2. feb, 2017

Se i polifenoli fanno bene alla salute basta aggiungerli all'olio d'oliva

Se i polifenoli fanno bene alla salute basta aggiungerli all'olio d'oliva

All'inizio fu l'olio extra vergine di oliva arricchito con vitamina D. Non si poteva più chiamare olio extra vergine di oliva ma tant'è, ha aperto una nuova frontiera, ovvero quella dell'extra vergine ancor più benefico, ancor più salutare. Non ha avuto un gran successo commerciale, reo di macchiare la naturalità del puro succo di oliva.

Tutto, apparentemente, si è fermato. L'attenzione del mondo della ricerca si è spostato, negli ultimi anni, dall'acido oleico ai polifenoli ed è stato un fiorire di ricerche sugli effetti benefici degli oli extra vergini ricchi di polifenoli, tanto che anche l'Efsa ha assegnato il claim salutistico a quegli extra vergini con un contenuto fenolico superiore a 250 mg/kg. In particolare l'Efsa ha stabilito che potevano reclamare la dicitura ““i polifenoli dell’olio di oliva contribuiscono alla protezione dei lipidi ematici dallo stress ossidativo” tutti gli extra vergini con un contenuto superiore a 5 mg/kg di idrossitirosolo e suoi derivati ogni 20 grammi di olio.

Ma cosa accade se l'idrossitirosolo lo aggiungiamo a un semplice olio di oliva? Otteniamo gli stessi effetti salutistici? Se lo è chiesto un team di ricerca dell'Università di Lisbona che ha esaminato, su cavie da laboratorio, l'effetto salutistico di un olio di oliva arricchito con 5 mg/kg di idrossitirosolo. L'olio in questione, similmente a un buon extra vergine, riduce il danno istologico, riduce l'ossidazione e aumenta la funzione articolare in cavie affette da artrite reumatoide indotta. Non solo, secondo i ricercatori portoghesi, l'olio di oliva arricchito non avrebbe un impatto positivo solo sull'infiammazione cronica ma anche su processi infiammatori acuti.

E' quindi possibile “trasferire” gli effetti benefici dell'olio extra vergine di oliva all'olio di oliva con un semplice passaggio di idrossitirosolo, magari estratto dalle acque di vegetazione.

Che il mondo dell'olio, dopo anni di immobilismo, sia in fermento lo dimostra anche un'altra ricerca dell'Università di Jaen. Uno dei problemi che, ancora oggi, affligge l'extra vergine di oliva è la sua estrema sensibilità all'ossidazione. Una scarsa stabilità ossidativa, quindi, negativa se consideriamo i lunghi viaggi in nave per raggiungere mercati lontani. I ricercatori spagnoli hanno pensato di aggiungere l'estratto di un'alga (Scenedesmus almeriensis) a concentrazioni molto basse (0.1 e 0.21 mg/mL), scoprendo che, sebbene il colore delll'olio virasse al un giallo-aranciato, la stabilità del prodotto risultava considerevolmente aumentata, così come la shelf life dell'olio, senza, tra l'altro, influire sulle caratteristiche organolettiche.

Cosa accomuna le due ricerche? Il fatto che, per migliorare oli esistenti, si siano ricercati elementi naturali, ovvero estratti naturali, nel primo caso ottenuti direttamente dalle olive.

Uno dei punti di forza dell'olio extra vergine di oliva, infatti, è che il concetto di naturalità (in fondo è un puro succo di frutta) si abbina con quello di prodotto salutare. L'unico modo per evitare di scalfire l'immaginario di naturalità degli oli da olive è quello di aggiungere agli stessi, al fine di ottenere prodotti più performanti, molecole naturali. Un percorso appena iniziato ma assai promettente stando ai primi risultati scientifici.

Bibliografia

Piedad Limón, Ricardo Malheiro, Susana Casal, F. Gabriel Acién-Fernández, José Mª Fernández-Sevilla, Nuno Rodrigues, Rebeca Cruz, Ruperto Bermejo, José Alberto Pereira, Improvement of stability and carotenoids fraction of virgin olive oils by addition of microalgae Scenedesmus almeriensis extracts, Food Chemistry, Volume 175, 15 May 2015, Pages 203-211

S. Silva, B. Sepodes, J. Rocha, R. Direito, A. Fernandes, D. Brites, M. Freitas, E. Fernandes, M.R. Bronze, M.E. Figueira, Protective effects of hydroxytyrosol-supplemented refined olive oil in animal models of acute inflammation and rheumatoid arthritis, The Journal of Nutritional Biochemistry, Volume 26, Issue 4, April 2015, Pages 360-368, ISSN 0955-2863

di R. T.