2. feb, 2017

Contro la mosca delle olive è ora di pensare a nuovi principi attivi

Che si tratti di agricoltura biologica o convenzionale, le revisioni normative sulle molecole utilizzabili in agricoltura impongono di cercare nuovi formulati. Le risposte della ricerca

l dimetoato è stato, ormai da qualche mese, stato posto sotto osservazione da parte dell’Unione europea.
Dopo che già molti fosforganici sono stati banditi, c’è da chiedersi quando, e non se, anche i dimetoato subirà la stessa sorte.

In agricoltura biologica azadiractina e in particolare rotenone sono oggetto di aspre discussioni. Questi due principi attivi sono infatti sì naturali, in quanto estratti da piante, ma non sarebbero affatto innocui.
Recenti studi, compreso quelli di cui daremo conto, accertano infatti che danneggiano in maniera considerevole l’entomofauna presente nell’ecosistema e hanno tempi di carenza piuttosto lunghi.

I principi attivi che, fino ad oggi, tanto nell’agricoltura convenzionale quanto in quella biologica, hanno mostrato ottima efficacia sono sotto processo.
In attesa dell’esito è bene però che vengano forniti agli olivicoltori nuove prospettive e possibilità per contrastare la mosca delle olive.

E’ quanto ha fatto il Cra Oli di Rende e in particolare Nino Iannotta in due studi nell’ambito del progetto Comsiol.

In agricoltura convenzionale la ricerca si fonda sull’esperienza e sui rilievi di un anno, il 2007, che in Calabria ha presentato moderati attacchi e infestazioni.
Il principio attivo candidato a sostituire il dimetoato è l’imidacloprid, non ancora registrato per l’olivo.
Il nuovo prodotto è riuscito efficacemente a contenere l’infestazione, con risultati qualitativi sull’olio assai soddisfacenti. 
Confrontata con la tesi controllo (non trattata) l’acidità è stata la metà (0,35 contro 0,79) e si rileva anche una significativa riduzione del numero di perossidi (12,4 contro 18,5). 
Sebbene non sufficienti, questi dati preliminari sono incoraggianti e sicuramente l’efficacia dell’imidacloprid nella lotta contro la mosca delle olive è da approfondire.

Se per l’agricoltura convenzionale la prospettiva è sinora limitata a una sola possibilità, per l’agricoltura biologica i due anni a cui si riferiscono le ricerche del gruppo del Cra Oli, 2005 e 2007, consentono qualche considerazione in più, anche perché sono state presi in esame più principi attivi.
In particolare nel 2005 hanno mostrato buona efficacia d’azione il rame, la propoli e il caolino, in particolare quest’ultimo ha fornito i migliori risultati.
Nel 2007 non sono state purtroppo più replicate le esperienze con propoli e rame, è stato ripetuto il caolino e sperimentato il principio attivo ottenuto da Beauveria bassiana.
Ancora una volta il caolino ha mostrato la migliore efficacia d’azione, con un dato analitico dell’acidità di 0,28 al 20 di novembre, contro lo 0,42 della tesi trattata con l’estratto di Beauveria bassiana e l’identico risultato per la tesi controllo.
Nonostante qualche preconcetto sugli oli ottenuti da olive trattate con caolino, che in altri casi hanno manifestato il difetto di terra, in queste prove l’esame organolettico non ha evidenziato problemi, segno evidente che tempi e dosi d’impiego del prodotto e cura nel lavaggio delle olive in frantoio possono escludere una presenza rilevabile di residui nell’olio.
In conclusione, escludendo sistemi di controllo della mosca a livello territoriale, qual è il mass trapping, è il caolino che, al momento, si candida quale principio attivo, anche se è classificato come biostimolante, atto a sostituire rotenone e azadiractina.

Descrizione principi attivi

Imidacloprid un insetticida della classe dei cloronicotinici neonicotinoidi. È un composto strutturalmente simile alla nicotina. E’ un inibitore irreversibile del recettore nicotinico dell'Acetilcolina degli insetti. E’ considerato uno dei più diffusi insetticidi di nuova generazione per l’ampio spettro di azione sugli insetti. 

Beauveria bassiana si tratta di un fungo le cui spore vengono utilizzate come principio attivo insetticida. Le spore del fungo, a contatto con l’insetto, germinano penetrando attraverso la cuticola, tra le zone della testa e dei segmenti toracici, mediante una combinazione di azioni meccaniche ed enzimatiche. Lo sviluppo successivo del fungo all’interno dell’insetto, accompagnato da produzione di tossine e da perdita d’acqua e nutrienti, ne determina la morte solitamente nel giro di 3-5 giorni.

Caolino è una roccia costituita prevalentemente da caolinite, un minerale silicatico delle argille. Il caolino ha un aspetto terroso e piuttosto tenero, solitamente bianco, anche se talvolta assume colorazioni arancio o rossicce per la presenza di ossidi di ferro. Le formulazioni commerciali consentono una buona sospensione del prodotto in acqua, così da consentire una distribuzione uniforme. Agisce come una barriera, un repellente contro l’ovideposizione. 

Bibliografia

- Iannotta et al, Influenza di trattamenti con nuove sostanze attive contro Bactrocera oleae sulla qualità dell’olio, Atti convegno Competitività del sistema olivo in Italia, pag 91-96
-Iannotta et al, La lotta a Bactrocera oleae in olivicoltura biologica, Atti convegno Competitività del sistema olivo in Italia, pag 97-102

di Alberto Grimelli