3. feb, 2017

Dalla raccolta con agevolatori a quella con scuotitori. Quando conviene davvero?

Agevolatori o scuotitori? Non sempre la seconda è quella più produttiva ed efficiente. Nella scelta degli attrezzi, poi, occorre particolare cura, conoscendo pregi e difetti di ciascuna tecnologia. Ecco i punti di forza e di debolezza di agevolatori elettrici e pneumatici

Nella scelta del cantiere di raccolta più adeguato per la propria azienda contano diversi fattori, dalla superficie olivetata alla manodopera disponibile, dalla pendenza fino alla produttività.

Spesso, nelle piccole aziende, con superficie inferiore ai quattro ettari, l'utilizzo di agevolatori è scelta quasi obbligata. Secondo i risultati del progetto Mateo della Regione Toscana, infatti, in un impianto intensivo (da 250 fino 550 piante/ettaro), con una produzione media di 10 kg/pianta, la superficie dominabile, in 45 giorni di raccolta, da un singolo operatore è pari a 1,5 ettari. Un nucleo familiare di tre/quattro persone può quindi agevolmente chiudere la raccolta entro i tempi previsti.
L'investimento richiesto è modesto, intorno a 1300 euro/operatore, sempre considerato un cantiere di tre o quattro persone, con una capacità di raccolta media di 2 quintali di olive al giorno per operatore.

Ma quale agevolatore scegliere?

Oggi il mercato è sostanzialmente diviso in due. Vi sono agevolatori pneumatici ed elettrici, con quelli a scoppio che ricoprono ormai una piccola nicchia. Negli ultimi anni vi sono state notevoli innovazioni, volte a migliorare l'ergonomia e l'efficienza lavorativa.
Il tallone d'achille degli agevolatori pneumatici sono sempre state le guarnizioni di tenuta, sia all'impugnatura sia in testa. Si tratta di guarnizioni che vanno praticamente cambiate tutti gli anni ma che possono anche subire una facile usura, a causa della pressione di esercizio, della ridotta o mancata lubrificazione e dell'umidità dell'aria. Grazie ai nuovi sistemi di pistoni ad alta efficienza, con conseguente riduzione della pressione di esercizio, fino a 6 bar, il problema è drasticamente diminuito. Lo stesso peso degli agevolatori, grazie all'utilizzo di fibra di carbonio o alluminio, ha permesso di ridurre il peso dell'utensile, rendendone più agevole ed ergonomico l'utilizzo.

Tra gli agevolatori elettrici possiamo distinguere in due grandi gruppi: quelli che utilizzano batterie portatili a spalla e quelli per cui si utilizzano batterie esterne (ad esempio quella del trattore). Questi ultimi hanno costi variabili dai 500 fino agli 800 euro. I primi invece hanno costi di 1400-2000 euro.

Gli attrezzi che si possono attaccare a batterie esterne scontano un basso prezzo d'acquisto ma si tratta di attrezzi utilizzabili solo per la raccolta. Al pack batteria a spalla, viceversa, possono essere attaccati anche attrezzi per la potatura, permettendo di ammortizzare meglio il prezzo d'acquisto. Evidente che questi, inoltre, offrono maggiore ergonomicità, agevolando l'operatore, facilitandone gli spostamenti e i movimenti. Questi attrezzi spesso sono anche dotati di sistemi di controllo elettronico che permettono di regolare l'energia, migliorando la durata della batteria, scaricando completamente la stessa in caso di inattività prolungata, proteggendo il motore elettrico in caso di blocco nella vegetazione, oppure regolando il numero di giri e la tipologia di vibrazione e di rotazione dei pettini incrementando così l’efficienza di distacco in cultivar a maggior forza di ritenzione del frutto. Tale tecnologia, però, sconta una certa sensibilità a sbalzi di tensione e all'umidità che possono compromettere la funzionalità dell'attrezzo rendendo necessarie costose operazioni di manutenzione.

E' evidente che, spostandoci dalla raccolta agevolata a quella meccanizzata, si aumenta la superficie dominabile ma non sempre la produttività.

E' il caso della raccolta con scuotitori e teli di raccolta spostati manualmente. In questo caso vi è una forte necessità di manodopera, proprio per quest'ultima operazione, riducendo sensibilmente la produttività del cantiere. Un gruppo di sette persone può raccogliere 16 quintali al giorno, con una produttività per operatore di 2,3 quintali/giorno, assolutamente in linea, quindi, con quella di una raccolta con agevolatori.

Molto diversa la produttività e l'efficienza di una cantiere con scuotitore con ombrello rovescio integrato. Innanzitutto il cantiere di lavoro viene drasticamente diminuito. Sono infatti necessarie solo due persone, una addetta al movimento del trattore e una del scuotitore-ombrello intercettatore. Un simile cantiere può raccogliere anche 200 piante al giorno, per 20 quintali di olive al giorno (sempre considerati le produzioni in premessa). Si ha quindi una produttività per operatore che è fino a cinque volte tanto quella con avegolatori. Lo stesso per la superficie dominabile, nei 45 giorni di raccolta. Se due operatori con agevolatori possono raccogliere tre ettari, gli stessi con scuotitore e ombrello intercettatore possono raccogliere fino a 15.

Ma come scegliere lo scuotitore?

Anche nel campo degli scuotitori è intervenuta l'elettronica, capace, con tecnologie elettro-idrauliche, di produrre oscillazioni variabili. A parità di altre caratteristiche si hanno rese maggiori quanto più la pianta è rigida e la frequenza di vibrazione dello scuotitore si avvicina a quella propria di risonanza della pianta stessa; dato che ogni pianta ha delle caratteristiche proprie, sono stati realizzati scuotitori che, nella fase di scuotimento che dura fra i 10 e i 20 secondi, variano la frequenza di vibrazione in modo da intercettare comunque le frequenze ottimali di trasmissione delle vibrazioni al sistema tronco-branche-rametti produttivi-peduncolo-drupa.
In generale gli scuotitori operano secondo tre criteri di base: ad azione vibrante unidirezionale,
orbitale e multidirezionale. Nella prima il peduncolo viene sollecitato alternativamente in due sensi opposti ed assiali, nella seconda si ha una rotazione circolare o ellittica del peduncolo e nella terza la oscillazione che produce una orbita ellittica viene fatta variare di direzione ottenendo una ampia esplorazione delle proprietà di trasmissione della vibrazione del sistema “pianta-oliva”, con una maggiore efficienza di distacco delle drupe.

di Alberto Grimelli