IL FORNITORE UFFICIALE DEL CONSORZIO DI GRAGNOLA : ORTOMIO

LA LATTUGA SALANOVA DISPONIBILE AL CONSORZIO DI GRAGNOLA

Veloci, fresche e squisite, salvatempo! Praticissime come le insalate in busta ma senza scadenza.
Facilissime da coltivare anche per i bambini.
Raccolta super rapida in una settimana, dopo il taglio ricacciano fino a 5/10 volte.

LE ROSE ANTICHE

A grandi linee potremmo dividere le rose in due categorie: le non rifiorenti e le rifiorenti.
Le prime sono capaci di produrre boccioli solo sulla crescita dell’anno precedente e in linea generale fioriscono dall’inizio di aprile alla fine di luglio.
A questa categoria appartengono tutte le rose di origine europea, mediorientale e anche alcune botaniche americane. Le classi più conosciute sono
- Le botaniche spontanee, che crescono autonomamente. Ne esistono circa 100 specie con grandi differenze tra una e l’altra. Alcune sono amatissime dagli appassionati e trovano svariati usi anche come siepi o barriere (ve ne sono anche di rifiorenti).
- Galliche: le antenate di tutte le rose europee, indigene delle aree centrali del nostro continente
- Centifolia: nata in Olanda nel XVI secolo, è un ibrido tra la rosa damascena e la rosa alba. Ha fiori molto profumati e ricchissimi di petali
- Damascena: proveniente dal Medioriente era però già diffusa in tutta Europa all’epoca dei Romani. Molto profumata.
- Alba: uno tra i gruppi più antichi. Caratterizzata dal portamento molto eretto e da fiori ricchi di petali e spesso con colori tenui.
Le altre, invece, producono nuovi steli recanti in cima boccioli fino all’arrivo della stagione fredda.
- Cinesi: giunsero in Europa da Canton nel 1759 (in particolare la famosa Old Blush). Il patrimonio genetico di questo gruppo fu all’origine della rivoluzione nell’ambito delle piante da giardino introducendo il gene della rifiorenza. Hanno un aspetto più leggero ed elegante rispetto alle europee e i rami e le foglie giovani sono colorati di rosso.
- Portland: sono gradevoli piccoli cespugli caratterizzati da una importante rifiorenza unita alla forma del fiore e al profumo delle specie europee.
- Bourbon: piante di gran moda nel 1800, di cui molte cultivar purtroppo sono andate perdute. Originarie probabilmente dell’isola della Réunion e ottenute grazie all’ibridazione spontanea tra Old Blush e una damascena. Sono fortemente profumate e con forma a coppa del fiore.
- Noisette, ottenute per ibridazione negli Stati Uniti, hanno dimensioni spesso notevoli e un portamento flessuoso e naturale.
- Ibridi perpetui, ottenuti alla metà del 1800 ibridando una bourbon con altre varietà di rose. Hanno portamento piuttosto rigido e poco elegante. I fiori sono spesso a coppa e profumati, rosa o rosa intenso.
- Tè: vennero chiamate così perché arrivarono nel nostro continente sulle stesse navi che trasportavano le foglie di camelia sinesis. Sono caratterizzate da un portamento lasso ed elegante, fiori leggeri portati da peduncoli sottili e spesso rossi. Il profumo è molto particolare e dolce, le colorazioni vanno dal rosa al rosso fino al giallo tenue (novità) e al camoscio.
- Ibridi di moschata ottenute in Inghilterra dal Reverendo Pemberton e in seguito da suoi discepoli. Sono adatte a formare siepi o all’utilizzo come rampicanti. Producono fiori raggruppati in corimbi, molto rifiorenti.
- Ibridi di tè e grandi fiori: in linea generale derivano da incroci tra una rosa tè e un ibrido perpetuo. Vennero introdotte alla fine del 1800. Sono caratterizzate da una forma del fiore molto particolare, con bocciolo appuntito ed elegante. Presente anche il colore giallo brillante.
- Polyantha rose a cespuglio commercializzate a partire dal 1875. Portano fiori a mazzi, sono in genere di piccole dimensioni e vengono usate per la realizzazione di aiuole. Da queste derivano le moderne “paesaggistiche” e le floribunda
- Floribunda alcune molto piccole e adatte ad aiuole, altre più grandi e simili alle HT ma con fiori a mazzi. Categoria di grande successo nel secolo scorso.
- Post Moderne sono le cultivar ottenute negli ultimi cinquanta anni. Possiamo dire che la ricerca si è dedicata al miglioramento della resistenza ai parassiti. Si sta cercando rendere disponibili in una sola pianta forma del fiore, portamento elegante e profumo delle varietà antiche uniti alla resistenza e alla grande varietà di colori. Stanno seguendo questa strada quasi tutti gli ibridatori europei come Austin, Meilland, Delbard.
In linea generale le rose possono essere definite tutte degli arbusti più o meno grandi.
Nei nostri giardini trovano diversi utilizzi: come rampicanti, come arbusti da aiuola, come coprisuolo, come piccoli cespuglietti e per la realizzazione di siepi.
Rampicanti le rose genericamente definite come rampicanti in realtà andrebbero distinte in sarmentose e rampicanti derivanti da rose moderne.
Precisiamo prima di tutto che nessuna di queste ha la capacità di arrampicarsi autonomamente su di una struttura. La loro principale caratteristiche è semplicemente quella di avere rami molto lunghi che, grazie alla flessibilità giovanile, possono essere piegati, legati e indirizzati a nostro piacimento.
Le sarmentose, o ramblers, (che spesso sono rose botaniche o loro ibridi) possiedono spine uncinate utili per crescere sopra ad altri vegetali, in particolare su vecchi alberi. Questo è ancora uno degli usi più affascinanti per loro.
Le cosiddette rampicanti, invece, sono per lo più mutazioni di rose arbustive in cui gli internodi sono diventati più lunghi e così l’intero ramo. Conservano praticamente tutte le caratteristiche della pianta madre, anche se spesso risultano un poco meno rifiorenti.
Le rose sono quasi tutte molto resistenti al freddo e di solito non hanno problemi a vivere fino anche a 1200 metri di altitudine. Se viviamo in aree particolarmente rigide possiamo scegliere tra varietà particolarmente resistenti al gelo. Per esempio le rose rugose coniugano una grande rusticità con la resistenza alle malattie. Tutto questo unito ad una lunga stagione di fioritura.
Possiamo invece dire che le rose possono patire particolarmente il caldo. Se viviamo nelle regioni meridionali è possibile che questi arbusti abbiamo un periodo di estivazione più lungo rispetto ad altrove. Per avere un giardino sempre fiorito puntiamo su specie che tollerino meglio la calura, quali tutte le tè e le cinesi.
Le rose sono piuttosto tolleranti, prediligono però suoli freschi, ricchi e anche abbastanza argillosi e pesanti. Se il nostro substrato è troppo leggero possiamo correggerlo tramite l’utilizzo frequente di ammendanti organci.
Se viviamo in aree costiere caratterizzate da molta salsedine e terreno sabbioso una soluzione potrebbero essere sempre le rose rugose o anche le rose scozzesi, provenienti proprio da questo tipo di ambiente.
Questo è un punto della massima importanza. Bisogna sempre cercare di rendere questi arbusti, caratterizzati da radici fittonanti profonde, il più possibile autonomi. Irrighiamo quindi abbondantemente anche ogni 15 giorni durante i primi mesi dalla messa a dimora. Cerchiamo però col tempo di distanziare sempre di più gli interventi in maniera che l’apparato radicale non rimanga troppo superficiale.
Un ciclo ideale di concimazione prevede in autunno una distribuzione abbondante di stallatico pellettato al piede delle piante, da inglobarsi poi in primavera con l’aggiunta di qualche manciata di concime granulare a lenta cessione in cui siano preponderanti fosforo e potassio.
La somministrazione del fertilizzante di sintesi va ripetuta alla fine della prima fioritura.
L’esposizione ideale per quasi tutte le rose è il pieno sole, cioè all’incirca 6 ore giornaliere di luce diretta.
Alcune tipologie però, in particolare di rose antiche, tollerano bene però anche la mezz’ombra. Se in alcune zone del vostro giardino vi è questa condizione prendetele in considerazione.
La potatura delle rose differisce in maniera decisa tra le varie tipologie.
In linea generale possiamo dire che
- Le rose moderne vanno potate in autunno o primavera lasciando al massimo tre gemme dal basso. Le rose postmoderne vanno ridotte da 1/3 a ½ della loro lunghezza. Si dovrà intervenire dopo ogni fioritura eliminando circa un terzo del ramo per incentivare la ricrescita
- Le rose rampicanti non vanno potate per i primi anni. In seguito si dovranno accorciare i rami secondari e eliminare via via i primari diventati troppo vecchi per incentivare il rinnovamento
- Le ramale vanno potate solo per contenimento o per eliminare branche morte o danneggiate
- Le rose antiche possono essere lasciate indisturbate anche per molti anni. Se si vuole intervenire però bisogna sapere che vanno potate dopo la fioritura, in estate, accorciando i rami di un terzo.

IPOMEA BATATAS O PATATA DOLCE AMERICANA

Morfologia: grossa radice tuberizzata, soda, carnosa, affusolata, allungata, ellittica, di

colore marrone chiaro o ocraceo-rossastro esternamente, mentre internamente biancastra,

leggermente rosata, gialliccia, rossastra, violacea, sovente un poco profumata.

Quando si coglie: in Autunno.

Pregio: fornisce percentuali molto basse di proteine e percentuali irrisorie di lipidi, mentre

più consistenti sono i contenuti in amido e zuccheri semplici. Tra i micronutrienti sono

presenti potassio, magnesio, ferro, tiamina, riboflavina, niacina, vitamina C, carotenoidi e

le sostanze aromatiche responsabili delle sensazioni retrolfattive che ricordano la castagna.

Uso: si prepara e si cuoce come una comune patata, con gli stessi tempi di cottura e la

medesima versatilità. Si consuma in varie pietanze come nelle zuppe, nelle minestre, nelle

vellutate, negli umidi. Buona anche per la preparazione di creme dolci e salate, frittelle,

polpette, sformati.

COME EVITARE CHE LE PATATE GERMOGLINO IN MAGAZZINO

Si può dire che se per conservare adeguatamente le patate è facile disporre di un ambiente buio, avere la temperatura adatta di conservazione è più difficile. Se la temperatura del luogo di conservazione delle patate è troppo elevata, cioè superiore ai 6-8 °C, i tuberi delle varietà precoci (per esempio Primura e Jaerla) tendono a germogliare più facilmente rispetto alle varietà tardive (per esempio Kennebec e Majestic), ma non è una regola generale. In ogni caso, per mantenere un’accettabile qualità delle patate, è essenziale eliminare i germogli dai tuberi appena si formano, senza attendere che si sviluppino in modo eccessivo. Insieme alla temperatura che non deve superare i 6-8 °C, l’ambiente non deve risultare asciutto – ma nello stesso tempo non eccessivamente umido, quindi sopra il 75% di umidità, per non favorire lo sviluppo di marciumi – altrimenti le patate perderebbero troppa acqua (si disidratano). È altrettanto importante che nel locale la temperatura non scenda mai sotto i 3-4 °C, altrimenti i tuberi possono assumere un sapore dolciastro poco gradevole (indolcimento).

COME PREPARARE IL TRAPIANTO DEL POMODORO

• TERRENO ED ESPOSIZIONE: si adatta a qualsiasi tipo di terreno, preferendo quelli a medio impasto, freschi, fertili e ben drenati. In posizione soleggiata, al riparo dai venti.
• CLIMA: temperatura ideale di crescita di 20-24°, tra 0 e -2° la pianta rischia la morte. Per l’allegagione dei frutti temperatura min. ottimale 9-13°, max 22-24°; sopra i 32° il polline perde vitalità.
• EPOCA E MODALITÀ DI TRAPIANTO: in serra da febbraio, da fine marzo al 15 aprile in campo aperto con protezione. Poi senza protezione. Consigliabile l’interramento in buca al trapianto di una buona quantità di sostanza organica (se non si è fatto in precedenza) e l’apporto di terriccio di buona qualità nella zona circostante la radice. La piantina del pomodoro, a differenza delle altre specie, volendo può essere messa più in profondità, interrando oltre metà fusto se ben sviluppato.

• CONCIMAZIONE: un paio di settimane prima del trapianto, interrare una quantità abbondante di sostanza organica, e un po’ di concime ternario di buona qualità. Al trapianto spargere 2 pugni di terriccio di buona qualità intorno al pane di terra della piantina. Dopo il trapianto fertilizzare ogni 3-4 settimane, privilegiando l’apporto di fosforo e azoto nelle prime fasi, fino alla formazione di una pianta ben sviluppata. Potassio da ingrossamento a maturazione.
• ANNAFFIATURA : abbonante al trapianto, poi proseguire mantenendo fresco il terreno, evitando attentamente i ristagni. Controllare la formazione di crepe, che disperdono l’acqua, eliminandole con periodiche lavorazioni superficiali del terreno. Abbondare con l’acqua nel periodo di piena estate, con temperature elevate. Ridurre le innaffiature in presenza di molti frutti maturi.
• PROTEZIONE: nei trapianti molto precoci ed in zone collinari è utile piantare su terreno coperto con pacciamatura e proteggere le piante con agrovelo, appoggiato su archetti. Dopo 2-4 settimane l’agrovelo può essere rimosso.
• CURA E MANUTENZIONE: quando la pianta raggiunge i 30 cm di altezza dovrebbe essere legata ad un sostegno (canna, paletto o spago). Eliminare i getti ascellari lasciando solo la cima tranne che per le varietà determinate (nane) da salsa e da mensa.
• TRATTAMENTI: consigliabile trattare frequentemente con poltiglia bordolese (rame). Altri prodotti all’occorrenza.
• PRODUZIONE E RACCOLTA: dai 4-5 kg ai 9-10 della serra.
• CONSERVAZIONE: a seconda della varietà e dello stadio di maturazione, si conservano per 5-15 giorni in frigorifero a 3-6 °.
• CONSOCIAZIONE: Possono trarre benefici dalla vicinanza di carote, cicoria, lattughe, cavoli, ravanelli, basilico e spinaci.
• AVVERSITÀ : Patologie: peronospora, tracheomicosi, batteriosi. Parassiti animali: afidi, ragnetto rosso (acari), cimici. Virosi.
• AVVERSITÀ CLIMATICHE: scottatura dei frutti, spaccature da eccesso idrico, gelate, asfissia radicale e marciume apicale da siccità.

EVITARE LE MALATTIE DEL POMODORO, L'IMPORTANZA DELLE RESISTENZE

CRESCE LA PRESSIONE DELLE MALATTIE

LA PRESSIONE CRESCENTE DI ALCUNE GRAVI MALATTIE, UNITA ALLA INSUFFICIENTE ROTAZIONE, STA GENERANDO L'ESIGENZA DI AVERE A DISPOSIZIONE NEI NOSTRI ORTI VARIETA' CHE SIANO ANCHE RESISTENTI ALLE PATOLOGIE PIU' INSIDIOSE. CON VARIETA' MOLTO SENSIBILI ALLE MALATTIE PIU' GRAVI E' MOLTO PIU' COMPLICATO PRODURRE I NOSTRI ORTAGGI PREFERITI SENZA UTILIZZARE TROPPI AGROFARMACI. 

VARIETA' PIU' RESISTENTI DALLA RICERCA

LA RICERCA IN CONTINUA EVOLUZIONE NEL POMODORO, CI PERMETTE DI PROPORVI OGNI ANNO SEMPRE PIU' VARIETA' CHE UNISCONO VALIDE CARATTERISTICHE GUSTATIVE E PRODUTTIVE AD UNA MAGGIORE FACILITA' DI COLTIVAZIONE. QUESTO E' POSSIBILE GRAZIE ALLE RESISTENZE GENETICHE CHE TECNICI ATTENTI E PREPARATI SONO RIUSCITI AD INTRODURRE NELLE NUOVE VARIETA' IBRIDE OTTENUTE CON METODI TRADIZIONALI. IL PREZZO DI QUESTI SEMI A VOLTE PIU' ELEVATO RISPETTO A VARIETA' SIMILI MA PRIVE DI RESISTENZE, MA I RISULTATI IN CAMPO SI VEDONO 

RESISTENZA ALLE VIROSI

Da qualche tempo vi stiamo offrendo diverse varietà resistenti a virosi, ma non tutti i virus sono ugualmente presenti e pericolosi nel nostro paese. Ci siamo concentrati nel selezionare per voi le varietà resistenti al virus TSWV, presente in diversi areali italiani dove ha reso quasi impossibile produrre gli ibridi di pomodoro privi di queste resistenze. Le varietà segnalate in questa guida “resistenti a virosi” sono tutte res. a virus TSWV.

FINALMENTE LA RESISTENZA ALLA PERONOSPORA

La grande novità del 2016 è stata sicuramente la disponibilità delle prime varietà di pomodoro resistenti a Peronospora, che trovate in questa guida tra le varietà nane da salsa. Abbiamo allargato la gamma per il 2017 con la varietà da palo Crimsom Crush, in esclusiva per Voi.

RESISTENZA ALLE MALATTIE DEL SUOLO

È importantissima, specialmente in terreni dove da molti anni si coltivano pomodori senza la necessaria rotazione o con situazioni climatiche che hanno provocato un ristagno idrico. In questi casi potrebbe diventare indispensabile la resistenza a malattie del suolo come Tracheomicosi e Nematodi. Buona parte delle nostre varietà sono resistenti a queste avversità radicali. Le varietà antiche normalmente sono sprovviste di queste resistenze, per questo è importante il lavoro della ricerca per avere nuovi ibridi con le qualità gustative dei pomodori antichi e maggiore resistenza alle malattie del suolo. Nell’attesa possiamo sfruttare le varietà antiche INNESTATE.

RESISTENZA NON SIGNIFICA IMMUNITÀ! Attenzione però a non caricare di eccessive aspettative le varietà resistenti a gravi patologie. Resistenza a Peronospora o Virus non significa immunità! Le varietà resistenti, in condizioni di alta pressione dei patogeni, possono essere colpite anch’esse, ma in modo molto meno grave rispetto a quelle sensibili, ed è molto più semplice prevenirne i danni anche solo con metodi Bio.                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                            

IL CONSORZIO DI GRAGNOLA HA IL POMODORO CRIMSON CRUSH F1

IL POMODORO PIU' RESISTENTE ALLA PERONOSPORA CRIMSON CRUSH E' DISPOBIBILE AL CONSORZIO DI GRAGNOLA

IL PIU' RESISTENTE ALLA PERONOSPORA DEL MONDO!

FINALMENTE DOPO ANNI DI RICERCA E' ORA DISPONIBILE IL POMODORO CRIMSON CRUSH F1. IN ESCLUSIVA AL CONSORZIO DI GRAGNOLA LA VARIETA' DI POMODORO PIU' RESISTENTE ALLA PERONOSPORA, LA PATOLOGIA PIU' DIFFUSA E PERICOLOSA DEL POMODORO. QUESTA RESISTENZA PERMETTE ALLA PIANTA, IN CASO DI ATTACCO, DI NON ESSERE, COMPLETAMENTE DISTRUTTA COME LE ALTRE VARIETA'. I FRUTTI , IN GRAPPOLI DI COLORE ROSSO VIVO, SONO SODI E DAL BUON SAPORE. MOLTO PRODUTTIVO, LA PEZZATURA DELLE BACCHE PUO' SUPERARE I 150 GRAMMI. AMPIA GAMMA DI RESISTENZE CHE COMPRENDE PATOLOGIE RADICALI E FOGLIARI. OTTIMO SIA IN INSALATA CHE SULLA GRIGLIA. 

SALANOVA A FOGLIA LISCIA O RICCIA

SALANOVA A FOGLIA LISCIA O RICCI SI TROVA AL CONSORZIO DI GRAGNOLA

SALANOVA E' UNA LATTUGA " MULTIFOGLIA " PERCHE' HA UNA QUANTITA' DI FOGLIE 3 VOLTE MAGGIORE RISPETTO AD UNA LATTUGA NORMALE. RAPIDA E FACILE LA PREPARAZONE: CON UN SOLO TAGLIO SI SEPARANO TUTTE LE FOGLIE ED E' GIA' PRONTA DA CONDIRE.LATTUGA INIMITABILE, BUONISSIMA ED ELEVATA DIGERIBILITA' IN QUANTO LE SUE FOGLIE,GUSTOSE E SAPORITE, NON ASSORBONO ECCESSIVAMENTE I CONDIMENTI. CRESCE BENE ANCHE IN VASI SINGOLI ( 15 CM), ALLA SOLA LUCE DI UNA FINESTRA. 

INFLUENZA DELLA LUNA NELL'ORTO, LEGGENDA O REALTA'?

E' DIFFICILE DA DIMOSTRARE, MA ANCHE NELL'ORTO LA LUNA PUO' AVERE UNA SUA INFLUENZA. IL FATTO CHE QUESTA NON SIA COSI' EVIDENTE CONFERMA CHE ABBIAMO A CHE FARE CON UN CONDIZIONAMENTO LIEVE, CHE SOLITAMENTE CONCORRE IN MODO MARGINALE AL RISULTATO FINALE E SOLO IN RARI CASI PUO' DIVENTARE DECISIVO. 

QUESTI I DIVERSI ASPETTI CHE LA LUNA POTREBBE INFLUENZARE: 

1) LA SALITA A FIORE DI VARIETA' PIU' SENSIBILI COME FINOCCHI E CIPOLLE

2) LA MAGGIORE O MINORE RAPIDITA' DI ACCRESCIMENTO DELLE PIANTE

3) LA CONSERVABILITA' DEI PRODOTTI RACCOLTI

4) L'AGGRESSIVITA' DI PARASSITI E MALATTIE

5) L'EFFICACIA MAGGIORE O MINORE DI IRRIGAZIONE, CONCIMAZIONE, TRATTAMENTI

L'INFLUENZA DELLA LUNA SULLE SEMINE E SUI TRAPIANTI

E' SOPRATTUTTO QUANDO SEMINIAMO DIRETTAMENTE IN CAMPO CHE LA LUNA PUO' INFLUENZARE MAGGIORMENTE LA COLTIVAZIONE. QUESTO ESSENZIALMENTE PER DUE MOTIVI: 1) LE GIOVANI PLANTULE APPENA GERMINATE, ATTRAVERSANO LA FASE PIU' CRITICA DELLA LORO VITA ESPOSTE AI FENOMENI CLIMATICI, CHE SE SFAVOREVOLI POTREBBERO AGGRAVARE IL NEGATIVO EFFETTO DELLA LUNA. NELLE PIANTINE DA TRAPIANTO, ALLEVATE IN VIVAIO, L'EVENTUALE FASE LUNARE DI SEMINA SFAVOREVOLE E' ANNULLATA DALL'ASSENZA DI STRESS AMBIENTALI. LE TEMPERATURE INFATTI SONO CONTROLLATE FIN DALL'EMERGENZA DEI SEMI, EVITANDO PERICOLOSI STRESS TERMICI. L'IRRIGAZIONE E' APPORTATA SOLO QUANDO NECESSARIA, NON DIPENDENDO DALLE CONDIZIONI CLIMATICHE STAGIONALI, EVITANDO COSI' QUALSIASI CARENZA OD ECCESSO. 2) BUONA PARTE DELLE VARIETA' UTILIZZATE PER LA SEMINA DIRETTA IN CAMPO, SONO MENO RESISTENTI AGLI STRESS CLIMATICI, ALLA SALITA A SEME E A DIVERSE PATOLOGIE RISPETTO A QUELLE UTILIZZATE DAI VIVAI PROFESSIONALI. PER QUESTO IN ALCUNI CASI L'EFFETTO LUNARE PUO' INCIDERE MAGGIORMENTE SU DI ESSE. 

CONVIENE TAGLIARE LE FOGLIE DI CIPOLLE PRIMA DI TRAPIANTARLE?

PUR NON ESSENDO SEMPRE INDISPENSABILE CIMARE LEGGERMENTE O ABBONDANTEMENTE NEL CASO FOSSERO MOLTO SVILUPPATE, LE FOGLIE DELLE PIANTINE DI CIPOLLE PORRI FINOCCHI LATTUGHE RADICCHI, PRIMA DI TRAPIANTARLE,DA' ALLE PIANTINE ALCUNI VANTAGGI. RIDUCE IL RISCHIO DISIDRATAZIONE NEI PERIODI CALDI, LIMITA LA POSSIBILITA' CHE CON L'IRRIGAZIONE LE FOGLIE RESTINO ATTACCATE AL TERRENO, RIDUCE L'ESPOSIZIONE AL VENTO E STIMOLA UNA PRONTA RADICAZIONE

E' POSSIBILE PRODURRE BENE, UTILIZZANDO SOLO CONCIMI BIOLOGICI?

LA CARENZA DI SOSTANZA ORGANICA E' NORMALMENTE LA PRIMA CAUSA DI SCARSA PRODUZIONE NEGLI ORTI. E' POSSIBILE PRODURRE BENE ANCHE UTILIZZANDO UNICAMENTE CONCIMI BIOLOGICI, A PATTO DI UTILIZZARLI CON GENEROSITA': NON BASTA UN PUGNO DI STALLATICO PER OTTENERE BUONI RISULTATI! L'IDEALE SAREBBE APPORTARE OGNI ANNO 3-6 KG. PER MQ. DI LETAME MATURO DI ALMENO UN ANNO, ANCHE IN BUCA AL TRAPIANTO, CON L'AGGIUNTA DI UN BUON CONCIME ORGANO MINERALE BIO A PRONTO EFFETTO SE NECESSARIO. IN ALTERNATIVA STALLATICO PELLETTATO E POLLINA + COMPOST O TERRICCIO DI BUONA QUALITA' + CONCIME ORGANO MINERALE. UN OTTIMO SISTEMA E' QUELLO DI UTILIZZARE SALTUARIAMENTE ANCHE UN MIX DI PRODOTTI NATURALI COME CORNUNGHIA MELASSO AGROGEL PANELLO DI RICINO E NEEM ALGHE HUMUS DI LOMBRICO ECC. SE LE PIANTE SONO IN CRISI O HANNO SVILUPPO STENTATO POSSONO ESSERE AIUTATE CON IL LETAME MACERATO IN ACQUA

I CONCIMI CHIMICI SONO SEMPRE DA EVITARE?

SE IL NOSTRO TERRENO E' MOLTO FERTILE ED ARRICCHITO COSTANTEMENTE DI SOSTANZA ORGANICA (LETAME), I CONCIMI CHIMICI NON SONO INDISPENSABILI. IN QUELLI POVERI INVECE INSIEME A FERTILIZZANTE ORGANICO E COMPOST, UN PUGNO DI CONCIME CHIMICO MINERALE TERNARIO IN BUCA E' SEMPRE UTILE, SPECIALMENTE PER GLI ORTAGGI DA FRUTTO. E' COMUNQUE BENE NON ECCEDERE PER NON DANNEGGIARE LOMBRICHI E MICRORGANISMI UTILI DEL SUOLO. EVITARE L'ABUSO DI UREA NITRATO AMMONICO SOLFATO AMMONICO CHE RENDONO LE PIANTE PIU' SUSCETTIBILI ALLE MALATTIE ED AGLI STRESS CLIMATICI E PEGGIORANO LA CONSERVABILITA' ED IL SAPORE DEGLI ORTAGGI

L'ORTO SENZA RESIDUI CHIMICI

IL CONSORZIO DI GRAGNOLA TI INSEGNA COME COLTIVARE LE PIANTE DA ORTO CON METODO NATURALE E BIOLOGICO!

NEGLI ULTIMI ANNI LE FRODI ALIMENTARI SONO STATE DI FREQUENTE AL CENTRO DELLA CRONACA. QUELLO CHE ABBIAMO VISTO IN TV E' SCONCERTANTE: PRODOTTI BIOLOGICI CON TANTO DI CERTIFICATO MA CHE, IN REALTA', DI BIOLOGICO NON AVEVANO PROPIO NULLA,ANZI, CONTENEVANO RESIDUI CHIMICI PIU' ALTI DI QUELLI COLTIVATI IN MODO CONVENZIONALE. SICURAMENTE NON BASTA UN SERVIZIO TELEVISIVO PER RIASSUMERE TUTTA LA COMPLESSITA' TUTTA LA COMPLESSITA' DEI PRODOTTI "BILOGICI" SIANO ESSI ORTAGGI OD ALTRO. MA, PER QUELLO CHE CI RIGUARDA, IL NOTEVOLE INCREMENTO DELLA COLTIVAZIONE DEGLI ORTI FAMIGLIARI SIA IN VASO CHE SU BALCONI E TERRAZZI, è DOVUTO PRINCIPALMENTE ALLA NOSTRA RICERCA DI SICUREZZA, BONTA' E GUSTO DI QUELLO CHE CONSUMIAMO. SIAMO CONSAPEVOLI CHE SOLO GLI ORTAGGI DEL NOSTRO ORTO, QUELLI CHE COLTIVIAMO PERSONALMENTE E VEDIAMO CRESCERE OGNI GIORNO SOTTO I NOSTRI OCCHI, POSSONO CONSIDERASI SICURI E SENZA NESSUN RESIDUO CHIMICO. LE PIANTE DA ORTO DEL CONSORZIO DI GRAGNOLA SONO COLTIVATE ALLO SCOPO DI SODDISFARE QUESTA ESIGENZA. IL CONSORZIO DI GRAGNOLA TI OFFRE PIANTE PER L'ORTO DI CASA MOLTO SANE E RESISTENTI. COLTIVARE L'ORTO DI CASA CON METODO NATURALE O BIOLOGICO E' CIOE' SENZA L'USO DELLA CHIMICA, SEGUITE I NOSTRI CONSIGLI E LE NOSTRE INDICAZIONI. IL RISULTATO CHE OTTERRETE E' UN PERFETTO MIX TRA AGRICOLTURA ECOLOGICA A KM 0 E LA VERA AGRICOLTURA BIOLOGICA!

 

POMODORO INNESTATO, MA CHE SENSO HA?

ESSENDO IL POMODORO UNA PIANTA MOLTO RUSTICA, CHIEDERSI SE POSSA AVERE SIGNIFICATO INNESTARLA, E' UN INTERROGATIVO LEGITTIMO. VEDIAMO QUANDO HA UN SENSO UTILIZZARE LE PIANTE DI POMODORO INNESTATE:

1) QUANDO SI COLTIVANO VARIETA' ANTICHE PER AUMENTARE LA RESISTENZA ALLE MALATTIE DEL SUOLO E LA PRODUTTIVITA' IN TERRENI POVERI O SFRUTTATI

2) QUANDO SI VUOLE OTTENERE UNA MAGGIORE DIMENSIONE DELLE BACCHE ED UNA PRODUZIONE PIU' PRECOCE E PROLUNGATA NEL TEMPO

3) QUANDO SI DESIDERA INCREMENTARE LA TOLLERANZA AGLI STRESS CLIMATICI: CALDO FREDDO VENTO RISTAGNI IDRICI

4) QUANDO SI DESIDERANO PIANTE IN GRADO DI REAGIRE RAPIDAMENTE AGLI ATTACCHI DI PARASSITI E PATOLOGIE

5) QUANDO SI MIRA AD OTTENERE LA MASSIMA PRODUZIONE, AVENDO POCHE PIANTE A DISPOSIZIONE O NELLA COLTIVAZIONE IN VASP

6) QUANDO SI VUOLE RAGGIUNGERE UNA PRODUZIONE ACCETTABILE, CON RIDOTTA CONCIMAZIONE

IL CONSORZIO DI GRAGNOLA TI CONSIGLIA COME COLTIVARE I PEPERONI CON SUCCESSO

NELL'ORTO IL PEPERONE E' TRA LE SPECIE DA SEGUIRE CON MAGGIORE CURA E ATTENZIONE, PER POTER CONSEGUIRE I RISULTATI ATTESI DI UNA PRODUZIONE GENEROSA E NON TROPPO TARDIVA NELLA STAGIONE. VEDIAMO INSIEME I PASSI PIU' IMPORTANTI DA METTERE IN PRATICA, PER AVERE SUCCESSO:

1) EFFETTUARE UNA ROTAZIONE COLTURALE LUNGA, POSSIBILMENTE DI 5 ANNI, EVITANDO POMODORO E MELANZANA

2) EVITARE DI TRAPIANTARE IN UNA POSIZIONE DELL'ORTO A RISCHIO RISTAGNO IDRICO

3) AL TRAPIANTO, CONCIMARE ABBONDANTEMENTE IN BUCA CON STALLATICO, POLLINA E FERTILIZZANTE TERNARIO. PORRE TERRICCIO DI BUONA QUALITA' O COMPOST, VICINO AL PANE DI TERRA DELLE PIANTINE

4) STACCARE TUTTI I FRUTTI PRODOTTI PRECOCEMENTE, NON APPENA RAGGIUNGONO LE DIMENSIONI DI UNA NOCE, FINO A QUANDO LA PIANTA NON SIA BELLA VIGOROSA.NUTRIRE SETTIMANALMENTE LA PIANTA, NEL PRIMO MESE DOPO IL TRAPIANTO, CON LETAME MATURO MACERATO O CONCIME LIQUIDO BIOLOGICO A PRONTO EFFETTO 

GLI INSETTICIDI E I FUNGICIDI CHIMICI SONO PERICOLOSI?

L'UTILIZZO INDISCRIMINATO, NEGLI ORTI, DI PRODOTTI CHIMICI DI SINTESI, HA MOLTE POTENZIALI CONTROINDICAZIONI: RISCHIO DI PRESENZA DI RESIDUI CHIMICI AL MOMENTO DELLA RACCOLTA, INQUINAMENTO PER DERIVA DELLE PIANTE CONFINANTI CON QUELLE TRATTATE (MAGARI PRONTE PER IL CONSUMO), DANNEGGIAMENTO DELL'ECOSISTEMA, CONTATTO FREQUENTE CON PRODOTTI DA MANIPOLARE CON ATTENZIONE. DOBBIAMO ASSOLUTAMENTE RICORDARCENE IN PREVISIONE DI PERIODI PIOVOSI PROLUNGATI, QUANDO RISPARMIARCI UN INTERVENTO PREVENTIVO CON UN ANTIPERONOSPORICO NON DILAVABILE, PUO' SIGNIFIACRE PERDERE IN POCHI GIORNI TUTTO IL RACCOLTO. A QUEL PUNTO I POMODORI DOVREMO ANDARE A COMPRARLI E STATE PURE CERTI CHE QUELLI DI TRATTAMENTI NE AVRANNO RICEVUTI MOLTI DI PIU' (CON PRODOTTI MAGARI POCO TOSSICI, MA NOI LO IGNORIAMO!) E NON SAPPIAMO SE SIAMO STATI RISPETTATI O MENO I TEMPI DI CARENZA! E' IN QUESTI CASI CHE SI CORRONO DEGLI EFFETTIVI RISCHI SE NON SI RISPETTANO I TEMPI INDICATI SULL'ETICHETTA DEI PRODOTTI, AFFINCHE' NON RESTINO RESIDUI DELL'AGROFARMACO, SEMPRE POTENZIALMENTE PERICOLOSI PER LA SALUTE 

LE REGOLE D' ORO PER EVITARE LA PERONOSPORA

1) UTILIZZARE VARIETA' RESISTENTI ALLA PERONOSPORA 

2) TRAPIANTARE ALLA GIUSTA DISTANZA ( NON MENO DI 40 CM )

3) EVITARE L'ECCESSO DI CONCIMI AZOTATI 

4) TRATTARE LE PIANTE CON RAME OGNI 10-15 GIORNI

5) RIPETERE IL RAME DOPO I TEMPORALI 

6) COLTIVARE QUALCHE PIANTA ANCHE IN SERRA 

 

IL CONSORZIO DI GRAGNOLA HA IL POMODORO QUINTO GUSTO F1

IL POMODORO QUINTO GUSTO E' DISPONIBILE AL CONSORZIO DI GRAGNOLA

STRAORDINARIA NOVITA IN ESCLUSIVA AL CONSORZIO DI GRAGNOLA: POMODORINO CHE RAGGIUNGE ECCELLENZE GUSTATIVE ADDIRITTURA SUPERIORI AL FAMOSO CAMONE SARDO,ANCHE FUORI DALLE AREE TIPICHE DI PRODUZIONE.FRUTTI DI 40-60 GR, DALLA POLPA CROCCANTE.OLTRE AL SAPORE UNICO, LA VARIETA é CARATTERIZZATA DA UN ELEVATO CONTENUTO DI ANTOCIANI E LICOPENE CHE NE FANNO VERO E PROPRIO "SUPER FOOD". RESISTENTE A MARCIUME DEI FRUTTI,è PRODDUTTIVO ANCHE NEI PERIODI PIù CALDI SI CONSERVA OTTIMAMENTE MATURO SULLA PIANTA.RESISTENTE A MOLTE PATOLOGIE RADICALI. PIù SAPORE E PIù SALUTE : L' ALTO CONTENUTO IN ANTOCIANI E LICOPENE RALLENTA L' INVECCHIAMENTO!!! SAPORE SORPRENDENTE !!!!!