4. mag, 2017

Esame obbligatorio per l'uso dei fitofarmaci anche per gli iscritti ad albo professionale

Il Consiglio di Stato boccia la richiesta del Collegio degli Agrotecnici di sospendere in via cautelare il decreto Pan-Fitofarmaci. Con il testo operativo chiunque, anche non in possesso di idoneo titolo di studio, può diventare consulente fitosanitario

Ennesimo “STOP” da parte del Consiglio di Stato alla richiesta del Collegio Nazionale degli Agrotecnici e degli Agrotecnici laureati di annullare le disposizioni previste nel Decreto sui fitofarmaci, che assurdamente impongono ai liberi professionisti nel settore agrario (in possesso di specifici titoli di studio, di tirocini preparatori e dell’abilitazione professionale all’esercizio dell’attività) di poter svolgere liberamente la propria professione se non sottoponendosi (sigh!) ad un “corso” ed un “esamino” regionale, ovviamente a pagamento.

Per fare un paragone sarebbe come imporre ad un medico iscritto all’Ordine, per svolgere la propria attività, di sottoporsi ad un “corso” e ad un esamino gestito dalla Regione dove il medico intende operare!

Ma non basta perché, contemporaneamente, sempre facendo lo stesso corso (25 ore!) e sostenendo lo stesso esame “chiunque” (in possesso di un minimo titolo di studio, ma non iscritto ad alcun Albo e privo di qualsivoglia abilitazione) può fare il “medico”, cioè diventare “Consulente fitosanitario”.

Una assurdità tale anche solo difficile a credersi, voluta dal Governo e finora incredibilmente confermata in tutte le sedi giudiziarie, con le più svariate motivazioni, e decisioni assunte con tempi biblici (il solo deposito della sentenza precedente del TAR Lazio è avvenuto dopo 7 mesi anziché i “previsti” 40 giorni al massimo) che hanno ormai fatto trascorrere oltre 5 anni dalla presentazione del primo ricorso degli Agrotecnici, così consentendo al “sistema” di entrare pienamente in vigore: il “sistema” è, ovviamente, il caravanserraglio dei corsi a pagamento (oltre 1,5 milioni le persone soggette a tali obblighi per un giro d’affari stimato in oltre 300 milioni di euro), che peraltro dopo 5 anni si devono ripetere.

Per la verità ieri il Consiglio di Stato ha respinto solo la richiesta di sospendere in via cautelare il Decreto “PAN-Fitofarmaci”, con la motivazione della complessità della vicenda, che richiederebbe un esame di merito.
Peccato però che la data dell’udienza di merito -ritenuta dirimente- il Consiglio di Stato non l’abbia fissata.

Ma questo nuovo rovescio giudiziario non ha incrinato la determinazione del Collegio Nazionale degli Agrotecnici e degli Agrotecnici laureati a continuare la propria “battaglia impossibile” per la dignità ed il ruolo di tutti i liberi professionisti del settore agro-ambientale, non solo degli iscritti nel proprio Albo ma anche di tutti quelli appartenenti ad altre categorie, che sembrano trattare la vicenda assai più tiepidamente.

Continua, intanto, il confronto giudiziario, ora rinviato all’udienza di merito (che prima o poi il Consiglio di Stato dovrà fissare) e poi, a partire dalla seconda metà del 2017, il Collegio Nazionale degli Agrotecnici e degli Agrotecnici laureati promuoverà iniziative legislative per ottenere la modifica delle irragionevoli disposizioni oggetto di impugnativa.