OLIVICOLTURA E FRANTOIO

31. mag, 2021

L’olivo è una pianta amata in maniera assoluta, non per nulla si è guadagnata l’appellativo di “rex arborum”. Dell’olivo amiamo la bellezza, le sue fronde, la sua forma, i suoi frutti, l’olio, i prodotti che ne derivano (cosmetici, saponi) e il suo legno, peculiare e unico. I più grandi professori e studiosi hanno dedicato a questa pianta monografie e interi volumi. Ancora oggi molti suoi aspetti vegetativi e fisiologici non sono spiegati. Forse la ragione di tanto interesse è dovuta proprio al fatto che molti suoi aspetti rimangono ancora un mistero. L’olivo è una specie mediterranea ed è direttamente legata alla storia culturale, sociale ed economica di tutte le popolazioni che ivi si sono sviluppate da tempi immemorabili. Nonostante il migliaio di varietà esistenti nel bacino mediterraneo ogni olivicoltore, di qualsiasi regione esso sia, sa che rischia una perdita quantitativa di produzione per vari motivi. Se escludiamo gli errori di concimazione e di potatura (ancora molti non concimano e molti hanno imparato a potare per “sentito dire” o per aver “visto fare”) i principali flagelli che causano perdite ingenti di olive sono dovuti in primo luogo alla mosca dell’olivo (Bactrocera Olea) seguita da, per ordine di importanza, Cicloconio (detto anche Occhio di pavone, l’agente è il fungo Spilocea Oleagina), Tignola dell’olivo, altro insetto (Prays Oleae) e Rogna dell’olivo (malattia di origine batterica). La Rogna, oltre a diminuire la quantità di frutti dovuta a danni tissutali, pregiudica l’aspetto estetico. Il nome dell’agente patogeno è il batterio Pseudomona Savastanoi pv Savastanoi, che prende il nome del ricercatore che per primo descrisse e studiò in modo scientifico questa malattia. Il prof. Luigi Savastano nel volume “Tubercolosi, Iperplasie e tumori dell’olivo”, Tipografia Ferrante Napoli, 20 settembre 1887 e in seguito in Lezioni di Patologia arborea applicata del 1910) dichiarò che questa patologia era di origine batterica. Il Savastano fu anche il primo a inoculare in piante sane il batterio. Egli riuscì anche ad isolarlo dai tubercoli. La Rogna dell’olivo è la patologia presa in considerazione in questo articolo perché molti di noi ancora non sanno come debellarla e cercano in vano di farla scomparire dagli olivi. Attraverso la conoscenza e la cultura possiamo capire i meccanismi funzionali della malattia e soltanto in seguito agire correttamente, molto più semplicemente di quanto non si pensi, per mantenere basso il livello di carica batterica. Inizialmente questa patologia fu menzionata per la prima volta da Teofrasto di Ereso (287 circa a.C) e in seguito da Plinio il Vecchio (50 d.C, il quale riporta pari pari quanto descritto da Teofrasto). Molti in seguito iniziarono una descrizione dei tubercoli ma in modo molto approssimativo per lo più descrittivo (il Targioni-Tozzetti, il Giovene, il Moschettini, il Presta, il Tavanti, il Carradori, il Ridolfi, il Cuppari e il Caruso). Soltanto Savastano ebbe un approccio scientifico scoprendo che la causa di questo male era di origine batterica. L’olivo non è la sola specie vegetale sensibile alla malattia ma lo sono anche molte altre oleacee (come ad es. il ligustro, il frassino, il gelsomino, l’oleandro ma anche il mirto). Nel seguito vedremo come riportare in salute piante affette da rogna e quanto la mano dell’uomo attraverso la potatura influenzi la diffusione dello stesso. Non tutte le varietà sono sensibili alla rogna dell’olivo. Da regione a regione cambiano le varietà (cultivar) e tra le varietà alcune si prestano più di altre a manifestarne i sintomi e a far sì che i batteri, una volta penetrati all’interno dei tessuti, inizino a proliferare. C’è una scala di sensibilità, riferita agli olivi, che va da elevata a media a bassa e chiunque possieda almeno un olivo si potrà rendere conto da solo, attraverso la semplice osservazione visiva, se questo o quell’olivo è più o meno resistente all’attacco del patogeno.

Tra le varietà più sensibili troviamo il Frantoio in Toscana, il Moraiolo in Umbria e Toscana, il Corregiolo in Emilia, la Razzola in Liguria, l’Ogliarola del Vulture in Basilicata, la Cerasuola in Sicilia e così via. Tra le più resistenti abbiamo il Leccino, la Nera di Oliena in Sardegna, l’Ogliarola Salentina in Puglia, l’Ascolana Tenera nelle Marche, l’Itrana nel Lazio, ecc... Una volta capito quanto detto sino ad ora si comprenderà logicamente che possedere varietà sensibili implica, per quanto ci possa dare fastidio, che le nostre piante saranno sempre soggette a manifestare tubercolosi esprimendo aree più o meno grandi di tessuti infetti. Propagazione e sviluppo Il batterio è di tipo epifitico (che vuol dire che vive sulla chioma delle piante). Più precisamente vive sui rami degli alberi e si annida sulla pagina inferiore delle foglie. Non vive sotto terra e ha vita molto breve sul terreno. Da queste prime caratteristiche si deduce, altrettanto logicamente, che i batteri non vivono e di conseguenza non si propagano attraverso le radici così come non colonizzeranno le varie parti di chioma dell’olivo partendo dal suolo. Se lasciamo quindi dei rami infetti sul suolo i batteri presenti non si propagheranno da questi ultimi verso la chioma. Invece, essendo presenti tutto l’anno sui rami delle piante, bisognerà cercare lì la fonte dell’inoculo. 

Su suolo e nel terreno il batterio ha vita breve (3- 10gg). Nell’olivo e altre oleacee come il ligustro si possono avere caratteristiche formazioni del tubercolo nel punto di infezione ma anche collocazioni periferiche dei cancri dovute a propagazione sistemica (attraverso la linfa e i canali legnosi). Numerosi lavori spiegano quali sono le modalità di propagazione della malattia. Sono state eseguite negli anni altrettante indagini molecolari col fine di isolare i vari ceppi di Pseudomonas Savastanoi, per comprenderne meglio i meccanismi di propagazione ma anche per capire quali erano le reazioni dell’olivo durante i vari stadi di sviluppo dei cancri. Varie analisi dimostrano che la formazione delle zone infette è correlata a produzione di acido indolacetico e di citochinine nelle zone malate. Si incontrano anche zone malate in prossimità della zona primaria, il batterio ha quindi capacità invadente, ovvero di metastatizzare e propagarsi per via sistemica (entrare in circolo attraverso i dotti linfatici) (Penyalver et al, Phytopathology, 96: 313-319, 2011). I cancri in fase “giovanile” sono di colore marrone chiaro tendente al verdognolo ed hanno un aspettoabbastanza liscio, poco ruvido. All’interno i tessuti sono di tipo spongioso. Invecchiando, i tubercoli crescono in dimensione e diametro e assumono una colorazione marrone scura. Hanno sembianze simili a mezze palle craterizzate. Sono formate da tessuti necrotizzati all’esterno, simile a croste più o meno grosse unite tra loro con evidenti solchi. Il ciclo del batterio è molto semplice. Pseudomonas Savastanoi rimane inattivo sulle piante e sulle pagine inferiori delle foglie finché le condizioni ideali non si presentano e non trova una via di accesso all’interno della pianta. I periodi di maggiore infezione sono autunno e primavera.

La propagazione avviene con le goccioline di acqua e l’umidità. La diffusione ha luogo non soltanto tra le varie zone della pianta ma anche nell’oliveto, da pianta a pianta. Se abbiamo olivi sani, Pseudomonas Savastanoi vivrà senza causare danni ma non appena qualche elemento esterno causerà una qualunque ferita sull’ospite questi si insedierà e troverà una via di penetrazione per poter in seguito moltiplicarsi. E’ bene sapere che Pseudomona Savastanoi può anche penetrare dalle apertura stomatiche e creare delle camere all’interno delle foglie (camera substomatica, substomatic chamber). Non casualmente i periodi di maggiori infezioni avvengono durante i mesi di ottobre/ novembre e intorno a marzo/aprile che risultano anche essere i momenti di raccolta e potatura. La mano dell’uomo non è l’unico agente scaturente perché la caduta di foglie senescenti o affette da Cicloconio (o occhio di pavone), le grandinate così come i danni prodotti da insetti o uccelli possono creare porte di ingresso verso i tessuti sottostanti. Le temperature di attività di Pseudomonas Savastanoi sono comprese tra i 5°C e i 40°C circa. Questo ci fa capire che il batterio può penetrare in ferite aperte, se le condizioni glielo permettono (come già detto, ad es. con pioggia). Ovviamente le temperature ideali non sono mai quelle che si situano agli estremi e ma attorno ai 22°C-25°C.L’infezione non reca un danno immediatamente evidente e visivo ai nostri occhi ma si manifesta l’anno successivo. Quindi, per vedere o meno le zone affette dal batterio bisognerà aspettare la primavera seguente. Mi preme sottolineare che l’indicedi aggressività (e penetrazione) è direttamente proporzionato a tre parametri che sono, a) presenza di ferite, b) alta umidità, c) temperature intorno a quelle elencate in precedenza (22-25°C). La concomitanza di questi tre fattori è la situazione migliore per la proliferazione della malattia e la peggiore per l’olivicoltore. In conclusione EVITARE ASSOLUTAMENTE di lavorare sull’olivo con rischio di creare ferite se si è in presenza di varietà suscettibili e presenza dei fattori b) e c). Cura Non esiste una cura per la risoluzione definitiva della problematica che lega da sempre il patogeno Pseudomonas Savastanoi e l’olivo. Se si è in presenza di varietà ad alta suscettibilità non si potrà mai debellarne la presenza ma si potrà ridurne la carica attraverso trattamenti mirati a base di prodotti rameici. I consigli sono di attenersi alle direttive (non più di 28kg di rame in 7 anni/ha). Altre buone pratiche che devono essere effettuate dall’attento olivicoltore sono una corretta potatura, che non significa capitozzatura e riduzione della quantità fogliare a scapito della parte legnosa, ma eseguita in modo da indurre la pianta in uno stato di equilibrio fisiologico. Se sana (la pianta) sarà in grado di rispondere agli attacchi di Pseudomonas Savastanoi. Una corretta concimazione aiuterà la pianta a rimanere in equilibrio e aumenterà le sue facoltà di rimarginazione delle ferite. Per corretta concimazione NON si intende l’aumento di composti azotati. Questi ultimi non sono mai di aiuto se in quantità superiori a quelle richieste dagli olivi, ma anzi, sono fattori dissestanti l’attività vegetativa e arrecano, spesso, più problemi di quanti non ne risolvano. Le cose da fare e le domande più frequenti: 1. Possiamo lasciare le branche infette sul suolo per poi trinciarle anziché bruciarle? Si. 2. Devo trattare le piante dopo la potatura e la raccolta? Se la stagione è umida e calda assolutamente si. Se fa caldo e umido si. Se è freddo e umido si. Se fa caldo e secco posso ovviare. 3. Devo disinfettare i miei attrezzi prima della potatura e da pianta a pianta? Disinfettare non fa mai male ma dipende dal tempo che si ha a disposizione e la quantità di piante di olivo da potare. Abbiamo detto che l’olivo, se sano, sa difendersi da solo, l’importante è non attuare interventi cesori su varietà sensibili in concomitanza dei parametri elencati nell’articolo. Comunque sia, l’infezione avviene anche se non siamo i diretti responsabili delle ferite: grandine, umidità, gelo sono sufficienti per trasportare i batteri o creare varchi per la penetrazione e l’infezione. 4. Quali sono i periodi di maggiore probabilità di infezione e quindi di trattamento? Dopo la raccolta a novembre e prima della ripresa vegetativa ed emissione di foglie nuove (stesso periodo dei trattamenti da effettuare per combattere l’occhio di pavone (SpiloceaOleagina). 5. Quali sono i prodotti migliori? Tutti i prodotti rameici vanno bene, l’importante è usarli con coscienza e non superare mai le concentrazioni come da etichetta. Il rame è un metallo pesante che si fissa nel terreno e non va via con le piogge. Terreni con alta presenza di rame sono terreni tossici sia per le piante ma anche per i microbi “buoni” e anche ad esempio per i lombrichi. 6. Il rame è un fungicida, un battericida o cos’altro? Il rame ha varie funzioni, nel caso di Pseudomonas Savastanoi, ha funzione batteriostatica (ne rallenta il propagarsi) e non battericida (non lo uccide). Sull’uomo non ha effetti tumorali, non è dannoso su donne in gravidanza e non è classificato come mutageno (non arreca danni e modifiche dirette sul dna).

9. ott, 2020

FASE FENOLOGICA 

Varietà ad accrescimento drupe olive giallo-verdi, altre da inizio invaiatura – invaiatura al 50% con invaiatura completa in alcuni areali per le varietà precoci. I processi di maturazione della polpa sono molto variabili in base a varietà ed areale microclimatico.

Nelle Note sono riportate alcune considerazioni sulle operazioni di raccolta

Mosca delle olive

I dati del monitoraggio in campo della 41esima settimana indicano una situazione di infestazione attiva pressoché costante rispetto a settimana scorsa, con forti variabilità sul territorio.

La situazione della media provinciale indica una situazione (come indice di area, localmente ci possono essere forti variabilità) di seguito riportata:

Arezzo infestazione attiva in leggero aumento rispetto a settimana scorsa, inferiore alla stessa settimana del 2019.

Firenze infestazione attiva in leggero calo rispetto a settimana scorsa, inferiore alla stessa settimana del 2019.

Grosseto infestazione attiva stabile rispetto a settimana scorsa, decisamente inferiore alla stessa settimana del 2019.

Livorno infestazione attiva in leggero aumento rispetto a settimana scorsa, leggermente superiore alla stessa settimana del 2019.

Lucca infestazione attiva in leggero aumento rispetto a settimana scorsa, decisamente inferiore alla stessa settimana del 2019.

Massa Carrara non rilevata questa settimana, gli indici della precedente indicavano infestazione attiva in leggero calo rispetto a settimana precedente, decisamente inferiore alla stesso periodo del 2019.

Pisa infestazione attiva in aumento rispetto a settimana scorsa, superiore alla stessa settimana del 2019.

Pistoia infestazione attiva costante rispetto a settimana scorsa, decisamente inferiore alla stessa settimana del 2019.

Prato infestazione attiva in leggero aumento rispetto a settimana scorsa, decisamente inferiore alla stessa settimana del 2019.

Siena infestazione attiva stabile rispetto a settimana scorsa, inferiore alla stessa settimana del 2019.

SITUAZIONE PROVINCIALE

Non sono stati rilevati dati questa settimana

Versilia lucchese

Camaiore loc Silerchie NR, Massarosa loc Paese 3%, Coli NR, Seravezza loc Ripa ST, loc Pozzi NR.

Suggerimenti per la difesa integrata volontaria

Nei casi dove le catture nelle trappole restano costanti o dovessero aumentare, manteniamo il consiglio di effettuare, se sono applicabili per superficie minima e se è possibile rispettare il tempo di carenza, prodotti adulticida come esche avvelenate, l’obiettivo principale è contenere il più possibile il numero degli adulti ed evitare ovodeposizione che in caso di raccolta prolungata in più settimane potrebbe causare danni alla polpa delle olive.

Nelle zone evidenziate sopra soglia (in questa fase del 10%) o comunque in aumento dai campionamenti aziendali cercare di anticipare la raccolta il più possibile ed organizzarsi per renderla più veloce possibile; Se la raccolta è prevista dopo la fine di ottobre effettuare un trattamento con Acetamiprid (intervallo di sicurezza 21 gg).

Considerata la buona carica produttiva nelle aziende di medie/grandi dimensioni che prevedono un periodo di raccolta di alcune settimane e più, tenuto conto delle considerazioni sopra riportate sui tempi di raccolta (e degli intervalli di sicurezza dei prodotti eventualmente utilizzati) sarà anche possibile dividere la superficie e:

- programmare la raccolta prioritaria dei campi maggiormente suscettibili.

- per i soli oliveti in programma di raccolta successivamente sarà possibile effettuare un trattamento con adulticida, rispettando comunque l’intervallo di sicurezza.

Nella divisione degli appezzamenti per la raccolta in fasi differenti, e di conseguenza trattati con diverse strategie, fare attenzione in caso di utilizzo di attrattivi alimentari avvelenati che se dovessero essere applicati su superfici inferiori ai 3/4 ettari rischiano di non essere efficaci.

28. set, 2020

PROVINCIA DI MASSA CARRARA

FASE FENOLOGICA PREVALENTE ACCRESCIMENTO FRUTTO OLIVE VERDI

 

Accrescimento drupe olive verdi, inizio invaiatura – invaiatura al 50% per le varietà precoci.

Come già indicato settimana scorsa i primi segni di invaiatura (colorazione della buccia) segnali da valutare con attenzione perché, come riportiamo sempre non è stata trovata una correlazione diretta tra colorazione dello strato esterno e maturazione, ancor più quando fenomeni di stress come la mancanza d’acqua (come si possono rilevare abbastanza diffusamente quest’anno) possono indurre una precoce colorazione della buccia. Quindi valutare molto attentamente il reale stato di maturazione delle drupe.

Le temperature in calo e le piogge di questi ultimi giorni allentano le condizioni di stress idrico delle piante, .

Aumentano i segni di stress idrico su piante e frutti

I dati del monitoraggio in campo della 39esima settimana indicano una situazione di infestazione diffusamente contenuta, con indici di area in leggera controtendenza, Arezzo Siena stabili, Firenze Livorno Lucca Massa Carrara e Prato in leggero calo, Pisa, Grosseto Pistoia in leggero aumento. Chiaramente i leggeri aumenti sono causati da localizzati picchi di infestazione.

SITUAZIONE PROVINCIALE

Lunigiana

Dai dati rilevati nella zona di Aulla loc Canova 4%; Pontremoli loc Oppilo 0%; Filattiera loc Dobbiana dal NR; Bagnone loc Orturano NR; Fosdinovo loc Gignola 3%; Fivizzano loc S terenzo Monti NR.

Massa – Carrara

Montignoso via Bertocchi 5%, via Debbia 5%, loc Cerreto 8%.

Versilia lucchese

Camaiore loc Silerchie NR, Massarosa loc Paese 3%, Coli NR, Seravezza loc Ripa 12%, loc Pozzi 4%.

Suggerimenti per la difesa integrata volontaria

Nei casi dove le catture nelle trappole restano costanti o dovessero aumentare, effettuare (laddove sono applicabili per superficie minima) prodotti adulticida come esche avvelenate e rispettare il tempo di carenza, l’obiettivo principale è contenere il più possibile il numero degli adulti ed evitare ovodeposizione che in caso di raccolta prolungata in più settimane potrebbe causare danni alla polpa delle olive.

Ricordiamo che i prodotti larvicida non hanno effetto preventivo, ma effetto diretto su uova e larve, quindi se dati in momento non corretto è solo spreco di prodotto.

Per chi usa strategie adulticida/repellente mantenere la copertura in caso di dilavamento (repellenti, antideponenti, etc) rispettando l’intervallo di sicurezza (detto anche tempo di carenza).

Nelle aree dove non viene evidenziata ovodeposizione, ed i voli sono molto bassi o assenti, attendere l’evoluzione della prossima settimana ed essere preparati a fare eventualmente i trattamenti preventivi con esche avvelenate.

Nelle zone evidenziate sopra soglia (in questa fase del 10%) nel monitoraggio ufficiale o dai campionamenti aziendali possiamo avere alcune opzioni:

- se la raccolta è prevista nelle prime settimane di ottobre NON TRATTARE, cercare di anticipare la raccolta il più possibile ed organizzarsi per renderla più veloce possibile;

- se la raccolta è prevista dopo la metà di ottobre effettuare un trattamento con Acetamiprid (intervallo di sicurezza 21 gg), se la raccolta è prevista oltre la terza settimana di ottobre è anche possibile utilizzare Dimetoato (intervallo di sicurezza 28 giorni).

Considerata la buona carica produttiva nelle aziende di medie grandi dimensioni che prevedono un periodo di raccolta di alcune settimane e più, tenuto conto delle considerazioni sopra riportate sui tempi di raccolta (e degli intervalli di sicurezza dei prodotti eventualmente utilizzati) sarà anche possibile dividere la superficie:

- programmare la raccolta prioritaria dei campi maggiormente suscettibili.

- per i soli oliveti in programma di raccolta successivamente sarà possibile effettuare un trattamento con larvicida anche più avanti, rispettando comunque l’intervallo di sicurezza.

Nella divisione degli appezzamenti per la raccolta in fasi differenti, e di conseguenza trattati con diverse strategie, fare attenzione in caso di utilizzo di attrattivi alimentari avvelenati che se dovessero essere applicati su superfici inferiori ai 3/4 ettari rischiano di non essere efficaci.

NOTA BENE Con decreto 12174 del 05-08-2020 è stato autorizzato, in deroga, l’uso dei prodotti fitosanitari contenenti la sostanza attiva dimetoato anche in agricoltura integrata volontaria.

18. set, 2020

PROVINCIA DI MASSA CARRARA

FASE FENOLOGICA PREVALENTE ACCRESCIMENTO FRUTTO OLIVE VERDI

 Accrescimento drupe olive verdi, inizio invaiatura varietà precoci.

Come già indicato settimana scorsa i primi segni di invaiatura (colorazione della buccia) segnali da valutare con attenzione perché, come riportiamo sempre non è stata trovata una correlazione diretta tra colorazione dello strato esterno e maturazione, ancor più quando fenomeni di stress come la mancanza d’acqua (come si possono rilevare abbastanza diffusamente quest’anno) possono indurre una precoce colorazione della buccia.

Le temperature di questa prima parte di settembre sono stati diffusamente superiori alle medie del periodo, ed hanno riportato qualche effetto, anche se contenuto, del caldo su fertilità delle femmine e vitalità di uova e larve giovani.

Aumentano i segni di stress idrico su piante e frutti

I dati del monitoraggio in campo della 38esima settimana indicano ovodeposizioni abbastanza diffusa e stabili sul territorio, con alcuni nuovi superamenti di soglia per quanto riguarda il valore di infestazione attiva.

SITUAZIONE PROVINCIALE

Lunigiana

Dai dati rilevati nella zona di Aulla loc Canova 4%; loc Oppilo 2%; Filattiera loc Dobbiana dal 3% al ST; Bagnone loc Orturano 3%; Fosdinovo loc Gignola 7%; Fivizzano loc S terenzo Monti NR.

Massa – Carrara

Montignoso via Bertocchi 2%, via Debbia 8%, loc Cerreto 4%.

Versilia lucchese

Camaiore loc Silerchie 7%, Massarosa loc Paese 4%, Coli 6%, Seravezza loc Ripa 7%, loc Pozzi 4%.

Suggerimenti per la difesa integrata volontaria

Giungono alcune indicazioni di apertura dei frantoi a partire dall’inizio di ottobre, in qualche caso anche ultimi giorni di settembre.

In questi casi può essere possibile, dove le catture nelle trappole restano costanti o dovessero aumentare, effettuare laddove sono applicabili per superficie minima prodotti adulticida come esche avvelenate e rispettare il tempo di carenza, l’obiettivo è contenere il più possibile i voli degli adulti ed evitare ovodeposizione che in caso di raccolta prolungata potrebbe causare danni alla polpa delle olive.

Ricordiamo che i larvicida non hanno effetto preventivo, ma effetto diretto su uova e larve, quindi solo spreco di prodotto se dati in momento non corretto.

Per chi usa strategie adulticida/repellente mantenere la copertura in caso di dilavamento (repellenti, antideponenti, etc) rispettando l’intervallo di sicurezza (detto anche tempo di carenza).

Nelle aree dove non viene evidenziata ovodeposizione, ed i voli sono molto bassi o assenti, attendere l’evoluzione della prossima settimana ma prepararsi a fare i trattamenti preventivi, a quel punto con esche avvelenate.

- nelle zone evidenziate sopra soglia (in questa fase del 10%) nel monitoraggio ufficiale o dai campionamenti aziendali, se è prevista la raccolta dopo la metà di ottobre effettuare un trattamento con Acetamiprid, se la raccolta è prevista a partire dalla terza settimana di ottobre in avanti è anche possibile utilizzare Dimetoato.

Considerata la buona carica produttiva nelle aziende di medie grandi dimensioni che prevedono un periodo di raccolta di alcune settimane e più, sarà anche possibile:

- programmare la raccolta prioritaria dei campi maggiormente suscettibili.

- per i soli oliveti in programma di raccolta successivamente sarà possibile effettuare un trattamento con larvicida anche più avanti, rispettando comunque l’intervallo di sicurezza.

Nella divisione degli appezzamenti per la raccolta in fasi differenti, e di conseguenza trattati con diverse strategie, fare attenzione in caso di utilizzo di attrattivi alimentari avvelenati che se dovessero essere applicati su superfici inferiori ai 3/4 ettari rischiano di non essere efficaci.

NOTA BENE Con decreto 12174 del 05-08-2020 è stato autorizzato, in deroga, l’uso dei prodotti fitosanitari contenenti la sostanza attiva dimetoato anche in agricoltura integrata volontaria.

11. set, 2020

PROVINCIA DI MASSA CARRARA

FASE FENOLOGICA PREVALENTE ACCRESCIMENTO FRUTTO OLIVE VERDI

Accrescimento drupe olive verdi, come già indicato settimana scorsa in alcuni areali cominciano a farsi vedere anche i primi segni di invaiatura (colorazione della buccia) segnali da valutare con attenzione perché, come riportiamo sempre non è stata trovata una correlazione diretta tra colorazione dello strato esterno e maturazione, ancor più quando fenomeni di stress come la mancanza d’acqua possono indurre una precoce colorazione della buccia.

Riportiamo la considerazione fatta settimana scorsa, che oltretutto vede nelle previsioni meteo per i prossimi giorni temperatura ancora decisamente estive.

In generale si rileva uno stato fenologico leggermente in anticipo rispetto alle medie storiche , sarà fondamentale l’andamento climatico delle prossime settimane per definire il risultato finale, ma se venissero confermate le previsioni meteo e non dovessero esserci scossoni particolari sarà probabile avere una raccolta anticipata rispetto al solito di una/due settimane. Teniamo nella dovuta considerazione che negli ultimi anni l’andamento climatico dell’inizio autunno è stato di solito mite rispetto al passato, fatto non per forza ripetibile, ma che ci deve far ricalcolare la tempistica di maturazione.

Le temperature degli ultimi sette giorni hanno riportato qualche effetto, anche se contenuto, del caldo su fertilità delle femmine e vitalità di uova e larve giovani.

Le previsioni meteo indicano tempo stabile per i prossimi giorni con possibilità di nuvolosità e velature ed indicano possibilità di pioggia nel fine giornata di venerdì, con valori termici tendenzialmente stabili tra 15 e i 30 gradi circa.

I dati del monitoraggio in campo della 37esima settimana indicano una situazione molto variabile sul territorio regionale, presenza di ovodeposizioni diffusa anche, con ulteriori superamenti di soglia per quanto riguarda il valore di infestazione attiva: di base tempo buono per i prossimi giorni

Il possibile innalzamento delle ovodeposizioni segnalato settimana scorsa si è verificato prevalentemente nelle aree costiere, dove vengono segnalati superamenti di soglia dell’infestazione attiva, di conseguenza nelle prossime due settimane manteniamo il consiglio di seguire gli sviluppi e se possibile eseguire campionamenti delle olive aziendali.

SITUAZIONE PROVINCIALE

Lunigiana

Dai dati rilevati nella zona di Aulla loc Canova 12%; loc Oppilo ST%; Filattiera loc Dobbiana dal 3% al 17%; Bagnone loc Orturano NR%; Fosdinovo loc Gignola NR; Fivizzano loc S terenzo Monti NR.

Massa – Carrara

Montignoso via Bertocchi 5%, via Debbia 6%.

Versilia lucchese

Camaiore loc Silerchie 6%, Massarosa loc Paese 4%, Coli 4%, Seravezza loc Ripa ST, loc Pozzi 2% rilevato settimana scorsa.

Suggerimenti per la difesa integrata volontaria

Consideriamo che laddove si pensa, ad esempio, di iniziare la raccolta il 15 di ottobre i prodotti a base di rame o i larvicida non potranno essere utilizzati dopo il 15 di settembre (con rameici e dimetoato) e circa una settimana dopo con acetamiprid, quindi è importante nelle prossime due settimane analizzare attentamente la carica produttiva, stato di maturazione delle olive, organizzazione della raccolta.

Ricordiamo che i prodotti  larvicida non hanno effetto preventivo, ma effetto diretto su uova e larve, quindi solo spreco di prodotto se dati in momento non corretto.

- per chi usa strategie adulticida/repellente mantenere la copertura (repellenti, antideponenti, etc).

Riportiamo la considerazione di settimana scorsa che sarebbe meglio utilizzare i rameici (scegliere i prodotti con intervallo di sicurezza più breve possibile e rispettarlo), nell’ultima fase di difesa sarà possibile utilizzare gli attrattivi alimentari avvelenati.

- nelle aree dove non viene evidenziata ovodeposizione, ed i voli sono molto bassi o assenti, attendere l’evoluzione della prossima settimana ma prepararsi a fare i trattamenti preventivi, a quel punto con esche avvelenate.

- nelle zone evidenziate sopra soglia (in questa fase del 10%) nel monitoraggio ufficiale o dai campionamenti aziendali, se è prevista la raccolta nelle prime due settimane di ottobre effettuare un trattamento con Acetamiprid, se la raccolta è prevista dalla seconda metà di ottobre in avanti è anche possibile utilizzare Dimetoato.

Superata la prossime settimana, per chi raccoglie a partire dall’inizio di ottobre sarà necessario un cambio di strategia ed essere pronti ad utilizzare attrattivi alimentari avvelenati (ad es con acetamiprid o spinosad) per contenere la popolazione di adulti, l’ovodeposizione e di conseguenza il danno in prossimità della raccolta.

Considerata la buona carica produttiva nelle aziende di medie grandi dimensioni che prevedono un periodo di raccolta di alcune settimane e più, sarà anche possibile:

- programmare la raccolta prioritaria dei campi maggiormente suscettibili.

- per i soli oliveti in programma di raccolta successivamente sarà possibile effettuare un trattamento con larvicida anche più avanti, rispettando comunque l’intervallo di sicurezza.

Nella divisione degli appezzamenti per la raccolta in fasi differenti, e di conseguenza trattati con diverse strategie, fare attenzione in caso di utilizzo di attrattivi alimentari avvelenati che se dovessero essere applicati su superfici inferiori ai 3/4 ettari rischiano di non essere efficaci.

NOTA BENE Con decreto 12174 del 05-08-2020 è stato autorizzato, in deroga, l’uso dei prodotti fitosanitari contenenti la sostanza attiva dimetoato anche in agricoltura integrata volontaria.