LA STORIA DEL PEPERONCINO

Il peperoncino viene da lontano ed ha una storia antichissima. Da MONTEZUMA a COLOMBO il peperoncino è un elemento importante in tutte le civiltà precolombiane INCA, MAYA,AZTECA,OLMECA. Testimonianze della sua esistenza ci sono nel MESSICO e nel PERU'. Reperti archeologici a TEHUACAN in MESSICO e a GIUTARRERO in PERU'testimoniano che il peperoncino era usato già 9.000 anni fà e veniva coltivato già 5.000 anni prima di Cristo. Il peperoncino è protagonista in tutte le civiltà precolombiane. Presso gli AZTECHI, i MAYA e gli INCA è una pianta ritenuta sacra e usata anche come moneta di scambio. Le testimonianze più interessanti sono l'obelisco di TELLO (800-1.000 d.C.), così chiamato dal nome del suo scopritore. E' una stele di circa 2 metri sulla quale c'è la rappresentazione di un drago mitologico che nella mascella, in basso a destra, stringe fiori, foglie e quattro frutti di peperoncino (a sinistra il disegno con la ricostruzione della rappresentazione). I ricami di NAZCA (400-600 d.C.) sono su una stoffa di cotone, fatti con fili di lana. Rappresentano la figura di un contadino che ha altri due appesi al collo come collana. Le testimonianze più affascinanti vengono da CEREN, un villaggio MAYA nell'AMERICA CENTRALE, distrutto nel 595 d.C. dalla eruzione del vulcano LOMA CENTRALE. Il villaggio, oggi patrimonio dell'UNESCO è diventato una sorta di "Pompei delle Americhe" che, sepolte sotto la cenere, ci ha conservato le testimonianze di una vita quotidiana in cui il peperoncino era protagonista. In tutti questi millenni, il peperoncino è stato utilizzato come frutto sacro, come medicina, come afrodisiaco, come strumento di magia e di tortura e come grande insaporitore. Abbinato ai fagioli, ma anche al cioccolato.
In Europa l'ha portato Cristoforo Colombo
Cristoforo Colombo

Sulle Caravelle di Colombo

In Europa il peperoncino è arrivato con Cristoforo Colombo (nella foto) e la scoperta dell'America. Il navigatore genovese lo conosce durante il suo primo viaggio e ne parla, per la prima volta, in una relazione di viaggio datata 15 gennaio 1493. Era arrivato a Espaniola, la moderna Haiti e scrive testualmente: "Vi era in abbondanza pure axi che è il loro pepe, di qualità che molto sopravanza quella del pepe e non v'è chi mangi senza di esso che reputano assai curativo".
Bartolomè de Las Casas ci fa sapere che all'inizio del '500 le coltivazioni di peperoncino sono diffuse in Europa
Bartolomè de Las Cacas

L'arrivo in Spagna

Nel secondo viaggio nel 1494 i collaboratori di Colombo, con alla testa il medico di bordo Diego Alvarez Chanca, avviano la coltivazione e portano il peperoncino ai Reali di Spagna. Sessanta anni dopo è diffuso in tutta la Spagna come testimoniano gli scritti di Bartolomè de Las Casas (nella foto) che risalgono al 1552. Dalla Spagna si diffonde in tutto il vecchio continente e anche in Italia. Tanto che nel 1568 il botanico italiano Pier Andrea Mattioli ne dà una precisa descrizione nei suoi scritti chiamandolo però erroneamente pepe d'India.
Il gesuita Josè de Acosta definisce il peperoncino "suscitatore di insani propositi"
Fallimento business

Il fallimento di un business

Cristoforo Colombo, i suoi collaboratori e i Reali di Spagna erano convinti di aver messo le mani su un grosso business. Il peperoncino però tradì ogni aspettativa di facili guadagni. Business non ce ne fu per tre motivi. Perché non fu gradito ai ricchi e ai nobili, che non ne apprezzarono il sapore piccante. Perché la facilità di coltivazione della pianta, che attecchisce anche in un vaso, eliminò la necessità dei viaggi e del commercio con la terra di origine. Ed infine il giudizio negativo della Chiesa che lo bollò come "suscitatore di insani propositi" col gesuita Josè de Acosta (nella foto).
Tanti nomi, prima di arrivare a peperoncino, che nasce come diminuitivo di peperone
Niccolò
 Forteguerri

Da axi a peperoncino

Axi era il nome con cui veniva chiamato il peperoncino dagli indigeni conosciuti da Colombo. In Europa poi fu chiamato pepe d'Indiapepe cornutosiliquastro. A partire dal Seicento però il nome si caratterizza in modo autonomo. Già prima di Linneo, che operò nel 700, si afferma il nome scientifico Capsicum. Il poeta satirico di Pistoia Niccolò Forteguerri (nella foto, in un monumento a Pistoia), vissuto fra il 1674 e il 1755, lo chiama per la prima volta peperone. Un termine derivato dal piemontese pevrum e dal ligure-lombardo-emiliano pevron. Il termine peperoncino è assai recente, compare le prime volte sulla fine del 1900 come diminutivo di peperone.
Pellegrino Artusi non cita mai il peperoncino nelle sue ricette
Pellegrino Artusi

La spezia dei poveri

Per l'affermazione gastronomica del peperoncino ai livelli più alti della società italiana ed europea bisogna aspettare gli inizi del Novecento. Nessuna traccia nel celebre libro di Fisiologia del gusto di Brillat-Savarin del 1825 e nessuna citazione nella Scienza in cucina, il trattato con cui Pellegrino Artusi (nella foto) nel 1891 inventava la cucina nazionale italiana. In quegli anni il peperoncino è diffuso solo presso i ceti popolari meno abbienti, i contadini del sud che lo utilizzano per insaporire i loro piatti poveri, guadagnandosi così l'appellativo di "spezia dei poveri".
Vincenzo Corrado, gastronomo alla corte napoletana, propone per primo ricette col peperoncino
vincenzo corrado

Sud, amore a prima vista

Con la cucina povera fu amore a prima vista. Il peperoncino dava sapore a cibi che non ne avevano, conservava la carne quando i frigoriferi non c'erano, con le sue proprietà disinfettanti era di aiuto alle popolazioni dei paesi caldi. Così in poco tempo si diffonde tra le popolazioni povere con regimi alimentari monotoni e carenti di vitamine. Col peperoncino i Messicani insaporivano le tortillas, gli Africani la manioca, gli Asiatici, le regioni meridionali e in special modo la Calabria hanno reso vivace la loro cucina povera e vegetariana. Con la loro fantasia hanno creato autentici "gioielli gastronomici". Fra il XVIII e il XIX secolo Napoli era capitale europea anche a tavola. Qui hanno lavorato Vincenzo Corrado (1734-1836, nella foto) originario di Oria e Ippolito Cavalcanti (1787-1859) Duca di Buonvicino, gastronomi aperti alle novità della cucina italiana e francese e al tempo stesso attenti alle cucine popolari meridionali. Corrado, nei suoi ricettari, propone il Peperoncino in addobbata, una salsa di vari ingredienti con la quale veniva riempita la testa del capretto. E nel trattato Del cibo pitagorico, ovvero erbaceo (1781), conferisce importanza ai peperoni con otto ricette. Cavalcanti nel suo trattato La cucina teorico pratica, propone peperoni dolci e peperoni piccanti in una Zuppa di soffritto e nel Piatto d'erba stomatico.
La prima presenza nelle "alte sfere" è del 1931: compare in un menù futurista
Filippo Tommaso Marinetti

Protagonista del Futurismo

Per registrare le presenze del peperoncino ai livelli più alti ci vorrà la nascita del Futurismo. Compare infatti nel primo pranzo futurista dell'otto marzo 1931 con Filippo Tommaso Marinetti (nella foto) che inaugura la Taverna Santo palato con un antipasto intuitivo fatto con dei peperoncini verdi all'interno dei quali sono nascosti biglietti con frasi di propaganda futurista. Nel 1983 una ricetta di Spaghetti, aglio, olio e peperoncino è presente nel libro Gentiluomo in cucina di Livio Cerini dei Visconti di Castegnate. Ma siamo già alle affermazioni dei tempi moderni.
La rapida diffusione in Europa e in tutti i paesi del bacino del Mediterraneo
Diffusione in Europa

La diffusione in Europa

Oggi il peperoncino è diffuso in tutto il mondo e dopo il sale marino è l'alimento più utilizzato. In Europa la nazione che ne consuma di più è l'Ungheria dove prevale una polvere fatta con una varietà dolce chiamata Paprika. Seguono la Francia e la Spagna dove ci sono gli unici peperoncini con marchio europeo di qualità con marchio europeo di qualità: Peperoncino di Espelette in Francia e Pimiento del piquillo in Spagna. In Italia il peperoncino è molto utilizzato nelle regioni meridionali e soprattutto in Calabria. Discreta l'utilizzazione in Grecia, soprattutto in Macedonia. In Inghilterra sono amati i condimenti speziati come Curry e Chutney.

IL PEPERONCINO? UNA FAMIGLIA MOLTO NUMEROSA

Il peperoncino appartiene alla famiglia delle SOLANACEE, genere CAPSICUMcon oltre 35 specie. Una delle colture con maggiore diversità per forma e colore. Le varietà sono almeno 2.000, ognuna indicata sul territorio con nomi dialettali legati alla cultura locale, diversi da paese a paese e da regione a regione. Inoltre è molto diffusa l'impollinazione incrociata con gli insetti che si spostano da un fiore all'altro. Per questo è difficile una classificazione definitiva. Ha creato problemi già a LINNEO che per primo la tentò e ne crea ancora ai botanici contemporanei. Le classificazioni che fino ad oggi sono state fatte si basano sulla colorazione dei fiori e non sempre sono precise. Quanto prima però sarà possibile avere informazioni più precise con la sequenza del genoma e l'utilizzo di tecnologie innovative. Al momento la classificazione di riferimento è quella di ARMANDO THEODORO HUNZIKER del 1956, che classifica 27 specie di CAPSICUM. Di queste, sedici crescono spontaneamente in varie parti del mondo e soltanto undici sono coltivate dall'uomo. Con la precisazione che di queste, soltanto cinque sono le specie pù diffuse e le più conosciute eccole: 

Capsicum
 Annuum

Capsicum annuum

Pianta erbacea a ciclo annuale, originaria dell'America Sud centrale. E' la specie più importante con frutti dolci e piccanti. La più coltivata in Italia. Raggruppa le varietà più diffuse: Capsicum abbreviatum, con frutti piccoli e conici; Capsicum acuminatum, con frutti sottili conico-allungati, leggermente ricurvi; Capsicum cerasiforme, con frutti piccoli e rotondi come ciliegie; Capsicum bicolor, con frutti bicolori, violetti, arancione e rossi molto piccoli. Per riconoscere la pianta bisogna osservare i fiori: sono solitari con filamenti non viola e corolla bianca. Si ibrida facilmente col Capsicum chinense, raramente col baccatum, mai col pubescens.
 
Capsicum Baccatum

Capsicum baccatum

Proviene dalle regioni secche della Bolivia e del Perù. Le varietà più conosciute sono: Christmas bell (Sud America); Aji amarillo (PerùAnde); Dedo de moca (Brasile); Aji serranito (Perù). I fiori sono solitari, la corolla è bianca con o senza macchie. Si ibrida raramente col Capsicum annuum, col chinense e col frutescens. Fra tutte queste varietà è molto apprezzato in gastronomia l'Aji amarillo che è poco piccante, ma molto profumato e aromatico. Di recente apprezzato anche in Italia per ottime creme e patè.
 
Capsicum
 Chinense

Capsicum chinense

Pianta originaria della zona amazzonica, a ciclo perenne. La più resistente ai virus. Diffusa dapprima in Africa, comprende le varietà più piccanti del mondo: Scotch bonnet (Giamaica); Congo pepper (Trinidad–Tobago); Habanero yellow (Messico–Belize); Habanero chocolate (Indie Occidentali). Presenta due fiori per nodo, corolla bianca con filamenti viola. Si ibrida bene col Capsicum annuum, raramente col baccatum e col frutescens. Molto apprezzata la varietà Habanero, che per la sua versatilità e per il suo profumo, viene definito il "Principe dei peperoncini". Fino a qualche anno fa il più piccante. Oggi è stato abbondantemente superato.
 
Capsicum
 Frutescens

Capsicum frutescens

Pianta a ciclo perenne, originaria del Sud America, diffusa prima in Africa e dopo in Europa. Varietà più conosciute sono: Thai (Thailandia); Tabasco (Lousiana, Messico); Malagueta (Brasile). Presenta fiori abbinati con corolla verdastra. Si ibrida raramente col Capsicum annuum, col baccatum e col chinense. Mai col pubescens. Fra le varietà è molto conosciuto il Malagueta, che di recente è indicato anche con l'appellativo di Peperoncino di Penelope, per il fatto che l'attrice Penelope Cruz, nei panni di uno chef, lo utilizza nei suoi menù e non solo, nel film Per incanto e per delizia.
 
Capsicum Pubescens

Capsicum pubescens

Pianta a ciclo perenne. Lasciò il Brasile per essere addomesticato nelle Ande peruviane. E' la specie più tollerante del freddo. Oggi è diffuso soprattutto nell'alta Bolivia, nel Perù e nell'Equador. Le varietà più conosciute sono: Rocoto caballo Rocoto canario (CostaricaMessicoGuatemala); Rocoto manzano (Perù). I fiori hanno corolla viola. La pianta si riconosce dalle foglie ricche di peli e dai frutti che hanno semi neri o marrone scuro. Non si ibrida con nessun altro genere. Il Rocoto è il "Principe dei peperoncini" in Perù. Gli abitanti non ne possono fare a meno e lo utilizzano tutti i giorni nelle salse con le quali condiscono i loro piatti.

Un nome per ogni regione

In Italia i nomi popolari dei peperoncini variano da regione in regione.
PiemontePeuvreun
LombardiaPeverone
Liguria: PeviumPuviuncin russu
Valle d'AostaPato
Alto AdigePiccante paprika
VenetoPevearon
Friuli: Pevencin 
EmiliaPevrunPiviron
Toscana:ZenzeroPepe rossoPepe d'India
Umbria: Zenzero 
Campania: PiparielluPeparuolo 
Abruzzo: PipidignoSaittìPazzarielloPepentò piccante, Lazzaretto 
Molise: Diavulillo 
Basilicata: DiavulicchioPuponFranciselloCerasellaZafaranoMericanilli 
Puglia: PipazzuPiparielluPeperussiZenzeroDiavulicchio 
Calabria: PipiPipi infernaliCangarilluPipazzuSpezzuzzuPiparilluPipi vruscentiZafaranu 
Sicilia: Pipareddru, Pipi russu
Sardegna: Pibiri moriscu
Il sapore piccante è dovuto alla capsaicina, una sostanza varia e complessa

I segreti del piccante

La sostanza che determina la piccantezza è una miscela di vari alcaloidi (capsaicina e suoi derivati: diidrocapsaicinanordiidrocapsaicinaomocapsaicina). Sono i prototipi della classe di composti detti capsaicinoidi, inodori e insapori, solubili nei grassi. Un gruppo di sostanze che stimola i recettori dolorifici della lingua e delle mucose producendo vasodilatazione dei capillari superficiali. Un effetto che curiosamente si manifesta solo nei mammiferi. Gli uccelli, ad esempio, ne sono completamente immuni. I capsaicinoidi determinano sensazioni piccanti più o meno aggressive e più o meno durature. La capsaicina è anche conosciuta come 8-Methyl-N-vanillyl-trans-6-nonenamide. La struttura chimica presenta una catena laterale contenente un gruppo ammidico che le conferisce una bassa volatilità ed assenza completa di odore. La capsaicina e la diidrocapsaicina hanno il massimo grado di piccantezza. Il piccante si concentra a metà bocca, nella gola e nella parte posteriore della lingua. Si sviluppa rapidamente con effetto persistente. La omodiidrocapsaicina ha un effetto molto forte e irritante che si concentra nella gola, nella parte posteriore della lingua e nel palato. Si sviluppa lentamente ed è più difficile eliminare. La nordiidrocapsaicina produce una sensazione meno irritante che si concentra nella parte anteriore della bocca con sapore fruttato. Si sviluppa e si attenua rapidamente. Un requisito importante per la piccantezza è la presenza della catena laterale. Il livello del piccante diminuisce quando la catena si allunga o si accorcia, suggerendo così l'esistenza di un punto mediano che coincide col massimo del piccante. Questa particolarità dei capsaicinoidi spiega perchè alcuni peperoncini danno un'immediata sensazione pungente, altri sul davanti della bocca piuttosto che sulla parte posteriore, altri hanno una piccantezza persistente, al contrario di altri, che ne hanno una più rapida che subito scompare. La percezione del piccante si ha quando la catena arriva a tre o quattro atomi di carbonio. Scompare quando la catena va oltre gli undici. Il punto di maggiore piccantezza, pare sia tra gli otto e i nove atomi di carbonio.
Le scale empiriche di Scoville e Dremman e le misurazioni scientifiche HPLC
Wilbur Scoville

La misura della cattiveria

Per determinare la piccantezza, è molto usata la scala Scoville, che prende il nome dal suo ideatore Wilbur Scoville (nella foto), un farmacista di Detroit che la mise a punto nel 1912. Cosa fece Scoville? Si procurò due o tre varietà di peperoncini piccanti e li lasciò separatamente in infusione nell'alcol per una notte. Così l'alcol estrasse dai frutti la capsaicina. Prese una quantità precisa di questo estratto e vi aggiunse acqua zuccherata in proporzioni ben definite in successive diluizioni unitarie (1:2), finchè il piccante non fu appena percettibile. Concludendo che più acqua si deve aggiungere, più piccante è il peperoncino. Posto pari a 16.000.000 per la capsaicina pura, il grado di diluizione dava il valore di piccantezza in unità Scoville S.H.U. (Scoville Heats Units). L'Habanero fa misurare un valore di 300.000 unità sulla scala Scoville. Significa che l'estratto di Habanero ha un contenuto di Capsaicina che equivale in peso a 300.000/16.000.000x100= 1,875%. Questo test si chiama SOT (Scoville Organoleptic Test). E' il più diffuso, ma ha molti limiti: è un test empirico, il valore di 16.000.000 per la Capsaicina pura fu posto arbitrariamente da Scoville. Meno diffusa è la Dremman's Hotness Scale. Ideato da Craig C. Dremann nel 1984. Anche questo però è un sistema empirico basato sul diametro del peperoncino e sulla capacità di aumentare la piccantezza di una salsa per unità di peso. La scala indica le once di salsa che si riescono ad insaporire con l'aggiunta di una sola oncia di peperoncino verde fresco. Se il peperoncino è maturo, si deve moltiplicare la quantità per 2. Se è secco, si deve moltiplicare per 10. Negli ultimi tempi sono stati sviluppati altri tipi di test, più sofisticati e più attendibili. Come il test HPLC (High performance liquid chromatography), noto anche come il Metodo Gillette, che misura direttamente la quantità di capsaicinoidi in modo scientifico, senza ricorrere alla sensibilità dell'uomo.
Dal profumo dell'Habanero al fuoco del Carolina reaper
Carolina Reaper

Piccante record

Per molti anni il record di piccantezza è stato detenuto dall'Habanero: 350.000 SHU. Nel 2006 il Guinnes della piccantezza è stato assegnato al Naga jolokia: 1.041.427 SHU. Nel 2011 è arrivato dall'Australia il Trinidad scorpion che ha battuto tutti gli altri peperoncini: 1.463.700 SHU. Negli ultimi anni è nata una vera e propria gara alla ricerca del peperoncino più infuocato. Così dopo il Trinidad scorpion sono arrivati il Trinidad moruga scorpion, il Naga viper e il Carolina reaper che può superare i 2.000.000 SHU una corsa ai record che non si arresta, ma che ha poco significato a livello gastronomico. Bisogna ricordare però due cose importanti: i peperoncini sono prodotti naturali e non industriali. Perciò non tutti i peperoncini, anche se della stessa specie, hanno la stessa piccantezza; la piccantezza è solo uno dei requisiti dei peperoncini. Ma sono importanti anche il profumo e gli aromi. L'Habanero, che non è il più piccante, è sicuramente il più profumato e perciò il più amato dai gastronomi. Gli altri non hanno una utilizzazione gastronomica e restano solo una curiosità per gli amatori.
Il paragone con la capsaicina pura e gli spray della Polizia

Capsaicinoidi e peperoncini

A titolo puramente indicativo, si riporta di seguito la gradazione Scoville dei più importanti capsaicinoidi, paragonati con gli spray al peperoncino usati dalla Polizia e i peperoncini più famosi per la loro piccantezza.

Capsaicina pura 15.000.000/16.000000 SHU
Nordiidrocapsaicina 8.600.000/9.100.000 SHU
Omodiidrocapsaicina, Omocapsaicina 6.000.000/8.600.000 SHU
Spray al peperoncino 2.500.000/5.300.000 SHU
Carolina reaper (ibrido) 2.000.000/2.200.000 SHU
Trinidad scorpion 1.463.700/2.000.000 SHU
Naga viper 1.350.000/2.000.000 SHU
Naga jolokia 900.000/1.050.000 SHU
Habanero red Savina 450.000/850.000 SHU
Tabasco 30.000/60.000 SHU
Diavolicchio Diamante 30.000/45.000 SHU
Ajì, Cayenna 30.000/50.000 SHU
Serrano 5.000/15.000 SHU
Jalapeño 5.000/15.000 SHU
Poblano 2.500/5.000 SHU
Latte e yogurt per eliminare il piccante dalla bocca
Spegnere
 il fuoco

Spegnere il fuoco

La capsaicina e tutti gli altri capsaicinoidi sono poco solubili in acqua e molto solubili nel grasso e nell'alcool. Perciò, dopo aver mangiato peperoncino piccante, l'acqua non ferma il bruciore. Meglio il latte che, tramite i grassi sospesi in soluzione, scioglie la capsaicina con un meccanismo simile a quello del sapore che asporta i grassi. Bene anche lo yogurt e tutti i prodotti caseari, possibilmente a pasta morbida. Risultati apprezzabili anche con le bevande alcoliche. Il ghiaccio può servire come anestetico. Perciò il meglio in assoluto è un bicchiere di latte freddo da sorseggiare lentamente. Efficace anche la mollica di pane.
Dalla Bolivia, il peperoncino si è propagato nel Perù e nel Paraguay
peperoncino Madre

Il peperoncino madre

Il mondo della talassonomia del peperoncino è ancora incerto e confuso. I ricercatori vanno ancora alla ricerca del "peperoncino madre" cioè la varietà che ha dato origine a tutte le altre. Il Prof. Hardy Eshbaugh, botanico della Miami University di Oxford studia da anni l'Ulupica, una specie di peperoncino che cresce allo stato selvatico sulle montagne delle Ande in Bolivia. Secondo lui proprio dalla parte centrale della Bolivia la pianta si è propagata verso Sud Est nel Paraguay e nel Perù. L'Ulupica, sarebbe la variante più vicina al più primitivo dei peperoncini, il chacoense, una specie che potrebbe essere il "peperoncino madre".
 

IL CONSORZIO DI GRAGNOLA HA 40 VARIETA' DI PEPERONCINO PICCANTE

IL PEPERONCINO PIU' PICCANTE AL MONDO DISPONIBILE AL CONSORZIO DI GRAGNOLA

CARATTERISTICHE DEL PEPERONCINO PICCANTE

Un pizzico di fuoco che riscalda ogni piatto, sapori e profumi che mettono allegria. È per questo che noi amiamo i peperoncini piccanti. Il peperoncino è un alimento molto salutare che dovremmo inserire più spesso nella nostra dieta. Ricco di vitamine e antiossidanti, ha la curiosa proprietà di bruciare i grassi, oltre che la lingua, soprattutto con i peperoncini di cui parleremo fra poco: “i più piccanti del mondo”.

Il peperone ”Capsicum” è una pianta annuale e può vivere bene per diverso tempo in capienti vasi di diametro non inferiore ai 40 cm. Il peperoncino piccante è un alimento impiegato per diversi usi fin da tempi antichissimi. Si dice che il suo nome derivi dal greco “kapto” che significa “mordere”, con evidente riferimento al piccante che morde la lingua quando si mangia. La coltivazione del peperoncino si è diffusa in tutto il mondo. Sapete come? Grazie ai volatili. Questi, attirati dagli splendidi colori variopinti delle bacche dei peperoncini, li consumano tranquillamente e, digerendo, distribuiscono i semi in giro per il mondo. Questo perché Madre Natura li ha dotati della più completa insensibilità alla capsaicina, la sostanza che rende piccanti i peperoncini! La pianta è una “Solanacea”, ed è originaria dell’America Centrale, questo ci fa capire quale tipo di coltivazione adottare.

Dai peperoni primitivi ad oggi, 5 sono le specie più coltivate:
• Capsicum annuum, il peperone dolce italiano il più coltivato al mondo
• Capsicum baccatum, tipico di Bolivia e Perù è di piccantezza media
• Capsicum chinense, i peperoncini più piccanti al mondo
• Capsicum frutescens, subito dopo i chinense per piccantezza
• Capsicum pubescens, l’albero del peperone, più resistente al freddo

Più il frutto è ricco di capsaicina più è piccante e brucia; la placenta, i filamenti e gli stessi semi sono le parti più piccanti. Il peperoncino regala sapore ai cibi e si usa anche nelle cure di bellezza. Le sue proprietà curative sono state a lungo studiate e oggi si può aff ermare che, in giuste dosi, il peperoncino deve far parte della dieta delle persone. Il peperoncino ha proprietà antiossidanti e aiuta a combattere i danni provocati dall’invecchiamento di cellule e tessuti. Contiene numerose vitamine e sali minerali che stimolano la produzione di succhi gastrici e favoriscono la digestione. Inoltre, la capsaicina, migliora la circolazione del sangue alleviando dolori e infiammazioni.

Peperoncino piccante SUPER HOT Trinidad Scorpion Chocolate

Peperoncino piccante SUPER HOT Trinidad Scorpion Chocolate

Origine: Trinidad & Tobago

Piccantezza: 1.300.000 gradi Shu

Caratteristiche: variante a frutto più grande del Trinidad Scorpion. È stato, fino al 2013, il peperoncino più piccante al mondo.

Uso: super piccante dal sapore di frutta esotica e straordinario profumo di agrumi. Ottimo per la produzione di polveri ed oli piccantissimi. Si abbina molto bene su carne, pesce e verdure.

 

Peperoncino piccante HOT Acrata o Viagra Naturale

Peperoncino piccante HOT Acrata o Viagra Naturale

Origine: Venezuela 

Piccantezza: 30.000 gradi Shu

Caratteristiche: conosciuto anche come “viagra naturale”. Pianta alta più di un metro, bellissimi frutti che dal colore verde diventano neri per maturare a rosso fuoco.

Uso: Da provare i frutti finemente tritati nella tartare di manzo battuta al coltello con scalogno, uno spicchio d’aglio, olive verdi, acciughe, succo di limone ed un filo di olio extravergine a crudo. Ottimi essiccati.

Peperoncino piccante HOT Cayenna corto

Peperoncino piccante HOT Cayenna corto

Origine: Guyana Francese

Piccantezza: 50.000 gradi Shu

Caratteristiche: pianta vigorosa e molto produttiva anche a lungo nel tempo. Bei frutti a cornetto lunghi 10 cm. Rossi a maturazione avvenuta.

Uso: peperoncino piccante usatissimo nella cucina italiana come peperoncino da consumare fresco sulla pasta o su tartine di pane bianco con formaggio ligth. Ottimo essiccato per la produzione di polvere e di olio piccante. 

 

Peperoncino piccante EXTREME HOT Carolina Reaper

Peperoncino piccante EXTREME HOT Carolina Reaper

Origine: Stati Uniti (Sud Carolina)

Piccantezza: 1.800.000 gradi Shu

Caratteristiche: il suo nome si ispira ad una famosa serie horror americana: “CAROLINA REAPER”, il falciatore della Carolina. È dal novembre 2013, il peperoncino più piccante al mondo. Incrocio tra un Naga ed un Habanero rosso, ogni frutto ha la tipica coda curvata dello scorpione in attesa di falciare la preda.

Uso: estremamente piccante regala profumi e sapori molto fruttati. Ricorda cannella, cioccolato e ciliegia.

Peperoncino piccante EXTREME HOT Moruga Scorpion rosso

Peperoncino piccante EXTREME HOT Moruga Scorpion rosso

Origine: Trinidad & Tobago

Piccantezza: 1.500.000 gradi Shuì

Caratteristiche: originario del distretto di Moruga è stato classifi cato fino al 2013 come il peperoncino più piccante al mondo.

Uso: estremamente piccante, alcuni lo definiscono mostruosamente piccante. E’ così potente che la sua polvere è riuscita ad attraversare anche i guanti di lattice. Profumo speziato.

 

Peperoncino piccante SUPER HOT Seven Pots rosso

Peperoncino piccante SUPER HOT Seven Pots rosso

Origine: Trinidad & Tobago

Piccantezza: 1.300.000 gradi Shu

Caratteristiche: un mito per gli appassionati di peperoncini piccanti. Il nome “Seven 7 pots” (7 pentole) significa che basta un solo peperoncino per insaporire 7 pentole di stufato.

Uso: super piccante dal sapore di frutta esotica e straordinario profumo di agrumi. Ottimo per la produzione di polveri ed oli piccantissimi.

Peperoncino piccante SUPER HOT Naga Morich salmone

Origine: India

Piccantezza: 600.000 gradi Shu

Caratteristiche: frutti dal sapore raffinato e soave. Il suo aroma fruttato ricorda cannella e ciliegie. Frutti di colore salmone a maturazione avvenuta.

Uso: adatto per grigliate grazie al suo sapore unico. Ottimo su carni rosse, ragù e sughi e per salse ed oli molto piccanti.

Peperoncino piccante HOT Violetto o fuoco nero

Peperoncino piccante HOT Violetto o fuoco nero

Origine: Italia

Piccantezza: 50.000 gradi Shu

Caratteristiche: bellissima pianta ornamentale con fusto e originali foglie di color viola intenso. Alta 60 cm.

Uso: frutti piccanti e pungenti adatti alla essiccazione a pezzi e per la preparazione di salse e polveri piccanti.

Peperoncino piccante SUPER HOT Naga Morich chocolate

Peperoncino piccante SUPER HOT Naga Morich chocolate

Origine: India

Piccantezza: 900.000 gradi Shu

Caratteristiche: conosciuto anche con il nome di Habolokia. Il suo aroma fruttato ricorda cioccolato e ciliegie. Frutti pendenti di colore scuro a maturazione avvenuta.

Uso: adatto per barbecue e grigliate. Ottimo su carni rosse, ragù e sughi e per salse ed oli piccantissimi.

Peperoncino piccante SUPER HOT Trinidad Scorpion rosso

Origine: Trinidad & Tobago

Piccantezza: 1.300.000 gradi Shu

Caratteristiche: è stato, fino al 2013, il peperoncino più piccante al mondo. Lo Scorpione di Trinidad deve il suo nome alla forma del frutto che ricorda la coda di uno scorpione, ma c’è anche chi dice che derivi dal fatto che assaggiare uno scorpion genera un bruciore simile a quello di una puntura di scorpione.

Uso: sapore di frutta esotica e straordinario profumo di agrumi. Ottimo per la produzione di polveri ed oli piccantissimi.

 

Peperoncino piccante HOT Aji Amarillo

Origine: Perù

Piccantezza: 15.000 gradi Shu

Caratteristiche: L’aji amarillo è un sentimento, è una emozione, è una memoria! Sono migliaia di anni di cultura: l’AJI è la base della cultura Inca del Perù.

Uso: retrogusto fruttato, ottimi da consumare crudi o da saltare in padella ma anche per preparare salse piccanti e marmellate. Sono particolarmente gustosi, croccanti e poco piccanti. Ottimi sul pesce.

Peperoncino piccante HOT Jalapeño

Peperoncino piccante HOT Jalapeño

Origine: Messico

Piccantezza: 15.000 gradi Shu

Caratteristiche: il più usato nella cucina messicana per la sua versatilità (si usa anche da verde) e mite piccantezza.

Uso: insuperabile da verde abbinato a tartine con formaggio ligth. Molto gustoso sulla pasta o sul riso in bianco. Prende il nome di Chipotle quando viene essiccato al sole ed affumicato.

 

Peperoncino piccante HOT Topepo da forno (o mini Topepo)

Peperoncino piccante HOT Topepo da forno (o mini Topepo)

Origine: Italia

Piccantezza: 20.000 gradi Shu

Caratteristiche: pianta estremamente produttiva, i frutti maturano a rosso e sono di piccole dimensioni poco più grandi di una noce. 

Uso: ideale come peperoncino da ripieno per cottura al forno.

 

Peperoncino piccante HOT chiara tondo multicolore

Peperoncino piccante HOT chiara tondo multicolore

Origine: Italia

Piccantezza: 20.000 gradi Shu

Caratteristiche: bellissima pianta ornamentale molto adatta alla coltivazione in vaso. Forma a cespuglio alta 25/30 cm. Frutti tondi disposti a mazzetto.

Uso: i frutti maturano da viola scuro, ad arancio, a rosso contemporaneamente sulla stessa pianta. Coloratissimo!

Peperoncino piccante HOT Naso del Diavolo Pancho

Peperoncino piccante HOT Naso del Diavolo Pancho

Origine: Cile

Piccantezza: 30.000 gradi Shu

Caratteristiche: pianta iperproduttiva e rustica. Graziosi i frutti a forma di piramide, rossi a maturazione avvenuta.

Uso: peperoncino non molto piccante. Adatto al riempimento con tonno e acciuga. Molto gustoso aggiunto crudo a pezzetti sulla pasta o il riso in bianco.

Peperoncino piccante HOT Hot Daisy CAP 1546

Peperoncino piccante HOT Hot Daisy CAP 1546

Origine: Giappone

Piccantezza: 30.000 gradi Shu

Caratteristiche: stupenda pianta adatta alla coltivazione in vaso. Alta fi no a 60 cm con fi ori viola e foglie molto scure. A maturazione avvenuta i colori variopinti e brillanti di CAP 1546 sono unici.

Uso: mediamente piccante. E’ conosciuta anche come bonsai-pepper.

Peperoncino piccante VERY HOT Beni Highlands giallo

Peperoncino piccante VERY HOT Beni Highlands giallo

Origine: Bolivia

Piccantezza: 300.000 gradi Shu

Caratteristiche: la pianta di questo peperoncino mette allegria solo a guardarla. E’ robusta ed estremamente
produttiva, frutti giallo brillante a maturazione avvenuta.

Uso: molto piccante con pronunciato aroma fruttato. Al taglio sprigiona un profumo dolce floreale. Gustatelo semplicemente sul pane tostato con un filo di buon olio.

 

Peperoncino piccante VERY HOT Jamaican Scotch Bonnet

Peperoncino piccante VERY HOT Jamaican Scotch Bonnet

Origine: Jamaica

Piccantezza: 200.000 gradi Shu

Caratteristiche: frutti dalla caratteristica forma simile a quella di un cappello scozzese. Si colorano dal verde al giallo a maturazione avvenuta.

Uso: molto piccante, immancabile nella fantastica salsa per il pollo alla Giamaicana (Jamaican Jerk chicken). Profumo simile ad Habanero, molto fruttato.

 

Peperoncino piccante VERY HOT Habanero rosso

Peperoncino piccante VERY HOT Habanero rosso

Origine: Cuba/Caraibi

Piccantezza: 350.000 gradi Shu

Caratteristiche: forse il più famoso dei peperoncini piccanti. Il profumo è intenso, fruttato, ricorda spiagge bianche dei Caraibi. Il nome” habanero” deriva da L’ Avana, la capitale di Cuba.

Uso: veramente piccante ha un sapore deciso di peperone verde con note di carciofo e cardo amaro. Si usa in piccole quantità sul cioccolato o sui sughi di pomodoro

Peperoncino piccante VERY HOT Calabrese diavolicchio

Peperoncino piccante VERY HOT Calabrese diavolicchio

Origine: Italia

Piccantezza: 150.000 gradi Shu

Caratteristiche: la sua piccantezza è immediata e lascia a bocca aperta! La pianta è un cespuglio compatto ed è estremamente produttiva. Una moltitudine di frutti piccoli, a cornetto, lunghi circa 3 cm, che a maturazione sono di un bel rosso vivo.

Uso: molto utilizzato per il consumo fresco. Si usa per salse piccanti e sui piatti di pasta della tradizione mediterranea.