenze nelle ore più calde della giornata. In prossimità della maturazione, alcune specie si giovano di una forte riduzione dell’irrigazione per raggiungere la massima qualità. È il caso di melone, anguria, zucca, cipolla, patata, pomodoro. 
In tardo autunno ed inverno, le esigenze idriche sono limitate e solitamente garantite dalle precipitazioni. Nel dubbio, specialmente se l’orto non è in pieno sole a pomeriggio, attendiamo che le piante si dimostrino leggermente assetate prima di irrigarle, piuttosto che esporle ai rischi del ristagno idrico.

 

Vero o Falso

L’IRRIGAZIONE A PIOGGIA COMPATTA IL TERRENO?
VERO 
Il terreno irrigato a pioggia deve essere zappato spesso, perché con l’irrigazione tende a compattarsi molto più rapidamente.

IRRIGARE ALLA SERA FAVORISCE LE PATOLOGIE?
VERO 
Il microclima umido che si crea attorno alle piante, protraendosi per molte ore durante la notte, favorisce l’attacco dei patogeni.

IL CLORO DELL’ACQUA DI RUBINETTO È DANNOSO?
VERO 
Se nell’acqua d’irrigazione la concentrazione di cloro è elevata, può danneggiare i microrganismi utili del suolo e rallentare lo sviluppo degli ortaggi. Per evitare questo rischio, lasciare riposare l’acqua in contenitori aperti per alcune ore: il cloro evaporerà!

NON BISOGNA IRRIGARE LE PIANTINE PRIMA DEL TRAPIANTO?
FALSO 
È bene invece assicurarsi che il terriccio delle piantine sia bagnato prima della messa a dimora, per un attecchimento rapido e senza sorprese.

IL RISTAGNO È TRA I PROBLEMI PIÙ COMUNI NELL’ORTO?
VERO 
Il ristagno d’acqua può portare rapidamente alla morte degli ortaggi, a causa dell’asfissia radicale per carenza di ossigeno e all’insediamento di patogeni fungini e batterici.

L’IRRIGAZIONE ECCESSIVA PEGGIORA LA QUALITÀ DELLA PRODUZIONE?
VERO 
Irrigando troppo frequentemente o con quantitativi esagerati le giovani piante diverranno sempre più esigenti di acqua nei periodi caldi e dovremo continuare con questa modalità. Per questo motivo, alla raccolta, gli ortaggi risulteranno meno saporiti e la conservabilità più limitata.

L’IRRIGAZIONE A GOCCIA PERMETTE DI RISPARMIARE ACQUA?
VERO 
L’irrigazione a goccia permette di disperdere meno acqua, rispetto ai metodi tradizionali a pioggia e scorrimento, perché il terreno viene irrigato senza sprechi, solo nella zona prossima alla radice e l’acqua non si disperde né in profondità, né scorrendo via in superficie.

LA CARENZA IDRICA NON INCIDE SULLA QUANTITA’ DELLA PRODUZIONE?
FALSO 
Un clima caldo e siccitoso impone un aumento significativo dei volumi d’acqua apportati con l’irrigazione.Infatti le piante in carenza idrica hanno difficoltà ad assimilare gli elementi nutritivi presenti nel suolo, possono perdere fiori e frutti a causa di aborti e non raggiungono le normali dimensioni di sviluppo caratteristiche delle varietà coltivate.

L’IRRIGAZIONE A PIOGGIA RALLENTA LO SVILUPPO DELLE MALATTIE FOGLIARI?
FALSO 
Al contrario, in presenza di foglie visibilmente ammalate sia in primavera che in autunno, evitare l’irrigazione a pioggia perché favorisce la diffusione di funghi e batteri.

DOPO UNA CONCIMAZIONE È CONSIGLIABILE UN’IRRIGAZIONE PIÙ RIDOTTA?
FALSO 
Specialmente nei periodi caldi, l’irrigazione dopo una concimazione deve essere generosa, per evitare gravi danni alle radici delle piante.

LA CARENZA IDRICA CAUSA IL MARCIUME APICALE DEL POMODORO?
VERO 
La carenza idrica è tra le cause principali del marciume dei frutti, tipico dei pomodori allungati. Altre cause, oltre alla sensibilità varietale, sono legate ad inefficienze del metabolismo idrico nella pianta: la disidratazione a causa del vento o della scarsa umidità dell’aria, il danneggiamento radicale, l’asfissia per eccesso di acqua, la carenza di calcio. 
Anche un apparato radicale molto superficiale per irrigazioni troppo frequenti nelle prime fasi di coltivazione in campo può favorire il marciume apicale dei frutti.

IRRIGARE AL MATTINO PUÒ CREARE PROBLEMI ALLE PIANTE?
FALSO 
Il mattino è il momento ideale per l’irrigazione. Infatti le piante sono più efficienti nell’assimilazione e si asciugano più rapidamente, con meno rischi di contrarre patologie. Nel periodo estivo poi, le piante, arrivano al pomeriggio, quando c’è la massima necessità idrica, con più riserva e vanno meno in crisi. Se si utilizza l’acqua fredda di un pozzo, alla mattina presto non ci sono i rischi di shock termico.

p> IL POMODORO NECESSITA DI POCA ACQUA?
FALSO 
Non bisogna confondere la capacità del pomodoro di cavarsela con poche irrigazioni in alcune situazioni particolari con una predisposizione a vivere con poca acqua. Solo alcune varietà e terreni particolarmente favorevoli, con falde poco profonde, permettono di coltivare il pomodoro con poca acqua, curandosi di “abituarlo” con pochissima acqua da subito dopo l’attecchimento.

 

CON LA PACCIAMATURA È NECESSARIO IRRIGARE MENO FREQUENTEMENTE?
VERO 
Coprire la superficie del terreno con materiali come nylon, pacciamature biodegradabili, paglia, trucioli, cartoni, ecc., aiuta a conservare molto più a lungo l’umidità nel suolo, permettendo di irrigare di meno oltre ad avere uno sviluppo drasticamente ridotto delle malerbe.

Lavorazioni del Terreno

Prima di iniziare le lavorazioni del terreno, assicuriamoci che non sia troppo bagnato o troppo secco, per evitare di danneggiarlo o fare una enorme fatica, senza raggiungere il risultato desiderato. Organizziamo l’orto in aiuole non più larghe di un metro, separate da camminamenti di 30-40 cm, onde potervi accedere comodamente per le lavorazioni, l’irrigazione e la raccolta.

La preparazione del terreno, si effettua in due momenti:

  • • lavorazione di fondo: in autunno-inverno.
  • • lavorazione pre-trapianto: prima della messa a dimora.
Dopo la messa a dimora delle piantine effettueremo le lavorazioni post-trapianto.

 

La lavorazione di fondo autunno-invernale, consiste nella vangatura: dopo aver a ondato la lama nel suolo, per non più di 20-30 cm, il terreno viene sollevato e rivoltato per tornare so ce ed arieggiato. Approfittiamo di questa operazione per estirpare le radici delle piante infestanti ed eliminare eventuali sassi presenti.

Predisponiamo la baulatura del suolo nei terreni soggetti a ristagni: cuscini di terra alti 20-30 cm, sui quali poi trapianteremo le piantine. Nei terreni pesanti e compatti, potremo aggiungere sabbia per alleggerirli. Se viceversa la struttura è sabbiosa, si abbondi con la sostanza organica.

La lavorazione pre-trapianto si effettua alla fine dell’inverno. Se il suolo è compatto inizieremo con la vangatura, facendola seguire da zappatura o fresatura. Poi il terreno sarà rastrellato per pareggiarlo, spostando le zolle più grossolane ai margini dell’appezzamento. 
Dopo il trapianto, dovremo zappettare frequentemente il terreno tra le piante. Ciò favorirà una crescita rigogliosa ed eviterà la formazione di grandi crepe in suoli pesanti, nei periodi caldi. Alcuni ortaggi si giovano della rincalzatura, che consiste nell’accumulo di terreno alla base delle piante a diversi scopi a seconda delle specie: favorire l’imbiancamento dei fusti, proteggere dal gelo, aumentare la superficie radicale assorbente. 
Esistono interessanti studi che propongono la coltivazione senza il rivoltamento del suolo tipico della vangatura ed aratura, intervenendo prima con la fessurazione verticale del terreno, e poi con la fresatura. Queste tecniche fanno del rispetto dei microrganismi utili del suolo la loro forza e la possibilità di applicarle con successo, almeno nei terreni meno pesanti, è certamente realistica.

Vero o Falso

LA VANGATURA È FACILITATA APRENDO UN VARCO AD INIZIO LAVORI?
VERO 
All’inizio della vangatura, scavare nel terreno una piccola trincea di 30 cm, larga come l’aiuola da lavorare, dove rivolteremo la terra appena sollevata, permetterà di operare con meno fatica.

È COMPLICATO CAPIRE SE IL TERRENO È TROPPO UMI- DO PER LAVORARLO?
FALSO 
Per capire se si può lavorare il terreno, dopo aver rivoltato la prima zolla, osserviamo la vanga: la lama senza tracce di fango, ci indicherà che possiamo proseguire senza indugio, viceversa attenderemo che il suolo sia più asciutto.

LA LAVORAZIONE INVERNALE È L’OCCASIONE GIUSTA PER APPORTARE IL LETAME?
VERO 
Letame, stallatico, cornunghia, distribuiti con la lavorazione di fondo invernale ed interrati con la vangatura, hanno il tempo per rigenerare il suolo e trasformarsi rendendosi disponibili per gli ortaggi in fase di sviluppo.

LA FRESATURA RIPETUTA MIGLIORA IL TERRENO?
FALSO 
La fresatura dovrebbe essere alternata alla vangatura perché tende a formare una “suola di lavorazione” con terreno compatto, ove la penetrazione dell’acqua e delle radici degli ortaggi sono compromesse.

LA RINCALZATURA NEL PORRO NON È CONSIGLIABILE?
FALSO 
Il porro è tra le specie che si giova maggiormente della rincalzatura. Coprendo i fusti con il terreno recuperato dai lati delle aiuole, lasciando emergere solo il ciuffo terminale delle foglie, otterremo porri con una quantità di fusto bianco molto superiore.

LA TORBA AIUTA A TRATTENERE L’UMIDITÀ DEL SUOLO?
VERO 
Se il nostro terreno è sabbioso e trattiene l’acqua con difficoltà, apportare della torba sulle file di trapianto ed in buca aiuterà a mantenere più a lungo l’umidità vicino alle radici.

IL TERRENO ARIDO VA IRRIGATO PRIMA DELLA VANGATURA?
VERO 
Un terreno arido, specialmente se argilloso, è solitamente duro e molto faticoso da lavorare. Un’irrigazione abbondante, ad alcuni giorni dall’intervento, renderà più semplice ed e cace il nostro lavoro.

ZAPPARE IL TERRENO TRA LE PIANTE SERVE SOLO AD ELIMINARE LE ERBACCE?
FALSO 
Zappettare il suolo tra le piante in crescita, non appena si forma una leggera crosta sul terreno, è tra le operazioni importanti nell’orto: porta ossigeno alle radici e limita le perdite di acqua per evaporazione, aiutando le piante a svilupparsi meglio.

LA BAULATURA DEL TERRENO È CONSIGLIATA PER MELONE E ANGURIA?
VERO 
Specialmente nei terreni argillosi, conviene predisporre già dalla fine dell’autunno l’area che vogliamo destinare a queste cucurbitacee.
Prepareremo delle aiuole, rialzate di 15-20 cm, al centro delle quali trapianteremo le piantine tra aprile e maggio dell’anno nuovo.

CALPESTARE IL TERRENO BAGNATO NON LO DANNEGGIA?
FALSO 
Meglio limitare il calpestio del terreno bagnato ai camminamenti tra le aiuole al momento della raccolta.
Altrimenti il suolo tenderà a compattarsi, perdendo le caratteristiche necessarie per uno sviluppo ottimale dell’apparato radicale

Fertilità e Concimazione

Un terreno poco fertile, concimato in modo insufficiente, è tra le cause più frequenti dei fallimenti nella coltivazione dell’orto. Perciò, attrezziamoci con tanta sostanza organica, possibilmente di tipo differente: letame maturo, o stallatico in pellet, compost, cornunghia, pollina. Sono le fondamenta che permetteranno di costruire piante forti già dalle radici. Infatti, oltre ad apportare gli elementi minerali fondamentali quali Azoto (N), Fosforo (P) e Potassio (K), secondari e micro-elementi, questi prodotti naturali apportano microrganismi utili e nutrono quelli già presenti, svolgendo un ruolo insostituibile per la fertilità futura del nostro terreno. Il momento più opportuno per apportare questi tipi di sostanza organica è tra l’autunno e l’inverno, interrandoli con la vangatura. Effettueremo poi una ulteriore concimazione, con un intervento direttamente in buca, un paio di settimane prima del trapianto, con compost e pollina, con l’aggiunta di guano e borlanda per le piante più esigenti. In alternativa potremo utilizzare un pugno di un buon concime minerale NPK per buca al posto di guano e borlanda. Per una produzione più generosa degli ortaggi a ciclo lungo, potremo ripetere la borlanda o il minerale NPK una volta al mese, interrandoli leggermente nel terreno, vicino alle piante. 
Limitiamo i concimi chimici azotati come Urea o Nitrato Ammonico, eventualmente solo alle specie più esigenti, con piccoli apporti frazionati nel tempo.
Una pratica utile per la fertilità, è il sovescio con le piante leguminose. Consiste nella semina, nello sfalcio alla fioritura e nell’interramento della vegetazione dopo alcuni giorni di asciugatura all’aria. Rigenerano il suolo e ne migliorano la struttura penetrandolo con le radici e permettendo una pausa dalle “solite specie”.

 

Vero o Falso

POSSIAMO COLTIVARE UN BELL’ORTO ANCHE UTILIZZANDO SOLO CONCIMI BIO?
VERO 
Non è però sufficiente una quantità “simbolica” di stallatico in pellet per raggiungere l’obiettivo! Concimi ed ammendanti Bio del mercato devono essere apportati periodicamente ed in quantità adeguate, indicate sulle confezioni e possibilmente in forme diverse, come stallatico, guano, borlanda, panelli di neem e ricino, ecc..

IL PH INADEGUATO DEL TERRENO È UNA CAUSA FREQUENTE DI SCARSA PRODUZIONE? 
FALSO 
In realtà, normalmente è sufficiente apportare generosi quantitativi di sostanza organica e scegliere le varietà più rustiche di Orto Mio, per coltivare le nostre specie preferite anche in condizioni di pH considerate poco favorevoli.

SI DEVE EVITARE IL CONTATTO DIRETTO DEI CONCIMI CON LE PIANTE? 
VERO 
Molti concimi, venendo a contatto con gli organi delle piante, possono provocare gravi danni. Meglio applicarli tra le file, a distanza di sicurezza dalla pianta, interrandoli leggermente nel suolo (se granulari) e facendo seguire un’irrigazione adeguata.

ALCUNI ORTAGGI GRADISCONO CONCIMAZIONI PERIODICHE?
VERO 
Gli ortaggi dal ciclo lungo, o molto esigenti, come pomodori, peperoni, melanzane, meloni, cetrioli, sedani, mais, ecc., per una produzione generosa, sono favoriti oltre che da una piccola scorta in buca, da concimazioni ripetute ogni 3 setti- mane. Ciò è particolarmente utile nei terreni meno fertili. Si potranno alternare concimi bio come il guano, nelle prime fasi, proseguendo con la borlanda.

I CONCIMI BIO IN QUANTITÀ ESAGERATA GARANTISCONO PRODUZIONI PIÙ GENEROSE?
FALSO 
Dosaggi eccessivi di concimi, anche se Bio, hanno effetti negativi sulla produzione. L’eccesso di azoto si può manifestare con eccessi di vegetazione a discapito della produzione, con maggiore sensibilità alle patologie e conservabilità più ridotta degli ortaggi.

L’ORTO È FERTILE E SANO ANCHE SOLO CON I CONCIMI CHIMICI NPK?
FALSO 
L’utilizzo smodato nell’orto dei soli fertilizzanti chimici di sintesi, oltre a produrre ortaggi meno salubri, abbatte la presenza dei microrganismi utili del suolo e dei lombrichi, fondamentali per conservare la fertilità del terreno nel tempo.

IL LETAME DI STALLA GARANTISCE UNA BUONA FERTILITÀ?
VERO 
Il letame di stalla è ancora oggi tra le migliori risorse per la concimazione dell’orto. Apporta da solo tutti gli elementi nutritivi necessari allo sviluppo equilibrato dei nostri ortaggi. Si può distribuire con la lavorazione di fondo in inverno, alle dosi di 4-6 kg per metro quadrato ed anche in buca prima del trapianto per le specie più esigenti.

LA CONCIMAZIONE AZOTATA PUÒ RITARDARE LA SALITA A SEME NEI FINOCCHI?
VERO 
Nei trapianti più rischiosi in pianura per la salita a seme, a fine luglio, un po’ di nitrato ammonico (15 grammi per mq), localizzato sulle file e mescolato al terreno, due settimane prima del trapianto, può ritardare la salita a seme del finocchio.

LA CENERE PUO’ ESSERE UTILIZZATA COME FERTILIZZANTE? 
VERO 
La cenere di legna non trattata con additivi chimici, arricchisce il terreno di elementi molto importanti, come fosforo, potassio, magnesio e calcio. Si distribuisce in inverno (100-200 gr per metro quadrato), insieme al letame, alla cornunghia ed alla pollina.

GLI ORTAGGI COLTIVATI SENZA CONCIMI SONO PIÙ SANI?
FALSO 
I terreni impoveriti dal mancato reintegro delle sostanze prelevate dalle piante dopo anni di coltivazione, oltre a non permettere produzioni soddisfacenti a livello quantitativo, generano piante più deboli ed attaccabili dai parassiti ed ortaggi di qualità più modesta.

L’UMIDO PER IL COMPOST PUÒ ESSERE UTILIZZATO ANCHE FRESCO?
FALSO 
Non interrare materiale organico umido non trasformato, perché può favorire la proliferazione di popolazioni batteriche dannose per le piante ed il terreno. Va stagionato, attendendo che abbia raggiunto la consistenza, colore e odore di un buon terriccio.

SE NON ABBIAMO CONCIMATO PRIMA DEL TRAPIANTO, ORMAI NON HA PIÙ SENSO FARLO!?
FALSO 
Se non abbiamo concimato prima, a maggior ragione sarà necessario farlo ora! Subito dopo l’attecchimento delle piantine, distribuiremo tra le file, interrandoli leggermente, prodotti di rapida disponibilità per le piante: guano, pollina, sangue di bue (liquido ed in polvere). Mensilmente potremo integrarli con borlanda e macerato di letame e di ortica.

L’ABUSO DI CONCIMI CHIMICI AZOTATI FAVORISCE I PARASSITI?
VERO 
L’azoto è un elemento basilare, ma nelle giuste quantità! In quantità eccessive, favorisce uno sviluppo poco equilibrato, con radici poco profonde e tessuti teneri, più facilmente aggredibili dai parassiti animali, fungini e batterici.

ALCUNI MACERATI SONO UN ECCELLENTE CONCIME A PRONTO EFFETTO?
VERO 
Letame e pollina maturi, ma anche ortica, equiseto ed altri vegetali, posti a bagno in acqua per 7-14 giorni e poi filtrati, sono macerati nutrienti e stimolanti. Distribuiti settimanalmente nel primo mese, per gli ortaggi più esigenti e quelli bloccati dal clima sfavorevole. Ripetere ogni 3 settimane per le altre piante dell’orto.

UTILIZZARE IL LETAME DI STALLA FRESCO È CONSIGLIABILE?
FALSO 
Il letame di stalla è utilizzabile senza alcun rischio, solo se è stagionato a sufficienza: quando non emana più cattivo odore e le sue componenti, amalgamate, non si distinguono più. Normalmente il tempo necessario è di 8-12 mesi.

UN PO’ DI CONCIME MINERALE NPK NON PREGIUDICA LA SALUBRITÀ DEGLI ORTAGGI?
VERO 
In terreni particolarmente poveri, un pugno di concime NPK in buca al trapianto, insieme a pollina o letame maturi, dà un valido aiuto, specialmente per gli ortaggi da frutto a ciclo lungo. Ciò non comprometterà la salubrità degli ortaggi alla raccolta.

LA POLLINA È UN FERTILIZZANTE DA EVITARE?
FALSO 
La pollina, gode di cattiva fama, a causa dei danni che provoca se utilizzata male. In realtà è un concime ricco, dalla buona rapidità d’azione. Deve essere ben matura e si distribuisce ad un paio di settimane dal trapianto, alla dose di 5-700 gr per metro quadrato. Per gli ortaggi più esigenti, distribuire anche in buca, con altri concimi bio.

L MACERATO D’ORTICA È UN BUON ATTIVATORE DEL COMPOST?
VERO 
Il macerato d’ortica, spruzzato sul cumulo, ne accelera la trasformazione in compost maturo.

I CONCIMI FOGLIARI SONO INDISPENSABILI PER UN’OTTIMA PRODUZIONE?
FALSO 
I fogliari sono concimi da diluire in acqua e distribuire nebulizzandoli sugli ortaggi. Se si utilizza correttamente la sostanza organica, solitamente non sono necessari per la buona riuscita dell’orto. Possono contribuire nel caso di piccole carenze od in periodi di forte stress climatico per la loro rapida efficacia

PIANTINE E SEMENTI

Prevenire le patologie con piantine sane e garantite

La sanità delle piante Orto Mio è una premessa importante per il successo nella coltivazione dell’orto. Come potremmo riuscire a coltivare ortaggi sani, se le piantine all’origine non lo fossero? 
Nelle serre di Forlì e Cesena, dai migliori semi e terricci e grazie alle più moderne tecniche di coltivazione, le giovani piantine, seguite scrupolosamente dai tecnici Orto Mio, si sviluppano robuste in un microclima ideale. La prevenzione dalle patologie però è indispensabile anche in condizioni così favorevoli. 
È curata sia con prodotti biologici, che in questo stadio delicato spesso non sono in grado da soli di garantire la perfetta sanità della coltivazione, che con prodotti agro farmaci a breve carenza, che garantiscono una protezione adeguata sino al momento del trapianto. L’attività di questi “disinfettanti delle piante” cessa subito dopo il trapianto. Pertanto giungeremo al momento della raccolta potendo godere di ortaggi genuini, senza alcun residuo pericoloso per la salute.

 


Varietà naturalmente più resistenti

Se abitualmente scegliamo le varietà per il nostro orto guardando la foto sul vasetto delle piantine o sulla bustina di semi, che ne illustra il risultato finale, d’ora in avanti potremo fare una scelta più consapevole, che faciliterà la nostra coltivazione futura. 
Non è facile immaginare la grande differenza che può intercorrere nei risultati, tra due differenti varietà dello stesso ortaggio, che in foto appaiono identiche: una può essere molto resistente alle malattie mentre l’altra particolarmente delicata, una buona e l’altra mediocre, una molto produttiva e l’altra poco. Per darvi una piantina di valore investiamo tanto a partire dalla scelta delle varietà migliori per le Vostre esigenze. 
La maggior affidabilità di queste varietà è tra i piccoli segreti che spingono tanti coltivatori, passati alle piantine Orto Mio, a raccontarci con gratitudine di non avere mai avuto un orto così bello prima.

Vero o Falso

LE VARIETÀ ANTICHE NON ESISTONO PIU'? 
FALSO 
Molti semi “di una volta” sono ancora disponibili, anche se non è facile reperirli. Molte di queste varietà sono nella gamma di piantine Orto Mio.

LA LUNA È DECISIVA PER IL SUCCESSO NELLE SEMINE? 
FALSO 
La luna ha un influsso sulla germinazione e sulla crescita delle piante, e rispettarla aiuta, ma non è decisiva per il risultato finale. Sono più determinanti la germinabilità del seme, la corretta umidità del suolo, la varietà, la profondità di semina, la concimazione, le temperature.

LE SEMENTI IBRIDE (F1) SONO DA EVITARE? 
FALSO 
Al contrario, gli ibridi (identificati dalla sigla F1), spesso offrono grandi vantaggi rispetto alle varietà pure, come la maggiore facilità di coltivazione con metodo Biologico. Gli F1 sono ortaggi ottenuti incrociando due varietà pure diverse, per ottenere maggiore resistenza ai patogeni, rusticità, produttività, ecc. Nulla a che vedere con gli OGM!

DAI SEMI BIOLOGICI SI OTTENGONO ORTAGGI PIU’ SALUBRI? 
FALSO 
Gran parte delle varietà bio che si trovano in commercio non è naturalmente resistente alle principali malattie. Ciò com- plica la coltivazione senza agro farmaci. Inoltre i semi tradizionali, rispetto a quelli biologici, sono più sicuri riguardo il rischio di infezioni da patogeni.

LE PIANTINE IN “CUBETTO PRESSATO” SI TRAPIANTANO IN SUPERFICIE? 
VERO 
Le piantine Orto Mio in cubetto, come lattuga e cicorie, si trapiantano lasciando circa 1/3 del cubetto scoperto, all’aria. Ciò permette di prevenire i marciumi del colletto.

GLI IBRIDI HANNO SOSTITUITO LE VARIETÀ ANTICHE? 
VERO 
In molte specie, gli ibridi hanno soppiantato le varietà antiche, migliorandone aspetti fondamentali per l’orticoltura professionale. Solo alcuni ibridi offrono vantaggi importanti anche per noi hobbisti.

È BENE CIMARE LE FOGLIE VIGOROSE DI RADICCHIO E CIPOLLA AL TRAPIANTO? 
VERO 
Nel periodo estivo è consigliabile trapiantare piantine ben sviluppate e ridurre la vegetazione anche a metà con le for- bici. Limiterà le perdite d’acqua per traspirazione, velocizzando l’attecchimento.

È INUTILE CONSERVARE I SEMI OTTENUTI DAGLI F1? 
VERO 
Qualora desiderassimo conservare per il futuro i semi pro- dotti da una pianta F1, è bene sapere che da essi otterremmo piante diverse dal genitore: può cambiare la forma, il gusto, la resistenza ai patogeni.

AL TRAPIANTO BISOGNA ELIMINARE EVENTUALI FRUTTI PRESENTI SULLE PIANTINE? 
VERO 
Perché potrebbero bloccare lo sviluppo della pianta, che in questa fase deve investire tutte le proprie energie nella radicazione.

LE PIANTINE BIO GARANTISCONO ORTAGGI PIU’ GENUINI? 
FALSO 
Solitamente le piantine bio che si trovano in commercio non sono prodotte con varietà resistenti alle principali malattie. Ciò ne complica la coltivazione senza agrofarmaci in caso di attacchi parassitari. Le piantine tradizionali Orto Mio facilitano una difesa biologica e cace, consentendo di raccogliere ortaggi senza alcun residuo chimico.

LE RADICI COMPATTE VANNO SFOLTITE PRIMA DEL TRAPIANTO?
VERO 
Se le radici delle piantine sono sovrapposte, tanto da non permettere di vedere il terriccio sottostante, possiamo sfoltirle strappandole delicatamente, senza danneggiare il pane di terra. Consentirà una radicazione più estesa.

COLTIVARE L'ORTO PERFETTO

La scelta dell'orto 

La scelta del luogo e del terreno dove coltivare il nostro orto è fondamentale per avere ottimi raccolti con un minimo sforzo. E' la terra che fornisce tutto il nutrimento necessario alle piante per crescere sane e rigogliose. Scegliete la parte più soleggiata dell'area che volete trasformare nel vostro orto perché una buona esposizione al sole vi permetterà di ottenere una crescita rigogliosa  ed alle piante di produrre di più. Nel nord Italia la migliore esposizione è a sud. Nel centro e nel sud Italia la migliore esposizione è a est-sud-est oppure ovest-sud-ovest. 
Considerate anche la presenza di alberi, muri, edifici e tutte quelle costruzioni che potrebbero fare ombra alle vostre piantine che hanno bisogno di almeno 5 ore di luce solare al giorno. Nella scelta del terreno per l'orto, un altro aspetto fondamentale, è la composizione della terra. 
Le sostanze nutritive di cui hanno bisogno i nostri ortaggi si trovano nei primi 30/40 centimetri del terreno, qui si andranno a ramificare le radici delle vostre piante.
La terra dovrà essere fine e morbida, ricca di nutrimento e drenante al punto giusto. Se il suolo è troppo sabbioso l'acqua drenerà troppo facilmente costringendovi a bagnare di più. Per ovviare a questo problema aggiungere della terra argillosa fino a giungere a un buon compromesso. Se la terra invece è troppo argillosa, quindi trattiene troppa acqua, vi basterà aggiungere della sabbia o del comune terriccio di buona qualità. La concimazione con stallatico o compost permette di ammorbidire il terreno rendendolo più friabile,  ossigenato e agevole per lo sviluppo delle radici. Come per la luce ed il tipo di terreno anche questo aspetto è un requisito fondamentale per avere un orto produttivo.
La scelta del terreno non può prescindere dall'accesso all'acqua. Organizzandosi sarà anche possibile ottimizzare il processo di innaffiatura con la tecnica dell'irrigazione goccia a goccia e con il riciclo dell'acqua piovana, un' ottimo metodo per avere anche un risparmio sia economico che ecologico.

 

Riepilogo


  • Individuare il terreno
  • Eliminare le erbacce
  • Vangare in profondità 30/40 cm
  • Eliminare i sassi più grossi
  • Concimare il terreno
  • Creare piccole aiole
  • Trapiantare premendo il terreno alle radici
  • Rastrellare la superficie
  • Annaffiare accuratamente
  • Curare le piante da malattie e da insetti

Preparazione dell'orto

l primo passaggio fondamentale da imparare per fare un orto è sicuramente la preparazione del terreno. Il periodo più produttivo è sicuramente la primavera, quando ci sono più colture da piantare, ma la preparazione del terreno deve essere fatta all'inizio del periodo invernale. La terra va mossa, concimata e fatta riposare per essere pronta in primavera. Fare un orto è salutare perché è vero movimento fisico: vangare, zappare, rastrellare, trapiantare o estirpare erbacce sono una vera e propria attività fisica. Una ora passata nell'orto equivale a 20 minuti di palestra. 
Se la terra è troppo bagnata (quando lo è non si stacca dalla vanga) rimandate la preparazione del terreno, è solo più faticoso e rovinereste la tessitura del terreno. Durante tutte le operazioni utilizzate dei guanti da lavoro vi eviterà fastidiose vesciche sulle mani, mentre spingere sul piede per vangare la terra, sollevare la zolla e rigirarla facendo leva con la gamba, vi permetterà di non sforzare troppo la schiena.

I lavori nell'orto

Vangate il terreno a una profondità di almeno 30 centimetri eliminando tutte le radici di piante infestanti per evitare che queste ricrescano  in primavera invadendo il vostro orto, togliendo spazio e sostanze nutritive alle vostre colture. Togliete anche il maggior numero di sassi (se presenti) in modo da facilitare la lavorazione del suolo in un secondo momento.
Rendete il terreno più friabile. Se la terra è troppo argillosa aggiungete un po' di sabbia e arricchitelo di sostanze nutritive con il concime. Per l'orto i migliori sono gli organici pellettati. Anche il compost è ottimo per la concimazione e rende il terreno molto friabile senza contare che se autoprodotto significa risparmio economico oltre che ecologico.
Fresate il terreno sminuzzando le grosse zolle che si sono create con la vangatura. Sgretolate la terra mescolandola bene con il concime che avete aggiunto e che andrà a fertilizzare lo strato di terra dove ci saranno le radici delle nostre colture. Cercate di rendere la superficie del terreno il più uniforme e piana possibile per agevolare il lavoro futuro. Raccogliete tutte le piante infestanti che avete rimosso dal terreno e buttatele nella compostiera.

Preparare l'orto in primavera

 

Ci siamo, con l'arrivo della primavera è il momento ideale per cominciare a preparare il terreno per i trapianti. Dopo il lavoro fatto a fine autunno/inverno, la terra sarà ben fertilizzata e pronta per essere coltivata. Per cominciare, sarà necessario rimuovere un pò la terra che, durante le piogge del periodo invernale si sarà ricompattata. Il lavoro che dobbiamo svolgere, è quello di rendere la terra friabile per permettere alle radici delle piantine che vogliamo coltivare, di crescere comodamente.
La preparazione del terreno per il trapianto consiste nei seguenti passaggi: vangare nuovamente il suolo, estirpare bene tutte le erbacce facendo attenzione a non lasciare le radici altrimenti queste rispunteranno nuovamente, gettate il tutto nel vostro contenitore per il compost.
Dovete cercare di rendere il terreno più friabile possibile. Più lavorate in questa fase, meglio crescerà la pianta. 
Arrivati a questo punto il lavoro più pesante è finito ma quello che vi aspetta adesso è altrettanto importante e da questo dipenderà la produzione e il tempo che dovrete dedicare alla raccolta dei prodotti. Pensate bene a quali ortaggi desiderate coltivare e alla quantità, dividete il terreno in aeree non troppo grandi, in modo da organizzare le varie colture in settori ben delimitati, non dimenticate di considerare una distanza ragionevole per il passaggio. Le varie piantine andranno poste in solchi ben delimitati, pensando anche a come dovrete irrigare, quindi andranno realizzati trasversalmente rispetto alla pendenza che seguirà lo scorrimento dell'acqua. Per la coltivazione di ortaggi primaverili ed estivi, consiglio di mettere le piantine nel solco, così eviterete di disperdere acqua. Per gli ortaggi invernali invece è conveniente mettere le nostre coltivazioni in cima alla montagnola di terra creata con  il solco (baulatura) , evitando così che durante il periodo invernale ci sia un ristagno di acqua, molto dannoso per le piante. Pensate alla dimensione che il prodotto raggiunge poco prima della raccolta e tenetevi larghi, è bene che la pianta abbia più spazio per crescere rigogliosa. E' meglio una pianta ben sviluppata che due più piccole non cresciute completamente per la mancanza di spazio. La preparazione del terreno è finita, ora non vi resta che scegliere gli ortaggi e trapiantarli.

Seminare o Trapiantare

Un tempo le piante crescevano selvatiche e spontanee ovunque e l'uomo le raccoglieva scegliendo tra quelle più adatte alla sua alimentazione ed al suo gusto. Quindi selezionò le piante migliori e da esse cominciò a produrre il seme per poterle coltivare nel suo orto. Qui convivevano magnificamente bene tra di loro tanti ortaggi. Ma, con il passare del tempo, le piante diventavano sempre più deboli e i semi sempre più scadenti. Un bel giorno notò che le api, nel loro frenetico movimento e posandosi di fiore in fiore, avevano incrociato i fiori di due piante che , a loro volta, avevano dato origine a una nuova varietà più forte e resistente: la scoperta delle sementi ibride F1. Nel corso del tempo le sementi ibride F1 trovarono sempre più impiego per le loro rese e resistenze. Per non sprecare un seme così prezioso si pensò di farlo crescere in luoghi protetti (serre) per poi trapiantare a dimora le piantine senza rischi di perdite come succedeva con le semine dirette in campo.

Il corretto trapianto

l trapianto permette lo sviluppo delle piante in periodi non troppo favorevoli e di anticipare la raccolta.
Rimuoviamo la piantina, con tutta la terra, dal vasetto di plastica utilizziamo una piccola paletta per fare un buco nel solco della larghezza del vaso e 5 cm più profondo, inseriamo la piantina con la terra nel buco e avviciniamo la terra al fusto della piantina premendo un po' per stabilizzarla. Una volta trapiantate tutte le piantine bagniamo abbondantemente. E' la terra che va bagnata abbondantemente non la pianta, evitate quindi di vaporizzare l'acqua su tutta la superficie coltivata. Il solco che avete precedentemente creato serve proprio per trattenere l'acqua quindi con il classico tubo da giardino o con l'innaffiatoio versate l'acqua nel solco. Se non bagnate le foglie eviterete fastidiose malattie delle piante che potrebbero influire negativamente sulla produzione delle vostre colture. Trapiantare permette di diminuire molto i tempi di coltivazione ottenendo risultati sicuri e superiori.

La raccolta degli ortaggi

La raccolta degli ortaggi, dopo tutto il lavoro fatto precedentemente, è il momento in cui si hanno le maggiori soddisfazioni. Tornare in casa con un bel cesto pieno di verdure fresche e genuine vi ripaga di tutta la fatica e del sudore che la lavorazione della terra vi è costato.

Tagliare e non strappare:

con un coltello o meglio le forbici da potatura, che il bravo coltivatore ha sempre nella tasca dei pantaloni da lavoro, e tagliate i gambi di quei prodotti che non si staccano facilmente. Eviterete così di strappare il rametto della pianta che probabilmente ha già altri frutti che devono ancora maturare.

Raccogliere prima di bagnare:

la raccolta degli ortaggi conviene farla prima di bagnare così eviterete di camminare sul fango.

Attenzione a dove lasciate il cesto:

Vi sconsiglio vivamente di lasciare il cesto con i prodotti raccolti in casa se non li lavate e conservate subito, altrimenti tutte le formiche e gli altri insetti presenti sui vostri prodotti, col passare del tempo vi invaderanno casa.

Contenitori:

Personalmente, preferisco utilizzare delle cassette o dei cesti per la raccolta degli ortaggi. Le buste di plastica le sconsiglio perché non avendo una base rigida, tendono a schiacciare i prodotti oltre a non farli respirare.

Raccogliete gli ortaggi nel momento giusto:

Non aspettate che gli ortaggi diventino enormi per raccoglierli, altrimenti correte il rischio di mangiare un prodotto troppo duro e soprattutto, avrete impedito ai frutti più piccoli di maturare. Il classico esempio è la pianta delle zucchine che produce molti frutti se ogni 2 o 3 giorni ne raccogliete qualcuno. La dimensione ideale dipende anche dal modo in cui volete cucinare il prodotto.

Organizzate la raccolta:

La maturazione dei prodotti andrà ad ondate, quindi non vi scoraggiate se alcuni giorni non avrete ortaggi da raccogliere. Cercate di organizzarvi bene perché una volta tagliato l'ortaggio dalla pianta, questo va pulito, cucinato e consumato. Raccogliete quindi, in base alla produzione che avete, solo quello che avete intenzione di consumare.

Come coltivare l’aglio: dalla semina al raccolto, il periodo migliore e consigli pratici alla coltivazione. Coltivazione dell’aglio in base alla Luna.

 L’aglio è un ortaggio dai molti usi in cucina e dalle notevoli proprietà benefiche, per questo motivo non potrà mancare in un orto famigliare questa coltura, della famiglia delle Liliacee.

Per rispondere ai consumi di una famiglia non serve una grande estensione, converrà ritagliare un angolo del nostro orto per coltivare Allium sativum.

Questo è un ortaggio che si semina tipicamente durante l’inverno oppure a febbraio, prima della primavera.

Caratteristiche della pianta

Si tratta di una pianta erbacea perenne bulbosa conosciuta fin dai tempi antichi e di origine asiatica, nei nostri orti la coltiviamo come annuale riproducendola poi tramite i bulbilli per divisione degli spicchi di aglio. Il fiore dell’aglio è molto bello, ha un’infiorescenza a ombrello.  Il bulbo è protetto da una tunica protettiva e contiene internamente un numero variabile di spicchi, da 6 a 25. Ogni bulbillo contiene una gemma che può dare origine a una nuova pianta.

La semina dei bulbilli di aglio

Clima e terreno ideali. L’aglio ama un terreno leggero e come tutte le bulbose teme i ristagni d’acqua. Non necessita particolari cure, si adatta a quasi tutti i terreni, anche a quelli poveri e sabbiosi, e a quasi tutte le condizioni climatiche resistendo anche al freddo intenso. Il ph più adatto è leggermente acido, compreso tra 6 e 7.

Concimazione. Meglio non esagerare coi concimi organici per non favorire i marciumi dell’apparato radicale.In generale l’aglio non necessita molto concime.

Quando e come seminare. L’aglio si riproduce piantando gli spicchi (bulbilli) che si ottengono dividendo il bulbo (capocchia). Gli spicchi di aglio si piantano per file, interrandoli leggermente con la punta rivolta verso l’alto. I bulbilli si seminano a novembre oppure a febbraio, il prodotto si raccoglierà dopo 5 – 6 mesi.

Sesto di impianto dell’aglio. Le distanze da mantenere tra i bulbilli devono essere di 20 cm tra le file e di 10 cm lungo la fila.

Se il terreno è molto pesante e argilloso occorre fare in modo che l’acqua scorra via e non ristagni, per questo il terreno va lavorato parecchio e si possono pensare di fare porche (o baulature) rialzando l’aiola dove si semina.

Coltivare l’aglio

Scapo floreale e bigoli di aglio. Ci sono varietà di aglio che presentano lo scapolo floreale,chiamato anche bigolo d’aglio, questo va tagliato perché la pianta andando in fiore disperde energie e sviluppa meno la parte del bulbo, che è quella che interessa il coltivatore. In realtà il bigolo è molto buono, in particolare usato per condire la pasta (saltato in padella o soffritto), può essere originale e interessante quindi lasciarlo crescere se trovate una varietà che va in fiore (come l’aglio rosso di Sulmona).

Irrigazione. L’aglio coltivato in pieno campo non necessita molta irrigazione, generalmente bastano le piogge, nei mesi tra la primavera e l’estate se non piove molto può essere utile irrigare per avere bulbi di buone dimensioni. A bulbo sviluppato non si deve più bagnare per non favorire muffe e malattie che provocano marciume del bulbo.

Quando raccogliere. I bulbi d’aglio si raccolgono a 5-6 mesi dalla semina degli spicchi. Quando il gambo si piega e si svuota possiamo capire che è il momento del raccolto, infatti succede perché si interrompono scambi clorofilliani tra foglie e bulbo.  Piegare il gambo non ha senso, lo scambio clorofilliano si ferma da solo. Quando l’aglio inizia  seccare lo raccogliamo togliendolo dal terreno, si fa asciugare uno o due giorni al sole.

Conservazione dei bulbi. Dopo la raccolta facciamo seccare l’aglio al sole un paio di giorni, poi per conservarlo al riparo da muffe lo si tiene appeso in luoghi freschi e ombreggiati.

Rotazione e consociazione. Nell’orto famigliare l’aglio è un buon vicino per molti ortaggi, come le carote, sedano, cavoli e insalate, ravanelli. Occorre farlo ruotare evitando di ripiantarlo sulla stessa parcella.

Parassiti e malattie

  • Peronospora. Fastidiosa malattia che si manifesta con un colore grigiastro e macchie sulle foglie, si previene col rame per evitare che si diffonda arrivando al bulbo.
  • Fusariosi. Il fusarium è una delle malattie crittogame più diffuse sugli ortaggi.
  • Ruggine. Si manifesta con macchie giallastre sulle foglie, è una malattia funginea che in orticoltura biologica si contrasta usando il rame.
  • Marciume dei bulbi, dovuto a funghi. Si verifica se la tunica è danneggiata o l’essiccazione non è avvenuta correttamente.
  • Muffa bianca. Altra malattia crittogama che si caratterizza per una leggera patina di muffa sulle foglie, a cui segue ingiallimento. 
  • Mosca dell’aglio. Le larve di questo insetto vengono depositate dai bulbi che ne mangiano la tunica e favoriscono l’insorgere di batteriosi, virosi e altre malattie. Questo insetto si riproduce a tre/quattro generazioni l’anno, la prima è la più nociva alla pianta.
  • NEMATODI.

Varietà di aglio

  • Aglio bianco. Generalmente ha un ottimo rendimento produttivo e per questo è il più coltivato. La varietà di aglio bianco più diffusa è l’aglio piacentino, dalla capocchia di grandi dimensioni. Ci sono poi l’aglio di Caraglio, di provenienza piemontese.
  • Aglio rosa. Caratteristico di Agrigento e di Napoli in Italia e della francese Lautrec, si tratta di un aglio dal gusto delicato, che si conserva poco e viene coltivato per il consumo fresco.
  • Aglio rosso. Varietà dal gusto più forte. Tra le varietà dalla buccia rossa la più celebre è quella di Sulmona, che è una delle poche ad andare in fiore. Sempre con lo scapo floreale c’è una varietà antica coltivata nel trevigiano, l’aglio di Proceno. C’è poi il trapanese aglio rosso di Nubia a dodici spicchi, celebre per l’aroma e dal profumo intenso intenso.

Proprietà e curiosità sull’aglio

L’aglio si coltiva da millenni, era coltivato già nell’antico Egitto. Secondo la superstizione popolare scaccia streghe e vampiri, e oltre che un condimento è da sempre in uso nella medicina popolare.

 

Aglio, varietà

Le varietà di aglio si distinguono in base al colore della tunica, ossia la pellicola che riveste ogni spicchio.

Aglio bianco

In Italia sono diffuse varietà di aglio bianco tipiche di diverse zone geografiche. Si parla infatti di aglio bianco di Caraglio, aglio bianco piacentino, aglio bianco Polesano e aglio bianco Napoletano. L’aglio bianco ha tipicamente un sapore deciso.

Aglio rosa

L’aglio rosa ha un sapore meno deciso. La sua semina e messa a dimora si spinge fino al mese di febbraio o marzo al nord. In particolare, laglio di Vessalico presenta tunica rosso-viola. Al Sud, chi semina tra ottobre e novembre, raccoglie a inizio estate.

Aglio rosso

Molto popolare è l’aglio rosso di Sulmona che interessa coltivazioni domestiche ma anche da reddito. Da segnalare è anche l’aglio rosso di Nubia e l’aglio rosso Maremmano.

Aglio nero

Attenzione!  Quella dell’aglio nero non è una varietà. L’aglio nero è ottenuto mediante processi fermentativi dell’aglio bianco. 

Si può coltivare l’aglio a partire da quello comprato al supermercato?

Come anticipato in premessa, è possibile avviare la coltivazione dell’aglio a partire dal bulbo acquistato per l’impiego in cucina. Sarebbe meglio se si trattasse di aglio biologico o comunque non trattato. In caso contrario, rischiereste di rendere vani i vostri tentativi: spesso l’aglio “da cucina”, subisce un trattamento atto a rallentarne o impedire del tutto la germinazione.

A volte, l’aglio dimenticato nelle cucine di casa, può emettere dei germogli verdi… questo aglio è perfetto da mettere a dimora in un vaso.

Da un bulbo d’aglio si ricaveranno diversi bulbilli. Per intenderci, gli spicchi che compongono l’aglio sono detti bulbilli.

Messa a dimora dell’aglio

I bulbilli vanno messi a dimora sempre con la punta verso l’alto e a una profondità di 3-5 cm. Tra loro dovranno essere distanziati di circa 10-15 cm e in file distanti di 25-40 cm.

Aglio, raccolta e consigli

Quando raccogliere l’aglio? Per capire quando è arrivato il momento del raccolto basterà osservare le foglie. L’aglio va raccolto quando le foglie sono completamente secche, basterà estirpare la pianta e lasciarla essiccare all’aperto per una settimana.

Quando coltivare l’aglio

Il periodo migliore per coltivare l’aglio va da novembre a marzo in base alla zona climatica d’interesse.

-Chi abita nel meridione d’Italia, in una zona a clima mite, può interrare i bulbilli nel periodo autunnale.

-Chi abita nel settentrione d’Italia, in una zona a clima più freddo, può procedere a interrare i bulbilli nel periodo primaverile.

Consigli alla coltivazione dell’aglio

  • Coltivare l’aglio a partire dai bulbilli acquistati in vivaio o da quelli comperati per la cucina, a patto che si tratti di aglio non trattato.
  • Scegliere la varietà in base alla propria zona climatica.
  • Prima di mettere a dimora i bulbilli, sgranateli delicatamente dalla “testa dell’aglio” (bulbo).

Ciclo di coltivazione dell’aglio
Chi vive in una zona climatica temperata, può piantare l’aglio in autunno, lasciarlo nel terreno durante l’inverno e raccoglierlo alla fine dell’estate successiva.

  • I bulbilli vanno messi a dimora sempre con la punta verso l’alto e a una profondità di 3-5 cm.
  • L’aglio può essere coltivato in sacchi, vasi o cassette. Il contenitore dovrà essere posto in posizione soleggiata.
  • Accertatevi che il terreno sia ben drenato.
  • Non bisogna mai far fiorire l’aglio: tagliate gli steli fiorali appena spunta il bocciolo.
  • L’aglio ben conservato si mantiene per 6-7 mesi.

Coltivare l’aglio in vaso

La coltivazione dell’aglio in vaso è di facile applicazione. Valgono i consigli visti in precedenza ma dovrete prestare più attenzione alle irrigazioni.

In genere, l’aglio va irrigato 2 volte a settimana. Chi coltiva l’aglio in vaso dovrà fare attenzione che il terreno non si secchi precocemente. Scegliete vasi ben profondi e rispettate le distanze viste in precedenza.

Se coltivato in casa, sarà ancora più necessario prestare attenzione alle irrigazioni che non devono avvenire con acqua eccessivamente calcarea. Ricordate che l’aglio in vaso necessita di una posizione soleggiata.

IL PRINCIPE DELL'AUTUNNO: IL FINOCCHIO

COME PREVENIRE LA SALITA A SEME
È possibile ridurre la probabilità di prefioritura del finocchio con alcuni accorgimenti. Innanzitutto i trapianti scalari, con i quantitativi maggiori da metà agosto in poi, riducono molto i rischi. È molto importante acquistare piantine fresche e favorirne un rapido sviluppo in campo nei mesi caldi. Il trapianto andrebbe curato proteggendo le piante dai raggi solari con agrovelo per alcuni giorni. Mantenere il terreno fresco per tutto il ciclo di coltivazione. In terreni poveri e con temperature elevate, concimare più abbondantemente con azoto e complesso minerale ternario.

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IL FINOCCHIO E' TRA GLI ORTAGGI CHE NON DOVREBBERO MAI MANCARE NELL'ORTO AUTUNNALE: LA SUA PASTA DOLCE E CROCCANTE, E' TRA I PIACERI PIU' CARATTERISTICI DI FINE STAGIONE. SE VOGLIAMO GUSTARE PER LUNGO PERIODO QUESTO ORTAGGIO SALUTARE, DOBBIAMO ORGANIZZARCI PER TEMPO, PROGRAMMANDO AL MEGLIO LA COLTIVAZIONE ED I TRAPIANTI GIA' DAL PIENO DELL'ESTATE.

 

IL FINOCCHIO PER SVILUPPARSI AL MEGLIO NECESSITA DI UN APPORTO ADEGUATO DI ELEMENTI NUTRIZIONALI, PER QUESTO DOVREMMO ARRICCHIRE BENE IL TERRENO PRIMA DEL TRAPIANTO 

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INTERRARE LUNGO LA FILA, 10 GIORNI PRIMA DEL TRAPIANTO (O AL TRPIANTO, MA NON A CONTATTO DIRETTO DELLE RADICI) IL FERTILFIELD 4-8-16 DEL CONSORZIO DI GRAGNOLA.

IRRIGARE BENE LE PIANTINE PRIMA DI ESTRARLE DAL CONTENITORE ALVEOLARE E PREMERE A FONDO CON LE DITA SUL VASETTO PER FACILITARNE IL DISTACCO OTTIMALE DELLE RADICI. CIMARE LE FOGLIE PIU' ALTE PRIMA DI TRAPIANTARE, PER EVITARE CHE IN SEGUITO AD AQUAZZONI O CON L'IRRIGAZIONE ORDINARIA POSSANO RIMANERE ATTACCATE AL SUOLO. NEI TERRENI PIU' DIFFICILI E' CONSIGLIABILE UTILIZZARE UN BUON TERRICCIO NEL SOLCO DI TRAPIANTO PERCHE' VELOCIZZERAì L'ATTECCHIMENTO.

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IRRIGARE ABBONDANTEMENTE LE PIANTINE DOPO LA MESSA A DIMORA E MANTENERE FRESCO IL TERRENO PER UN PAIO DI SETTIMANE. DOPO L'ATTECCHIMENTO, PROSEGUIRE CON BAGNATURE REGOLARI, EVITANDO SEMPRE I RISTAGNI.

LA SOFFERENZA PATITA DALLE PIANTE PER LA FORTE INCIDENZA DEI RAGGI SOLARI IN PIENA ESTATE, PUO' RITARDARE ANCHE DI MOLTI GIORNI L'ATTECCHIMENTO, ALLUNGANDO I TEMPI DI MATURAZIONE DEL FINOCCHIO, CHE IN QUESTO MODO RISCHIA DI SALIRE A SEME ANTICIPATAMENTE RISPETTO ALLA COMPLETA FORMAZIONE DEL GRUMOLO. DOPO IL TRAPIANTO PROTEGGERE LE PIANTINE CON TESSUTO NON TESSUTO O CON CASSETTE DI PLASTICA PER UNA SETTIMANA FINO AD UN MASSIMO DI 10 GIORNI, SE LE CONDIZIONI AMBIENTALI NON SONO FAVOREVOLI PER ALTISSIME TEMPERATURE O VENTOSITA' ELEVATA. 

QUANDO IL FINOCCHIO, IN PIENO SVILUPPO, AVRA' RAGGIUNTO LA DIMENSIONE APPROSIMATIVA DI UN LIMONE, POTREMO PROCEDERE CON LA RINCALZATURA, CHE CONSISTE NEL PORTARE CON LA ZAPPA DEL TERRENO SOFFICE VICINO ALLA BASE DELLA PIANTA COPRENDOLA QUASI COMPLETAMENTE. QUESTO' FAVORIRA' UN PERFETTO IMBIANCHIMENTO DELLE GUAINE, PROTEGGENDOLE AL CONTEMPO DAL FREDDO.

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IN PIANURA I TRAPIANTI PRECOCI DI LUGLIO SONO QUELLI PIU' A RISCHIOSI PER LA SALITA' ANTICIPATA A SEME: MOLTE PIANTE NON RIESCONO A COMPLETARE AL MEGLIO IL CICLO, SOPRATUTTO A CAUSA DELL'ELEVATISSIMO STRESS TERMICO AL QUALE SONO SOTTOPOSTE. IL MODO PIU' SICURO PER LIMITARE QUESTO RISCHIO E' TRAPIANTARE OGNI 10 GIORNI INIZIANDO DALLA META' DI AGOSTO. PER RACCOGLIERE IN MODO SCALARE E' MEGLIO UTILIZZARE VARIETA' AUTUNNALI ED INVERNALI COSI' DA POTER RACCOGLIERE SINO ALL'ARRIVO DEL FREDDO.

IL CONSORZIO DI GRAGNOLA CONSIGLIA DI LEGGERE LE TABELLE DELLE ROTAZIONI E DELLE CONSOZIAZIONI DELL'ORTO

COME SAPPIAMO MOLTE COLTURE NELL'ORTO NON SONO CONSOCIABILI. NE SONO UN ESEMPIO NEGATIVO IL FINOCCHIO CON IL FAGIOLO OPPURE IL RAVANELLO CON IL CETRIOLO O IL PEPERONE CON IL FAGIOLO. ANCHE IL POMODORO MAL SI CONSOCIA CON LA MELANZANA E IL CETRIOLO.

LE COLTURE NELL'ORTO VANNO RUOTATE PER EVITARE LA STANCHEZZA DEL TERRENO. NON TUTTE LE COLTURE POSSONO RUOTARE CON ALTRE O CON SE STESSE. AD ESEMPIO SE NEL NOSTRO TERRENO L'ANNO PRECEDENTE ERA PRESENTE LA BIETOLA, PER L'ANNO SUCCESSIVO NON E' CONSIGLIABILE SEMINARE LA BIETA, LA CAROTA, IL FINOCCHIO, IL PEPERONE IL PORRO LO SPINACIO LA MELANZANA

LE TABELLE AIUTANO